Provincia di Caserta

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Provincia di Caserta
provincia
Provincia di Caserta – Stemma Provincia di Caserta – Bandiera
Provincia di Caserta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Amministrazione
Capoluogo Caserta
Presidente Domenico Zinzi (UDC) dal 29/03/2010
Data di istituzione 1945
Territorio
Coordinate
del capoluogo
41°10′00″N 14°13′00″E / 41.166667°N 14.216667°E41.166667; 14.216667 (Provincia di Caserta)Coordinate: 41°10′00″N 14°13′00″E / 41.166667°N 14.216667°E41.166667; 14.216667 (Provincia di Caserta)
Superficie 2 639 km²
Abitanti 923,257[1] (28-02-2014)
Densità 0,35 ab./km²
Comuni 104 comuni
Province confinanti Benevento, Campobasso, Frosinone, Isernia, Latina, Napoli
Altre informazioni
Cod. postale 81100, 81010-81059
Prefisso 0823, 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061
Targa CE
Cartografia

Provincia di Caserta – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Caserta (pruvincia 'e Caserta in dialetto campano) è una provincia italiana della Campania con 923.257 abitanti.[1] Il suo capoluogo è Caserta.

Confina a nord-ovest con il Lazio (provincia di Latina e provincia di Frosinone), a nord con il Molise (provincia di Isernia e provincia di Campobasso), a est con la provincia di Benevento, a sud con la provincia di Napoli, a sud-ovest con il mar Tirreno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La provincia di Caserta, nasce dall'antica Terra di Lavoro, nota anche come Liburia, termine che deriva da un'antica popolazione denominata Leporini oppure Liburn (popolo laborioso), ebbe la sua massima estensione intorno al XIII secolo, epoca in cui includeva il territorio compreso tra il Tirreno con le isole Ponza e Ventotene, gli Appennini e la fascia meridionale della valle Roveto.

Nel Regno di Napoli e nel Regno delle Due Sicilie fu uno dei più importanti dipartimenti del sud, ebbe come capoluogo prima l'antica città di Capua (fino al 1818), poi Caserta (fino al 1927), i centri più importanti oltre Napoli capitale del regno, erano appunto Caserta, Capua, Nola, Gaeta, Sora, Aversa, Teano, Isola Liri.

Nel 1816 durante la dominazione francese, con la legge 132 del 1806 sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l'8 agosto di quell'anno, Giuseppe Bonaparte riformò la ripartizione territoriale del Regno di Napoli sulla base del modello francese. Negli anni successivi (tra il 1806 ed il 1811), una serie di regi decreti completò il percorso d'istituzione delle province con la specifica dei comuni che in esse rientravano e la definizione dei limiti territoriali e delle denominazioni di distretti e circondari in cui veniva suddivisa ciascuna provincia. La nuova riforma napoleonica comportò per la Terra di Lavoro un ridimensionamento territoriale venne, infatti, sancita l'istituzione della provincia di Napoli, per dare alla capitale del regno un proprio territorio di riferimento. Nel 1863 dopo l'annessione al Regno d'Italia fu scorporata dalla Terra di Lavoro anche la parte dell'alta valle del Volturno, aggregata alla provincia di Campobasso (oggi quei comuni come Venafro e l'area circostante sono stati trasferiti, alla provincia di Isernia, istituita negli anni settanta). La Valle Caudina fu invece suddivisa fra la neonata provincia di Benevento e la provincia di Avellino che inglobò il Baianese e il Vallo di Lauro.

Nel 1927 Benito Mussolini decise di sciogliere la provincia di Terra di Lavoro accorpando gran parte del suo territorio e le isole ponziane alla provincia di Napoli, alcuni comuni nei dintorni di Piedimonte ed Alife furono ripartiti tra le province di Benevento e Campobasso mentre il circondario di Sora e quello di Gaeta passarono alla provincia di Roma.

Nel 1945 con Decreto legislativo Luogotenenziale a firma di Umberto di Savoia fu ricostituita la provincia di Caserta, soppressa nel 1927 ed aggregata alla Provincia di Napoli con eccezione del Nolano e del circondario di Acerra[2].

Infine nel 1970, con l'istituzione delle regioni a statuto ordinario in applicazione del titolo V della parte II della Costituzione, le province di Frosinone e Latina, pur essendo costituite in gran parte da territori storici di Terra di Lavoro e quindi teoricamente della regione Campania, andarono a costituire la regione Lazio.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio della Provincia di Caserta è formato a nord del massiccio montuoso degli Appennini formato dal Matese, al centro da monti di modesta altura e da colline e al sud e ad ovest da pianure di diversa tipologia.

Matese[modifica | modifica sorgente]

Il massiccio del Matese è composto da montagne di relativa altezza, comunque le più alte della Campania. La massima altezza viene toccata col Monte Miletto (2.020 m) diviso tra Campania e Molise.

Il massiccio è carsico, ricco di acque, anche termali e minerali (come la Lete), di grotte e di laghi di montagna.

Preappennini[modifica | modifica sorgente]

La zona centro-settentrionale è separata dalle montagne dell'Appennino dal fiume Volturno. Il fiume scorre nella zona centrale, fino ad aprirsi nella Pianura Campana. Mentre, le alture meridionali, si trovano al confine con la Provincia di Benevento.

Rilevanti sono tre zone montuose:

  • Monte Santa Croce, con il vulcano spento di Roccamonfina, al confine con il Lazio;
  • Monti Trebulani, nel centro-nord della provincia con la vetta principale di Monte Maggiore (1036 m);
  • Monti Tifatini, nel sud della provincia, dove sorge il capoluogo caserta.

Reggia di Caserta[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Reggia di Caserta.

Caserta acquistò grande importanza dopo che i Borbone vi fecero costruire la Reggia, con il palazzo reale e il parco. Il palazzo comprende 1200 stanze, 34 scale che mettono in comunicazione i vari piani, 1790 finestre. Il parco è lungo oltre 3 km, e racchiude fontane, cascate, alberi esotici, statue.

Pianura Campana[modifica | modifica sorgente]

La vasta pianura campana comprende due aree del casertano:

  • Versante settentrionale: la piana del Volturno, di natura prettamente alluvionale, in precedenza paludosa fino all'epoca del Fascismo, ma bonificata in buona parte e dedicata attualmente all'allevamento semibrado dei bufali, soprattutto per la produzione di latte e di mozzarelle.

Litorale domizio[modifica | modifica sorgente]

La provincia ha, ad ovest, uno sbocco sul mare composto da una costa bassa e sabbiosa che si estende per circa 45 km. Tre fiumi sfociano sulle sue coste: il Volturno, il Savone ed il Garigliano. Il nome deriva dalla via Domitiana, voluta dall'imperatore romano omonimo. Inizia dal fiume Garigliano arrivando fino a Pozzuoli. Un tempo era un'area selvaggia e incontaminata caratterizzata da folte e ampie pinete e da ampie spiagge ricche di macchia mediterranea, area preferita sulla rotta degli uccelli migratori, perché ricca di laghetti e aree umide. Negli anni '60 e '70 si iniziò ad urbanizzare in modo disordinato, per inseguire il sogno di uno sviluppo turistico. Tra gli anni '80 e '90 questo territorio, in particolar modo i comuni di Castelvolturno e Mondragone, vissero un improvviso incremento demografico ed una urbanizzazione selvaggia, troppo spesso illegale. I flussi migratori furono inizialmente alimentati dal trasferimento di molti abitanti in seguito al terremoto del 1980.

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Provcaserta.svg

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Comuni Provincia di Caserta
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Caserta.
Il gonfalone della provincia

Appartengono alla provincia di Caserta i seguenti 104 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica sorgente]

Nella tabella i comuni della provincia di Caserta con più di 15.000 abitanti.[3]

Pos. Stemma Comune Popolazione
(1/1/2012)
Superficie
(km²)
Caserta-Stemma.png Caserta 77.083 53,91
Aversa-Stemma.png Aversa 52.722 8,73
Marcianise-Stemma.png Marcianise 40.323 30,00
Maddaloni-Stemma.png Maddaloni 39.418 36,53
Santa Maria Capua Vetere-Stemma.png Santa Maria Capua Vetere 32.555 15,76
Mondragone-Stemma.png Mondragone 27.120 54,00
Orta di Atella-Stemma.png Orta di Atella 24.961 10,70
Castel Volturno-Stemma.png Castel Volturno 22.927 72,23
Sessa Aurunca-Stemma.png Sessa Aurunca 22.218 163,00
10° San Nicola la Strada-Stemma.png San Nicola la Strada 21.252 4,70
11° Casal di Principe-Stemma.png Casal di Principe 20.774 23,00
12° Capua-Stemma.png Capua 19.029 48,63
13° Trentola-Ducenta-Stemma.png Trentola-Ducenta 17.798 6,00
14° San Felice a Cancello-Stemma.png San Felice a Cancello 17.063 26,78

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Cittadini stranieri[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2008 gli stranieri residenti in provincia sono 25889. I maggiori gruppi sono quelli di:

fonte Istat

Economia[modifica | modifica sorgente]

Nel rapporto di Unioncamere del 2007, la Provincia di Caserta risulta essere la più povera della Campania, ultima nella graduatoria nazionale con un PIL pro capite di 11.036 euro[4][5].

Situata tra Roma e Napoli, l'area di Caserta è perfettamente integrata nel tessuto economico italiano grazie alle sue numerose vie di comunicazioni, facilmente raggiungibili che la rendono la "Porta del Mezzogiorno". Negli ultimi anni la provincia ha visto un interessante sviluppo economico, in particolare per quel che riguarda l'apertura ai mercati esteri: tra il '99 e il 2000 le esportazioni sono aumentate infatti del 22%. Sebbene presenti tassi di sviluppo eterogenei, i ritmi di industrializzazione si avvicinano sempre più a quelli della media nazionale. Il valore aggiunto dell'agricoltura tocca il 9,3%, contro il 5,6% del Mezzogiorno ed il 3,3% dell'Italia; quello dell'industria è del 24,5%, contro il 20,3% del Mezzogiorno.

Dati che confermano un progressivo affiancamento delle attività agroalimentari con quelle industriali e terziarie, articolate in grandi, medie e piccole imprese.

In controtendenza con il resto dell'Italia, Caserta presenta un tasso di natalità elevato (12,0; rispetto al 9,3 dell'Italia): la popolazione è giovane e ad alta scolarizzazione.

Agroalimentare[modifica | modifica sorgente]

Orientata fin dal Medioevo verso l'agricoltura e la pastorizia, la provincia di Caserta è leader in Italia nella produzione della Mozzarella di Bufala, prodotto tipico apprezzato in tutto il mondo e riconosciuto DOC e DOP dal 1993. Qui si concentra, infatti, l’80% del patrimonio bufalino nazionale. Particolarmente significative sono le produzioni di paste alimentari, acque minerali, vino e olio; una dimensione economica caratterizzata dalla integrazione tra grandi imprese nazionali e piccole aziende locali.

Ricca è anche la produzione del tabacco, con il 60% della quota nazionale per la pregiata varietà Burley.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Autostrade[modifica | modifica sorgente]

Superstrade[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Metropolitana Regionale[modifica | modifica sorgente]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Caserta, prescelta dai Borboni come sede della Reggia Vanvitelliana, è una provincia di elevata rilevanza storica e culturale. Attraversata da flussi turistici nazionali ed internazionali, con 42 km di costa e vaste aree nel Matese.

Industria[modifica | modifica sorgente]

Nella provincia di Caserta molte sono le aree industriali e i poli produttivi di eccellenza: high technology (Marcianise - Maddaloni), tessile (S. Leucio) calzaturiero (Aversa) oreficeria (Marcianise).

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Nella consueta indagine annuale sulla "Qualità della vita", relativa all'anno 2010, pubblicata dal quotidiano Il Sole24Ore[6] (che prende in considerazione una serie di dati statistici che vanno dal reddito all'occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero) la provincia di Caserta si è classificata al 105º posto su 107 province (perdendo due posizioni rispetto all'anno precedente), penultima tra tutte quelle campane.

Dati economici[modifica | modifica sorgente]

  • PIL pro-capite (1999) Euro 9.051
  • Imprese attive (2000) 62.270
  • Tasso crescita aziendale (1997/2000) + 6,55%
  • Incremento export (1999/2000) + 22%
  • Valore esportazioni (2000) Euro 1,156 mil
  • Propensione all'export (1999) 11,9

I dati e le informazioni sono estratti dal progetto di marketing territoriale elaborato dal gruppo Valet (Medicacamere scrl - coordinamento; Istituto G.Tagliacarne; Mondimpresa Scpa).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 30 ottobre 2012
  2. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 11 giugno 1945, n. 373, in materia di "Ricostruzione della provincia di Caserta."
  3. ^ Dati Istat - Popolazione residente all'1/1/2012
  4. ^ Campania: in Irpinia i più ricchi della Regione
  5. ^ Reddito pro capite: Caserta ultima | interno18
  6. ^ Dossier Qualità della vita 2010 - Il Sole24Ore

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]