Gonzalo Fernández de Córdoba

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Gonzalo Fernández de Córdoba, monumento equestre a Cordova.

Gonzalo Fernández de Córdoba (Montilla, 1º settembre 1453Granada, 2 dicembre 1515) è stato un generale spagnolo, noto come Consalvo Ernandes di Cordova, Gran Capitano del Regno di Napoli finché fu viceré di Ferdinando il Cattolico nella stessa città dal 1504 al 1506 e duca di Terranova e di Sessa.

La gioventù[modifica | modifica sorgente]

Secondo figlio di Pedro Fernández de Córdoba, conte di Aguilar e di Elvira de Herrera, nacque nella città di Montilla, nei pressi di Cordova nel 1453.

Alla morte del padre e dopo la lotta per l'ereditarietà del feudo di famiglia intrapresa con i nobili di Cabra, prestò servizio alla corte spagnola prima presso il fratello del re, Don Alonso e in seguito presso Isabella di Castiglia.

Partecipò alla guerra civile contro il Portogallo, portando avanti con successo il suo apprendistato sui campi di battaglia grazie agli insegnamenti del conte di Aguilar, suo fratello, del gran maestro di Santiago Alonso de Cárdenas e del conte di Tendilla.

Le imprese militari[modifica | modifica sorgente]

El Gran Capitan
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Seminara.

Si distinse nella guerra per la conquista della città di Granada che durò dal 1481 al 1489 e successivamente fu inviato in Italia dal re Ferdinando il Cattolico per combattere i francesi e le loro mire espansionistiche sul Regno di Napoli.

Un anno dopo il suo arrivo nella penisola, nel 1495 subì una sconfitta a Seminara combattendo contro le truppe del generale Robert Stuart d'Aubigny, riuscendo però nel 1496 ad ottenere la rivincita sul campo di battaglia ed a ricacciare le truppe francesi sino in Calabria.

Per i meriti organizzativi che seppe imporre all'esercito spagnolo fu nominato Gran Capitano. Egli può essere considerato come l'inventore del tercio, derivato delle columneras spagnole, una formazione che raggruppava (in unità di circa 3000 uomini) archibugieri e picchieri, protagonista dei campi di battaglia del Cinquecento e del Seicento, quando verrà surclassato dal più flessibile modello olandese-svedese.

Nel 1500 tornò in Italia per combattere i Turchi che assediavano l'isola veneziana di Zante e in seguito in Calabria per ottemperare al trattato segreto che Francia e Spagna avevano stipulato a Granada per spartirsi il Regno di Napoli.

Nel 1502 Consalvo da Cordova, in seguito a battaglia a lui favorevole, diventò Signore della Baronia di San Giorgio Morgeto e duca di Terranova e di Sessa, si stanziò nella città di Polistena, creando un piccola Reggia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Ruvo, Battaglia di Cerignola e Battaglia del Garigliano (1503).

Entrati nuovamente in rotta di collisione gli eserciti francese e spagnolo, nel 1503 stabilì il suo esercito a Barletta per attendere i rinforzi e sconfisse i francesi per due volte, a Cerignola e sul Garigliano, riuscendo così a completare la conquista dell'intero Regno in favore della Spagna. Caduta la carica di Gran Capitano dopo che il Regno di Napoli divenne vicereame di Ferdinando il Cattolico, successe a Gonzalo Fernandez a capo dell'esercito, con il titolo di gran contestabile, Fabrizio Colonna.

Viceré di Napoli[modifica | modifica sorgente]

Il 1º aprile 1502, incontrò nella chiesa di Sant'Antonio a Rionero in Vulture Ludovico d'Armagnac, duca di Nemours per stipulare accordi sulla spartizione del Regno di Napoli.[1]

Statua di Consalvo di Cordova a Madrid, per M. Oms (1883).

Il 15 maggio 1503 a Gaudello, nei pressi di Acerra, alle porte di Napoli, ricevette i delegati nobili dei Sedili della città ed il delegato del sedile del Popolo che gli consegnarono i privilegi e lo qualificarono sostanzialmente come primo viceré del Regno.

L'ingresso in Napoli avvenne il giorno seguente, 16 maggio, alla testa delle sue truppe vincitrici; il governo della città fu quasi subito affidato al marchese di Padula, Antonio Cardona e negli anni successivi Consalvo fu poco presente in città.

Durante il suo viceregno, nel 1504, fu fatto un primo tentativo di reintrodurre l'Inquisizione di Spagna che però non andò a buon fine: lo stesso viceré fu coinvolto in una speculazione finanziaria sugli approvvigionamenti di grano che gli valse le accuse di affarismo (peraltro ribadite verso i suoi successori).

Il 19 ottobre 1506 il re di Spagna Ferdinando il Cattolico, giunto a Gaeta giurò di conservare i privilegi del Regno e alcuni mesi dopo il parlamento concesse al sovrano 300.000 ducati e vennero riconosciuti i 47 capitoli chiesti dalla città.

L'eccesso di prodigalità e di ambizione personale di Consalvo condussero alla sua sostituzione, dietro il contentino rappresentato dalla sua nomina a gran maestro dell'Ordine di Santiago, e il viceregno fu retto temporaneamente da Giovanna, vedova di Ferrante II, fino all'inizio del 1507.

Consalvo lasciò Napoli l'11 giugno 1507 e morì nel 1515 a Granada. Fu sepolto nella chiesa di San Girolamo assieme alla consorte Maria Manriquez.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Monumenti di Rionero in Vulture sul sito del comune

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Viceré di Napoli Successore Image-Blason Sicile Péninsulaire.svg
- 15041506 Giovanna d'Aragona

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