Mignano Monte Lungo

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Mignano Monte Lungo
comune
Mignano Monte Lungo – Stemma Mignano Monte Lungo – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Antonio Verdone (lista civica) dal 17/05/2011
Territorio
Coordinate 41°24′00″N 13°59′00″E / 41.4°N 13.983333°E41.4; 13.983333 (Mignano Monte Lungo)Coordinate: 41°24′00″N 13°59′00″E / 41.4°N 13.983333°E41.4; 13.983333 (Mignano Monte Lungo)
Altitudine 137 m s.l.m.
Superficie 52 km²
Abitanti 3 290[1] (31-12-2010)
Densità 63,27 ab./km²
Frazioni Campozillone, Caspoli, Moscuso
Comuni confinanti Conca della Campania, Galluccio, Presenzano, Rocca d'Evandro, San Pietro Infine, San Vittore del Lazio (FR), Sesto Campano (IS), Venafro (IS)
Altre informazioni
Cod. postale 81049
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061051
Cod. catastale F203
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 318 GG[2]
Nome abitanti mignanesi
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mignano Monte Lungo
Posizione del comune di Mignano Monte Lungo nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Mignano Monte Lungo nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Mignano Monte Lungo è un comune italiano di 3.275 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Collocazione[modifica | modifica sorgente]

Mignano Monte Lungo si trova nell’alto casertano, incuneato assieme a San Pietro Infine tra Lazio e Molise. Si trova in un’area di grande interesse naturalistico e storico, facilmente raggiungibile grazie all’Autostrada A1

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

È condivisa da molti studiosi l’opinione che il toponimo Mignano derivi dal nome di persona latino Minius. Poiché il territorio di Mignano fu il campo nel 1943 di due importanti battaglie della seconda guerra mondiale per la presa di monte Lungo, quest’ultimo toponimo fu aggiunto all’originario a futura memoria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I Sidicini è il primo popolo che gli studiosi ritengono che abbia abitato la l’area. Gli Etruschi poi fondano qui la città di Cesennia. Il nome di tale città è probabilmente collegato a quello del monte Cesina, dal quale si estraeva all’epoca pietra pomice.

La città, in posizione strategica, passa successivamente sotto il controllo romano. Vi erano mura difensive che fungevano anche da acquedotto alimentato dal rio Rava; oggi ne rimangono pochi resti. In epoca imperiale, fu costruito anche un ponte sullo stesso Rava. Di tale epoca rimangono molti resti e iscrizioni.

Mignano viene a far parte del longobardo Ducato di Benevento. Nel 776, divivene parte della Contea di Capua. Nel 1139 a Mignano si svolge la battaglia tra i Normanni, guidati da Ruggero II di Sicilia e l'esercito di papa Innocenzo II. Il papa viene sconfitto e catturato: è condotto nel castello di Mignano e qui firma le condizioni di pace.

Nei secoli successivi Mignano passa dagli Svevi agli Angioini e successivamente agli Aragonesi. Questi assegnano il feudo a Ettore Fieramosca. Nel 1581 l’erede Ettore Leognano Fieramosca cede il feudo a Giulio Cesare de Capua.

Nel 1734, le truppe di Carlo di Borbone assalgono il feldmaresciallo von Traun che si trovava nella fortezza di Mignano. Quest’ultimo si rifugerà precipitosamente a Capua.

Le battaglie per Monte Lungo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi battaglia di Montelungo.

Durante la Seconda guerra mondiale a Mignano si combattono due battaglie con un forte contenuto simbolico per la storia italiana. Una vittoria che fu riscatto della dignità della Nazione.

Mappa dell'area dell'offensiva della V armata americana, autunno 1943

Il 27 settembre 1943 viene istituito il Primo Raggruppamento Motorizzato del Regio Esercito al comando del generale Vincenzo Dapino; gli uomini provenivano da tutta Italia e rappresentavano tutto l'esercito. Il Raggruppamento era a disposizione del generale americano Geoffrey Keyes, comandante del II Corps United States Army, e venne incaricato di partecipare allo sfondamento della Linea del Volturno.

Per opporsi alla avanzata nemica, i tedeschi avevano fatto saltare in aria il 29 e il 30 settembre varie abitazioni, la fortezza, il municipio ed il ponte sul Rava, unico passo tra la consolare Casilina ed il centro di Mignano. Il 3 dicembre gli Italiani ricevono l'ordine di conquistare Monte Lungo. L'8 dicembre, come previsto nei piani alleati, attaccano avanzando coperti dalla spessa nebbia, ma questa viene spazzata inaspettatamente da un forte vento: il Raggruppamento così subisce forti perdite ed è costretto a ripiegare. Con un nuovo schema d'attacco, il 16 dicembre gli italiani conquistano il monte.

Il dopoguerra a Mignano fu molto duro e la ricostruzione non ha potuto restituire alla popolazione rimasta tutto quello che era andato perduto.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Durante nove tragici mesi ebbe il crudele destino di subire il feroce accanimento dell'invasore nazista che, oltre le gravissime e dolorose distruzioni inflitte, impose alla sua popolazione requisizioni, arresti e deportazioni, giungendo sino a versare il sangue di coloro che, non domi accennarono ad un gesto di rivolta. La gente di Mignano Monte Lungo, seppure martoriata e ferita per la perdita di numerosi figli, ben conscia dell'importanza della prova cui era chiamata, non si arrese agli eventi, continuando a dare luminosa testimonianza di fede nella rinascita della Patria e, nel momento dell'incertezza e dello scoramento, si strinse generosamente e tenacemente attorno ai combattenti del primo raggruppamento motorizzato incoraggiandoli, aiutandoli con l'abnegazione e incitandoli alla splendida vittoria che avrebbe costituito caposaldo nella storia del rinato esercito italiano.»
— Mignano Monte Lungo, settembre 1943-maggio 1944
Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Già sconvolta dalla furia devastatrice della guerra, cui dava doloroso contributo di sangue, veniva colpita, appena all'inizio della lenta e faticosa opera di ricostruzione, da violente, reiterate scosse di terremoto, che causavano nuovi danni e gravissimi disagi. La popolazione, duramente provata, sopportava, con fiera ed indomita dignità, tutte le avversità, dando rinnovata prova di grande tenacia ed incrollabile fede.»
— 1943-1973

Persone legate a Mignano Monte Lungo[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e archeologia[modifica | modifica sorgente]

  • La chiesa di Santa Maria Grande: eretta nel XVI secolo per volere dalla moglie del Re di Capua.
  • La chiesa dell'Addolorata a Campozillone: conserva una statua dell'Immacolata risalente al XVIII secolo.
  • La chiesa di Sant'Andrea a Caspoli': conserva una statua lignea di Sant’Andrea e una ottocentesca raffigurante la Madonna col Bambino.
  • Il Castello: realizzato in tufo, presenta una notevole stratificazione architettonica, conseguenza della sua lunga storia. Guido Fieramosca diede il contributo maggiore alla costruzione.
  • Il Museo militare ai piedi di monte Lungo: raccoglie documenti e reperti della battaglia.
  • Il Sacrario: aperto nel 1951, vi riposano soldati caduti tra il 1943 e il 1945.
  • Porta Fratte: la famosa porta medievale che segnava l'ingresso nel feudo. Le sue rovine, l'unico rimasuglio delle mura medievali, sono poste in un caratteristico quartiere storico ancora incontaminato e lasciano spazio all'immaginazione riportando il turista indietro di mille anni.

Aneddoti[modifica | modifica sorgente]

Il caratteristico quartiere storico sito in una zona rimasta ancora medioevale è chiamato tutt'oggi dai cittadini con il nome de "La Cicuta" si narra infatti che qui crescesse la famosa erba velenosa che veniva usata dai feudatari per punire gli infedeli[senza fonte]. Feudatario del luogo fu Malgerio Sorel.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]