Sessa Aurunca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sessa Aurunca
comune
Sessa Aurunca – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Luigi Tommasino (centrodestra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°14′00″N 13°56′00″E / 41.233333°N 13.933333°E41.233333; 13.933333 (Sessa Aurunca)Coordinate: 41°14′00″N 13°56′00″E / 41.233333°N 13.933333°E41.233333; 13.933333 (Sessa Aurunca)
Altitudine 203 m s.l.m.
Superficie 163 km²
Abitanti 22 603[1] (31-12-2010)
Densità 138,67 ab./km²
Frazioni Aulpi, Avezzano, Baia Domizia, Carano,Casamare, Cascano, Cescheto, Corbara, Corigliano, Cupa, Fasani, Fontanaradina, Gusti, Lauro, Levagnole, Li Paoli, Maiano, Marzuli, Piedimonte, Ponte, Rongolise, San Carlo, San Castrese, San Limato, San Martino, Santa Maria a Valogno, Sorbello, Tuoro, Valogno
Comuni confinanti Carinola, Castelforte (LT), Cellole, Falciano del Massico, Galluccio, Minturno (LT), Mondragone, Rocca d'Evandro, Roccamonfina, Santi Cosma e Damiano (LT), Teano
Altre informazioni
Cod. postale 81037
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061088
Cod. catastale I676
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Sessani
Patrono San Leone IX
Giorno festivo 8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sessa Aurunca
Posizione del comune di Sessa Aurunca nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Sessa Aurunca nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Sessa Aurunca è un comune italiano di 22.605 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Sessa deriva da Suessa, città appartenente alla Pentapoli Aurunca, nucleo storico del centro. Si presume che il nome possa derivare dalla felice posizione (sessio, cioè sedile, dolce collina dal clima mite del territorio denominato dai Romani Campania felix).

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Sessa Aurunca è il primo comune della provincia di Caserta per estensione territoriale, il secondo in Campania dopo Ariano Irpino e dista dal capoluogo km 44. La sua posizione sulla S.S. Appia e la vicinanza alla S.S. Domitiana, i collegamenti con l'Autostrada del Sole (uscite a Cassino e Capua) e la stazione ferroviaria sulla linea Roma-Formia-Napoli, i notevoli monumenti di tutte le epoche, le moderne attrezzature alberghiere e per il tempo libero di Baia Domizia, ne fanno un grosso centro turistico della costa tirrenica ma anche uno dei punti di riferimento culturale dei numerosi centri minori della zona.

Sessa Aurunca, città d'arte e anche tradizionale centro di studi, dispone di scuole di ogni ordine e grado che vanno dal Liceo Classico - istituito, col Convitto Nazionale, nel secolo scorso - all'Istituto d'Arte di Cascano nato per la valorizzazione di un antico e caratteristico artigianato locale.

La particolare dislocazione geografica del Centro e delle 26 frazioni fra un'ampia zona collinare e la fertilissima "Piana del Garigliano", rende sempre importante tutto il territorio comunale per una produzione agricola altamente differenziata e particolarmente apprezzata soprattutto per quanto riguarda olio e vini noti già nell'epoca romana (numerose sono sul territorio le tracce di grossi insediamenti produttivi di età imperiale). Da queste terre, fino alle pendici del Massico - da vari anni zona riconosciuta di produzione d.o.c. - proviene quel vino Falerno tanto decantato nell'antichità da essere ritenuto un dono del Dio Dioniso alle ospitali genti del luogo.

Ben noto a Plinio per le sue doti terapeutiche, ad Orazio, Marziale, Petronio ed altri per il suo gusto asciutto e forte, il Falerno è ancora oggi oggetto di una qualificata richiesta anche dall'estero. Altrettanto pregevole è l'olio d'oliva, Terre Aurunche d.o.p. prodotto nella zona aurunca ancora con i tradizionali metodi di lavorazione, quali la raccolta a mano delle olive e la molitura in antichi frantoi. Non mancano l'allevamento del bestiame (in modo particolare delle "bufale" in pianura e degli ovini in collina), recenti impianti ittici, né insediamenti industriali. Sessa dispone, infine, dei maggiori servizi di zona: Ufficio del Giudice di Pace, Agenzia delle Entrate, INAIL, INPS, Banche, Commissariato P.S., Comando di Compagnia CC., Guardia di Finanza, Curia Vescovile, Distretto Scolastico, Ospedale, servizi autobus.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Sessa Aurunca.

Collocazione[modifica | modifica wikitesto]

Sessa Aurunca è collocata al confine Nord-Ovest della Campania e della Provincia di Caserta. È separata dal Lazio, Provincia di Latina, dal fiume Garigliano. Il centro cittadino che dà il nome alla municipalità è collocato sul pendio di tufo vulcanico a Sud-Ovest del vulcano spento di Roccamonfina (vulcano), su di un piccolo affluente del Garigliano. Il centro storico della città fa parte del Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sessa Aurunca è di antichissima origine come confermano tracce di insediamenti preistorici e le necropoli del VIII secolo a.C., epoca in cui qui risiedevano gli Aurunci, un antico popolo italico.

Sessa fu fortificata con mura ciclopiche che abbracciano una superficie di circa 1 ettaro: probabilmente questo era l'originario nucleo di Suessa, città preromana che aderiva a una federazione di città aurunche, nota come Pentapoli Aurunca. La superficie pare troppo esigua per un centro abitato e si ipotizza che le mura proteggessero solo un forte militare a difesa degli abitanti. Nel 337 a.C. la postazione fu abbandonata, sotto la pressione dei Sidicini, in favore della zona dell'attuale centro storico di Sessa.

Fu un centro importante degli Aurunci, ma nel IV secolo a.C. fu conquistato dai Romani che sconfissero nel 313 a.C. la Pentapoli Aurunca: vi si insediò allora una colonia di diritto latino, Suessa. Batté moneta dal 270 a.C. circa alla seconda guerra latina (219-202 a.C.). Divenne un ragguardevole centro militare, commerciale e agricolo e venne elevata a "municipium" nel 90 a.C.

La posizione vantaggiosa tra la Via Appia e la Via Latina ne fa un centro di produzione agricola, i cui prodotti possono essere trasportati verso Roma o verso Capua. Cicerone menziona Suessa come di un'importante città. Cesare distribuì le terre di Sessa fra i suoi veterani qui, per cui la città assume in alcuni testi il nome di Colonia Julia Felix Classica Suessa.

Teatro romano di Suessa

Nell'età imperiale Suessa conosce la sua massima espansione urbana: il centro abitato si estendeva su un'area quasi doppia rispetto a quella attuale e contava numerosi e importanti monumenti. Nel 2001 gli scavi hanno riportato alla luce il Teatro Romano, struttura che poteva contenere più di 3.500 spettatori con una scena di circa 30 metri di fronte e 15 di profondità; il teatro ha come cornice naturale la campagna con il golfo di Gaeta all'orizzonte. Presso la città sorse una villa, proprietà di Matidia.

Al declinare dell'Impero romano, Sessa - diocesi almeno dal V secolo - vive un periodo di decadenza.

Dopo essere stata interessata alle vicende storiche di Capua, Salerno, Benevento e Gaeta, riacquista parte della sua antica importanza verso il XII secolo. Tra il XIV e il XV secolo i Marzano, signori di buona parte di Terra di Lavoro e una delle più potenti famiglie del Regno di Napoli, fecero di Sessa la capitale dei loro feudi.

La signoria dei Marzano ebbe termine nel 1464 e Sessa per breve tempo è eretta in arciducato. Nel 1507 è concessa in feudo a Gonzalo Fernández de Córdoba, che aveva portato a termine la definitiva conquista del Regno di Napoli da parte di Ferdinando il Cattolico e ne aveva ottenuto il titolo di viceré. Apparteneva ad una delle più illustri famiglie di Spagna.

Agli inizi del XIX secolo in seguito agli avvenimenti che andavano scuotendo il Regno napoletano, Sessa si trovò priva di due pilastri della sua importanza: la nobiltà e gli ordini religiosi che sin dal XIII secolo, avevano formato uno dei cardini della vita cittadina. Conservò però la diocesi e mantenne un suo ruolo come centro importante della provincia di Terra di Lavoro.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centrale elettronucleare Garigliano.

Nelle campagne di Sessa Aurunca sorge la centrale elettronucleare dismessa "del Garigliano"[2], aperta nel 1964 e chiusa nel 1982 a causa di un guasto e della classificazione della zona come zona sismica in seguito alla rivalutazione conseguente al terremoto dell'Irpinia. Tale centrale non compare nelle carte geografiche perché "abusiva", in quanto sorta in terreno agricolo. Essa contiene a tutt'oggi dei residui radioattivi (anche se non il combustibile, traslato a Sellafield negli anni ottanta). I residui a bassa e media attività sono circa 3 000 metri cubi di materiale, contenuti in 700 fusti di cemento: una parte di tale materiale è stato stoccato (conformemente ai parametri di sicurezza dell'epoca) sottoterra, in buste di plastica. Non si hanno misure attendibili della pericolosità attuale delle possibili radiazioni o infiltrazioni in falda di tali rifiuti. Il loro recupero, richiesto nel 2005, è stato negato a causa dell'"inesistenza" formale della centrale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Carnevale Aurunco
  • Settimana Santa
  • Festival internazionale di sculture di sabbia: L'Arena d'Arte (da giugno ad agosto)
  • Baia Domizia Blues (luglio)
  • Rassegna teatrale: I Luoghi della Memoria (luglio - agosto)
  • Sessa Jazz - (agosto)
  • Festival di musica di insieme (settembre)
  • Medioevo sotto le stelle (settembre)
  • Gran Torneo dei Quartieri (settembre)
  • Buco buco - canto tradizionale di fine anno (31 dicembre)
  • Festival Internazionale del Folclore - II decade di luglio (fraz. S. Castrese)
  • Festival Internazionale del Folclore -(Luglio- agosto) Sessa Aurunca
  • Presepe Vivente Borgo San Leo Sessa Aurunca
  • Festival della Zampogna
  • Concerto di canti Pastorali "Racconti ,canti e nuvene" per vivere il natale- 26 dicembre

Associazioni presenti sul territorio[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale attualmente conta 26 frazioni fra cui ricordiamo:

  • Baia Domizia, importante località turistica balneare internazionale nata nei primi anni sessanta nel mezzo della cosiddetta "Pineta o Pantano di Sessa".
    Il comune di Sessa Aurunca vendette l'area dopo deliberazione del consiglio comunale del 29/9/1962 alla società Aurunca Litora S.p.a. esattamente 313 ettari 35 are e 51 centiare a condizione che rimanesse aperta a tutti e che fosse sviluppata e valorizzata per scopi "turistico-balnearo-residenziale" come citato nell'atto di compravendita.
    Le caratteristiche climatiche e paesaggistiche della sua pineta resinosa e balsamica, il suo finissimo arenile, fanno di Baia Domizia una bella oasi turistica.
  • Carano, borgo agricolo, il cui toponimo risale all'età romana, è noto per il Santuario di Maria SS. della Libera, meta di pellegrinaggi. La chiesa, a navata unica con cappelle laterali e cupola maiolicata, conserva all'altare maggiore un affresco campano-bizantino attardato (XIV secolo) e una statua in legno policromo della Vergine, di Giacomo Colombo. La festa patronale in onore della Madonna della Libera si svolge la prima domenica di maggio.
  • Cascano. Il borgo, d'origine romana come evidenzia il toponimo, è un centro noto soprattutto per l'artigianato della ceramica, la cui lavorazione è documentata nel sito almeno dal IV secolo d.C.
  • Corbara, piccola frazione, conta circa 200 abitanti.
  • Fontanaradina, piccola frazione del comune di Sessa Aurunca, conta all'incirca 150 abitanti.È situata a 400 m s.l.m. ed è famosa per il suo lavatoio, le cui acque provengono da una sorgente attigua (da cui probabilmente eredita il nome di Fontana Gradita). Gode di un suggestivo e invidiatissimo panorama, visibile soprattutto dalla possente scalinata della chiesa parrocchiale risalente al 1600 d.C., l 'unica a tre navate su tutta la zona delle toraglie.
  • Lauro, ha circa 2.000 abitanti ed è situata a circa 100 m s.l.m.
    La festa patronale principale ricorre la seconda domenica di maggio, in onore di Maria SS. delle Grazie sotto il titolo dei Pozzi, particolarmente suggestivo è il luogo ove sorge il Santuario della Madonna.
    Altri santi patroni venerati a Lauro sono Sant'Antonio abate (17 gennaio), San Michele Arcangelo (29 settembre) e Santa Lucia (13 dicembre).
    Nel mese di agosto si tiene la sagra degli "Strangolaprievoti".
    Presente una sempre crescente attività culturale nell'ambito della musica con diverse scuole e formazioni bandistiche.
    Il centro storico è pavimentato da tipiche basaltine.
  • Ponte, piccola frazione di Sessa Aurunca con circa 450 abitanti, uno dei più suggestivi e antichi paesini di montagna del Casertano, al centro di un'ampia zona per le escursioni a piedi e in mountain bike. Il suo nome deriva da un ponte aurunco, che attraversava il rivo ivi presso. La via di cui il ponte era parte, era a lastre di basalto e veniva da Sessa. Questa strada era la via Fistula, che fu attraversata dal console Marcello con le sue truppe per raggiungere il campo trincerato di Suessa durante la guerra contro Annibale.
  • Rongolise. Da Segnalare la Chiesa di S. Maria in Grotta, ricavata nel tufo, conserva nell'interno notevoli affreschi del XII secolo. Alla parete destra, di particolare interesse, è "il transito della Vergine", segue l'"Arcangelo Michele che pesa le anime"; "S. Tommaso Apostolo", "Madonna in trono con Bambino". Alla parete sinistra, in un riquadro, "S. Esdra", "S. Margherita e S. Onofrio". Altri affreschi sono di epoche successive.
  • San Carlo.
  • San Castrese. La comunità di San Castrese vive nel territorio di Sessa Aurunca.
    Il suo nome gli deriva dal Santo Vescovo Castrese che, espulso dall’Africa settentrionale durante la persecuzione vandalica, verso la metà del V secolo, si è, probabilmente, rifugiato in questi luoghi, dove ha continuato la sua missione apostolica.
    Il nucleo urbano sorge su una collina, a ridosso della piana del Garigliano, ad un’altitudine di 46 metri s.l.m.
    Il clima mite e la fertilità del suolo, favorisce ancora le colture e le piantagioni.
    Il paese è collegato attraverso la strada provinciale con il centro di Sessa Aurunca, distante 9 km e con la SS. 430 a 100 metri.
  • San Limato. Frazione agricola situata nei pressi del Villaggio Turistico di Baia Felice, nota per i resti della Villa Romana di Punta San Limato.
  • Piedimonte Massicano di Sessa Aurunca. Località agricola posta tra il Monte Massico e il mare. Nel suo territorio vi sono le vestigie della Magna Grecia (resti delle mura della colonia greca presso spiaggia di San Limato).

Persone legate a Sessa Aurunca[modifica | modifica wikitesto]

Francobollo dedicato al Liceo Classico della città intitolato ad "Agostino Nifo"

Cittadini illustri[modifica | modifica wikitesto]

Sessa Aurunca ha dato i natali a:

Sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Duchi di Sessa[modifica | modifica wikitesto]

I Ducato (1360 - 1495)[modifica | modifica wikitesto]

  • I Tommaso Marzano 1360-?
  • Giacomo Marzano ?-?
  • II Roberto Marzano 1370-?
  • III Giovanni Antonio Marzano ?-1453
  • IV Marino Marzano 1453-1460
  • V Antonio Piccolomini 1460-1463
  • VI Marino Marzano 1463-1466
  • dal 1466 al 1495 il ducato di Sessa fu affidato ad un Viceré regio

Arciducato (1495 - 1507)[modifica | modifica wikitesto]

la corona arciducale fu: corona ducale con l'aggiunta di un berretto di porpora e sul cerchio d'oro un giro di punte di lance senza perle alle punte

  • I Gilberto di Borbone, conte di Montpensier, viceré di Napoli, 1495-1496

II Ducato (1507 - oggi)[modifica | modifica wikitesto]

la corona ducale fu: corona ducale con l'aggiunta di un berretto di porpora e sul cerchio d'oro un giro di punte di lance senza perle alle punte

  • I Gonzalo Fernández de Córdoba y Herrera 1507-1515
  • II Elvira Fernández de Córdoba y Manrique 1515-1524
  • III Gonzalo Fernández de Córdoba y Fernández de Córdoba 1524-1578
  • IV Francisca Fernández de Córdoba y Fernández de Córdoba 1578-1597
  • V Antonio Fernández de Córdoba y Cardona 1597-1606
  • VI Luis Fernández de Córdoba y Aragón 1606-1642
  • VII Antonio Fernández de Córdoba y Rojas 1642-1659
  • VIII Francisco Fernández de Córdoba y Pimentel 1659-1688
  • IX Félix Fernández de Córdoba y Fernández de Córdoba 1688-1709
  • X Francisco Fernández de Córdoba y Aragón 1709-1750
  • XI Ventura Francisca Fernández de Córdoba y Aragón 1750-1768
  • XII Ventura Osorio de Moscoso y Fernández de Córdoba 1768-1783
  • XIII Vicente Joaquín Osorio de Moscoso y Guzmán 1783-1816
  • XIV Vicente Isabel Osorio de Moscoso y Álvarez de Toledo 1816-1837
  • XV Vicente Pío Osorio de Moscoso y Ponce de León 1837-1864
  • XVI José María Osorio de Moscoso y Carvajal 1864-1881
  • XVII Francisco de Asís Osorio de Moscoso y Borbón 1881-1924
  • XVIII Francisco Osorio de Moscoso y Jordán de Urríes 1924-1952
  • XIX María del Perpetuo Socorro Osorio de Moscoso y Reynoso 1952-1955
  • XX Leopoldo Barón y Osorio de Moscoso 1955-1974
  • XXI Gonzalo Barón y Gavito 1974-oggi

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Largo Cappuccini (Viale Trieste), 81037 è presente lo Stadio comunale Cappuccini - Ernesto Prassino, impianto a uso calcistico di 5.500 posti con terreno di gioco in erba in cui la squadra locale, ovvero la Sessana, prende parte alle proprie partite casalinghe. Aperto nel 1916, è stato ristrutturato nel 1980 ed è di proprietà del Comune di Sessa Aurunca. Durante il periodo dell'occupazione tedesca nel 1943 venne utilizzato come santabarbara, come deposito e come ospedale per le truppe naziste, e successivamente, allo stesso scopo fu destinato per un periodo relativamente breve alle truppe degli Alleati. Dopo il terremoto Terremoto dell'80, invece, fu utilizzato come ospedale da campo e come ricovero provvisorio per le popolazioni sessane terremotate.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Cronache di santità e di ragù: dieci anni di satira a Sessa Aurunca, Editore Cooperatrice La Comune, Sessa Aurunca, 1985.
  • AA.VV., Lungo le tracce dell'Appia: Sessa Aurunca e Capua due città di cultura, Caramanica Editore, Marina di Minturno, 1993.
  • Brandisio Andolfi, Sessa Aurunca: I Luoghi della Memoria, Corrado Zano Editore, Sessa Aurunca, 2005.
  • Gennaro Bove, Il volto francescano della Diocesi di Sessa Aurunca, Edizioni Miscellanea Francescana, Perugia, 1979.
  • Amato Brodella, Il Monastero di S. Anna, Corrado Zano Editore - Sessa Aurunca 2002
  • Erasmo Capizzi, Al Parlamento d'Italia: lagnanze del popolo di Piedimonte di Sessa Aurunca, provincia di Terra di Lavoro, 1866.
  • Cosma Capomaccio, La Basilica Cattedrale di Sessa Aurunca, Stampa Valsele Tipografica s.r.l., Materdomini (Av), 1999.
  • Cosma Capomaccio, Monumentum resurrectionis: ambone e candelabro per il cero pasquale: iconografia e iconologia del monumento nella cattedrale di Sessa Aurunca, La Poligrafica, Gaeta, 1993.
  • Cosma Capomaccio - "Pagus Cellularum" - Corrado ZANO Editore - Sessa Aurunca 2003
  • Cosma Capomaccio - "La Pala della Basilica Cattedrale" - Corrado ZANO Editore - Sessa Aurunca 2004
  • Cosma Capomaccio - "San Leone IX" - Corrado ZANO Editore - Sessa Aurunca 2004
  • Cosma Capomaccio - "San Lazzaro" - Corrado ZANO Editore - Sessa Aurunca 2004
  • Gianfilippo Carrettoni, Statua ornamentale di fontana: Sessa Aurunca, Accademia d'Italia, 1944.
  • Sergio Cascella, Il teatro romano di Sessa Aurunca, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 2002.
  • Teresa Colletta, La Struttura antica del territorio di Sessa Aurunca: il Ponte Ronaco e le vie per Suessa, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1989.
  • Teresa Colletta, Le cinte murarie urbane della Campania: Teano, Sessa Aurunca, Capua, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1997.
  • Pasquale Cominale (a cura di), Innamerica. Le lettere degli emigrati di Sessa Aurunca ai loro familiari (1917-1941), Loffredo Editore, Napoli, 2009.
  • Cecilia Del Mastro, La Reggenza Pontificia nel "REGNUM SICILIAE" - Corrado Zano Editore - Sessa Aurunca 2004
  • Cecilia Del Mastro - "Chi Montecassino non vede paradiso non crede" - Corrado ZANO Editore - Sessa Aurunca 2005
  • Cecilia Del Mastro - "L'Urbe Eterna e il suo Connubio col Papato" - Corrado ZANO Editore - Sessa Aurunca 2005
  • Cecilia Del Mastro - "Vinum Falernum et Tellus Aurunca" - Corrado ZANO Editore - Sessa Aurunca 2007
  • Cecilia Del Mastro - "Spigolature storiche e Spigolature nostalgiche" - Corrado ZANO Editore - Sessa Aurunca 2010
  • Tommaso De Masi Del Pezzo, Memorie Istoriche degli Aurunci: antichissimi popoli dell'Italia e delle loro principali città Aurunca e Sessa, Per G. Severini Boezio, Napoli, 1761.
  • Giovanni Maria Diamare, Memorie critico-storiche della Chiesa di Sessa Aurunca: opera divisa in due parti, Tipografia Artigianelli, Napoli, 1906.
  • Agostino Di Lella, L'antica basilica cristiana di Sessa Aurunca: le sculture ed i musaici, Napoli, 1904.
  • Giampiero Di Marco, Incunaboli e Cinquecentine nelle biblioteche di Sessa, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 1997.
  • Giampiero Di Marco, Sessa e il suo territorio: Tra medioevo ed età moderna, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 1995.
  • Giampiero Di Marco, Giuseppe Parolino, Frati e Fabbriche - I Conventi Maschili di Sessa Aurunca: storia e architettura, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 2000.
  • Giampiero Di Marco - Le Secentine - Corrado ZANO Editore - Sessa Aurunca 2004.
  • Leone Di Silvestro, Diocesi di Sessa Aurunca: Il cammino della Chiesa locale, dalle origini al 1939, Corrado ZANO Editore, Sessa Aurunca, 1996.
  • Leone Di Silvestro, Appunti di Storia Sessana: Pillole di storia del 1700 e 1800, Arti Grafiche Caramanica, Marina di Minturno (Lt), 1995.
  • Giovanni Battista Gagliardo, Della Agricoltura di Sessa: Memoria, a cura di Aldo Di Biasio, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 1995.
  • Pietro Giusti, Cenni di cronistoria sessana: 1348-1868, Arti Grafiche La Sociale, Caserta, 1928.
  • Francesco Granata, Ragguaglio istorico della città di Sessa, Simone Editore, Napoli, 1865.
  • Ugo Guerriero, La città di Sessa Aurunca (Suessa detta in antico): La storia della città dalle origini fino all'unità d'Italia, Stabilimento Grafico Niccolai, Pistoia, 1969.
  • Felice Londrino, Leone IX e Sessa Aurunca: Il papa santo e una città, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 1998.
  • Gennaro Monarca, Sessa Aurunca dalla A alla Z: guida storica e turistica in forma di dizionario, Publiscoop, Sessa Aurunca, 1994.
  • Armando Pannone, Sessa Aurunca: prima e dopo la 2 guerra mondiale, Publiscoop, Sessa Aurunca, 1995.
  • Armando Pannone, Vicende storiche di Sessa Aurunca nel ventennio 1930-1950, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 1992.
  • Armando Pannone, Sessa Aurunca: Tradizioni, etiche, ludiche,linguistiche, Corrado ZANO Editore, Sessa Aurunca, 2002.
  • Giuseppe Parolino, Della porta del Trofeo a Sessa detta in antico Porta del Macello, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 1992.
  • Giuseppe Parolino, Sessa Aurunca: storia della toponomastica, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 2005.
  • Pietro Perrotta, La Settimana Santa a Sessa Aurunca, Gabriele Corbo Editore, Ferrara, 1986.
  • Pietro Perrotta, Tradizioni Pasquali a Sessa Aurunca, Istituto Etnografico Meridionale, Napoli, 1978.
  • Beniamino Petteruti, "La Bulla di Adenulfo" Sessa Aurunca - Corrado Zano Editore 1996
  • Beniamino Petteruti "Le Divisioni Agrarie Romane" Sessa Aurunca - Corrado ZANO Editore 1999
  • Lucio Sacco, L'antichissima Sessa Pometia, Beltramo Editore, Napoli, 1648.
  • Pasquale Stanziale, "Omologazioni e Anomalie..." - Sessa Aurunca - Corrado Zano Editore 1999
  • Pasquale Stanziale, "Cultura e Società nel Mezzogiorno" - Sessa Aurunca - Corrado Zano Editore 2007
  • Attilia Tommasino, Sessa Aurunca nel periodo aragonese, Gabriele Corbo Editore, Ferrara, 1997.
  • Giuseppe Tommasino, Aurunci Patres, con prefazione di Pietro Fedele, Tipografia Eugubina, Gubbio, 1942.
  • Giuseppe Tommasino, Il Duomo di Sessa Aurunca, Tipografia F. Feola, S. Maria C.V. (Ce), 1953.
  • Alberto Verrengia, " Compendio dell'evoluzione giuridica delle Confraternite " - Sessa Aurunca - Corrado Zano Editore 2003
  • Alberto Verrengia, " Un Sogno Aurunco " - Sessa Aurunca - Corrado Zano Editore 2010
  • Antonio Marcello Villucci, I Monumenti di Suessa Aurunca, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 1980.
  • Antonio Marcello Villucci, Sessa Aurunca: storia ed arte, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 1995.
  • Antonio Marcello Villucci, Testimonianze della pittura medievale in territorio aurunco, Lions Club, Sessa Aurunca, 1999.
  • Antonio Marcello Villucci, Testimonianze inedite di arte sacra a Sessa Aurunca tra Cinquecento, Seicento e Settecento, Centro Studi Suessa, Sessa Aurunca, 1986.
  • Antonio Marcello Villucci, Anna Maria Romano, Sessa Aurunca: un itinerario storico-artistico, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 1998.
  • Antonio Marcello Villucci, Mario D'Onofrio, Valentino Pace, Francesco Aceto, La Cattedrale di Sessa Aurunca, Caramanica Editore, Marina di Minturno (Lt), 1983.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Archivio Istituto Luce - La nascita della Centrale del Garigliano.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]