Gioia Sannitica

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Gioia Sannitica
comune
Gioia Sannitica – Stemma
Gioia Centro
Gioia Centro
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Michelangelo Fiondella
Territorio
Coordinate 41°18′00″N 14°27′00″E / 41.3°N 14.45°E41.3; 14.45 (Gioia Sannitica)Coordinate: 41°18′00″N 14°27′00″E / 41.3°N 14.45°E41.3; 14.45 (Gioia Sannitica)
Altitudine 275 m s.l.m.
Superficie 54,42 km²
Abitanti 3 636[1] (31-01-2013)
Densità 66,81 ab./km²
Frazioni Auduni, Calvisi, Carattano, Caselle, Criscia, Curti e località Madonna del Bagno
Comuni confinanti Alife, Alvignano, Cusano Mutri (BN), Faicchio (BN), Ruviano, San Potito Sannitico
Altre informazioni
Cod. postale 81010
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061041
Cod. catastale E039
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti gioiesi
Patrono san Michele.
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gioia Sannitica
Posizione del comune di Gioia Sannitica nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Gioia Sannitica nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Gioia Sannitica è un comune italiano di 3.636 abitanti della provincia di Caserta in Campania, caratterizzato dalla suddivisione in più borghi sparsi. Infatti, oltre all'agglomerato di Gioia Centro, vi sono le frazioni di: Caselle, Curti, Criscia, Calvisi, Carattano, Auduni, Madonna del Bagno.[2]

Gran parte del territorio comunale è compreso nella diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti mentre le frazioni Calvisi e Carattano sono incluse nella circoscrizione ecclesiastica di Alife-Caiazzo.[3]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Gioia Sannitica è sormontata dal Monte Monaco di Gioia (alto 1337 metri) e dal Monte Erbano (alto 1385 metri), entrambi facenti parte della catena montuosa del Matese. Il paese è situato sul confine tra le province di Benevento e Caserta, anticamente sul limite tra i distretti delle città sannitiche e poi romani di Allifae e Telesia. Il territorio comunale è attraversato dal principale torrente, da nord verso sud, Adventus dove sfocia nel principale fiume dell'Italia meridionale, il Volturno, al quale anch'esso attraversa il territorio nella parte meridionale. In passato era chiamata Terra Jani, la terra del dio Giano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una leggenda l'origine di Gioia sarebbe legata a un tempio eretto in queste zone in onore del dio Giano ai tempi delle guerre sannitiche.[4] Tale narrazione, priva di riscontri documentali e archeologici, è però riprodotta nello stemma comunale dove, fra una quercia e un cipresso, è presente un'ara (altare) avente nella parte inferiore le iniziali "A" e "J", interpretate come "Ara Jani" (Altare di Giano).[5]

Gioia viene citata per la prima volta nel Catalogus Baronum del XII secolo. In origine Gioia non aveva l'attuale estensione: molte frazioni erano dei feudi a parte, come quello di Carattano che dipendeva dall'Abbazia benedettina del Santissimo Salvatore. Gioia Centro, invece, nel 1532 fu donata dall'imperatore e re di Napoli Carlo V d'Asburgo al nobile cavaliere spagnolo Ugo Villalumo, distintosi nella battaglia di Pavia (1525). Questi dopo pochi anni lo vendette a Gabriele Barone, presidente della Regia Camera della Sommaria (l'allora Corte dei Conti), che chiese ed ottenne assieme all'universitas un decreto vicereale per lo svolgimento di un mercato settimanale di mercoledì. I gioiesi godevano di propri statuti civici e si riunivano in assemblea nella chiesa di San Felice.[6]

Nel XVII secolo Gioia passò ai Gaetani di Piedimonte che la tennero fino alla eversione della feudalità. Al 1810 risale infatti la decisione della Commissione feudale che sciolse i diritti feudali e consentì a chiunque di aprire molini, diritto che precedentemente era riservato esclusivamente al feudatario. Durante il XIX secolo il territorio comunale subì varie acquisizioni e arrivò alle dimensioni attuali.[7]

Al 1857 risale l'edificazione della strada Piedimonte Matese-Telese Terme, costruita su precedenti strade campestri. La strada ha favorito lo sviluppo della contrada Taverna (o "quartiere nuovo") nella quale nel 1879 è stata trasferita la sede municipale. Nel 1862 con decreto reale al nome ufficiale fu aggiunto il predicato di Sannitica per distinguerla dagli altri centri omonimi sparsi per l'Italia.[8]

Nel 1945 passò dalla provincia di Benevento a quella di Caserta[9].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Particolare importanza nel comune ha il culto di San Michele Arcangelo che originariamente era venerato nella grotta a lui intitolata, presso la frazione Curti, a 450 metri di altitudine. Secondo la tradizione l'Arcangelo, ai tempi di papa Gelasio I (492-496) vi apparve ai fedeli. Questo antico luogo di culto conserva ancora tracce di affreschi ed è raggiungibile dopo una decina di minuti di cammino da Curti. A Gioia Centro, e più precisamente nella chiesa Madre di San Felice (1525, rimaneggiata successivamente)[10], è conservata la statua lignea che viene portata in processione nel mese di settembre. Poco distante è la chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo, dotata di una bella pala d'altare raffigurante i due Santi con la Madonna e il Bambino. Quest'ultima ha perso il titolo di parrocchia nel 1758.[11] Molto piccola è la chiesa di San Rocco, nella quale è custodita una scultura venerata il 16 agosto.[12]

In località Madonna del Bagno c'è l'omonimo santuario risalente al XVIII secolo. La leggenda narra che nelle sue vicinanze, da un pozzo ancora oggi esistente, sgorgava acqua miracolosa. Scavandovi alcuni uomini trovarono una effigie della Madonna e decisero di edificare il santuario.[13]

A Calvisi è situata la chiesa parrocchiale di Santa Maria del Carmine, edificata sul finire del 1500 da Alfonso Troiano.[14] Dal 1967 è stata dichiarata "santuario diocesano" perché in essa sono conservate le reliquie di San Liberato, medico e martire della Chiesa Cattolica.[15]

La chiesa di Auduni è dedicata a Sant'Antonio da Padova; conserva alcuni affreschi raffiguranti scene bibliche ed evangeliche, e una bella statua della Madonna Addolorata. Originariamente il luogo sacro era dedicato a San Vincenzo e solo sul finire del 1600 ha assunto l'attuale denominazione.[16]

Carattano possiede la chiesa della Madonna della Libera, piccola architettura religiosa avente nella volta degli affreschi ottocenteschi. Vi è anche una chiesa moderna inaugurata nel 1989 e dedicata alla Madonna degli Angeli.[17]

A Criscia c'è la chiesa della Santissima Trinità, dall'aspetto molto semplice. Il vescovo di Cerreto Sannita Giovanni Battista de Bellis nel 1685 scrisse che era stata fondata alcuni anni prima grazie alla devozione e all'impegno degli abitanti del borgo.[18]

Caselle è servita dalla chiesa del Santissimo Salvatore che custodisce una bella statua della Madonna delle Grazie, venerata nella quarta domenica del mese di luglio per ricordare la liberazione dall'occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale.[19]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Gioia Sannitica.

Presso la frazione Caselle si possono ammirare i cospicui resti del castello medievale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]

Persone legate a Gioia Sannitica[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La principale attività produttiva è l'agricoltura, in particolare la produzione di olio e di vino.

Nel territorio comunale è in funzione una centrale idroelettrica.[21]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La città ha sola una squadra di calcio che, nell'anno 2012-2013 ha militato in terza categoria, la Virtus Gioiese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2013.
  2. ^ Guida, p. 14.
  3. ^ Guida, p. 14.
  4. ^ Viaggio tra le meraviglie della Campania, Angelo Sacco Editore, Polla, 2005, p. 464.
  5. ^ Marrocco, p. 70.
  6. ^ Marrocco, p. 70.
  7. ^ Guida, p. 13.
  8. ^ Marrocco, p. 71.
  9. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 11 giugno 1945, n. 373, articolo 1, in materia di "Ricostruzione della provincia di Caserta."
  10. ^ Marrocco, p. 71.
  11. ^ Pescitelli, p. 211.
  12. ^ Guida, p. 17.
  13. ^ Guida, p. 35.
  14. ^ Pescitelli, p. 214.
  15. ^ Guida, p. 63.
  16. ^ Pescitelli, p. 216.
  17. ^ Guida, p. 32.
  18. ^ Pescitelli, p. 216.
  19. ^ Guida, p. 22.
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Guida d'Italia; Campania, Touring Editore, 1981, p. 276.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dante B. Marrocco, Guida del Medio Volturno, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1986.
  • Renato Pescitelli, Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione e di assistenza nel XVI e XVII secolo, Auxiliatrix, 1977.
  • Autori Vari, Guida di Gioia Sannitica: arte, folklore, natura, Piedimonte Matese, Tipografica del Matese, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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