Vitulazio

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Vitulazio
comune
Vitulazio – Stemma Vitulazio – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Luigi Romano (lista civica Unità e solidarietà) dal 26/05/2014
Data di istituzione 28/05/2014
Territorio
Coordinate 41°10′00″N 14°13′00″E / 41.166667°N 14.216667°E41.166667; 14.216667 (Vitulazio)Coordinate: 41°10′00″N 14°13′00″E / 41.166667°N 14.216667°E41.166667; 14.216667 (Vitulazio)
Altitudine 57 m s.l.m.
Superficie 22 km²
Abitanti 7 139[1] (01-01-2013)
Densità 324,5 ab./km²
Comuni confinanti Bellona, Camigliano, Capua, Grazzanise, Pastorano, Pignataro Maggiore
Altre informazioni
Cod. postale 81041, 81050
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061100
Cod. catastale M092
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti vitulatini
Patrono santo Stefano, Maria santissima dell'Agnena
Giorno festivo Domenica in albis (domenica dopo Pasqua; festa di Maria santissima dell'Agnena)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vitulazio
Posizione del comune di Vitulazio nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Vitulazio nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Vitulazio è un comune italiano di 7.139 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il piccolo centro di Vitulazio è ubicato alle falde meridionali del Monte Tutuli e alla destra del fiume Volturno. È immerso in una verde e fertile campagna ed è attraversato dal torrente Agnena.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le sue origini si fanno risalire al III secolo d.C. ed era un vicus romano, cioè un'unità minima insediativa, non murata, con carattere esclusivamente agricolo.

La storia di Vitulazio è legata a quella di Capua. Infatti, già nel X secolo, Vitulazio era annoverato tra i casali (traduzione medioevale dei vicus romani) di Capua.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Le prime fonti fanno risalire il nome del paese a Vitulacius e secondo la versione popolare ci sono due ipotesi che fanno discendere tale nominativo. La prima afferma che vitulus (vitello) e aptius ("più adatto", comparativo dell'aggettivo aptus), la cui espressione finale sarebbe "luogo alquanto adatto all'allevamento dei vitelli".

La seconda ipotesi invece fa derivare il nome da Vitulus (diminutivo di Vitus) e aceus ("campo coltivato" dal latino medioevale). Pertanto la deduzione finale sarebbe quindi da intendersi che il primo agglomerato di paese si sia avuto su un pezzo di campagna di proprietà di un certo Vito.

L'8 agosto 1806, con un decreto, Giuseppe Bonaparte diede autonomia amministrativa al piccolo borgo che assunse il nome di Vitulaccio. Il paese continuò a chiamarsi così fino al 3 dicembre 1882, quando il re Umberto I con un regio decreto proclamava che dal 1º gennaio 1883 il paese avrebbe assunto la nuova denominazione di Vitulazio.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Santa Maria dell'Agnena[modifica | modifica sorgente]

La chiesa principale è dedicata a Santa Maria dell'Agnena, da cui prende il nome l'omonima parrocchia. Costruita nel XVIII secolo, domina l'intero centro abitato, in quanto è situata sulla parte più alta del paese ai piedi del Monte Tutuli e al suo interno si trovano numerosi dipinti dell'Ottocento di pittori napoletani della scuola di Posillipo di pregevole fattura.

La costruzione della chiesa parrocchiale iniziò nel 1774 e terminò nel 1803. Tutti i dipinti e i decori sugli intonaci furono invece realizzati in epoche successive. L’attuale chiesa fu costruita nelle vicinanze di un'altra chiesa più piccola, che crollò ancor prima che si concludessero i lavori della nuova chiesa parrocchiale; i vitulatini furono pertanto costretti ad entrare nella nuova chiesa sebbene i lavori fossero ancora in corso. La chiesa si trova in quella che un tempo era la zona più alta del paese.

Si sviluppa secondo un unico asse ed è ad unica navata e con il soffitto a volta. Ai due lati ha annessi due ambienti: a sinistra la Cappella di San Michele Arcangelo mentre a destra la sacrestia.

La volta della navata è interamente decorata con quattro dipinti principali centrali a tempera molto grandi, ognuno dei quali ha ai due lati due medaglioni e più in giù, sopra ogni finestra, una grande lunetta con la raffigurazione di un angelo.

Alcuni dipinti furono realizzati nel 1925 dal pittore Olivieri. I dipinti della volta raffigurano L’agonia di Gesù nel Getsemani, Gesù all'età di dodici anni che parla coi dottori nel tempio, San Francesco mentre riceve le stimmate, il Cuore di Gesù tra San Domenico e Santa Caterina da Siena. I medaglioni laterali raffigurano alcuni vescovi e santi importanti: San Benedetto, San Panfilo, San Giovanni Crisostomo, San Roberto Bellarmino, San Girolamo, Sant'Ambrogio, Sant'Agostino e San Simmaco. Sulla parete d’ingresso della chiesa, ai due lati, sopra le due nicchie molto ampie si possono ammirare i dipinti del Battesimo di Gesù a sinistra e quello del Buon Pastore a destra.

I lavori di restauro del 1997 hanno permesso di evidenziare i colori originari con cui fu pitturata la chiesa all’epoca della sua costruzione: si tratta di un giallo paglierino molto tenue. Con quegli stessi colori è stata ridipinta ultimamente la chiesa, eliminando così tutti i falsi marmi e le altre decorazioni che, realizzate pochi decenni fa, avevano di molto appesantito l’ambiente.

Le pareti della navata sono ad arcate, quattro per ogni lato. All’interno di ogni arcata si trova una tela o una statua, ad eccezione della prima arcata di destra e di sinistra, nelle quali si trovano le porte che conducono alla cappella di S. Michele e alla sacrestia.

Le tele sono di notevole valore artistico e quelle più antiche appartenevano già all’antica chiesa, poi crollata. Quelle conservate nella chiesa madre sono quattro e raffigurano: San Giuseppe morente, Santa Maria delle Grazie, L'Ultima Cena e Santa Maria del monte Carmelo. Quest'ultima tela raffigura la Santa Vergine con ai lati San Biagio, San Sebastiano, Santa Matrona e Santa Lucia, è la più antica e risale agli inizi del Settecento; essa è stata ritrovata durante i recenti lavori di restauro. La tela dell’Ultima Cena porta la firma del pittore napoletano Giacinto Gigante.

L’abside risulta più riccamente decorato con stucchi e affreschi. Sui due basamenti da cui ha inizio l’abside si possono ammirare due medaglioni, uno a sinistra raffigurante San Gennaro ed uno a destra raffigurante Sant'Alfonso; sulle due pareti laterali dell’abside quattro dipinti, anche questi come tutti gli altri, realizzati con tecnica a tempera: a sinistra troviamo la scena dell’Annunciazione di Maria, più in alto, già nella volta, la scena del Discorso della Montagna; a destra la scena dell’Assunzione di Maria, più in alto, già nella volta, la scena dell’Ultima cena.

Al centro della volta dell’abside è ubicato un affresco del 1899; è l’unico, tra quelli presenti nella chiesa, a non essere stato realizzato con tecnica a tempera. Autore dell’affresco è un pittore napoletano, un certo Barbato. L’affresco descrive una scena dell’Apocalisse: al centro vi è l’Agnello pasquale seduto sul libro dei sette sigilli, circondato da due angeli in adorazione e da numerosi vegliardi. Anche questo dipinto è stato ritrovato durante i lavori di restauro del 1997; l’affresco era stato infatti ricoperto, nel 1960 circa, da una tela realizzata da un pittore vitulatino.

Sulla parete frontale dell’abside, attualmente si trova una statua lignea del XVIII raffigurante S. Maria dell’Agnena, titolare della chiesa stessa; fino agli anni sessanta, la statua era ubicata in una nicchia laterale della navata. Infatti originariamente la parete frontale dell’abside fu pensata e realizzata per accogliere, come di fatto avvenne, una grande tela di Gaetano Gigante, padre del più noto Giacinto, datata anno 1800; la tela rappresenta la Vergine dell’Agnena, seduta su di un basamento, avente ai piedi un agnello e ai lati Santo Stefano, patrono di Vitulazio, e San Giovanni Battista. Attualmente la tela si trova in sacrestia.

Sempre in sacrestia si possono ammirare altre statue lignee molto antiche come: Sant'Anna con Maria Bambina, Santa Lucia e l’Ecce Homo.

Infine nell'attigua Cappella di S. Michele si possono ammirare una piccola tela raffigurante l’Arcangelo Michele e due statue lignee raffiguranti una L'Arcangelo S. Michele che vince Lucifero e l’altra l’Arcangelo Raffaele.

Alle spalle della chiesa madre si trova l'omonimo centro parrocchiale, moderno ed attrezzato, al centro del quale è ubicata dall'anno 2000 l'enorme croce alta 33 m, realizzata in ferro e cemento armato. Tale opera ciclopica, di dubbio gusto estetico ed estranea al contesto storico-architettonico del luogo, fu voluta dal allora parroco Pietro Lagnese per ricordare il Giubileo del 2000; la sua altezza (33 metri) simboleggia gli anni di Gesù.

Piazza Riccardo II[modifica | modifica sorgente]

La piazza principale si chiama Riccardo II, ribattezzata localmente Cavajuolo, in quanto si sviluppa su di un'area in cui sono presenti numerose cave sotterranee, adibite nei secoli passati all'estrazione del tufo.

Piazza Papa Giovanni XXIII[modifica | modifica sorgente]

Nella piazza Giovanni XXIII, anche nota come Piazza Padre Pio, è presente una statua in bronzo non di Papa Giovanni XXIII, come il toponimo farebbe giustamente supporre, bensì di Padre Pio.

Piazza Vitulatini nel Mondo[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una spiazzo realizzato verso la fine degli anni novanta, intitolato ai Vitulatini nel Mondo. Grazie alla sua capienza viene adibito al mercato settimanale (il venerdì), concerti musicali, sagre e altre manifestazioni popolari e tradizionali.

Palazzo dei conti Capece Galeota[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un palazzo dalle enormi dimensioni a pianta rettangolare realizzato nei primi anni del XIX secolo. Il palazzo, presenta i caratteri propri della casa padronale di una economia contadina, e un tempo era circondato da un ampio parco verde e si trovava alla periferia del paese, in località Tutuni.

Casino di caccia dei Borbone[modifica | modifica sorgente]

La costruzione si sviluppa lungo l'asse del viale alberato del palazzo Capace Galeota, alle prime falde collinari. Realizzato a forma di torre nei primi anni dell'Ottocento dai Borbone di Napoli, era dagli stessi frequentato per le loro evasioni venatorie. Ancora oggi si presenta in buone condizioni.

Villa Rotondo[modifica | modifica sorgente]

Realizzata nei primi anni del Novecento secondo lo stile liberty era circondata da un giardino in stile mediterraneo. Dopo la Seconda guerra mondiale, l'edificio rimase illeso ai bombardamenti americani, ospitò gli uffici municipali fino agli anni cinquanta. Dopo diversi decenni di abbandono la villa e il suo giardino sono stati ristrutturati.

Persone legate a Vitulazio[modifica | modifica sorgente]

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

La festa patronale è dedicata a S. Maria dell'Agnena, e si svolge a partire dal giovedì in Albis, per poi culminare nella solenne processione di lunga durata della domenica in Albis, dove la sacra effigie della Madonna viene adagiata su di un grande carro e accompagnata da 50 carristi per le strade del paese, dove peraltro vengono allestiti numerosi fuochi pirotecnici. La festa termina la domenica successiva con una maratona di dieci spettacoli pirotecnici e il tradizionale concertino

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Stemma e gonfalone del Comune[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma comunale è costituito da uno scudo a forma rettangolare con tre lati in linea retta e il quarto, quello inferiore, terminante a punta a mo' di parentesi graffa. Al suo interno è raffigurato su uno sfondo bianco un pino, retto simbolicamente dalle zampe anteriori e una posteriore da due tori rampanti; l'altra zampa posteriore poggia su di un piano di colore azzurro. Ai lati dello scudo sono disegnate un ramo di alloro e uno di quercia, entrambi aventi bacche d'oro, e intrecciati alla base con un nastro rosso.

Il gonfalone è formato da un drappo diviso in due bande verticali, rispettivamente di colore verde chiaro e bianco; al centro è posizionato lo stemma sopra descritto sormontato da una corona con nove merli di colore argento e abbracciato da un fregio frondiforme argentato intrecciato alla base. Sulla parte alta è incisa la scritta "Comune di Vitulazio".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ fonte Istat - Popolazione residente al 1 gennaio 2013.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Notizie e pregi varie intorno S.Maria dell'Agnena vulgo Agnena patrona di Vitulaccio e titolare della chiesa parrocchiale del medesimo comune - Tipografia A. Saccone, Caserta 1876.
  • Armando G. B. Scialdone Vitulazio - Historiae et nugae (Le Storie e le Fole) - Pezzulo Editore, Vitulazio 1998.

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