Caiazzo

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Caiazzo
comune
Caiazzo – Stemma
Caiazzo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Tommaso Sgueglia (Uniti per Caiazzo) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°11′00″N 14°22′00″E / 41.183333°N 14.366667°E41.183333; 14.366667 (Caiazzo)Coordinate: 41°11′00″N 14°22′00″E / 41.183333°N 14.366667°E41.183333; 14.366667 (Caiazzo)
Altitudine 200 m s.l.m.
Superficie 36 km²
Abitanti 5 787[1] (31-05-2012)
Densità 160,75 ab./km²
Frazioni San Giovanni e Paolo, Cesarano
Comuni confinanti Alvignano, Castel Campagnano, Castel di Sasso, Castel Morrone, Liberi, Limatola (BN), Piana di Monte Verna, Ruviano
Altre informazioni
Cod. postale 81013
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061009
Cod. catastale B362
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti caiatini
Patrono santo Stefano Minicillo
Giorno festivo 29 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caiazzo
Posizione del comune di Caiazzo nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Caiazzo nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Caiazzo (Caiazzë in napoletano[2]) è un comune italiano di 5 787 abitanti[1] della provincia di Caserta in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina di Caiazzo è sita a 200 metri sul livello del mare, su di una collinetta in lieve pendio verso sud, ai piedi del Monte Grande, una delle punte della catena dei Monti Trebulani. Dista da Caserta, capoluogo di provincia, 18 km. Il territorio comunale si estende su una superficie di 36 km².

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Caiatia romana[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Caiazzo è stato abitato sin dalla preistoria come testimoniano numerosi ritrovamenti archeologici. Sulla collina del castello ancora oggi si trovano delle mura poligonali costruite nell'VIII secolo a.C. dagli osco-sanniti. Le mura cingevano l'insediamento sannita o l'acropoli di Kaiatinim.[3]Durante la seconda guerra sannitica fu espugnata dal console Gaio Giunio Bubulco Bruto.[senza fonte]

In età romana il villaggio fu costruito più a valle su di un piano lievemente inclinato verso sud. Al centro vi passava un decumano posto sulla direttrice est-ovest sul quale si affacciavano quattordici cardini o traverse. Il centro, che prese il nome di Caiatia, non è da confondersi con la vicina Calatia che si trovava nei pressi di Maddaloni.[4] Si ha notizia che nel foro di Caiatia un certo Marco Gavio edificò dei parapetti di sostegno.[3] Nel 90 a.C. fu saccheggiata da Silla dato che si era schierata con gli Italici nella guerra sociale. Dapprima colonia latina, divenne successivamente municipio romano e in età imperiale fu sede di una zecca.[senza fonte] Diverse strade la collegavano con le città romane più importanti della zona come Capua e Telesia.

Di Caiatia si conservano scarsi resti e numerose pietre sepolcrali. Alcune di queste lapidi sono di carattere onorario e vi portano impressi i nomi della casa imperiale Giulia probabilmente perché Caiatia ottenne dei benefici o delle concessioni dagli imperatori di questa famiglia.[5]

Dalla dominazione longobarda ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Con la venuta dei longobardi divenne sede di un gastaldato e, quando Capua venne eretta a principato, Caiazzo fu elevata a contea. Primo conte di Caiazzo fu il nobile longobardo Arialdo. Nel X secolo divenne sede vescovile.[4] Nel 1058 ultimi conti longobardi furono Landenulfo e Giovanni.

Nel 1065 Caiazzo andò ai normanni De Quarrel dai quali passò ai D'Angiò e poi ai Clignette. Per matrimonio venne acquisita dai Sanseverino e quindi passò ai De Rossi. Caiazzo fu occupata prima da Ruggero II di Sicilia (1135) e poi da Federico II di Svevia (1229) che cacciò le famiglie guelfe e il vescovo.[5]

Vi soggiornò Alfonso d'Aragona.

Nel 1593 il feudo fu venduto da Ercole De Rossi a Matteo De Capua per poi passare nel 1615 alla famiglia Corsi, di origine fiorentina. I Corsi ebbero il titolo di marchesi di Caiazzo. La peste del 1656 e il terremoto del 5 giugno 1688 provocarono una diminuzione della popolazione. Nel 1709 fu occupata dagli austriaci e nel giugno 1799 dai francesi.

Nel 1860(19 / 21 settembre) celebre battaglia durante la Spedizione dei Mille. Nel 1927, a seguito della soppressione della Provincia di Terra di Lavoro[Cos'è?] il Comune di Caiazzo fu aggregato alla provincia di Benevento, per poi ritornare, nel 1945, nella ricostituita provincia di Caserta[6].

Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata più volte. La sera del 12 ottobre 1943 i tedeschi, per vendicare l'uccisione di un soldato nazista, uccisero ventidue civili innocenti.[7]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo centro, nel corso della seconda guerra mondiale, subì feroci rappresaglie da parte delle truppe naziste ed un devastante bombardamento dell'esercito alleato che causarono la morte di numerosi concittadini, tra cui donne e bambini. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Caiazzo (CE), 1943-1944

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Mura megalitiche osco-sannite (VIII secolo a.C.) sulla collina del castello.

Il Castello di Caiazzo è sito su di un'altura che domina il centro storico e la vallata circostante.

Edificato dai longobardi, subì un primo restauro sotto i normanni.

Nel 1135 dopo l'occupazione di Ruggiero II venne dotato di una guarnigione permanente. A tal proposito lo storico Alessandro Telesino dice che «il re, salito sul castello, e osservato il vasto territorio che si poteva controllare, decise di fortificarlo ordinando a tutti i maggiorenti di costruire le loro case intorno al castello per dimorarvi assieme a tutti i cavalieri, in modo tale che Caiazzo, già forte per la sua posizione naturale e per le sue mura, divenisse più forte con la presenza di abitanti che esercitavano la milizia».[8]

Fu ristrutturato dagli aragonesi.

Il castello, di proprietà privata, conserva poche tracce della fisionomia originaria essendo stato radicalmente rimaneggiato nel XIX secolo.

Nei pressi del castello si possono ammirare delle mura poligonali osco-sannite risalenti all'VIII secolo a.C.

Basilica Minore di Santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Caiazzo.

Costruita nel XVI secolo, la cattedrale è stata oggetto di numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli. La facciata è in stile barocco ed è stata eseguita nel 1760 su progetto di Nicola Tagliacozzo Canale. L'interno è a tre navate divise da pilastri. Sull'ingresso è posto un coro ligneo settecentesco in noce. Vi si conservano pregevoli dipinti del XVIII secolo.

Consacrata Basilica Minore il 29 ottobre 2013 dal Cardinale Angelo Comastri.

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Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[10] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 185 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 65 1,12%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

A Caiazzo ha sede il Museo Kere, museo della civiltà contadina e delle tradizioni popolari.

Persone legate a Caiazzo[modifica | modifica wikitesto]

  • Rosa Ponselle, nome d'arte di Rosa Melba Ponzillo (Meriden 22 gennaio 1897 – Baltimora 25 maggio 1981), celebre soprano statunitense i cui genitori erano immigrati da Caiazzo.
  • Aulo Attilio Calatino due volte console romano e una volta dittatore;
  • Francesco Cicino, pittore del XV secolo;
  • Stefano Sparano, pittore del XVI secolo;
  • Pier della Vigna (1189 - 1249), gran protonotaro del regno e segretario di Federico II;
  • Carlo Marocco (1678 - 1724), notaio e storiografo;
  • Gianmarco Barbiero (1994), calciatore;
  • Nicola Giannelli (1733 - 1809), professore di Medicina Pratica presso l'Università degli Studi di Napoli;
  • Domenico Giannelli (1773 - 1854), Giudice della Gran Corte Civile di Napoli;
  • Pasquale Giusti (Dragoni, 1780 - ?), canonico della cattedrale di Caiazzo;
  • Nicola Covelli (1790 - Napoli, 1829), naturalista, scopritore della covellite, solfuro di rame esagonale azzurro;
  • Pietro Maturi (1826 - 1905), fondatore della Banca Mutua Popolare di Caiazzo e della Società di Mutuo Soccorso;
  • Irma Ciaramella, attrice e regista teatrale e televisiva, molto ricordata per il personaggio di Rita Santacroce in "Centovetrine";
  • Padre Domenico Mondrone (1897 - 1985) gesuita, esorcista, stimato scrittore, critico letterario della Civiltà Cattolica, estensore di numerosi testi sui santi e di altre opere, è l’autore di tutti i testi che compongono la Collana “I santi ci sono ancora” (ed. Pro Sanctitate) e del famoso libro "A tu per tu col Maligno";

Città gemellate[modifica | modifica wikitesto]

Caiazzo è gemellata con:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiera della Maddalena, il 22 luglio
  • Festival del varietà "Jovinelli", luglio, al termine della "Fiera della Maddalena"

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Caiazzo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 113.
  3. ^ a b Marrocco, op. cit., p. 27.
  4. ^ a b Touring, op. cit., p. 233.
  5. ^ a b Marrocco, op. cit., p. 28.
  6. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 11 giugno 1945, n. 373, articolo 1, in materia di "Ricostruzione della provincia di Caserta."
  7. ^ Marrocco, op. cit., p. 29.
  8. ^ Il Castello di Caiazzo sul sito del comune. URL consultato il 25 luglio 2011.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  11. ^ Associazione Amici di Ochtendung. URL consultato il 16 settembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., L'Italia: Campania, Milano, Touring Club Italiano, 2005.
  • Dante B. Marrocco, Guida del Medio Volturno, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1986.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]