Santa Maria Capua Vetere
| Santa Maria Capua Vetere comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Biagio Maria Di Muro (FLI + liste civiche) dal 30/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 41°5′0″N 14°15′0″E / 41.08333°N 14.25°ECoordinate: 41°5′0″N 14°15′0″E / 41.08333°N 14.25°E | ||||
| Altitudine | 36 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 15,76 km² | ||||
| Abitanti | 33 580[1] (31-05-2010) | ||||
| Densità | 2 130,71 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Capua, Carinaro, Casaluce, Curti, Macerata Campania, Marcianise, San Prisco, San Tammaro, Teverola | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 81055 | ||||
| Prefisso | 0823 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 061083 | ||||
| Cod. catastale | I234 | ||||
| Targa | CE | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | sammaritani o mariani | ||||
| Patrono | san Simmaco 22 ottobre, Beata Vergine Maria Assunta 15 agosto | ||||
| Giorno festivo | 22 ottobre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Santa Maria Capua Vetere nella provincia di Caserta |
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| Sito istituzionale | |||||
Santa Maria Capua Vetere (Capua in latino, Santa Marij e Capua in dialetto, anche abbreviata come Santa Maria C. V.) è un comune italiano di 33 742 abitanti[1] della provincia di Caserta, in Campania.
Eretta in comune con il nome di Santa Maria Maggiore nel 1806, con l'unità d'Italia ha assunto il nome attuale. Precedentemente era stata frazione del comune di Capua con il nome di Villa Santa Maria Maggiore (Villa Sanctae Mariae Maioris), e si era costituita da un borgo contadino sviluppatosi nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore, da cui prese il nome.
Era qui che sorgeva l'antica Capua, come del resto attestato e confermato dai numerosi monumenti dell'epoca romana - su tutti, l'Anfiteatro campano, secondo per grandezza solo al Colosseo - nonché dall'etimologia dell'odierno toponimo ("Capua Vetere", da "Vetus, veteris", aggettivo latino della seconda classe ad una uscita che significa "Antico", dunque "Capua Antica").
È riparata dal monte Tifata e si trova a poca distanza da una grande ansa del fiume Volturno. Il territorio è particolarmente fertile tanto che i Romani lo consideravano felix. Nel tempo alle attività agricole si sono affiancate molte industrie (ora in gran parte dismesse). Oltre al tribunale e ad altre istituzioni territoriali, vi sono presenti facoltà universitarie e attività commerciali.
L'illustre e gloriosa storia della città è testimoniata, oltre che dai numerosi resti dell'epoca romana, da chiese di origini paleocristiane, affreschi trecenteschi, pale rinascimentali, palazzi settecenteschi e monumenti in onore ai caduti delle Guerre.
Indice |
Storia[modifica]
Come detto, qui sorgeva la Capua dell'antichità, chiamata altera Roma (l'altra Roma) da Cicerone nel I secolo a.C.
Le sue origini si devono probabilmente alla fusione di precedenti villaggi della cultura villanoviana. Fu in seguito città osca ed etrusca. Colpita dalle incursioni dei Vandali, venne distrutta nell'841 dai Saraceni. L'abitato moderno rinacque dal XII secolo a partire da tre casali sorti nei pressi delle basiliche cristiane di Santa Maria Maggiore o dei Surechi, di San Pietro in Corpo e di Sant'Erasmo in Capitolio.
La "Capua" antica[modifica]
| Per approfondire, vedi Capua (antica) e Anfiteatro campano. |
L'estensione della città antica era stata fissata al perimetro delle mura ricostruito nel XX secolo dagli archeologi Heurgon e Beloch, mentre il ritrovamento di un complesso edilizio nell'ottobre del 2004 presso il macello comunale (antica masseria dei Vetta) ha rimesso in discussione il tracciato delle mura nel vecchio "fondo Tirone", confermando invece la descrizione fatta da Giacomo Rucca alla fine dell'Ottocento.
La Capua antica fu anche il luogo in cui ebbe origine la rivolta dei gladiatori capeggiati da Spartaco: vi esisteva infatti un'importante scuola dei gladiatori legata all'Anfiteatro campano.
La tradizione racconta che san Pietro, diretto a Roma e proveniente da Antiochia, dopo una sosta a Napoli sarebbe arrivato a Capua dove avrebbe consacrato come vescovo Prisco (identificato dalla tradizione agiografica come uno dei 72 discepoli di Cristo e, forse, padrone del cenacolo di Gerusalemme). San Prisco sarebbe poi stato martirizzato nel 64 d.C.
A Capua si svolse il concilio mariano del 392[2]. Sant'Ambrogio definì la città portum tranqullitatis ("porto di tranquillità).
In una notte dell'anno 787 Carlo Magno sarebbe rimasto nella chiesa di Santa Maria Maggiore, che aveva deciso di punire Arechi II principe di Benevento, colpevole di ribellione, che sarebbe stato salvato per intercessione del vescovo di Capua e dei vescovi delle vicine diocesi.
Nell'841 in seguito alla quasi totale distruzione della città da parte dei mercenari saraceni assoldati dal principe di Benevento Radelchi, la popolazione superstite si raccolse intorno alla chiesa di Santa Maria Maggiore, mentre la città di Capua venne rifondata nell'856 dai Longobardi sul sito dell'antica Casilinum.
Con il periodo angioino il casale di Santa Maria Maggiore cominciò ad acquistare una certa preminenza rispetto ad altri casali di Capua: vi nacque nel 1277 il re di Napoli Roberto, detto il Saggio e fu battezzato l'anno dopo nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
Nel Settecento la città antica fu meta di viaggiatori e per la costruzione della vicina reggia di Caserta vi si stabilirono diverse famiglie nobili, dando luogo ad uno sviluppo economico e sociale.
Il 1° ottobre del 1860 si svolse alla porte della città la battaglia del Volturno con la quale Garibaldi mise fine al regno borbonico. Il sammaritano Errico Malatesta fu un esponente del pensiero anarchico.
Dal Novecento ad oggi la cittadina è passata da un'economia agricola gestita da una borghesia agraria ad un'economia post-industriale.
La cittadina si è estesa nell'arco degli anni prima verso nord (direzione Sant'Angelo in Formis) e quindi verso sud (direzione Aversa, principalmente nella zona di Sant'Andrea dei Lagni) e relativamente meno nella direzione est-ovest, contribuendo a rendere un'unica conurbazione il percorso Capua - Caserta, attraversato dall'antica via Appia (oggi ex strada statale 7), nonché dalla ferrovia Roma-Cassino-Napoli. Nei pressi corre l'autostrada A1 Milano-Napoli, accessibile tramite il nuovo casello di Santa Maria Capua Vetere, che è direttamente collegato con la statale della Reggia.
Simboli[modifica]
Lo stemma della città è di origine molto recente: risale al 1888. È di colore rosso, con una croce, sormontata da una corona, sotto la quale una fascia d'oro riporta le iniziali O.P.Q.C., acronimo di Ordo Populus Que Campanus.
Monumenti e luoghi di interesse[modifica]
Architetture religiose[modifica]
Basilica di Santa Maria Maggiore (Il duomo)[modifica]
| Per approfondire, vedi Simmaco di Capua e Basilica di Santa Maria Maggiore (Santa Maria Capua Vetere). |
La basilica di Santa Maria Maggiore[3], duomo della città, fu edificata nel 432 da San Simmaco, vescovo di Capua e patrono di Santa Maria Capua Vetere. Simmaco dedicò la basilica alla Madonna dopo che il concilio di Efeso aveva proclamato Maria come Madre di Dio.
Altri luoghi di culto[modifica]
- Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo-Confraternita S. Maria del Suffragio
- Chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo [info][4]
- Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo[5]
- Chiesa parrocchiale di Sant'Agostino Vescovo di Capua
- Chiesa parrocchiale di Sant'Erasmo[6]
- Chiesa parrocchiale di San Paolino di Capua
- Chiesa parrocchiale della Madonna delle Grazie - dell'Ordine dei Frati Minori
- Chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine
- Chiesa Madre del Cimitero
- Chiesa di S. Maria delle Grazie e San Gennaro
- Chiesa degli Angeli Custodi- rettoria
- Chiesa e Convento delle Vittime Espiatrici - conventuale
- Chiesa e Convento dell'Immacolata della Pietrasanta - conventuale
- Chiesa di San Giuseppe - Confraternita di San Giuseppe
- Chiesa di San Nicola di Bari - Confraternita di San Nicola
- Chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria - ex conservatorio
- Chiesa dell'Immacolata in trivio - Confraternita di San Simmaco
- Chiesa della Madonna del Carmine - Confraternita A.G.P. presso l'Ospedale di San Giuseppe e Melorio
- Chiesa dell'A.G.P. (Santa Teresa D'Avila) presso il Conservatorio delle Carmelitane
- Chiesa di San Bonaventura degli Alcantarini presso il complesso dell'ex riformatorio
- Cappella della Confraternita dell'Assunta
- Cappella di S. Andrea Corsini - conventuale
- Cappella Pirolo - patronale
- Cappella della Croce
- Cappella della Madonna della Pietà
- Cappella e Oratorio della Confraternita S.Maria del Suffragio in S. Pietro Apostolo
Siti archeologici[modifica]
| Per approfondire, vedi Capua (antica). |
- Anfiteatro campano
- Arco di Adriano
- Casa di Publio Confuleio Sabbione (Domus Confuleius), scoperta nel 1955, è composta da due ambienti sotterranei decorati da pavimenti con ornato geometrico e floreale. Nella seconda stanza vi è l'iscrizione recante il nome del proprietario della domus (Publio Confuleio Sabbione) e del suo architetto.
- Criptoportico, un edificio con pianta a tre bracci del I secolo a.C.. Limitava a Nord la piazza del Foro di Capua e sosteneva una terrazza artificiale sulla quale sorgeva probabilmente un tempio. È situato nell'ex Convento di San Francesco, attuale sede della Facoltà di Lettere e Filosofia.
- Mitreo, scoperto nel 1922, ben conservato. Su una parete è possibile ancora vedere un affresco, risalente al II secolo d.C., raffigurante il dio Mitra che uccide un toro bianco.[7]
- Officina dei Bronzi, scoperta nel 1992, installata sotto ambienti adibiti a deposito di botteghe, fu realizzata nel I secolo d.C. per realizzare piccoli oggetti di bronzo.
Munumenti[modifica]
- Monumento ai Garibaldini
- Monumento al Milite Ignoto
- Monumento ai fratelli De Simone
- Monumento al Gen. Errico Fardella (Colonna)
Palazzi e Torri[modifica]
- Ospizio di San Carlo (ex Palazzo Municipale)
- Palazzo Auriemma
- Palazzo Caporaso
- Palazzo Cortese
- Palazzo Della Valle
- Palazzo Dinacci
- Palazzo Fossataro
- Palazzo Matarazzi
- Palazzo Mazzocchi
- Palazzo Melzi
- Palazzo Paolella
- Palazzo Ricciardi
- Palazzo Tagliacozzi
- Palazzo Teti
- Torre di S. Erasmo
Società[modifica]
Evoluzione demografica[modifica]
Abitanti censiti[8] 
Etnie e minoranze straniere[modifica]
Secondo i dati ISTAT[9] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.349 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Ucraina 419 1,24%
Istituzioni, enti e associazioni[modifica]
Santa Maria Capua Vetere è sede del Tribunale Ordinario di Santa Maria Capua Vetere, ospita nel proprio territorio la sede del Tribunale Penale sito in Piazza della Resistenza, mentre il Tribunale Civile è situato in Via Carlo Santagata. Il Tribunale civile è situato in un normale appartamento per uso abitativo, una sede ritenuta del tutto inadeguata a ospitare uffici giudiziari.[10]
Cultura[modifica]
Istruzione[modifica]
Licei[modifica]
Università[modifica]
- Seconda Università degli studi di Napoli, SUN[11]: Hanno sede a Santa Maria Capua Vetere due delle dieci facoltà:
- Lettere - È ubicata nel medioevale Monastero di San Francesco di Paola. Agli inizi del Seicento la struttura venne occupata dai frati ordine dei Minimi, fino a quando, nel 1738 vennero alloggiati i soldati del reggimento Borbonico di Rosciglione. Dopo il regio Decreto del 6 febbraio del 1807 il monastero venne destinato a carcere.
- Giurisprudenza - Ha sede nel centro storico, a Palazzo Melzi, fatto ristrutturare dall'Arcivescovo Camillo Melzi nel Seicento per servire come sede della Mensa Arcivescovile. Nel 1808 divenne sede dei Tribunali, funzione che impose una ristrutturazione dell'edificio eseguita dall'ingegnere Pietro Tramunto. Da allora seguirono altri numerosi interventi di ristrutturazione fino al 1924.
Musei[modifica]
- Museo archeologico dell'antica Capua
- Museo dei gladiatori
- Museo civico garibaldino e risorgimentale
- Museo delle Carrozze
- Museo Parrocchiale del Duomo
Teatri e cinema[modifica]
Persone legate a Santa Maria Capua Vetere[modifica]
- Gneo Nevio (anche noto come "Cneo Nevio") (275 a.C.ca.-201 a.C.), poeta e drammaturgo d'epoca romana
- Roberto d'Angiò (1277-1343), re di Napoli col nome di "Roberto I di Napoli"
- Giacinto Bosco (1905-1997), ministro
- Gaetano Cappabianca, (1849-1908), benefattore
- Paolo Fortini (-1884), vescovo
- Corrado Fossataro (1863-1930), avvocato, tre volte sindaco di S.M.C.V.
- Giovanni Funaro (1756), pittore
- Carlo Gallozzi (1820-1903), politico
- Pietro Guida (1921), scultore
- Donato Giannotti (1828-1914), sacerdote, venerabile
- Francesco Greco (1918), Presidente di Sezione della Corte di Cassazione, giudice della Corte Costituzionale nonché Vice presidente di quest'ultima
- Celeste Laudisio, (1954), Regista
- Errico Malatesta (1853-1932), anarchico
- Alessio Simmaco Mazzocchi (1684-1771), filologo, archeologo, canonico della cattedrale di Capua
- Nicola Vito Melorio, (1772-1856), medico
- Virginio Merola (1955-), sindaco di Bologna
- Raffaele Perla (1858-1936), senatore e presidente del Consiglio di Stato
- Francesco Maria Pratilli (1689-1763), archeologo, canonico della cattedrale di Capua, noto come fabbricatore di falsi storici[12].
- Giacomo Rucca, (1785-1860), archeologo
- Giulia Salzano (1846–1929), religiosa, santa, fondatrice della congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore
- Nicola Salzillo (1672-1727), scultore
- Antonio Sicurezza (1905-1979), pittore
- Simmaco di Capua, (†440), santo vescovo
- Antonio Tari (1809 - 1884), filosofo ed esteta
- Francesco Tavano, (1979), Calciatore
- Noémi Tóth, (Szentes, 7 giugno 1976), pallanuoto medaglia d'oro olimpica Atene 2004
- Raffaele Uccella (1884-1920), scultore
- Raffaele Verzillo, (1969), Regista
- Francesco Matano, (1989) personaggio televisivo e blogger
Vescovi e santi martiri di Capua Vetere[modifica]
- San Prisco (44-66 d.C.) Protovescovo e martire
- San Sinoto (66-80 d.C.)
- San Rufo (80-83 d.C.)
- San Quarto (...-117 d.C.)
- Sant'Agostino (252-260) Martire
- San Quinto (...-271)
- Sant'Aristeo (300-303)
- San Proto (313-...)
- Vincenzo (337-365)
- Panfilo (...-...)
- San Rufino (410-420)
- San Simmaco (422-440)
- San Prisco II (440-460)
- Triburzio (461-483)
- Costantino (483-499)
- Alessandro (500-516)
- San Germano (516-540)
- San Vittore (541-554)
- San Probino
- Fesro (590-594)
- Basilio (595-...)
- Gaudioso (49-660)
- San Decoroso (660-689)
- San Vitaliano (700-...)
- Autari o Autchar (...-...)
- Ambrogio (740-7444)
- Teodoro (...-...)
- Stefano (786-...)
- Radelperto (...-...)
- San Paolino (835-843)
- Santi Martiri: San Prisco, San Rufo, San Sinoto, San Quinto, San Carponio, Sant'Aristeo, Sant'Antonino, San Marcello, San Cassiano, Sant'Euro, San Lupolo, San Marcellino, San Modesto, San Nicanore, San Pardo, San Quarto, Santa Felicita, Santa Fortinata.
Economia[modifica]
Industria[modifica]
- Ex-Siemens (chiusa)
- MZ Costruzioni, costruzioni metalliche
Infrastrutture e trasporti[modifica]
| Per approfondire, vedi Stazione di Santa Maria Capua Vetere. |
La città è collegata tramite la stazione dei treni alla linea ferroviaria Roma-Napoli via Cassino e alla ferrovia Alifana.
Il 16 dicembre 2008 è stato inoltre inaugurato il nuovo casello autostradale di Santa Maria Capua Vetere sulla A1 che è direttamente collegato con la Tangenziale di Caserta.
Amministrazione[modifica]
Gemellaggi[modifica]
Sport[modifica]
Calcio[modifica]
A.S.D. Gladiator 1912[modifica]
La squadra di calcio della città si chiama Gladiator in reminiscenza dei passati fasti degli Ozi di Capua, del locale Anfiteatro campano e della Scuola dei Gladiatori. La formazione nerazzurra, dopo diversi anni nell'anonimato, conquista il campionato di Eccellenza nel 2000-01 e nella stagione seguente vince il girone G di serie D, ottenendo così una storica promozione in serie C2, a distanza di 16 anni (L'ultima apparizione in C2 fu nell'84-85). Anche nell'annata 2002-03 i sammaritani disputano un eccellente torneo, classificandosi al settimo posto.
Nell'agosto 2003 il club non si iscrive alla serie C2 e riparte dal campionato di Promozione. Grazie ad uno scambio di titoli sportivi, milita in Serie D.
Pallanuoto[modifica]
A.S.D. Volturno Sporting Club[modifica]
A Santa Maria Capua Vetere ha sede l'A.S.D. Volturno Sporting Club, società di grandi tradizioni nella pallanuoto italiana ed europea. La squadra femminile ha nel palmarès ben 7 campionati nazionali e milita tuttora in serie A1 con un ruolo di primo piano, fornendo alla nazionale diverse giocatrici, tra cui spicca il centroboa di origini ungheresi Erzsebet Valkai. La squadra maschile è attualmente in serie B, ma in passato ha militato molti anni nel massima serie conquistando una finale scudetto nel 1993-94, persa contro il Circolo Nautico Posillipo. Ha fornito anch'essa numerosi giocatori alla nazionale, tra cui Fabio Bencivenga, Francesco Attolico, Massimiliano Ferretti, Paolo Trapanese, Alessandro Bovo, Amedeo Pomilio.
Rugby[modifica]
Rugby Clan Santa Maria Capua Vetere[modifica]
Società sportiva fondata nel 1993 . Dalla fondazione lo scopo sociale è stato di propagandare la disciplina del rugby e i suoi valori , di avviare un proselitismo nelle scuole e sul territorio , creando un vivaio . In questo ventennio numerosi atleti di S.Maria C.V. hanno vestito la maglia azzurra della nazionale italiana , sia la maggiore che le varie categorie giovanili. Tra i rugbisti cresciuti nel vivaio del club che hanno giocato nelle nazionali di categoria giovanili figurano Antonio Maio, Claudio Russo, ed il pilone Salvatore Perugini, internazionale per l'Italia e dal 2010 agli Aironi, dopo aver militato anche nel Tolosa e nel Bayonne.
Ciclismo[modifica]
La 5ª tappa del Giro d'Italia 1988 si è conclusa a Santa Maria Capua Vetere con la vittoria di Guido Bontempi. Viene ricordata per una cruenta caduta generale presso l'Arco di Adriano che vide coinvolti, tra gli altri, il campione francese Laurent Fignon.
BiCittà[modifica]
BiCittà è una manifestazione ciclistica dilettantistica che si svolge tra i mesi di Giugno-Settembre ogni Giovedì sera a Santa Maria Capua Vetere realizzata dal gruppo facebook "Ciochevedoincitta SMCV" con l'approvazione dell'amministrazione comunale e il supporto della Polizia Municipale e della Protezione Civile. Il programma della manifestazione prevede la partenza da Piazza Bovio, un percorso che tocca i principali quartieri della città e l'arrivo nella Villa Comunale. La manifestazione ha riscosso notevole successo (circa 1400 persone è il record attuale di partecipanti) diventando, in breve tempo, una delle manifestazioni ciclistiche dilettantistiche più importanti della provincia di Caserta.[13] Notevole è anche il suo impegno nel campo della legalità, infatti il 19 Luglio 2012, in occasione della ventesimo anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo, la manifestazione ha omaggiato la memoria delle vittime della mafia, ricevendo anche una lettera di ringraziamento dal presidente del consiglio comunale di Palermo, Salvatore Orlando.[14] Il Motto della manifestazione è: + BICI - TACI BI rivoluzioniamo CI
Curiosità[modifica]
- Santa Maria Capua Vetere viene citata dallo chef Luigi nell'episodio 16 della stagione 17 dei Simpson ("Million Dollar Abe") e nell'episodio 18 della stessa stagione ("La storia più bagnata del mondo").
- Santa Maria Capua Vetere è il paese dei fratelli Antonio e Francesco Capone, protagonisti in uno spezzone della puntata di Tira e Molla del 1º aprile 1998; a tutt'oggi sono ricordati per la loro celebre e particolare telefonata nell'omonimo quiz televisivo di allora, giudicata da molti come uno sketch preparato in precedenza e di fatto divenuto un momento piuttosto assurdo e nello stesso tempo molto divertente la durata di tale telefonata.
- Santa Maria Capua Vetere viene citata da Peppino De Filippo nel film La banda degli onesti che lo vede protagonista insieme al celebre Totò.
- Nel film La casa stregata il cane parlante Gaetano dice a Renato Pozzetto di avere il padre originario di Santa Maria Capua Vetere.
Note[modifica]
- ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2010.
- ^ Il XVI centenario del concilio venne celebrato con una visita di papa Giovanni Paolo II, il 24 maggio 1992.
- ^ Santa Maria Maggiore
- ^ Parrocchia di San Paolo Apostolo
- ^ Parrocchia di Sant'Andrea
- ^ Parrocchia di Sant'Erasmo
- ^ Vedi la pagina sul mitreo del sito del comune di S.M.C.V.
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Statistiche demografiche ISTAT
- ^ Il fascicolo sparito nel tribunale caos - Repubblica.it » Ricerca
- ^ Seconda Università degli studi di Napoli
- ^ Nicola Cilento, Il falsario della storia dei Longobardi meridionali: Francesco Maria Pratilli (1689-1763) in Italia meridionale longobarda, Riccardo Ricciardi editore, Milano-Napoli, 1971, 2a ed., pp. 35-51
- ^ Erano 1200, numeri da capogiro-interno18.it
- ^ Santa Maria Capua Vetere - Biciclettata in memoria delle vittime della mafia: da Palermo i ringraziamenti alla città-AttivaMentenews.it
Voci correlate[modifica]
- L'antica città di Capua
- Anfiteatro campano
- Museo archeologico dell'antica Capua
- Stazione di Santa Maria Capua Vetere
- Capua
- Assunzione di Maria
- Stir di Santa Maria Capua Vetere
Altri progetti[modifica]
Wikisource contiene il testo completo sul Regio Decreto 24 agosto 1862, n. 802, che autorizza alcuni comuni a variare la loro denominazione
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Collegamenti esterni[modifica]
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