Piedimonte Matese

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Piedimonte Matese
comune
Piedimonte Matese – Stemma Piedimonte Matese – Bandiera
Piedimonte Matese – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Sindaco Vincenzo Cappello (lista civica di centrosinistra) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 41°11′00″N 14°22′00″E / 41.183333°N 14.366667°E41.183333; 14.366667 (Piedimonte Matese)Coordinate: 41°11′00″N 14°22′00″E / 41.183333°N 14.366667°E41.183333; 14.366667 (Piedimonte Matese)
Altitudine 150 m s.l.m.
Superficie 41,34 km²
Abitanti 11 376[1] (30-11-2013)
Densità 275,18 ab./km²
Frazioni Piano Maiuri, Sepicciano
Comuni confinanti Alife, Castello del Matese, San Potito Sannitico, Sant'Angelo d'Alife
Altre informazioni
Cod. postale 81016
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061057
Cod. catastale G596
Targa CE
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti piedimontesi
Patrono san Marcellino
Giorno festivo 2 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Piedimonte Matese
Posizione del comune di Piedimonte Matese nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Piedimonte Matese nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Piedimonte Matese (fino al 1974 Piedimonte d'Alife, noto anche come Piedimonte Matese d'Alife) è un comune italiano di 11.376 abitanti[2] della provincia di Caserta in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La posizione geografica di Piedimonte Matese rende questa cittadina incantevole, porta naturale del Matese e centro del parco regionale del Matese; punto di partenza di interessanti escursioni in montagna alla scoperta di innumerevoli varietà floreali e faunistiche, conserva un vasto patrimonio d'arte e numerose e di notevole pregio sono le testimonianze artistiche che la storia ha lasciato nelle vie, nelle chiese, nei palazzi del centro storico.

Veduta del monte Muto, in cima è possibile notare il campanile del complesso di Santa Maria Occorrevole
(Foto di Luigi Caruso)

Situato in un territorio ancora incontaminato alle estreme pendici meridionali del Matese, ai piedi del monte Cila, della Terrazza di Castello e del monte Muto, ed allo sbocco di tre valli, Paterno, del Rivo e del Torano, Piedimonte è il centro maggiore del comprensorio matesino.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Dalle montagne che lo circondano scendono tre corsi d'acqua: il Torano affluente di sinistra del fiume Volturno, che è collegato idrograficamente con il Lago Matese per scorrimenti sotterranei di natura carsica; il Rivo ed il Maretto, oggi poco visibili, che bagnano Piedimonte prima di confluire anch'essi nel Volturno.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Per le origini del nome non è possibile definire una data precisa, sicuramente anteriore all'anno 1000 perché è presente in documenti di questa data - per esempio nella donazione del Principe Pandolfo di Benevento del 18 dicembre 977 verso il Monastero di santa Maria in Cingla presso Ailano in cui si cita: «... terre in Pedemonte e Sepeczano ...» e nel più recente accordo di cessione tra il Vescovo di Alife e lo stesso Monastero datato 1020 in cui si cita: «... quinta vero ad Pedas de monte ubi dicitur ad pentuma et petra cupa, era flubio Torano...» (petra cupa ora "Gola dell'Inferno").

Storia[modifica | modifica sorgente]

I reperti archeologici (armi litiche e terrecotte), come i resti delle mura megalitiche, testimoniano una presenza umana nella zona fin dall'età neolitica. Il Cila ospita un insediamento sannitico, collegato a quello in pianura, la Alife sannita conquistata dai Romani nel 326 a.C. Il luogo non raggiunse mai un'importanza rilevante poiché annesso alla vicina Alife, fiorente colonia romana.

Dopo il saccheggio di Alife nell'876, accolse parte della popolazione, ma appare citata soltanto nel 1168 come possesso di Novellone di Bussono. Federico II la concesse in feudo a Landolfo d'Aquino, che nel 1229 vi resistette vittoriosamente all'assedio del cardinale Pelagio, comandante delle truppe pontificie. Passata ai Della Leonessa nel XIV secolo, nel 1383 fu ceduta definitivamente ai Gaetani d'Aragona. Nel Quattrocento, il piccolo borgo di Piedimonte cresce e vi vengono fondate nuove chiese.

Assediata e conquistata dal cardinale Vitelleschi per conto del papa Eugenio IV nel 1437, fu nuovamente assediata dalle truppe del re di Napoli durante la congiura dei baroni e nel 1504 fu invasa e saccheggiata dagli spagnoli. In seguito prese a svilupparsi rapidamente come centro commerciale e manifatturiero (tessuti di lana e cotone). Fu così eretta a principato nel 1715, confermata in feudo ai Gaetani d'Aragona e nel 1730 ottenne il titolo di città dall'imperatore Carlo VI. Assediata e saccheggiata nuovamente dai francesi nel 1799, nel 1860 subì persecuzioni da parte dei Borboni, tornati in città dopo la proclamazione della caduta del Regno di Napoli.

Nel 1813 l'imprenditore svizzero Jean Jacques Egg impiantò il Cotonificio omonimo, una grande realtà industriale che, per molti decenni, fu la più moderna e grande industria del Regno delle Due Sicilie, giungendo a dare lavoro a più di duemila persone.

Il 30 giugno 1914 venne inaugurata la stazione della ferrovia Alifana, tuttora in esercizio.

Nell'aprile del 1923 vennero ultimati i lavori di realizzazione della centrale idroelettrica, che attingendo le acque del vicino lago Matese, giunge ai piedi del Monte Cila.

Nel 1943, durante l'ultima Guerra Mondiale, ha subito gravi devastazioni. Il cotonificio, la principale industria assieme all'annesso convento del Carmine venne raso al suolo.

Dopo la guerra la centrale idroelettrica venne ricostruita. Su iniziativa del conte Antonio Gaetani rinacque anche il cotonificio, gestito però dalla ditta Radice di Milano che diede lavoro a più di 500 persone fino agli inizi degli anni 90, quando venne chiuso.

Nel 1974 cambia il suffisso da Piedimonte d'Alife in Piedimonte Matese.

Il 29 dicembre 2013, viene colpita da una scossa di terremoto di 4.9 gradi sulla scala Richter, e da altre scosse di assestamento, riportando danii lievi seppur visibili a numerose chiese e palazzi che sono stati chiusi.

Il 20 gennaio 2014 lo sciame sismico riprende con una scossa di magnitudo 4.2 sulla scala Richter non peggiorando però i danni già presenti[3]

Araldica[modifica | modifica sorgente]

Stemma comunale[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone civico

Con D.P.R. 28.11.2003, su proposta del presidente del Consiglio Berlusconi, il presidente della Repubblica Ciampi concede alla città di Piedimonte Matese il seguente stemma e gonfalone:

« Stemma: Campo d'argento, ai tre cipressi di verde, fustati al naturale, nodriti su tre montagne di verde, fondate in punta e uscenti dai fianchi dello scudo, la montagna a sinistra con i declivi visibili, quella centrale con il declivio in banda parzialmente celato dalla montagna a sinistra, quella a destra con il declivio in banda parzialmente celato dalla montagna centrale.


Ornamenti esteriori: da Città cioè in testa una corona d'oro e in coda due fronde una di quercia e l'altra d'alloro legate da un nastro in tricolore.

Gonfalone: drappo di bianco. »

Per campo si intende il corpo dello scudo. L'argento indica purezza (in riferimento al fervore religioso dimostrato nei secoli dagli abitanti), mentre ciascun Cipresso (riferimento ad una celebrità sempiterna) si riferisce ad una delle tre alture che coronano il territorio del Comune: il monte Cila, la piana di Castello e monte Muto.

Lo stemma non può farsi risalire ad un'epoca precisa: se ne è accertata l'esistenza almeno dal XVII secolo, grazie alla possibilità di rilevarlo in monumenti e documenti risalenti a tale periodo. Era presente, ad esempio, sull'arco dell'abside di Santa Maria Occorrevole (complesso costruito proprio in quel periodo), ed ivi fu osservabile sino ai restauri del 1934.

Composto inizialmente dal solo scudo, lo stemma fu nel XIX secolo fregiato anche dalla corona - assegnata ai comuni più popolosi, con foggia diversa a seconda della loro importanza. A causa di un errore della Regia Consulta Araldica, la prima corona assegnata (il 4 maggio 1870) fu quella attribuibile ai paesi che raggiungessero i 3000 abitanti, benché Piedimonte avesse ottenuto il titolo di città ormai dal 1730. Gli organi competenti tuttavia non presentarono ricorso, e la adottarono. Detta corona può essere ancora oggi osservata nella riproduzione dello stemma cittadino sull'impiantito della Basilica di Santa Maria Maggiore.

Nel passaggio da Feudo a Comune le frazioni di Castello, San Gregorio e San Potito sono divenuti comuni autonomi, e ciascuno ha adottato quale stemma cittadino uno solo dei tre cipressi originari.

Con D.P.R. del 30 ottobre 2008 è stato concesso al comune una bandiera:

« drappo di bianco, caricato dallo stemma della Città. L'asta sarà ornata dalla cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali »

Cenni artistici[modifica | modifica sorgente]

L'abitato, sviluppatosi soprattutto nel tardo Medioevo, si presenta come un antico centro in posizione naturalmente strategica e conserva alcune felici caratteristiche ambientali cui si adeguano decorosamente anche le posteriori costruzioni barocche.

Edifici civili[modifica | modifica sorgente]

  • Il palazzo ducale dei Gaetani d'Aragona, rifatto agli inizi del secolo XVIII, conserva della precedente costruzione alcune finestre ogivali, un portale del Seicento, uno del secolo XV in stile durazzesco e stucchi e dipinti del secolo XVII.
  • Il palazzetto De Forma conserva bifore trecentesche.
  • Il casino Scorciarini Coppola del XIX secolo, in via Elci
  • Il Palazzo Merolla del XVIII sec. in piazza Roma
  • Il Palazzo Romagnoli, via Cila
  • Villa Candida metà del XIX sec., Via Cila
  • Il Palazzo Gaetani, Via Madonna delle Grazie

Edifici religiosi[modifica | modifica sorgente]

  • Nella chiesa di San Biagio, costruita agli inizi del secolo XV, vi è un ciclo di affreschi con storie dell'Antico e Nuovo Testamento e storie di San Biagio, che costituisce una delle espressioni più alte di quella cultura figurativa tardo-gotica, largamente influenzata da tendenze internazionali, fiorita intorno al secolo XV. La chiesetta ha un portale ogivale e l'interno ad una navata divisa in due campate con un arco pure ogivale.
  • Nel 1414 fu eretta la chiesa di San Tommaso (o San Domenico), su edificio precedente a sua volta sorto su ruderi di un tempio romano. La chiesa ha una semplice facciata a cuspide con portale ogivale e campanile con ottagono cuspidato; l'interno, ad una navata, rifatto nel Seicento, conserva un coro ligneo cinquecentesco e tavole e affreschi dei secoli XVII e XVIII. Nella base del campanile sono inseriti metope e triglifi dell'antico tempio pagano. Nell'annesso ex-convento, oggi sede del Museo alifano, si conservano interessanti reperti archeologici provenienti dalla vicina Alife: armi e oggetti dell'età della pietra, terrecotte di età greco-romana e oggetti di interessi artistico e storico quali monete, pergamene, coralli miniati, ceramiche e armi.
  • Del 1640 è il santuario dell'Annunziata, dalla movimentata e ricca facciata barocca con tre portali di cui particolarmente ricco è il mediano, sobriamente decorato e sormontato da una nicchia. L'interno è a tre navate, adorno di stucchi, e conserva altari lignei lavorati, un coro settecentesco intagliato da A. Giordano nel 1749, una grande tavola di Nicola Maria Rossi del 1732 ed una Natività di scuola napoletana attribuita a F. Curia (1538-1610).
  • la barocca chiesa di San Salvatore, il cui interno è ornato di marmi e stucchi barocchi, è stata costruita su disegno di Cosimo Fanzago.
  • la basilica di Santa Maria Maggiore, che conserva tavole e tele dei secoli XV e XVII, è del secolo XVIII[4].
  • Il santuario di Santa Maria Occorrevole, situato nei dintorni, fu eretto nel secolo XV su una precedente costruzione di cui resta l'abside trecentesca con affreschi degli inizi del Quattrocento. La chiesa, a tre navate, fu in gran parte rifatta nel Seicento e restaurata nel 1934.
  • Il santuario di Santa Maria degli Angeli, cui si accede per il Viale della Solitudine, fiancheggiato dalle cappelle della Via Crucis, è del 1678 ed ha un interno barocco.
  • La Chiesa di San Giovanni si erge dall'alto del centro medievale col suo campanile ed il suo portale ogivale tipicamente gotico.

Sagre, Feste e Fiere[modifica | modifica sorgente]

  • 6 gennaio - Corteo dei pastori
  • carnevale - sfilata dei carri allegorici
  • 25 aprile - Festa delle Primavera Presso il Parco Urbano di Piedimonte
  • Maggio - Mostra sui costumi, sulle arti e sulle tradizioni popolari del Matese, visite guidate
  • 22 maggio - Festa di Santa Rita
  • 3ª domenica di maggio - Festa di Maria SS. Immacolata
  • dal 1 al 5 giugno - Festa Patronale di San Marcellino
  • 13 giugno - Festa di S. Antonio da Padova
  • 2 luglio - Sagra Madonna dello Spiganardo con il "Corteo dei Canestri" (in località Scorpeto)
  • il 15 e 16 luglio - Festa di Maria SS. Del Carmine
  • dal 25 al 27 luglio - Festa di Sant'Anna
  • 2ª domenica di settembre - Fiera di San Bartolomeo (in località Sepicciano)
  • 7 e 8 settembre - Festa di Maria SS. Della Libera
  • 2 ottobre - Maratona dei Colli Piedimontesi
  • 2ª domenica di ottobre - Festa di Maria SS. Della Pietà
  • dal 10 al 12 novembre - Fiera di San Martino
  • 8 dicembre - mercatino di natale artigianato e enogastronomia
  • Natale - per diversi giorni Presepe vivente stanziale - ogni due anni in un rione diverso (http://www.prolocovallata.it/ )
  • 31 dicembre - Concerto di fine anno

Persone legate a Piedimonte Matese[modifica | modifica sorgente]

  • Enrico Caruso, (Napoli, 25 febbraio 1873 - Napoli, 2 agosto 1921), il famoso tenore è legato a questo paese perché i genitori, poco prima la nascita del figlio si trasferirono per motivi economici da Piedimonte a Napoli, dove anche la madre poté lavorare. L'amministrazione comunale di Piedimonte Matese nel 2002 ha apposto una lapide sulla casa ove vissero i genitori, ricordando che tre mesi dopo il trasferimento a Napoli, nacque il tenore.
  • Nancy Cuomo, (Piedimonte d'Alife 9 maggio 1949 - vivente), raggiunse l'apice del successo musicale negli anni dal 1968 al 1971, partecipando al Cantagiro, a Settevoci e altre trasmissioni radio-televisive, lanciando note sigle di film e programmi televisivi e compiendo lunghe tournée in giro per il mondo come ambasciatrice della canzone italiana.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2010.
  2. ^ Dato Istat al 30/11/2010.
  3. ^ http://cnt.rm.ingv.it
  4. ^ www.basilicasantamariamaggiore.it
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Piedimonte Matese e Cervinara: i due comuni stipulano il gemellaggio. URL consultato il 7 marzo 2014.

Galleria d'immagini[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Dante Bruno Marrocco, Piedimonte Matese: Storia e attualità, Napoli, Edizioni A.S.M.V., 1980. Descrizione completa edizioni: I 1961, II (aggiornata) 1980, III (aggiornata) 1999.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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