Lusciano

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Lusciano
comune
Lusciano – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Nicola Esposito (Lista civica di centrodestra "Noi per Lusciano") dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°05′00″N 14°13′00″E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Lusciano)Coordinate: 41°05′00″N 14°13′00″E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Lusciano)
Altitudine 68 m s.l.m.
Superficie 4 km²
Abitanti 14 553[1] (31-12-2010)
Densità 3 638,25 ab./km²
Comuni confinanti Aversa, Giugliano in Campania (NA), Parete, Trentola-Ducenta
Altre informazioni
Cod. postale 81030
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061046
Cod. catastale E754
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti luscianesi
Patrono san Luciano di Antiochia
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lusciano
Posizione del comune di Lusciano nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Lusciano nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Lusciano è un comune italiano di 14.088 abitanti della provincia di Caserta in Campania. Dal 1929 al 1946 fece parte del comune di Aversa. La località è famosa per la produzione di pesche e fragole, uva da vino (asprino) e foraggi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima del fascismo il Comune comprendeva anche Ducenta e il suo nome era Lusciano e Ducenta. Durante il regime fascista Lusciano divenne una frazione di Aversa (1929-1946), mentre Ducenta una frazione di Trentola, diventando così Trentola-Ducenta, comune tutt'oggi esistente. Caduto il regime, Lusciano divenne nuovamente autonoma, separandosi da Aversa.

Il culto di San Luciano: tra festività e religiosità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Luciano di Antiochia.

Ci sono due festività riservate al Santo patrono, Luciano di Antiochia: la prima è quella del 7 gennaio, giorno di San Luciano o definita anche con l'appellativo popolare di festa di "San Luciano 'o puveriello", questo poiché non sono previsti festeggiamenti di tipo folkloristico e la venerazione del Santo avviene con funzioni religiose alle quali è stata i cittadini partecipano in massa. Altre attività sono previste a partire dalla terza domenica di settembre, con festeggiamenti di tipo religioso e folkloristico che durano svariati giorni in cui il Santo viene portato in festa tra le vie del paese fra doni e folklore popolare. Le origini del culto di San Luciano, probabilmente si diffusero nella cittadina dell'antica terra di Liburia a partire dal XVI secolo come attestano fonti storiche; inoltre nella chiesa dell' "Assunta in Cielo" è custodito il cranio del Santo di Antiochia, arrivato in dono nel XVII secolo insieme ad altre reliquie del Santo; questo contribuisce a rendere Lusciano fulcro della venerazione di San Luciano.

Centenario di San Luciano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 i festeggiamenti di San Luciano, il patrono di Lusciano, sono stati particolarmente importanti, ricorrendo il 17esimo centenario del martirio del Santo il cui teschio è conservato dal 1666 proprio nella chiesa di Lusciano. I festeggiamenti si sono protratti per l'intero mese di settembre, ed hanno visto anche la partecipazione del Cardinale Crescenzio Sepe.

Tradizioni ludico-religiose e rassegne folcloristiche[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Parrocchia Maria Santissima Assunta in Cielo (chiesa Madre): In piazza Chiesa, originaria struttura trecentesca non rimane quasi più niente. La facciata si articola in due ordini architettonici sovrapposti, divisi da una trabeazione.

Il livello inferiore è o da quattro coppie binate di colonne di ordine Ionico, addossati alla parete che delimitano tre classici portali: quello centrale più imponente ed alto; quelli laterali sormontati da lunette a tutto sesto. L'ordine superiore, o attico, si raccorda col livello sottostante con due volute, mentre la zona centrale forma un preciso quadrato, racchiuso da due paraste. Qui è situata un'edicola finemente decorata in cui è collocata la statua della Madonna dell'Assunta, con putti alati poggianti su nuvole. Il corpo quadrato è sormontato da un classicheggiante timpano triangolare. Sul lato destro della chiesa in corrispondenza del presbiterio, si erge l'altissimo campanile, grande vanto cittadino, costituito da cinque livelli (di cui l'ultimo ottagonale) che si conclude con una piccola cupola a pera. L'interno della chiesa di forma basilicale, priva di transetto, è diviso in tre navate con tre absidi semicircolari. La navata centrale illuminata da alti finestroni, costituisce suo il nucleo più antico, di stile romanico, mentre le navate laterali da archi e volte a crociera a sesto acuto, sono del XIV secolo. Le pareti interne della chiesa sono state affrescate da Luigi Torelli nel 1942. Significativi sono gli altari marmorei e la decorazione della seconda cappella delle reliquie del XVII secolo, in cui si conservano statue e busti lignei, e soprattutto la statua e la reliquia del santo protettore S.Luciano.

  • Convento e casa di riposo Sacro Cuore di Gesù in via Raffaele Perla: Negli anni cinquanta serviva per ospitare i tanti orfani di guerra, oggi è una casa di riposo per anziani, nella sua cappella si celebrano funzioni liturgiche per il paese.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Martino: nonostante sia stata sottoposta a tutte le disposizioni di tutela dalla Soprintendenza dei beni architettonici di Caserta, e dichiarato monumento di particolare interesse storico-culturale dal Ministero dei Beni ed attività culturali. Successivamente agli ’70 è stato abbandonato fino a subire nel corso del tempo un lento ed inarrestabile degrado. L'imponente immobile, un tempo di proprietà dei duchi Barberino, era entrato, nel 2004, nella grande iniziativa «I Luoghi del Cuore - 1º censimento FAI dei luoghi da non dimenticare», promossa dal FAI (Fondo per l'ambiente italiano). Da allora solo un silenzio assordante ha avvolto la storica struttura. È svanita nel nulla la mega operazione di restauro: fondi regionali ed europei (mai arrivati) dovevano essere «investiti», in primo luogo, per l'acquisizione del Palazzo al patrimonio immobiliare comunale, così da soddisfare la numerosa schiera di eredi-proprietari sparsi in quasi mezza Italia, e poi per il recupero. Un progetto che avrebbe dovuto avere forti ricadute anche nel sociale, infatti era previsto al suo interno un grande contenitore culturale-formativo, dove doveva essere allocato il Dipartimento per lo studio dell'agricoltura biologica e la dieta mediterranea, e un centro culturale multimediale con una cineteca, un laboratorio di cinema di animazione e una ludoteca. Una operazione per niente semplice, ma che si dava per certa e su cui si contava molto per risollevare le sorti di una cittadina oscurata ciclicamente da imbarazzanti vicende amministrative (il Comune negli ultimi 15 anni è stato sciolto per ben tre volte, ndr). Invece niente, buio pesto. Intanto, l'immobile sta inesorabilmente morendo. Non solo. Rischia di scomparire mettendo a repentaglio la vita di persone (piccole botteghe di artigiani) che ancora occupano le ampie sale al piano terra. Ora la speranza è che laddove hanno fallito le varie amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi vent'anni, chissà che non possa riuscirci la commissione straordinaria che dalla metà dello scorso mese di ottobre regge le sorti del Comune, realizzando l'antico «sogno» dei luscianesi: riportare in auge palazzo Martino.

Palazzo Ducale : edificato dalla famiglia Donnorso, ha subito numerosi rifacimenti nel corso dei secoli passati. Oggi accoglie sedute del Consiglio Comunale, spettacoli teatrali e proiezioni.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio municipale di Lusciano, inserito nell'agro aversano e nella conurbazione napoletana, confina a nord e est con Aversa; a nord e ovest con Trentola-Ducenta; a ovest con Parete; a sud con Giugliano in Campania e Parete.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Persone legate a Lusciano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]