Volturno

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Coordinate: 41°5′30″N 14°3′24″E / 41.09167°N 14.05667°E / 41.09167; 14.05667

Volturno
Volturno

Il fiume presso Colli al Volturno

Stato bandiera Italia
Regioni Stemma Molise
Stemma Campania
Lunghezza 175 km
Portata media 82 1 m³/s
Bacino idrografico 5.550 km²
Altitudine sorgente ca. 500 m s.l.m.
Nasce Sorgente Capo Volturno presso Rocchetta a Volturno (IS)
Sfocia Mar Tirreno presso Castel Volturno

Il Volturno è, con una lunghezza di 175 km e un bacino esteso per 5.550 km², il principale fiume dell'Italia meridionale sia per lunghezza sia per portata.

Indice

[modifica] Il corso del fiume

Nasce in Molise dai monti della Meta, la parte più meridionale dell'Appennino abruzzese, e presso Castel San Vincenzo riceve le acque provenienti dalla sorgente Capo Volturno (a circa 500 m s.l.m., considerata comunemente l'origine del fiume).

Subito ricco di acque bagna Cerro al Volturno ricevendo da sinistra il Rio dell'Omero. Da qui assume direzione verso Sud bagnando Colli a Volturno e ricevendo molti altri piccoli tributari che ne accrescono sensibilmente la portata: da sinistra il fiume Cavaliere, da destra il Rio Chiaro e il Rio Rava. Dopo il Ponte 25 Archi il fiume segna il confine tra il Molise e la Campania, attraversando la fertile piana di Venafro e ricevendo le acque del fiume San Bartolomeo e del torrente Rava. Subito dopo la strettoia di Sesto Campano entra definitivamente in Campania. In territorio campano riceve da sinistra il fiume Lete, il torrente l'Aduento e il torrente Titerno e da destra il Rivo Tella. Presso Amorosi si arricchisce notevolmente nella portata grazie al fiume Calore, suo principale affluente di sinistra. Presso Limatola riceve da sinistra un altro tributario, il fiume Isclero il quale proviene dalle famose forche caudine. Infine poco dopo Triflisco, in un territorio quasi totalmente pianeggiante e con scarsa pendenza, allarga il suo letto ed assume un andamento sinuoso, scorrendo lento e con andamento meandriforme. Bagna Capua (Casilinum) facendo mutevoli volte e giravolte (da qui il suo nome?) fino allo sbocco nel Tirreno presso Castel Volturno.

[modifica] Principali affluenti

Il fiume Volturno passato sopra da un ponte antico a Capua.

Rivo San Vito, fiume Sava di Gallo, fiume Cavaliere, Rivo Acquoso, Rivo del Cattivo Tempo, Rivo Cerrito, Rivo Chiaro, Rivo di Rocchetta,fiume San Bartolomeo, Fiume Lete, fiume Torano, Rivo Tella, Titerno, fiume Calore Irpino, fiume Isclero, torrente Adventus.

[modifica] Regime

Il fiume ha una portata media elevata e abbastanza regolare di 82 m3/s, il valore più alto dei fiumi del Mezzogiorno.

Il regime del Volturno può tuttavia subire in caso di abbondanti piogge invernali, brusche impennate di portata superiori anche ai 2.500 m3/s, soglia oltre la quale può dar luogo a estese inondazioni, tuttavia non molto frequenti.

Nel corso dei secoli, tuttavia, si sono ripetute ciclicamente delle piene; le più recenti si sono verificate nell'ottobre 1949, a novembre 1968 e a novembre 1979. Nel 1949 e nel 1968, le acque del Volturno superarono l’altezza di 4 metri.

Le sue acque sono impiegate per la pesca, l'irrigazione, la nautica sportiva e la produzione di energia idroelettrica. La principale località attraversata è la città di Capua, anticamente attrezzata con un porto fluviale che la metteva in comunicazione con il Mar Tirreno e le altre città della costa.

[modifica] Fauna

La fauna ittica è molto presente nel territorio molisano, a differenza del tratto campano impoverito dal forte inquinamento.

Per quanto riguarda la fauna terrestre, lungo il corso del fiume, sono presenti esemplari di airone bianco, germano reale, tuffetto, svasso maggiore, biscia d’acqua e ramarro, soprattutto in prossimita dell'oasi WWF "Le Mortine" di Venafro.

[modifica] Flora

Lungo il corso del Volturno la vegetazione più comune è la canna di palude, il pioppo, il salice bianco e il salice rosso.

[modifica] Storia

Il Volturno, descritto da autori come Stazio, Claudiano, Lucano, Bartolomeo Fazio, a causa della velocità delle sue acque nelle piene è stato definito "Volturnux rapax" o "Volturnus celer". Proprio per questa sua caratteristica già nell' antica Roma furono creati degli argini. L’Imperatore Domiziano, infatti, costruì degli argini affinché “il Volturno vagabondo e sdegnoso non uscisse dal proprio alveo e proprie ripe lo costrinse nel retto corso e vietò che innanzi per le sue gonfiezze e sboccamenti le vicine campagne inondasse”(Rinaldo.Storia civile di Capua-TomoIII-pag.312).

Durante l'avanzata piemontese per l'unificazione italiana fu teatro della Battaglia del Volturno combattuta tra i garibaldini e l'esercito di Francesco II. Durante la seconda guerra mondiale fu teatro di scontro tra reparti corazzati americani e le truppe tedesche, successivamente attestatesi sulla linea difensiva Gustav.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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