Provincia di Caserta
| Provincia di Caserta provincia |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Capoluogo | Caserta | ||||
| Presidente | Domenico Zinzi (UdC) dal 29-03-2010 | ||||
| Data di istituzione | 1945 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate del capoluogo |
41°10′0″N 14°13′0″E / 41.16667°N 14.21667°ECoordinate: 41°10′0″N 14°13′0″E / 41.16667°N 14.21667°E | ||||
| Superficie | 2 639 km² | ||||
| Abitanti | 918 049 (30-6-2011) | ||||
| Densità | 347,88 ab./km² | ||||
| Comuni | 104 comuni | ||||
| Province confinanti | Benevento, Campobasso, Frosinone, Isernia, Latina e Napoli | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 81100, 81010-81059 | ||||
| Prefisso | 0823, 081 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 061 | ||||
| Targa | CE | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
La provincia di Caserta (pruvincia 'e Caserta in dialetto campano) è una provincia italiana della Campania con 917 828 abitanti[1]. Il suo capoluogo è Caserta.
Confina a nord-ovest con il Lazio (provincia di Latina e provincia di Frosinone), a nord con il Molise (provincia di Isernia e provincia di Campobasso), a est con la provincia di Benevento, a sud con la provincia di Napoli, a sud-ovest con il mar Tirreno.
Tipico esempio di provincia "artificiale", costituita cioè da territori geograficamente, storicamente e culturalmente disomogenei, quali ad es. la zona matesina, quella del Monte Lungo, quella aurunca, i Mazzoni, il Capuano, l'Aversano e il Casertano propriamente detto. In particolare, la zona matesina e quella del Monte Lungo gravitano ormai da tempo sui vicini centri del Basso Lazio (Cassino) e del Molise (Venafro), mentre l'Agro aversano è conurbato con i comuni a nord di Napoli.
Nella consueta indagine annuale sulla "Qualità della vita", relativa all'anno 2010, pubblicata dal quotidiano Il Sole24Ore[2] (che prende in considerazione una serie di dati statistici che vanno dal reddito all'occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero) la provincia di Caserta si è classificata al 105º posto su 107 province (perdendo due posizioni rispetto all'anno precedente), penultima tra tutte quelle campane.
Indice |
[modifica] Storia
Il territorio dell'attuale provincia di Caserta ricade nella regione storico-geografica della Liburia o Terra di Lavoro, ad eccezione della zona matesina, che ricade nella regione storico-geografica del Sannio.
Nel Regno di Napoli e nel Regno delle Due Sicilie esisteva un dipartimento denominato proprio Terra di Lavoro, che ha avuto come capoluogo sino al 1818 Capua, poi Caserta. Con la legge Rattazzi, tale dipartimento fu importato nel Regno d'Italia come provincia di Terra di Lavoro.
Nel 1863 fu scorporata dalla provincia di Terra di Lavoro parte dell'alta valle del Volturno, aggregata alla provincia di Campobasso (oggi quei comuni come Venafro e l'area circostante sono stati trasferiti, nonostante la contrarietà della popolazione, alla provincia di Isernia, istituita negli anni settanta). La Valle Caudina fu invece suddivisa fra la neonata provincia di Benevento e la provincia di Avellino.
Nel 1927 Benito Mussolini decise di sciogliere la provincia di Terra di Lavoro. Il circondario di Sora e quello di Gaeta passarono alla provincia di Roma, mentre la rimanente parte della provincia (incluse Caserta, il litorale e le isole ponziane), passò alla provincia di Napoli, ad eccezione di alcuni comuni attorno Piedimonte ed Alife che furono ripartiti tra le province di Benevento e Campobasso. Successivamente fu istituita la provincia di Frosinone, alla quale andarono i comuni del circondario di Sora. Nel 1934, infine, fu istituita la provincia di Littoria (ridenominata provincia di Latina nel 1946), alla quale andarono il circondario di Gaeta e le isole ponziane.
Nel 1945 fu istituita l'attuale provincia di Caserta, che comprende tutta la parte della provincia di Terra di Lavoro ad eccezione dell'agro nolano e del circondario di Acerra in Provincia di Napoli, i comuni della valle del Volturno in precedenza afferenti alle province di Benevento e Campobasso nonché l'agro aversano, il quale costituisce il nucleo originario della regione storica di Terra di Lavoro, che dal 1927 al 1945 aveva fatto parte della provincia di Napoli.
Infine nel 1970, con l'istituzione delle regioni a statuto ordinario in applicazione del titolo V della parte II della Costituzione, le province di Frosinone e Latina, pur essendo costituite in gran parte da territori storici di Terra di Lavoro e quindi teoricamente della regione Campania, andarono a costituire la regione Lazio.
[modifica] Morfologia
Il territorio della Provincia di Caserta è formato a nord del massiccio montuoso degli Appennini formato dal Matese, al centro da monti di modesta altura e da colline e al sud e ad ovest da pianure di diversa tipologia.
[modifica] Matese
Il massiccio del Matese è composto da montagne di relativa altezza, comunque le più alte della Campania. La massima altezza viene toccata col Monte Miletto (2.020 m) diviso tra Campania e Molise.
Il massiccio è carsico, ricco di acque, anche termali e minerali (come la Lete), di grotte e di laghi di montagna.
[modifica] Preappennini
La zona centro-settentrionale è separata dalle montagne dell'Appennino dal fiume Volturno. Il fiume scorre nella zona centrale, fino ad aprirsi nella Pianura Campana. Mentre, le alture meridionali, si trovano al confine con la Provincia di Benevento.
Rilevanti sono tre zone montuose:
- Monte Santa Croce, con il vulcano spento di Roccamonfina, al confine con il Lazio;
- Monti Trebulani, nel centro-nord della provincia con la vetta principale di Monte Maggiore (1036 m);
- Monti Tifatini, nel sud della provincia, dove sorge il capoluogo caserta.
[modifica] Reggia di Caserta
| Per approfondire, vedi la voce Reggia di Caserta. |
Caserta acquistò grande importanza dopo che i Borboni vi fecero costruire la Reggia, con il palazzo reale e il parco. Il palazzo comprende 1200 stanze, 34 scale che mettono in comunicazione i vari piani, 1790 finestre. Il parco è lungo oltre 3 km, e racchiude fontane, cascate, alberi esotici, statue.
[modifica] Pianura Campana
La pianura campana viene considerata come tutta la zona che va dal Garigliano fino a Nocera. In realtà è composta da due zone differenti di natura diversa:
- La pianura aversana, al cui centro si trova Aversa, compresa tra Napoli e Caserta, di natura prettamente vulcanica, un tempo paludosa e bonificata grazie ai Regi Lagni, voluti da Borboni di Napoli;
- La pianura del Volturno, di natura prettamente alluvionale, anch'essa paludosa fino all'epoca del Fascismo, ma bonificata in buona parte e dedicata attualmente all'allevamento semibrado dei bufali, soprattutto per la produzione di latte e di mozzarelle.
[modifica] Costiera domiziana
La provincia ha, ad ovest, uno sbocco sul mare composto da una costa bassa e sabbiosa che si estende per circa 45 km. Tre fiumi sfociano sulle sue coste: il Volturno, il Savone ed il Garigliano. Il nome deriva dalla via Domitiana, voluta dall'imperatore romano omonimo. Inizia dal fiume Garigliano arrivando fino a Pozzuoli. Un tempo era un'area selvaggia e incontaminata caratterizzata da folte e ampie pinete e da ampie spiagge ricche di macchia mediterranea, area preferita sulla rotta degli uccelli migratori, perché ricca di laghetti e aree umide. Negli anni '60 e '70 si iniziò ad urbanizzare in modo disordinato, per inseguire il sogno di uno sviluppo turistico. Tra gli anni '80 e '90 questo territorio, in particolar modo i comuni di Castelvolturno e Mondragone, vissero un improvviso incremento demografico ed una urbanizzazione selvaggia, troppo spesso illegale. I flussi migratori furono inizialmente alimentati dal trasferimento forzato di popolazioni da Napoli e dal suo hinterland a seguito del terremoto del 1980. Continuarono poi a causa della forte pressione demografica del napoletano, migrazione favorita dalla disponibilità di abitazioni e terreni edificabili a costi accessibili. Oggi il litorale domizio, nonostante le mille contraddizioni potrebbe avere una nuova crescita, questa volta ordinata e più consapevole, essendoci tutti i presupposti perché questo avvenga.
[modifica] Comuni
| Per approfondire, vedi la voce Armoriale dei comuni della provincia di Caserta. |
Appartengono alla provincia di Caserta i seguenti 104 comuni:
- Ailano
- Alife
- Alvignano
- Arienzo
- Aversa
- Baia e Latina
- Bellona
- Caianello
- Caiazzo
- Calvi Risorta
- Camigliano
- Cancello e Arnone
- Capodrise
- Capriati a Volturno
- Capua
- Carinaro
- Carinola
- Casagiove
- Casal di Principe
- Casaluce
- Casapesenna
- Casapulla
- Caserta
- Castel Campagnano
- Castel Morrone
- Castel Volturno
- Castel di Sasso
- Castello del Matese
- Cellole
- Cervino
- Cesa
- Ciorlano
- Conca della Campania
- Curti
- Dragoni
- Falciano del Massico
- Fontegreca
- Formicola
- Francolise
- Frignano
- Gallo Matese
- Galluccio
- Giano Vetusto
- Gioia Sannitica
- Grazzanise
- Gricignano di Aversa
- Letino
- Liberi
- Lusciano
- Macerata Campania
- Maddaloni
- Marcianise
- Marzano Appio
- Mignano Monte Lungo
- Mondragone
- Orta di Atella
- Parete
- Pastorano
- Piana di Monte Verna
- Piedimonte Matese
- Pietramelara
- Pietravairano
- Pignataro Maggiore
- Pontelatone
- Portico di Caserta
- Prata Sannita
- Pratella
- Presenzano
- Raviscanina
- Recale
- Riardo
- Rocca d'Evandro
- Roccamonfina
- Roccaromana
- Rocchetta e Croce
- Ruviano
- San Cipriano d'Aversa
- San Felice a Cancello
- San Gregorio Matese
- San Marcellino
- San Marco Evangelista
- San Nicola la Strada
- San Pietro Infine
- San Potito Sannitico
- San Prisco
- San Tammaro
- Sant'Angelo d'Alife
- Sant'Arpino
- Santa Maria Capua Vetere
- Santa Maria a Vico
- Santa Maria la Fossa
- Sessa Aurunca
- Sparanise
- Succivo
- Teano
- Teverola
- Tora e Piccilli
- Trentola-Ducenta
- Vairano Patenora
- Valle Agricola
- Valle di Maddaloni
- Villa Literno
- Villa di Briano
- Vitulazio
[modifica] Comuni più popolosi
Nella tabella i comuni della provincia di Caserta con più di 15.000 abitanti.[3]
| Pos. | Stemma | Comune | Popolazione (1/1/2011) |
Superficie (km²) |
|---|---|---|---|---|
| 1° | Caserta | 78.669 | 53,91 | |
| 2° | Aversa | 51.676 | 8,73 | |
| 3° | Marcianise | 40.360 | 30,00 | |
| 4° | Maddaloni | 38.587 | 36,53 | |
| 5° | Santa Maria Capua Vetere | 33.521 | 15,76 | |
| 6° | Mondragone | 27.142 | 54,00 | |
| 7° | Orta di Atella | 24.547 | 10,70 | |
| 8° | Castel Volturno | 23.870 | 72,23 | |
| 9° | Sessa Aurunca | 22.631 | 163,00 | |
| 10° | San Nicola la Strada | 21.403 | 4,70 | |
| 11° | Casal di Principe | 21.102 | 23,00 | |
| 12° | Capua | 18.879 | 48,63 | |
| 13° | Trentola-Ducenta | 17.570 | 6,00 | |
| 14° | San Felice a Cancello | 17.507 | 26,78 |
[modifica] Popolazione
[modifica] Cittadini stranieri
Al 31 dicembre 2008 gli stranieri residenti in provincia sono 25889. I maggiori gruppi sono quelli di:
fonte Istat
[modifica] Investire a Caserta
Situata tra Roma e Napoli, l'area di Caserta è perfettamente integrata nel tessuto economico italiano grazie alle sue numerose vie di comunicazioni, facilmente raggiungibili che la rendono la "Porta del Mezzogiorno". Negli ultimi anni la provincia ha visto un interessante sviluppo economico, in particolare per quel che riguarda l'apertura ai mercati esteri: tra il '99 e il 2000 le esportazioni sono aumentate infatti del 22%. Sebbene presenti tassi di sviluppo eterogenei, i ritmi di industrializzazione si avvicinano sempre più a quelli della media nazionale. Il valore aggiunto dell'agricoltura tocca il 9,3%, contro il 5,6% del Mezzogiorno ed il 3,3% dell'Italia; quello dell'industria è del 24,5%, contro il 20,3% del Mezzogiorno.
Dati che confermano un progressivo affiancamento delle attività agroalimentari con quelle industriali e terziarie, articolate in grandi, medie e piccole imprese.
In controtendenza con il resto dell'Italia, Caserta presenta un tasso di natalità elevato (12,0; rispetto al 9,3 dell'Italia): la popolazione è giovane e ad alta scolarizzazione.
[modifica] Investire nell'agroalimentare
Orientata fin dal Medioevo verso l'agricoltura e la pastorizia, la provincia di Caserta è leader in Italia nella produzione della Mozzarella di Bufala, prodotto tipico apprezzato in tutto il mondo e riconosciuto DOC e DOP dal 1993. Qui si concentra, infatti, l’80% del patrimonio bufalino nazionale. Particolarmente significative sono le produzioni di paste alimentari, acque minerali, vino e olio; una dimensione economica caratterizzata dalla integrazione tra grandi imprese nazionali e piccole aziende locali.
Ricca è anche la produzione del tabacco, con il 6o% della quota nazionale per la pregiata varietà Burley.
Sarà possibile accedere al settore attraverso investimenti rivolti all'innovazione tecnologica e ai servizi alle imprese: dal marketing, alla promozione, dall'e-commerce all'assistenza per l'esportazione del prodotto.
[modifica] Investire nel turismo
Caserta, prescelta dai Borboni come sede della Reggia Vanvitelliana, è una provincia di elevata rilevanza storica e culturale. Attraversata da flussi turistici nazionali ed internazionali, con 42 km di costa e vaste aree nel Matese. Il territorio propone interessanti investimenti nel settore, in particolare: interventi per la promozione di nuovi itinerari con guide turistiche specializzate; servizi informativi e di assistenza al turista; strutture di ricezione e di intrattenimento.
[modifica] Investire nell'industria
Nella provincia di Caserta molte sono le aree industriali e i poli produttivi di eccellenza: high technology (Marcianise - Maddaloni), tessile (S. Leucio) calzaturiero (Aversa) oreficeria (Marcianise). Imprese di grandi, medie e piccole dimensioni con una caratteristica comune: una forte vocazione all'apertura internazionale.
Le opportunità di investimento riguardano la promozione di servizi per l'innovazione tecnologica e l'internazionalizzazione. È inoltre possibile promuovere l'insediamento di nuove imprese per potenziare o ampliare le filiere produttive tessili e calzaturiere.
[modifica] Caserta: verso i mercati esteri
il marketing territoriale
Valorizzare il territorio significa potenziarne le attività economiche, sociali, culturali esistenti: ma anche, e soprattutto, creare nuove opportunità d'investimento.
Questo è l'obiettivo del Marketing Territoriale: uno strumento mirato alla rilevazione delle risorse presenti; alla individuazione di quelle con maggiori potenzialità di sviluppo; alla qualificazione dell'offerta complessiva dell'area per favorire e promuovere nuove attività economiche.
[modifica] Punti di forza
- Un sistema di collegamenti veloci ed efficienti
- Presenza di poli in costante sviluppo tessile e calzaturiero, elettronico e telefonico
- Una produzione agroalimentare di grande tradizione e qualità
- Una forte propensione all'imprenditorialità, con una crescita continua del numero di aziende
- Risorse umane giovani, ad elevata scolarizzazione
- Un patrimonio culturale e storico di valore nazionale ed internazionale
- Politiche di sviluppo che prevedono forti agevolazioni per gli investimenti, in quanto area dell'Obiettivo 1 dei Fondi Strutturali per il 2000/2006
[modifica] Il contesto economico
- PIL pro-capite (1999) Euro 9.051
- Imprese attive (2000) 62.270
- Tasso crescita aziendale (1997/2000) + 6,55%
- Incremento export (1999/2000) + 22%
- Valore esportazioni (2000) Euro 1,156 mil
- Propensione all'export (1999) 11,9
I dati e le informazioni sono estratti dal progetto di marketing territoriale elaborato dal gruppo Valet (Medicacamere scrl - coordinamento; Istituto G.Tagliacarne; Mondimpresa Scpa).
[modifica] Note
- ^ Dato Istat al 31 maggio 2011
- ^ Dossier Qualità della vita 2010 - Il Sole24Ore
- ^ Dati Istat - Popolazione residente all'1/1/2011
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