Lusciano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lusciano
comune
Lusciano – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Nicola Esposito (lista civica di centrodestra Noi per Lusciano) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°05′00″N 14°13′00″E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Lusciano)Coordinate: 41°05′00″N 14°13′00″E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Lusciano)
Altitudine 68 m s.l.m.
Superficie 4,56 km²
Abitanti 14 553[1] (31-12-2010)
Densità 3 191,45 ab./km²
Comuni confinanti Aversa, Giugliano in Campania (NA), Parete, Trentola-Ducenta
Altre informazioni
Cod. postale 81030
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061046
Cod. catastale E754
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti luscianesi
Patrono san Luciano di Antiochia
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lusciano
Posizione del comune di Lusciano nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Lusciano nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Lusciano è un comune italiano di 14.088 abitanti della provincia di Caserta in Campania. Dal 1929 al 1946 fece parte del comune di Aversa. La località è famosa per la produzione di pesche e fragole, uva da vino (asprino) e foraggi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'antico e genuino villaggio la magnificenza delle mura di lavorio reticolare , e la fortundi sorgere sulla via Campana che da Pozzuoli all'anfiteatro di Capua fino alla Via Appia , fanno pompa di una maestà Romana. Nel V secolo si parlava di Rusiano o Rosciano , nel VIII e il X secolo Ruczano e Rizzano , nel XIII in poi in volgare Luxanis e dunque Lusciano .

I Donnorso[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Ducale fu edificato nel XIV secolo abitato dala nobile famiglia napoletana dei Donnorso . Il loro stemma è raffigurato sull'ingresso del Palazzo ed è simbolo un orso . I Donnorso divennero proprietari della cittadina in epoca contemporanea : Giovanni Francesco Mollo lasciò il Ducato di Lusciano alla ccontessa Maddalena Donnorso nel 1819 . Il palazzo risale all'inizio del Rinascimento quando l'intera struttura si sviluppò attorno alla torre sorta tra "Largo Torre" e "strada Torre" e "Strada Mezzo" . Di proprietà privata era denominato Palazzo Baronale . Il riferimento più antico è compreso in un atto in vendita del 1632;il secondo atto del 1668 con cui il feudo di Lusciano veniva venduto dal magnifico Filippo Lucarelli a Francesco Mollo . Nel 1732 il Palazzo Ducale comprendeva tre edifici : il palazzo baronale,il palazzo di mezzo e il palazzo macedonia . Il primo nucleo di questo palazzo era "la torretta" attorno ai quali sorsero i tre corpi di fabbrica che fu abbattuta nel 1983. Oggi della Torretta resta solo una rudere a forma di cono. Nel 1819 il Ducato di Lusciano fu ereditato dai Donnorso. il 16 gennaio il duca Ettore Donnorso e sua moglie Maddalena fecero testamento a favore del figlio Antonio e del nipote Ettore jr. Successivamente il Palazzo fu acquistato dal sig.Mungiguerra e dal sig.Nicola di Franco . Oggi il Palazzo Ducale accoglie sedute del Consiglio Comunale, spettacoli teatrali e proiezioni.

Villa Martino[modifica | modifica wikitesto]

Sorto alla metà del Settecento ha subito varie ristrutturazioni effettuate a metà dell Ottocento . nonostante sia stata sottoposta a tutte le disposizioni di tutela dalla Soprintendenza dei beni architettonici di Caserta, e dichiarato monumento di particolare interesse storico-culturale dal Ministero dei Beni ed attività culturali. Successivamente agli ’70 è stato abbandonato fino a subire nel corso del tempo un lento ed inarrestabile degrado . La scala , in condizioni statiche deteriorate conserva i lrivestimento delle pedate in pietra , e sul terrazzo un altana , un tempo usata per avvistamento del piacevole belvedere . La famiglia Martino possedeva il fabbricato all'inizio dell'Ottocento .

In età Moderna[modifica | modifica wikitesto]

Prima del fascismo il Comune comprendeva anche Ducenta e il suo nome era Lusciano e Ducenta. Durante il regime fascista Lusciano divenne una frazione di Aversa (1929-1946), mentre Ducenta una frazione di Trentola, diventando così Trentola-Ducenta, comune tutt'oggi esistente. Caduto il regime, Lusciano divenne nuovamente autonoma, separandosi da Aversa.

Il culto di San Luciano: tra festività e religiosità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Luciano di Antiochia.

Ci sono due festività riservate al Santo patrono, Luciano di Antiochia: la prima è quella del 7 gennaio, giorno di San Luciano o definita anche con l'appellativo popolare di festa di "San Luciano 'o puveriello", questo poiché non sono previsti festeggiamenti di tipo folkloristico e la venerazione del Santo avviene con funzioni religiose alle quali è stata i cittadini partecipano in massa. Altre attività sono previste a partire dalla terza domenica di settembre, con festeggiamenti di tipo religioso e folkloristico che durano svariati giorni in cui il Santo viene portato in festa tra le vie del paese fra doni e folklore popolare. Le origini del culto di San Luciano, probabilmente si diffusero nella cittadina dell'antica terra di Liburia a partire dal XVI secolo come attestano fonti storiche; inoltre nella chiesa dell' "Assunta in Cielo" è custodito il cranio del Santo di Antiochia, arrivato in dono nel XVII secolo insieme ad altre reliquie del Santo; questo contribuisce a rendere Lusciano fulcro della venerazione di San Luciano.

Centenario di San Luciano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 è stato celebrato il 17esimo centenario del martirio del santo, il cui teschio è conservato dal 1666 nella chiesa di Lusciano. I festeggiamenti si sono protratti per l'intero mese di settembre fra processioni, cerimonie liturgiche e manifestazioni di piazza.

Tradizioni ludico-religiose e rassegne folcloristiche[modifica | modifica wikitesto]

  • La festa a Santa Maria a Cubito (Villa Literno)

La cappella di Santa Maria a Cubito , sita in teritorio di Villa Literno , non lontano dalla "Traversa d'Ischitella" la cappella appartiene a Lusciano .I luscianesi ogni 15 agosto nello spiazzo antistante la cappella si svolgeva la festa del " O cuollo e papero" . La gara consisteva di prendere un'oca etroncarle la testa con un colpo secco . alla gara partecipavano giovani dei paesi dell' Agro aversano armati di un robusto bastone . Se il colpo all'oca finiva sul collo difficilmente la testa si staccava , il vincitore portava a casa una o più ochementre gli altri perdevano la partecipazione alla gara . Oggi la gara del " O cuollo e papero" non si tiene più , ma ogni 15 agosto i luscianesi si recano alla cappella e si celebra la santa messa dal parroco di Lusciano locale.

  • La cappella di San Rocco e la " festa del Carminiello"

La cappella di San Rocco dista un chilometro dalla chiesa Madre . Questo tempietto fu eretto nel XVI secolo , costruito da mura stabili e rettangolari impreziosito dall'effige della Madonna e da un finestrino rotondo . In prospettiva a un piccolo altare si erige un icona dipinta su tela , un'antica immagine della Madonna del Carmne e una statuetta di San Rocco aggiunta in seguito dagli appestati .Sulla facciata della cappella è murato un marmetto:una lapide su cui è scritto: "peste perempti requiescunt" 1656 . In questo periodo infatti si abbatté un terribile morbo e in questa cittadina nel giro di poco tempo morirono più di duecento persone; contagiati gli altri con gran timore di morire, in tal miserevole calamità accorrevano nel sacro tempio con processione di penitenza. Da quel giorno con stupendo miracolo, non ne morì nè si contagiò più nessuno». Per grazia ricevuta e a perpetua memoria delle 109 persone sepolte nella cappella al centro si nota una botola che attesta l’esistenza del sotterraneo , il tempietto fu dedicato a San Rocco. Così ora, dopo il restauro, potrà riprendere la processione del lunedì in Albis e del 16 luglio , in ricorrenza della festa della Madonna del Carmine detta " del Carminiello" . Una processione che muove proprio dalla Chiesa San Rocco.

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Parrocchia Maria Santissima Assunta in Cielo (chiesa Madre): In piazza Chiesa, originaria struttura trecentesca non rimane quasi più niente. La facciata si articola in due ordini architettonici sovrapposti, divisi da una trabeazione.

Il livello inferiore è o da quattro coppie binate di colonne di ordine Ionico, addossati alla parete che delimitano tre classici portali: quello centrale più imponente ed alto; quelli laterali sormontati da lunette a tutto sesto. L'ordine superiore, o attico, si raccorda col livello sottostante con due volute, mentre la zona centrale forma un preciso quadrato, racchiuso da due paraste. Qui è situata un'edicola finemente decorata in cui è collocata la statua della Madonna dell'Assunta, con putti alati poggianti su nuvole. Il corpo quadrato è sormontato da un classicheggiante timpano triangolare. Sul lato destro della chiesa in corrispondenza del presbiterio, si erge l'altissimo campanile, grande vanto cittadino, costituito da cinque livelli (di cui l'ultimo ottagonale) che si conclude con una piccola cupola a pera. L'interno della chiesa di forma basilicale, priva di transetto, è diviso in tre navate con tre absidi semicircolari. La navata centrale illuminata da alti finestroni, costituisce suo il nucleo più antico, di stile romanico, mentre le navate laterali da archi e volte a crociera a sesto acuto, sono del XIV secolo. Le pareti interne della chiesa sono state affrescate da Luigi Torelli nel 1942. Significativi sono gli altari marmorei e la decorazione della seconda cappella delle reliquie del XVII secolo, in cui si conservano statue e busti lignei, e soprattutto la statua e la reliquia del santo protettore S.Luciano.

  • Convento e casa di riposo Sacro Cuore di Gesù

Fra i molti meriti del vescovo mons. Settimio Caracciolo è stato anche quello nel 1909 di mandare le Suore del Sacro Cuore a Lusciano ove dimorarono accanto alla chiesa parrocchiale e curarono il primo asilo infantile del Comune. Nel 1952 l'allora parroco don Emilio Graziano acquistò un vasto terreno in via Perla e vi edificò un grande e imponente edificio , circondato da un esteso giardino e una cappella dedicata al "Sacro Cuore" e le afidò alle suore. Negli anni cinquanta serviva per ospitare i tanti orfani di guerra, oggi è una casa di riposo per anziani, nella sua cappella si celebrano funzioni liturgiche per il paese.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio municipale di Lusciano, inserito nell'agro aversano e nella conurbazione napoletana, confina a nord e est con Aversa; a nord e ovest con Trentola-Ducenta; a ovest con Parete; a sud con Giugliano in Campania e Parete.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Persone legate a Lusciano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]