Casagiove

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Casagiove
comune
Casagiove – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Elpidio Russo (lista civica) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate 41°04′32.52″N 14°18′30.96″E / 41.0757°N 14.3086°E41.0757; 14.3086 (Casagiove)Coordinate: 41°04′32.52″N 14°18′30.96″E / 41.0757°N 14.3086°E41.0757; 14.3086 (Casagiove)
Altitudine 55 m s.l.m.
Superficie 6,36 km²
Abitanti 13 643[1] (31-7-2013)
Densità 2 145,13 ab./km²
Comuni confinanti Casapulla, Caserta, Capua, Macerata Campania, Recale, San Nicola la Strada, San Prisco
Altre informazioni
Cod. postale 81022
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061018
Cod. catastale B860
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 942 GG[2]
Nome abitanti casagiovesi
Patrono san Michele
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casagiove
Posizione del comune di Casagiove nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Casagiove nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Casagiove è un comune italiano di 13.643 abitanti della provincia di Caserta in Campania, attiguo al capoluogo e parte integrante della vasta conurbazione che unisce numerosi comuni lungo l'asse della via Appia, da Maddaloni a Capua passando per Caserta.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Fino al 1810 aveva il nome di "Casanova" ma, quando fu unito alla villa di Coccagna, assunse il nome di Comune di Casanova e Coccagna. Il primo sindaco del Comune di Casanova e Coccagna fu Michele Fusco, appartenente ad una delle maggiori famiglie benestanti di Casanova. Dal 1807 al 1809 la villa di Coccagna era stata aggregata al Comune di Recale (insieme a Portico e Masserie, ovvero l'attuale San Marco Evangelista). In realtà a detenere il potere fu sempre il casale di Casanova e Coccagna ne dovette in più occasioni subire le decisioni.

Il cambiamento del nome della città in Casagiove avvenne con Regio Decreto nr. 695 del 17 febbraio del 1872 e fu dovuto alla circostanza che molti membri del Consiglio comunale ritenevano che in passato nella zona ci fosse stato un tempio dedicato a Giove. Tale credenza, da altri considerata errata, è stata confermata dal ritrovamento nel 1997 del tempio sui Monti Tifatini, anche grazie al sig. Mario Rivetti che rinvenne tre targhe in bronzo di epoca romana, in seguito consegnate all'autorità territoriale. Dopo il ritrovameto delle targhe venne assegnata la campagna di scavo all'archeologa Valeria Sampaolo. Oggi si può ammirare ciò che rimane del tempio sul Monte Tifata a quota 526, attualmente territorio del Comune di San Prisco. Ma già la Tabula Peutingeriana (copia medievale di un antico stradario del III secolo d.C.) riportava sui Monti Tifatini il simbolo del tempio con l'iscrizione: Iovis Tifatinus (Giove Tifatino).

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

In seguito al ritrovamento di reperti della civiltà sannitica, si è fissata quale datazione convenzionale dei primi insediamenti umani sull’odierno territorio casagiovese, attorno al 400-300 a.C.

Il più antico documento della storia di Casanova da noi conosciuto risale al 969 d.C. e riguarda la concessione del vescovo Alderico della fondazione della chiesa di S. Croce.

Successivamente il nome di Casanova compare nella Bolla di Senne del 1113, nella quale la medesima chiesa di S. Croce passò dalla diocesi di Capua a quella di Caserta.

Il successivo sviluppo della realtà civica casagiovese si verificò dopo la nascita del villaggio limitrofo di Torre, attuale Caserta, tra il XVI e il XVII secolo. Infatti una grande espansione demografica si verificò in seguito all’avvio dei lavori della Reggia di Caserta, iniziata nell’anno 1752.

Poiché furono molti coloro che impegnati nei lavori del grandioso progetto Borbonico, tanta parte si stabilì con le loro famiglie sul territorio casagiovese.

Nel 1806 Casanova divenne Comune e nel 1807 fu nominato sindaco Liborio Menditto.

Durante il Fascismo, con il Regio Decreto emesso il 2 gennaio 1927 (n.1) ci fu la soppressione della Provincia di Terra di Lavoro e con il Regio Decreto emesso nel maggio 1928 (n.1177) il comune di Casagiove fu soppresso e retrocesso a semplice borgata aggregata al Comune di Caserta.

Con il Decreto n.436 del 31 ottobre 1946, firmato dal Capo Provvisorio dello Stato Italiano, Enrico De Nicola, Casagiove riacquistò la propria autonomia comunale; con decreto prefettizio n.2905 del 25 marzo 1947 fu nominato commissario straordinario il Cav. Antonio Santoro.

In seguito alle prime elezioni amministrative datate 24 e 25 maggio 1947, in data 9 giugno 1947 il Consiglio Comunale neo-eletto nominò sindaco il Cav. Michele Santoro.

Monumenti storici[modifica | modifica sorgente]

Il Quartiere Militare Borbonico deve la sua realizzazione al Re Ferdinando IV, in realtà il sovrano sfruttò parte degli antichi locali che Re Carlo di Borbone aveva deciso di destinare ad uso di ospedale per accogliere coloro che si ammalavano durante i lavori di costruzione della Reggia di Caserta. In quell'occasione furono realizzate anche corsie diverse per tenere separati gli schiavi musulmani dai liberi operai crisitiani, per i quali venne messa a disposizione una cappella dedicata alla Madonna del Rosario poi inglobata nell'odierna struttura della Chiesa di Santa Croce nuova. L'Ospedale cadde poi in disuso tanto da essere definito nei documenti un'abiura di belve. Nel 1985 fu rilevato dal Comune di Casagiove ed oggi presso tale sito è in corso un progetto di recupero strutturale denominato “laltrareggia”.

Da visitare a Casagiove[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Michele Arcangelo (1600 circa): eretta su un antico convento medievale;
  • Chiesa di San Francesco di Paola (1650 circa): luogo di sepoltura dell'insigne architetto Luigi Vanvitelli;
  • Chiesa di S.Vincenzo de' Paoli - eretta per volontà dei casagiovesi accanto a quella del Patrono S.Michele. Considerata la devozione che gli abitanti hanno per lui, S.Vincenzo de' Paoli è diventato compatrono della cittadina.
  • Santa Maria della Vittoria: sita in Coccagna, detta localmente Cuccagna, fu eretta dalla famiglia Faenza e successivamente restaurata a favore degli abitanti del luogo dalla famiglia Paternò i cui membri erano i vecchi feudatari (i Paternò sono fra l'altro Conti di Montecupo (seu Casanova));
  • Cappella di Montecupo: la leggenda narra che la cappella fu realizzata dalla Casa Paternò dopo il ritrovamento dell'immagine della Vergine presso le cave;
  • Ospedale Militare: realizzato sfruttando gli antichi locali del Convento dei Minimi, interessante la scala realizzata dall'Ing. Miraglia;
  • Palazzetto dello Sport sito nei pressi dell'area mercato.
  • Caserma De Martino: Realizzata da Luigi Vanvitelli, poi ristrutturata nel 2009. La caserma fu realizzata come l'ospedale per accogliere gli operai e quanti lavoravano alla costruzione della Reggia di Caserta; fu poi destinata da Re Ferdinando IV a caserma ma subì nel corso dei secoli numerosi cambiamenti nell'uso che se ne fece: oggi è utilizzata per sfilate di moda e altre manifestazioni.
  • La chiesa di Santa Croce antica, del secolo decimo, di gran lunga il più antico edificio presente nel territorio comunale.
  • La chiesa di Santa Croce nuova, eretta intorno al 1670, attigua al quartiere militare borbonico.
  • La chiesa di sant'Antonio, eretta attorno al 1770.

Sport[modifica | modifica sorgente]

La squadrale locale, l'Hermes Casagiove militerà per la prima nel campionato di Eccellenza Campania, dopo aver vinto il girone A di Promozione Campania.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT[4] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 506 persone (su un totale di 14.159 abitanti). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Ucraina Ucraina 170 (1,22%)
Albania Albania 73 (0,52%)
Romania Romania 57 (0,40%)
Marocco Marocco 47 (0,33%)
Polonia Polonia 44 (0,31%)

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

F. Daniele, Monete antiche di Capua con alcune osservazioni, Napoli 1802, pp. 69–74.

J. Beloch, Campania, Napoli 1989, p. 406.

M. Fiano, Casagiove: origini, sviluppo, usi e costumi, futuro, Casagiove 1993.

L. Russo, Casanova e Coccagna nel Catasto Provvisorio (1815), Napoli 2003.

L. Russo, Il Catasto onciario di Casanova e Coccagna, in <<Rassegna Storica dei Comuni>>, a. XXXII (n.s.), n. 136-137, maggio-agosto 2006.

L. Russo, Affari comunali del Comune di Casanova e Coccagna nel "Decennio francese" (1806-1815), in <<Rivista di Terra di Lavoro>>, a. I,n. 3, ottobre 2006.

A.Antonucci, "Documentario storico su Casagiove" , video vhs, 1997

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Statistiche demografiche ISTAT