Carinola

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Carinola
comune
Carinola – Stemma Carinola – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Luigi Salvatore Angelo De Risi (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°11′00″N 13°59′00″E / 41.183333°N 13.983333°E41.183333; 13.983333 (Carinola)Coordinate: 41°11′00″N 13°59′00″E / 41.183333°N 13.983333°E41.183333; 13.983333 (Carinola)
Altitudine 71 m s.l.m.
Superficie 63 km²
Abitanti 8 287[1] (31-12-2010)
Densità 131,54 ab./km²
Frazioni Casale di Carinola, Casanova, Croce di Casale, Nocelleto, San Donato, San Ruosi, Santa Croce, Ventaroli
Comuni confinanti Falciano del Massico, Francolise, Sessa Aurunca, Teano
Altre informazioni
Cod. postale 81030
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061017
Cod. catastale B781
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Carinolesi
Patrono San Bernardo vescovo di Carinola e San Martino eremita
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carinola
Posizione del comune di Carinola nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Carinola nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Carìnola è un comune italiano di 8.268 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

L'origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Forse il nome deriva da Carini, luogo su cui fu fondata la città, dopo l'attacco dei Saraceni. Oppure forse deriva da Calinolum, derivato a sua volta da Calenum.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La cittadina venne fondata dai Pelasgi con il nome di Urbana, alla confluenza tra le strade per Tianum (l'odierna Teano) e Gallicano (Cascano). In seguito venne abitata dagli Etruschi, come testimoniano alcune costruzioni ancora presenti sul territorio e poi anche dai Romani, sotto cui divenne importante tanto da essere innalzata a colonia romana. In questo periodo la città era abitata principalmente da soldati, pretoriani e commercianti.

L'arrivo dei Saraceni nella zona nel 750 coincide con la lenta distruzione della città, cominciata già da Genserico e portò la popolazione a rifugiarsi nelle colline circostanti (odierna Casale, ove esiste un palazzo di residenza estiva del vescovo e uno stemma del vescovo Tommaso Anfora datato 1143). Dopo la distruzione della città di Urbana, la città venne ricostruita con il nome di Carinola e innalzata a sede vescovile nel 1087 o nel 1100. Successivamente la città entrò sotto il controllo di un feudatario normanno, il conte Riccardo ed entrò a far parte del principato di Capua.

Nelle campagne circostanti molti dei ruderi delle abitazioni di Urbana vennero rimossi e riutilizzati nella costruzione di "poderi-fortezza". Accanto a questi poderi gli abitanti cominciaro a costruire delle cappelle e le due comunità più grandi, quelle di San Pietro a nord-ovest e di San Sisto a sud-est, costruirono delle vere e proprie parrocchie. Con la fusione delle due comunità nel 1400 ci fu la nascita della frazione di Nocelleto di Carinola.

Nel XVI secolo la città decadde per via delle avverse condizioni ambientali. Infatti nelle vicinanze dei centri abitati erano presenti molti acquitrini e fiumi pieni di erbacce, che portarono malattie come il tifo e il colera, decimando la popolazione. Nel 1818 la diocesi di Carinola venne soppressa e il territorio fu unito a quello della diocesi di Sessa Aurunca.

Nel 1945, con le bonifiche del fascismo, furono tolte molte terre alle acque che attirarono genti da tutta la Campania ed alla crescita della popolazione fino alle tremila unità.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Diversi edifici storici sono segnalati come d'interesse turistico e culturale; nel centro cittadino, per lo più conservatosi nelle sue forme originarie, si trova il palazzo Novelli, risalente al XV secolo. Fu costruito in forme rinascimentali che presentano però già molti elementi tipici del barocco, specialmente nel loggiato di un angolo occidentale del palazzo. Gli archi sono sostenuti da colonne ottagonali e sono presenti fra le volte importanti affreschi rinascimentali.

All'ingresso settentrionale del borgo medievale si trova il castello cittadino. La sua costruzione fu voluta dal conte Riccardo, nel 1134, locale feudatario normanno, quando la città era inclusa nel principato di Capua. Fu oggetto di restauri e ricostruzioni in età angioina e aragonese, epoche in cui furono costruiti i principali elementi gotico-catalani. Oggi ne rimangono i ruderi.

Nella frazione di Ventaroli, la chiesa di Santa Maria in Foro Claudio, comunemente conosciuta come Episcopio, l'Episcopio è una cattedrale in stile romanico, questa è molto famosa per i dipinti riguardanti i lavori dell'epoca. È stata riaperta da poco. Sede vescovile dal VI secolo all'XI secolo.

Nella frazione Casanova, si trova il Convento di San Francesco risalente al XIII secolo che ha subito un grandissimo restauro nell'anno 2007. Sempre nella frazione di Casanova la terza domenica di maggio di tutti gli anni hanno luogo i festeggiamenti in onore della "Madonna Grande ed Eccelsa", per la ricorrenza viene allestita durante la notte precedente la processione l'Infiorata che consiste in una trama, ad opera del maestro Antonio Falso, che si sviluppa su tutto il manto stradale di via Grancelsa, intervallato da veri e propri disegni rappresentanti motivi sacri, colorata poi con i fiori, precedentemente raccolti a mano dagli abitanti. La statua della vergine è lignea ed è risalente al periodo storico del 600/700, i tratti tipici dell'arte di quest'epoca sono stati rievocati grazie ad un recente restauro, infatti, c'è stata una particolare accortezza nel colore della vergine, poiché le è stato dato quello originale che rispecchiava la provenienza di Maria. Questo paese diede i natali a Padre Michele Piccirillo, archeologo e teologo francescano scomparso nel 2008.

Nella frazione Casale di Carinola si trovano: la Cappella di S.Paolo ove da tradizione si ricorda il passaggio di Paolo verso Roma nel suo ultimo viaggio. Allo stesso gli antichi avi avrebbero offerto vino e lupini (salatielli), avvenimento che si rinnova con la tradizionale sagra, in occasione dei festeggiamenti del Santo il 24 e 25 gennaio di ogni anno; Il Santuario di Maria S.s. delle Grazie (1400), ove nel 1600 (circa) è apparsa la Madonna ad una ragazza del luogo, Antonietta Fava. Ivi si venera Sacra Icona del 1400. Solenni e importanti sono i festeggiamenti il 7 agosto. Notevoli sono gli affreschi nella Chiesa Madre di SS.Giovanni e Paolo.

Nella città di Carinola possiamo trovare la ex-cattedrale (infatti la città fu sede vescovile poi soppressa nel 1818 dalla bolla De utiliori di Papa Pio VII) di San Bernardo di Carinola, lui fu il costruttore della cattedrale, questa è in stile gotico.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  1. Casale di Carinola
  2. Casanova
  3. Nocelleto
  4. San Bartolomeo
  5. San Donato
  6. San Ruosi - Ceraldi
  7. Sant'Anna
  8. Santa Croce (Chiesa di Santa Croce con affresco ben conservato della Madonna del latte del XV secolo)
  9. Ventaroli

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Centro strategicamente importante, durante l'ultimo conflitto mondiale, diede ospitalità e rifugio a centinaia di sfollati napoletani. Occupato dall'esercito tedesco, impegnato a difesa della linea Gustav, fu oggetto di violenti rastrellamenti e razzie da parte delle truppe naziste. Numerosi furono i cittadini deportati, destinati a lavori forzati, che persero la vita sui vari fronti. La popolazione seppe resistere alle più dure sofferenze, offrendo ammirevole esempio di coraggio e amor patrio.»
— Carinola (CE), 1943-1944

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]


Amministrazione Comunale[modifica | modifica sorgente]

Il sindaco di Carinola è Luigi Salvatore Angelo De Risi eletto con la lista civica "Impegno in comune" dal 16/05/2011.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Storia della diocesi di Carinola, Don Amato Brodella, ed. Caramanica.
  • Anna Giordano, Marcello Natale, Adriana Caprio, Terra di lavoro, Napoli, Guida Editore, 2003, ISBN 88-7188-774-3.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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