Cusano Mutri

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Cusano Mutri
comune
Cusano Mutri – Stemma
Vista del centro storico da est
Vista del centro storico da est
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
Sindaco Giuseppe M. Maturo (lista civica Uniti per Cusano) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 41°20′20″N 14°30′31″E / 41.338889°N 14.508611°E41.338889; 14.508611 (Cusano Mutri)Coordinate: 41°20′20″N 14°30′31″E / 41.338889°N 14.508611°E41.338889; 14.508611 (Cusano Mutri)
Altitudine 475 m s.l.m.
Superficie 58,86 km²
Abitanti 4 226[1] (31-12-2010)
Densità 71,8 ab./km²
Frazioni Bocca della Selva, Civitella Licinio
Comuni confinanti Cerreto Sannita, Faicchio, Gioia Sannitica (CE), Guardiaregia (CB), Piedimonte Matese (CE), Pietraroja, San Lorenzello, San Potito Sannitico (CE)
Altre informazioni
Cod. postale 82033
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062026
Cod. catastale D230
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti cusanesi
Patrono san Nicola di Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cusano Mutri
Posizione del comune di Cusano Mutri nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Cusano Mutri nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Cusano Mutri è un comune italiano di 4.236 abitanti della provincia di Benevento in Campania. Fa parte del Parco regionale del Matese e della Comunità Montana del Titerno.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Ubicato sul versante sud del Matese, inglobato nell'antico Sannio Pentro, oggi al confine tra Campania e Molise. Dista 20 km dall'antica città romana di Telesia sul versante sud-ovest, in Campania, e a 30 km dall'altra città romana Altilia (Saepinum), in Molise, sul versante nord-est.

Il suo territorio si estende per circa 60 km², con altimetria minima di 257 m alla gola di Lavella - e massima di 1823 m al Monte Mutria al confine con il Molise.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Porta di mezzo che divideva il paese medievale dall'espansione quattrocentesca.

Secondo gli storici Cusano Mutri è la sannita Cossa, onde Cosano, distrutta dai Romani unitamente a Telesia.

Il nome, che significherebbe coppa, ne indicherebbe anche la configurazione topografica da cui deriverebbe il primitivo simbolo ideografico "Q" che rappresentava la cerchia dei monti con la gola di Lavello, unico sbocco. Notizie certe affiorano solo nel 490 d.C., quando Papa Felice III inviò un presbitero per officiare nella cappella del castrum (castello).

Agli inizi dell'VIII secolo vi si insediarono alcuni benedettini voltumesi stanziatisi nella chiesa di Santa Maria del Castagneto mentre nelle campagne sorsero più di una dozzina di nuclei abitati, contrassegnati da edifici di culto. Il comprensorio, sicuro perché facilmente difendibile, rappresentava un rifugio per le popolazioni limitrofe angustiate dalle incursioni saracene.

Il punto di svolta si verificò con la monarchia normanna che dette inizio ad una fase di inurbamento che toccò il suo culmine nel secoli XV e XVI. Si ebbe l'espansione dell'abitato, come tuttora si conserva, essendo scampato al devastante terremoto del 5 giugno 1688 che distrusse quasi tutti i paesi del circondario.

Concesso in feudo alla famiglia Sanframondo, che lo detenne fino alla metà del 1400, Cusano successivamente, in un secolo, passò per le mani di molteplici feudatari (De Vera, De Clavellis, Gaetano, Colonna, Carafa, del Tufo, Origlia, Monsolino, Barrionovo, Leone), dimostrando lo spirito libertario della popolazione che, sotto i Barrionovo (1605 - 1710), raggiunse un buon livello di benessere.

L'economia locale si basava soprattutto sulla pastorizia e sull'industria della lana. La decadenza iniziò nella seconda metà dei settecento quando, tra l'altro, la privatizzazione della dogana di Foggia mise in crisi il sistema della transumanza. Malgrado ciò Cusano non ebbe un declino rapido ma, nonostante la tenacia dei suoi abitanti, la decadenza fu inarrestabile.

Le attività economiche legate alla pastorizia durarono per tutto l'Ottocento e l'andamento demografico non conobbe decrementi verticali. Il fenomeno migratorio iniziato dopo l'Unità d'Italia è ancora oggi perdurante.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

I ruderi del Castello verso piazza Lago.

Centro storico[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico di Cusano Mutri, tipicamente medievale, conserva ancora tutto il suo fascino originario caratterizzato dalle strette stradine, dai portici e dalle case con portali e finestre in pietra lavorata. La porta di mezzo, costituita da un semplice un architrave in pietra, si erge sulla scalinata di via vicinato lungo ed un tempo divideva il paese medievale dalla parte dell'abitato di espansione quattrocentesca.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Cusano Mutri.

In piazza Lago sono ancora visibili i ruderi del castello, distrutto da un'insurrezione popolare nel XVIII secolo. Poco distante è il palazzo Santagata, convento degli agostiniani sino al 1997 ed oggi adibito ad altra sede comunale.

Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo[modifica | modifica sorgente]

Chiesa degli Apostoli Pietro e Paolo
Chiesa di San Nicola
Chiesa di San Giovanni Battista

È la più antica chiesa di Cusano Mutri. Sorge sulla spianata vicina al luogo dove era sito il castello e di cui si oggi si vedono alcuni ruderi, nella zona più alta del paese (Terra Alta), in ubicazione soprastante alla prima chiesa dedicata a San Pietro all'Elce nel 490. L'attuale edificio fu costruito nel 550 ma subì successive ricostruzioni e venne riconsacrata l'ultima volta nel 1626. La facciata si presenta in forma irregolare. Non mostra nell'insieme alcun motivo architettonico o fregio artistico di rilievo.

La chiesa ha tre navate con tre portali in pietra e sulla porta di quello centrale vi è infisso un bel picchiotto di bronzo. Dietro l'altare maggiore una pala barocca che mostra in alto l'Eterno Padre e l'Epifania. Sotto la Sacra Famiglia contornata da Angeli. Ai lati due re Magi a cavallo. In una nicchia al centro è il busto di Santa Chiara in omaggio di colei che donò l'opera alla chiesa, marchesa Chiara Origlia. Nelle due nicchie laterali vi è a destra San Paolo e a sinistra San Pietro, in grandezza naturale. In altri dieci nicchie, cinque per lato, sono i busti degli altri apostoli. Il lavoro fu compiuto da mastro Domenico de Luca nel 1661.

Il campanile, quadrangolare, con archi a sesto tondo e cupolotto terminale fu ricostruito nel 1647. La campana maggiore che porta nome Vittoria reca incisi i nomi degli artefici Gerardo e Luigi Mita da Vignola che la fusero nello spiazzo antistante il castello nel 1786. la leggenda vuole che durante la fusione ricche donne cusanesi abbiano versato nel crogiuolo monili di oro per unirli al sacro bronzo.

Chiesa di San Nicola[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Nicola, ubicata al centro dell'attuale nucleo storico di Cusano, all'epoca della sua fondazione (700 d.C.) era “extra moenia”, sita davanti alla “Porta di mezzo”. Fu elevata a parrocchia dopo l'anno 1100, con l'annessione della chiesetta di S. Antonino e del dismesso monastero di S. Maria del Castagneto.

Nel 1757 ebbe corpo la volontà di innalzare S. Nicola a “Patrono della Terra di Cusano”, confermata nel 1760, quando detta parrocchia fu annessa all'arcipretale San Giovanni Battista, per la riduzione del numero degli abitanti nel suo territorio.

Risalente al XII secolo è stata Chiesa rettoriale dell'Università di Cusano. Ha tre navate, una torre campanaria e, all’interno, un'acquasantiera di pietra del Seicento. Conserva una statua della Vergine del Rosario del 1689 e nella sacrestia vi è una bella fontana in pietra.

Per la sua baricentricità nell'abitato di Cusano e per porre fine alle ultracentenarie controversie tra le parrocchie dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, zona alta (n'chèpë a Terra) e di S. Giovanni Battista, zona bassa (vascia a Terra), divenne “chiesa municipale”. È stata chiusa al culto per lavori di restauro dal 1984 al 2011 in seguito alle lesioni provocate dal terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980. Il 22 dicembre 2011 è stata riaperta ai fedeli. Resta ancora in attesa di lavori di restauro la Chiesa Inferiore dedicata a San Domenico.

Chiesa di San Giovanni Battista[modifica | modifica sorgente]

È situata nella piazzetta omonima della Terra Bassa con una facciata richiamante lo stile romanico. È la più ampia delle chiese di Cusano. Ha cinque navate e una torre campanaria.

Il suo ingresso si fregiava di un portale in pietra egregiamente scolpito dall'artista Ferrante da Cerreto Sannita. È opera del 1537 e fu ordinata dall'arciprete Domenico Petrucci. Successivamente il portale fu posto sulla nicchia del battistero che è alla destra di chi entra. Il fonte battesimale è sempre del tipo arcaico e reca scolpiti l'Agnello ed il ferro di cavallo. Porta la data del 1444. L'interno è a tipo basilicale con imponenti colonne di pietra. In questa chiesa si conserva un prezioso reliquiario d'argento cesellato racchiuso in una custodia di cuoio rabescato, opera del Trecento, che racchiude una Spina della Corona posta sul capo di Gesù.

Nella piazzetta a sinistra della chiesa si erge una bella torre campanaria di forma quadrangolare eretta con pietre di spolio.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Rocco: sita nel borgo omonimo, costruita a volta con un unico altare. La fondazione del manufatto risalirebbe fra le cappelle sorte prima del Mille, cosa possibile, ma è da aggiungere, dedicata certamente ad altro santo, cosa usuale in passato, giacché San Rocco visse in Francia dal 1350 al 1379. La sagrestia si trova in fondo a sinistra, lato di collocamento anche di una piccola statua del Santo titolare. Sul semplice altare marmoreo dell’inizio del Novecento, con pavimento di piastrelle cerretesi del 1756, troneggia un quadro dell’Immacolata Concezione con San Rocco eseguito nel 1855.
  • Chiesa di San Vito: una delle cappelle rurali fondate fra l'800 e il 950 dai Benedettini di San Vincenzo al Volturno. Dopo il 1100, con l'avvento dei normanni e l'arroccamento della popolazione verso il centro abitato per motivi di sicurezza, i nuclei abitativi del contado decaddero. Il borgo di San Vito, grazie alla rilevanza strategica del suo sito, dopo un primo abbandono, rifiorì e nel 1700 raggiunse un alto splendore. Il papa Clemente XII, nel 1733, concesse l'indulgenza plenaria per il giorno di San Vito, anche ai visitatori di qualsiasi tempo. Ugualmente fece papa Pio VI nel 1786.
Interno della chiesa della Madonna delle Grazie
  • Chiesa della Madonna delle Grazie: sulla facciata principale nelle due nicchie speculari sono collocati dei pannelli di maioliche cerretesi raffiguranti uno Santa Maria delle Grazie con San Pasquale e Sant'Antonio, mentre l'altro l'Immacolata con San Rocco e San Giacomo. Qui si ritirò, vi morì ed è seppellito Giuseppe Vitelli (1818-1878), per i cusanesi “Zi monachë Santë”, in religione Fra Carlo, tenuto in odore di santità.
  • Chiesa di Santa Croce al Monte Calvario: Il 5 giugno del 1688, anno in cui il Sannio fu vittima di un catastrofico terremoto, con la distruzione dei paesi limitrofi, Cusano subì solo lievi danni e per ringraziamento furono edificate due cappelle: S. Maria della Pietà attualmente sconsacrata e quella della S. Croce utilizzando le pietre e l'area del fortino Castelluccio, ribattezzando poi l'altura principale Monte Calvario. La chiesa è a croce latina ad una sola navata, con volta a botte. Nel 1805, tra la fine di luglio e i primi di agosto ripetute scosse sismiche indussero i cusanesi, penitenti, a recarsi al Calvario con la Spina Santa, reliquia ritenuta della corona di Cristo. Questa miracolosamente divenne bianca (il prodigio è documentato con atto notarile) e il moto tellurico smise. Ancora oggi il 3 agosto, di buon mattino, si svolge tale processione con partecipanti scalzi.
  • Chiesa di Santa Maria del Castagneto: questa antica chiesa è tra le più interessanti della diocesi per fondazione e storia. Fu Teoderata, moglie del duca di Benevento Romoaldo I, da poco convertitasi al Cristianesimo per opera del Vescovo San Barbato, che qui diede vita a un cenobio femminile, alla fine del secolo VII, sui resti di un tempio italico. Fondazione dovuta al ritrovamento di una icona nel tronco cavo di un castagno. Il figlio Gisulfo I, nel 703, la donò al nascente complesso benedettino maschile di San Vincenzo al Volturno. Il monastero intorno all'anno 861 subì un'usurpazione, tanto che per sedare le controversie nell'agosto dell'897, intervenne l'imperatrice Ageltrude, venuta da Spoleto. Le ingerenze continuarono e le sudditanze ai Volturnesi furono confermate da papa Stefano VII e dopo di lui dai successori Marino II, Ottone II, Gregorio V; come pure gli imperatori: Enrico II e Corrado II. I benedettini stanziatisi, tra l'800 e il 1100, fondarono più di una dozzina di chiesette sparse in tutta la vallata; di molte solo la toponomastica ne conserva il ricordo. Con l'avvento del nuovo millennio anche i papi Leone IX nel 1053 e Nicola II nel 1059 dovettero intervenire per S. Maria del Castagneto. L'avanzare dei Normanni e la decadenza della casa madre volturnese, mutarono gli scenari politici. Per insicurezza le campagne si spopolarono ma il borgo di S. Maria, anche se provato, sopravvisse; ugualmente la chiesa anche se il primitivo impianto basilicale fu ridotto da tre a due navate. La corte papale nel 1342, da Avignone dove risiedeva Clemente VI, intervenne con ampie indulgenze, ma la decadenza fu inarrestabile. Nel 1868, col Regno d'Italia, alla chiesa furono espropriati i residui cespiti.
  • Chiesa di San Giuseppe: fu realizzata per volere e a spese del benestante Paolantonio Petrillo e di suo figlio il sacerdote don Nicolò. La posa della prima pietra risale al 1º maggio del 1746, in prossimità della festa dei SS. Apostoli Filippo e Giacomo.
Particolare dell'Infiorata cusanese.
  • Chiesa di Santa Maria della Pietà: conosciuta semplicemente col nome di “Pietà”, è una chiesetta sconsacrata, da circa mezzo secolo, e già funzionante nel 1689 sita nel borgo del "Colle della Croce”. L’interno è inusuale per l’architettura sacra cusanese; la parte posteriore è più larga che lunga. La cupola è a pianta ellittica. La campana, datata 1786, è ora nella biblioteca comunale. La statua della Madonna del Latte, di questa cappella, si custodisce nella chiesa parrocchiale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

A Cusano Mutri si svolgono numerose iniziative nel corso dell'anno che richiamano migliaia di visitatori. La più importante è la Sagra dei funghi, che si tiene fra settembre ed ottobre. Molto suggestiva è l'Infiorata del Corpus Domini che si tiene durante tale ricorrenza religiosa: le strade vengono ricoperte da "tappeti" dove i volontari eseguono veri e propri capolavori utilizzando fiori di tutti i tipi ed aiutandosi anche con alcune polveri. Tra luglio e agosto viene proposto il Cusano Talk Festival evento culturale estivo che comprende manifestazioni di musica, cinema, letteratura ed altre arti, alle quali prendono parte artisti di fama internazionale.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Del Comune di Cusano Mutri fanno parte due frazioni:

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Cusano Mutri.

Gli uffici comunali hanno sede nel Palazzo del Municipio.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Campo da Tennis comunale
  • Piscina comunale
  • Campo polivalente
  • Palestra scuola media
  • Villa comunale dedicata in parte ad un mini percorso su liane
  • Palazzetto dello sport
  • Stadio comunale
  • Palestra scuola elementare della frazione Civitella
  • Campo sportivo comunale in località Battitelle dedicato a sport con cavalli

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Cipolletta, Cusano Mutri nella sua storia e nelle sue bellezze, ms. del 1954 a cura di V. A. Maturo, 2006.
  • Cusano Mutri gli slarghi del borgo... le chiese a cura di V. A. Maturo.
  • “CHIESA TELESINA Luoghi di culto di educazione di assistenza nel XVI e XVII secolo” di Renato Pescitelli, Auxiliatrix, Benevento 1976.
  • Cusano Mutri, le chiesette di sola memoria storica, in “Servire Insieme”, p. della Curia Vescovile di Cerreto S., Telese-S. Agata d’ G., n. 3, a. 2004.
  • “U Cusanærë”. Un po’ di: grammatica, lessico, canti, detti, indovinelli, preghiere, inciarmamenti, gastronomia, agnomi di Cusano Mutri, di Vito Antonio Maturo, Cusano M. (Bn) 1994.
  • “A i tempë mië”. Usanze e cartoline di un tempo di Cusano Mutri, di Vito Antonio Maturo, Cusano M. (Bn) 1996.
  • La Parabola del Clero Regolare a Cusano Mutri: Il secolo delle Pallottine; il cinquantennio degli Agostiniani, di Vito Antonio Maturo, Cusano M. (Bn) 1997.
  • Cusano Mutri (Benevento) di Emma Giardina Cassella, IV ed., Roma 1984

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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