Roccamonfina (Italia)

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Roccamonfina
comune
Roccamonfina – Stemma Roccamonfina – Bandiera
Roccamonfina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Maria Cristina Tari (Rinascita Roccana) dal 15/04/2008
Territorio
Coordinate 41°18′00″N 13°59′00″E / 41.3°N 13.983333°E41.3; 13.983333 (Roccamonfina)Coordinate: 41°18′00″N 13°59′00″E / 41.3°N 13.983333°E41.3; 13.983333 (Roccamonfina)
Altitudine 612 m s.l.m.
Superficie 31,04 km²
Abitanti 3 688[1] (31-12-2010)
Densità 118,81 ab./km²
Frazioni Ausoni, Cari, Cembali, Cese, Filorsi, Fontanafredda, Gallo, Garofali, Gigloli, San Domenico, Tavola, Torano, Tuorisichi, Tuoro di Tavola
Comuni confinanti Caianello, Conca della Campania, Galluccio, Marzano Appio, Sessa Aurunca, Teano
Altre informazioni
Cod. postale 81035
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061070
Cod. catastale H423
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti roccani
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo Ultimo martedì di maggio e ultima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roccamonfina
Posizione del comune di Roccamonfina nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Roccamonfina nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Roccamonfina è un comune italiano di 3.699 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese si trova a circa 600 m s.l.m., all'interno del cratere dell'antico omonimo vulcano, sulle pendici orientali del monte Santa Croce, che ne costituisce il cono terminale. La zona è coperta da castagneti.

Il territorio del comune fa parte del Parco regionale di Roccamonfina e Foce del Garigliano

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio della conca vulcanica esistono tracce di insediamenti ausoni o aurunci, con tracce di mura in opera poligonale, attribuite al VI-V secolo a.C., sul monte La Frascara ("Orto della Regina"[2]) e sul monte Santa Croce, forse riferibili a semplici postazioni militari di difesa.

I ritrovamenti di iscrizioni e monete sembrano indicare la presenza di un insediamento già nel III secolo d.C., ma l'attuale abitato è attestato solo a partire dal X secolo. Il nome (Roccae Monfinum che prende il nome dalla rocca della mia Fina) deriva dall'originario toponimo del monte Santa Croce, che in documenti intorno all'anno 1000 viene chiamato "monte Fino". Fu in possesso feudale dei Marzano e dei principi di Stigliano. Tra Trecento e Quattrocento assunse importanza con l'istituzione di un mercato settimanale (dal 1352) e di una fiera annuale.

Nel 1618 entrò in possesso di una nipote di papa Clemente VIII, Elena Aldobrandini. Nel 1656 un'epidemia di peste uccise gran parte della popolazione. Sotto il dominio borbonico divenne "Terra regia", diretto possesso del sovrano.

Vi nacque Nicola Amore (1830-1894), sindaco di Napoli.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nella centrale piazza Nicola Amore sorge l'antica chiesa collegiata di Santa Maria Maggiore, il cui attuale stato si deve ad un rifacimento del 1715. Presenta un grande protiro ad arco sulla facciata ed è fiancheggiata da un campanile con decorazione a maioliche del 1775. L'interno è a tre navate. Alla chiesa è annesso un "Museo parrocchiale", che ne raccoglie gli arredi sacri.

Nella piazza sorge anche il quattrocentesco "palazzo Colletta".

Nella frazione "Gallo" si trova una chiesa parrocchiale con campanile, che custodisce un "tabernacolo per l'olio santo del 1633 e la chiesetta di San Michele Arcangelo, con fonte battesimale marmoreo seicentesco.

La frazione di "San Domenico" è sorta intorno all'omonimo convento domenicano, eretto nel XVII secolo per donazione testamentaria di Gian Nicola Fusco. Il convento presenta una chiesa a tre navate che conserva un coro ligneo. Nella frazione di Torano-Filorsi sorge la chiesa di San Giovanni Battista del XIII secolo in stile romanico, gravemente danneggiata dai terremoti del 1960 e 1964 che interessarono l'area campana.Restaurata di recente, della magnifica volta affrescata ne resta un solo brandello di affresco.

Santuario di Maria Santissima del Lattani[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile della collegiata di Santa Maria Maggiore.

Il santuario fu fondato nel 1430 da san Bernardino da Siena e san Giacomo della Marca, che vi erano giunti in seguito alla notizia del ritrovamento di una statua della Vergine nello stesso anno o in quello precedente. Venne edificata una prima cappella, quindi una prima chiesa, allargata quindi poco dopo nelle forme attuali tra il 1448 e il 1507.

Nel 1446 papa Eugenio IV affidò il convento, sorto nel frattempo ai Francescani.

Gli edifici del santuario si aprono su un ampio cortile interno, aperto sul panorama. Vi si affacciano la chiesa, il convento e un edificio costruito al momento della fondazione, detto "Protoconventino" o "romitaggio di San Bernardino", recentemente restaurato nelle forme originali.

La facciata della chiesa, preceduta da un grande protiro con arco a tutto sesto, conserva l'originale porta lignea del 1507. L'interno, ad unica navata, divisa in campate da pilastri che sostengono la volta a crociera a sesto acuto ribassato, conserva affreschi quattrocenteschi e settecenteschi e finestre gotiche con vetrate policrome. Sulla sinistra si apre la cappella dedicata alla Vergine dei Lattani, con cupola affrescata, che ospita una statua di Madonna con Bambino in pietra basaltica, ricoperta da pittura policroma, forse attribuibile al IX secolo. La statua venne ritrovata da un pastore nel 1430 in una vicina grotta.

Il convento presenta una facciata con porticato ad archi e all'interno un chiostro rettangolare con archi ogivali sorretti da colonnine, di varia forma, su due piani. Si conservano affreschi seicenteschi eseguiti dal padre Tommaso di Nola. Sul chiostro si apre il refettorio.

Il cosiddetto edificio del "Protoconventino" si affaccia sul cortile interno con un loggiato su due piani, aperto verso la valle con finestre, quella inferiore decorata da un rosone.

Nel cortile si trovano anche una fontana in pietra e sul lato verso il monte una fontana quattrocentesca decorata nel 1961 da una raffigurazione su ceramica colorata


  • Chiesa di Ognissanti con affresco loc. Cicioni

MUSEO MAGMA

È stato istituito presso il Palazzo dei Congressi di Roccamonfina (Via Roma) il museo MAGMA - Museo Arti Geosito Monti Aurunci. Sarà visitabile dal 24 luglio 2010. Ospiterà collezioni di arte contemporanea di maestri internazionali, giovani del territorio nazionale e collezioni di scienze ambientali.

Feste tradizionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Nell'ultimo martedì di maggio la statua del santo patrono, sant'Antonio viene condotta in processione dalla chiesa del santuario dei Lattani alla chiesa di Santa Maria Maggiore ("Calata di sant'Antonio") per venire ricondotta al suo posto l'ultima domenica di agosto ("Salita di sant'Antonio").

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Descrizione delle mura megalitiche dell'Orto della Regina.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

La statua non venne ritrovata nel 1430 bensì verso la fine del Trecento. Venne costruita dapprima una cappella rurale poi una chiesa più grande. La lapide all'esterno della chiesa testimonia che l'edificio dedicato alla Santa Madre di Dio venne eretto nel 1430.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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