Provincia di Caserta
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| Provincia di Caserta | |||
|---|---|---|---|
| Stato: | |||
| Regione: | |||
| Capoluogo: | Caserta | ||
| Superficie: | 2.639 km² | ||
| Abitanti: |
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| Densità: | 341 ab./km² | ||
| Comuni: | Elenco di 104 comuni | ||
| Targa: | CE | ||
| CAP: | 81100, 81010-81059 | ||
| Pref. telefonico: | 0823,081 | ||
| Codice ISTAT: | 061 | ||
| Presidente: | Alessandro De Franciscis 03.04.05 | ||
| Sito istituzionale | |||
La provincia di Caserta è una provincia della Campania con circa 901.000 abitanti. Il suo capoluogo è Caserta.
Confina a nord-ovest con il Lazio (Provincia di Latina e Provincia di Frosinone), a nord con il Molise (Provincia di Isernia e Provincia di Campobasso), a est con la Provincia di Benevento, a sud con la Provincia di Napoli, a sud-ovest con il Mar Tirreno.
Nella consueta indagine annuale sulla "Qualità della vita", relativa all'anno 2008, pubblicata dal quotidiano IlSole24Ore [1] (che prende in considerazione una serie di dati statistici che vanno dal reddito all'occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero) la provincia di Caserta si è classificata al 94° posto su 103 province (perdendo due posizioni rispetto all'anno precedente), penultima tra tutte quelle campane.
Indice |
[modifica] Storia
L'intero territorio dell'attuale provincia di Caserta ricade nella regione storico-geografica della Liburia o Terra di Lavoro.
Nel Regno di Napoli e nel Regno delle Due Sicilie esisteva un dipartimento denominato proprio Terra di Lavoro, che ha avuto come capoluogo sino al 1818 Capua, poi Caserta. Con la legge Rattazzi, tale dipartimento fu importato nel Regno d'Italia come provincia di Terra di Lavoro.
Nel 1863 fu scorporata dalla provincia di Terra di Lavoro parte dell'alta valle del Volturno, aggregata alla provincia di Campobasso (oggi quei comuni sono stati trasferiti alla provincia di Isernia, istituita negli anni '70. La Valle Caudina fu invece suddivisa fra la neonata provincia di Benevento e la provincia di Avellino.
Nel 1927 Benito Mussolini decise di sciogliere la provincia di Terra di Lavoro. Il circondario di Sora e quello di Gaeta passarono alla provincia di Roma, mentre la rimanente parte della provincia (incluse Caserta, il litorale e le isole ponziane), passò alla provincia di Napoli, ad eccezione di alcuni comuni che furono ripartiti tra le province di Benevento e Campobasso. Successivamente fu istituita la provincia di Frosinone, alla quale andarono i comuni del circondario di Sora. Nel 1934, infine, fu istituita la provincia di Littoria (ridenominata provincia di Latina nel 1946), alla quale andarono il circondario di Sora e le isole ponziane.
Nel 1945 fu istituita l'attuale provincia di Caserta, che comprende tutta la parte della provincia di Terra di Lavoro passata alla provincia di Napoli ad eccezione dell'agro nolano e del circondario di Pomigliano d'Arco, i comuni della valle del Volturno in precedenza afferenti alle province di Benevento e Campobasso nonché l'agro aversano, il quale, sebbene insieme con Giugliano costituisca il nucleo originario della regione storica di Terra di Lavoro, aveva sino ad allora sempre fatto parte della provincia di Napoli.
Infine nel 1970, con l'istituzione delle regioni a statuto ordinario in applicazione del titolo V della parte II della Costituzione, le province di Frosinone e Latina, pur essendo costituite in gran parte da territori storici di Terra di Lavoro e quindi della Campania, andarono a costituire la regione Lazio.
[modifica] Morfologia
Il territorio della Provincia di Caserta è formato a nord del massiccio montuoso degli Appennini formato dal Matese, al centro da monti di modesta altura e da colline e al sud e ad ovest da pianure di diversa tipologia.
[modifica] Matese
Il massiccio del Matese è composto da montagne di relativa altezza, comunque le più alte della Campania. La massima altezza viene toccata col Monte Miletto (2.020 m) diviso tra Campania e Molise.
Il massiccio è carsico, ricco di acque, anche termali e minerali (come la Lete), di grotte e di laghi di montagna.
[modifica] Preappennini
La zona centro-settentrionale è separata dalle montagne dell'Appennino dal fiume Volturno. Il fiume scorre nella zona centrale, fino ad aprirsi nella Pianura Campana. Mentre, le alture meridionali, si trovano al confine con la Provincia di Benevento.
Rilevanti sono tre zone montuose:
- Monte Santa Croce, con il vulcano spento di Roccamonfina, al confine con il Lazio;
- Monti Trebulani, nel centro-nord della provincia con la vetta principale di Monte Maggiore (1036 m);
- Monti Tifatini, nel sud della provincia, dove sorge il capoluogo caserta.
[modifica] Pianura Campana
La pianura campana viene considerata come tutta la zona che va dal Garigliano fino a Nocera. In realtà è composta da due zone differenti di natura diversa:
- La pianura aversana, al cui centro si trova Aversa, compresa tra Napoli e Caserta, di natura prettamente vulcanica, un tempo paludosa e bonificata grazie ai Regi Lagni, voluti da Borboni di Napoli;
- La pianura del Volturno, di natura prettamente alluvionale, anche essa paludosa fino all'epoca del Fascismo, ma bonificata in buona parte e dedicata attualmente all'allevamento semibrado dei bufali, soprattutto per la produzione di latte e di mozzarelle.
[modifica] Costiera domiziana
La provincia ha, ad ovest, uno sbocco sul mare composto da una costa bassa e sabbiosa che si estende per circa 45 km. Tre fiumi sfociano sulle sue coste il Volturno,il Savone ed il Garigliano. Il nome deriva dalla via Domizia, voluta dall'imperatore romano omonimo,Inizia dal fiume Garigliano arrivando fino a Pozzuoli.Un tempo era un'area selvaggia e incontaminata caratterizzata da folte e ampie pinete e da ampie spiagge ricche di macchia mediterranea,area preferita sulla rotta degli uccelli migratori,perché ricca di laghetti e aree umide. Negli anni '60 e '70 si iniziò ad urbanizzare in modo disordinato,per inseguire il sogno di uno sviluppo turistico. Tra gli anni '80 e '90 questo territorio ,in particolar modo i comuni di Castelvolturno e Mondragone, vissero un improvviso incremento demografico ed una urbanizzazione selvaggia,troppo spesso illegale.I flussi migratori furono inizialmente alimentati dal trasferimento forzato di popolazioni da Napoli e dal suo hinterland a seguito del terremoto del 1980.Continuarono poi a causa della forte pressione demografica del napoletano,migrazione favorita dalla disponibilità di abitazioni e terreni edificabili a costi accessibili. Oggi il litorale domizio, nonostante le mille contraddizioni potrebbe avere una nuova crescita,questa volta ordinata e più consapevole,essendoci tutti i presupposti perché questo avvenga.
[modifica] Comuni Principali
| Stemma | Città | Popolazione (ab) |
Superficie (km²) |
|---|---|---|---|
| Caserta | 79.632 | 53,91 km² | |
| Aversa | 52.365 | 8,73 km² | |
| Marcianise | 40.139 | 30 km² | |
| Maddaloni | 38.157 | 36,53 km² | |
| Santa Maria Capua Vetere | 33.713 | 15,76 km² | |
| Mondragone | 26.558 | 54 km² | |
| Castel Volturno | 23.179 | 72.23 km² | |
| Sessa Aurunca | 22.860 | 163 km² | |
| Orta di Atella | 21.219 | 10 km² | |
| Casal di Principe | 20.746 | 23 km² |
[modifica] Note
| Italia | Province della regione Campania | ||
|---|---|---|
| Avellino | Benevento | Caserta | Napoli | Salerno | ||

