Castelforte

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Castelforte
comune
Castelforte – Stemma Castelforte – Bandiera
Castelforte – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Latina-Stemma.png Latina
Amministrazione
Sindaco Patrizia Gaetano (PdL-UDC) dal 06/05/2012
Territorio
Coordinate 41°18′00″N 13°50′00″E / 41.3°N 13.833333°E41.3; 13.833333 (Castelforte)Coordinate: 41°18′00″N 13°50′00″E / 41.3°N 13.833333°E41.3; 13.833333 (Castelforte)
Altitudine 134 m s.l.m.
Superficie 29,99 km²
Abitanti 4 507[1] (30-06-2011)
Densità 150,28 ab./km²
Frazioni Suio
Comuni confinanti Coreno Ausonio (FR), Rocca d'Evandro (CE), Sant'Andrea del Garigliano (FR), Santi Cosma e Damiano, Sessa Aurunca (CE), Vallemaio (FR)
Altre informazioni
Cod. postale 04021
Prefisso 0771
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 059004
Cod. catastale C104
Targa LT
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 313 GG[2]
Nome abitanti castelfortesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelforte
Posizione del comune di Castelforte nella provincia di Latina
Posizione del comune di Castelforte nella provincia di Latina
Sito istituzionale

Castelforte è un comune italiano di 4.507 abitanti della provincia di Latina nel Lazio.

Veduta del centro storico
Castrum Forte, la valle del Garigliano, il mar Tirreno

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Castelforte è sito al confine sud-orientale della Provincia di Latina, alle estreme propaggini del massiccio dei Monti Aurunci, gli antichi Montes Vescini. Il centro storico si trova su di un'altura collinare, così come anche la frazione Suio. Da queste colline si domina la valle del fiume Garigliano. Il territorio comprende la valle che collega le due alture.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Classificazione climatica: zona C, 1313 GR/G

Storia[modifica | modifica sorgente]

Non si hanno notizie esatte sulla fondazione di Castelforte. Alcuni studiosi, tra i quali Figlioli, sostengono che Castelforte sia sorto sulle rovine dell'antica città di Vescia, appartenente alla Pentapoli Aurunca, distrutta dai romani nel 340 a.C.

Su tutto il territorio del Comune giacciono una grande quantità di antiche vestigia, ma non si hanno notizie storiche esatte risalenti all'epoca preromana e romana a parte quelli relativi alle imponenti Terme Vescinae. Erano ubicate nel territorio delle attuali Terme di Suio, frazione di Castelforte, molto frequentate in epoca Imperiale, databili con certezza al III secolo; comunque l'esistenza della fonte termale era nota anche in epoca precedente.

Castrum Forte nacque indubbiamente prima dell'anno 1000 come difesa del retroterra od anche come rifugio degli abitanti della piana sottostante. L'impostazione urbana è di una tipica piazza d'armi: ciò si può rilevare dalla cinta muraria munita di torrioni circolari, dalla porta di accesso e dal maschio imponente, punto di avvistamento e di comunicazione con le altre fortificazioni della zona. Il castello più vicino a Castrum Forte è Castrum Suji, a Suio. Per questa che è la frazione più importante si hanno dati sulla fondazione più certi, dovuta alla maggiore importanza storica di Suio. Sorto prima di Castelforte, Suio era strettamente legata al controllo delle proprietà del monastero di Montecassino. Entrambi i castelli erano posti in posizione tale da costituire un ottimo punto di vedetta e di guardia al fiume Garigliano, all'epoca importante via fluviale di comunicazioni tra Montecassino ed il mar Tirreno.

Appare verosimile l'ipotesi che i primi insediamenti avvennero tra l'881 ed il 915 come risposta al campo trincerato saraceno, base per scorrerie, che in quel periodo sorgeva sulla riva destra del Garigliano. Nella località tuttora chiamata Vattaglia (cioè battaglia, in dialetto) si ebbe nell'agosto 915 lo scontro delle truppe della lega voluta dal Papa Giovanni X. Truppe guidate in campo dal papa stesso accorsero da tutto il regno d'Italia, appena ricostituito, per scacciare i Saraceni dai loro insediamenti sulla penisola. Alla lega partecipavano anche Longobardi e Bizantini. La battaglia del Garigliano fu il capitolo conclusivo della guerra. Tra i nobili che parteciparono alla battaglia si ricordano Alberico duca di Spoleto, Atenolfo II di Capua e figlio Landolfo II, Guasinaro II di Salerno, il duca di Napoli Gregorio IV, Giovanni I e lo stratega Niccolò Picingli, inviato da Bisanzio. Per tre mesi gli arabi resistettero in attesa di aiuti dalla Sicilia. Poi tentarono di fuggire sui monti, ma vennero raggiunti e sconfitti e così finì un lungo periodo di terrore per la Terra di San Benedetto.

Nell'ottobre del 1079 l'abate Desiderio concesse agli abitanti di Suio le “Chartae libertatis” ovvero “Carte di franchigia”, come aveva già fatto nel 1061 per Traetto in quanto nuova terra acquisita dalla Signoria di Montecassino. Queste carte includevano una serie di privilegi molto moderni.

Nel 1320, col permesso di Re Roberto d'Angiò, si erano stabiliti in pianura molti cittadini di Castri Sugii per coltivare i campi. A causa della malaria si trasferirono a Castri Forte che era assurto come il centro più importante della zona.

A Castelforte sostò Consalvo di Cordova che conduceva l'esercito spagnolo che nella battaglia del Garigliano del 29 dicembre 1503 pose fine al dominio francese sul meridione d'Italia. Ai piedi di Suio fu gettato un ponte che permise di assalire le truppe francesi di sorpresa.

È del 1620 il primo documento che attesta la disputa territoriale con la comunità di Santi Cosma e Damiano, allora chiamata de' I Casali. La disputa che dura fino ad oggi e nei secoli sono avvenute anche diverse aggregazioni amministrative delle due comunità.

Dal gennaio 1640 al maggio 1645, Severino Fusco, nato a Castelforte in una nobile famiglia, fu abate a Montecassino.

Tra il 1798-99 le truppe Napoleoniche attraversano l'Italia spodestando i regnanti. In questo periodo i Castelfortesi insorgono contro gli invasori e contribuirono con due compagnie di volontari alle truppe a massa di Fra' Diavolo. La prima compagnia di 105 uomini era comandata da Filippo Gionta, la seconda di 93 uomini comandata da Giuseppe Vellucci. Il sacerdote di Castelforte Don Benedetto Ciorra partecipò come cappellano. Castelforte fu assediato per ritorsione dalle truppe Franco-Polacche del gen. Dambroski nel giorno di Pasqua del 1799 ed espugnato. Seguì la rappresaglia contro la popolazione. I morti castelfortesi furono 34 ai quali devono aggiungersi gli abitanti Santi Cosma e Damiano che avevano lottato al loro fianco.

Nel 1807 Suio fu aggregato amministrativamente in maniera definitiva a Castelforte per mancanza di popolazione.

A Castelforte si costituì cellula di tipo carbonaro, la Grande Unione dell'Unità d'Italia, ispirata alle idee mazziniane. Molti Castelfortesi subirono un lungo processo per questo nell'anno 1848 dalla Gran Corte Criminale di Santa e furono imprigionati.

Il 15 gennaio 1905 nasce a Castelforte Giuseppe Aloia, futuro capo di stato maggiore dell'Esercito e della Difesa.

Nel 1943-44, durante la risalita delle truppe alleate verso Roma, per oltre nove mesi Castelforte fu sottoposto ad incessanti bombardamenti parte degli alleati per contrastare i tedeschi che qui tenevano la linea Gustav. Centinaia di Castelfortesi morirono per i bombardamenti, le mine e gli scoppi dei residuati bellici; molti non sopravvissero alle vessazioni o furono trucidati dagli occupanti tedeschi. Nell'area di Castelforte fu attivo il Gruppo Aloia, una divisione partigiana alle dipendenze dell'allora tenente colonnello Giuseppe Aloia.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il nome Castelforte deriva dal latino Castrum forte. L'aggettivo forte è dovuto probabilmente all'ottima posizione strategica di difesa data la posizione di vedetta sulla valle del Garigliano ed in particolare sulla foce stessa del fiume, una volta navigabile.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Il Comune è stato insignito della Medaglia d'oro al valor civile per atti di abnegazione durante il secondo conflitto mondiale.

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Centro strategicamente importante, situato sulla linea Gustav, durante l'ultimo conflitto mondiale si trovò al centro degli opposti schieramenti, subendo ogni sorta di violenza dalle truppe tedesche e marocchine e un gran numero di bombardamenti da parte alleata, che provocarono numerosissime vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato. La popolazione tutta, con fierissimo contegno, resistette alle più dure sofferenze, offrendo un ammirevole esempio di coraggio ed amor patrio.»
— 1943/1944

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto di Castelforte, come altri vicini, risente dell'influenza delle parlate campane, vista la secolare appartenenza del paese al Regno delle Due Sicilie, anche se questa influenza è minore rispetto ai comuni della zona costiera del Lazio Sud. Rispetto al Napoletano, però, sono presenti tutti i timbri delle vocali, con conservazione della vocale atona finale, che è tipica dei Dialetti italiani mediani più che dei meridionali. Una parte del vocabolario rimanda anche al dialetto Ciociaro e in forma minore anche al Romanesco. È presente la metafonesi napoletana delle vocali all'interno della parola.

Persone legate a Castelforte[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1934 passa dalla provincia di Roma, alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2002 2007 Giampiero Forte UDC Sindaco
2007 2012 Giampietro Forte PD-UDC Sindaco
6 maggio 2012 in carica Patrizia Gaetano PdL-UDC Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Fa parte della XVII comunità montana dei Monti Aurunci e della Associazione nazionale comuni termali (ANCOT).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia
  • Giuseppe Tommasino, Aurunci Patres, tipografia “Eugubina” 1942
  • Angelo Nicosia, Il Lazio meridionale tra antichità e Medioevo, Caramanica 1995
  • Aldo Di Biasio, Il passo del Garigliano nella storia d'Italia, Caramanica
  • Angelo De Santis, Saggi e ricerche di storia patria Vol. I, “Il Golfo” 1989
  • Cosmo Damiano Pontecorvo, I Casali di Ss. Cosmo e Damiano e la Terra di Castelforte, “Il Golfo” 1985
  • Renzo Di Bella, Suio, borgo medioevale, Grafiche Emmegi 2004, con introduzione di Francesco Avolio
  • Piera Casale, Gli anni della ricostruzione nel Sud Pontino, Elsa di Mambro editore 2004
  • Erasmo Falso, Ventosa, antico paese del sud, D'Arco edizioni 2004
  • Raffaele Tucciarone, I Saraceni nel ducato di Gaeta e nell'Italia centromeridionale, Gaetagrafiche 1991
  • Duilio Ruggiero, La Pasqua castelfortese del 1799, Caramanica 1999
  • A cura di Gioacchino Giammaria, Castelli del Lazio meridionale, Laterza 1998
  • Alvise Schanzer, Per la conoscenza dei dialetti del Lazio sud-orientale: lo scadimento vocalico alla finale (primi risultati) , “Contributi di filologia dell'Italia mediana III” 1989
  • Francesco Avolio, Il confine meridionale dello Stato Pontificio e lo spazio linguistico Campano, “Contributi di filologia dell'Italia mediana VI” 1992

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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