Tocco Caudio

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Tocco Caudio
comune
Tocco Caudio – Stemma
Il centro storico abbandonato dopo il terremoto del 1980
Il centro storico abbandonato dopo il terremoto del 1980
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
Sindaco Antimo Papa (centrodestra) dal 05/04/2005 (riconfermato il 30/03/2010)
Territorio
Coordinate 41°08′00″N 14°38′00″E / 41.133333°N 14.633333°E41.133333; 14.633333 (Tocco Caudio)Coordinate: 41°08′00″N 14°38′00″E / 41.133333°N 14.633333°E41.133333; 14.633333 (Tocco Caudio)
Altitudine 500 m s.l.m.
Superficie 27,49 km²
Abitanti 1 570[1] (31-12-2010)
Densità 57,11 ab./km²
Frazioni Acquasanta, Arco Marucci, Aspro, Baracca, Capitino, Cesche, Chiano, Ciesco Coppole, Cornito, Folletta, Friuni, La Pietra, La Riola, Le Martine, Lotola, Maione Lunario, Maione Stingio, Monticella, Pantaniello, Paodone, Pisciariello, Pretola, Ripoli, San Biagio, San Cosimo, San Gaudenzio, San Martino, Serra, Serratola, Sperara, Tasignano, Tocco Vecchio, Vigna, Vignali, Vocito
Comuni confinanti Bonea, Bucciano, Campoli del Monte Taburno, Cautano, Frasso Telesino, Moiano, Montesarchio, Sant'Agata de' Goti
Altre informazioni
Cod. postale 82030
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062075
Cod. catastale L185
Targa BN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti tocchesi
Patrono SS. Cosma e Damiano
Giorno festivo 27 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tocco Caudio
Posizione del comune di Tocco Caudio nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Tocco Caudio nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Tocco Caudio è un comune italiano di 1.562 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Dista dal capoluogo di provincia 20 km.

Il comune di Tocco Caudio ha un'estensione di km² 27,16 ed è situato sul versante orientale del Monte Taburno.

Fa parte della Regione Agraria n. 3, Monti del Taburno e Camposauro.

Ha una superficie agricola utilizzata in ettari (ha) di 689,3[2].

Il territorio è prevalentemente montuoso e si caratterizza per la sua natura incontaminata.

Clima: mite, che si ha in estate, e le numerose aziende agrituristiche, presenti nella zona, ne fanno una delle mete turistiche del Sannio.

La popolazione non è molto numerosa; lo scarso sviluppo economico, causato anche dai terremoti del 1962, del 1980 e del 1981, che hanno colpito duramente il paese, ha contribuito a far registrare, negli ultimi lustri, un decremento del numero di abitanti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Varie sono state le ricerche effettuate per stabilire le origini dell'abitato di Tocco Caudio.

L’attuale centro storico, comunemente definito “Tocco Vecchio”, presenta una conformazione urbanistica di impianto longobardo, ma secondo alcuni studiosi risalirebbe, addirittura, ad epoca sannita.

In alcuni scritti di Plutarco si legge che Tocco fu, addirittura, la "metropoli" dei Sanniti e, secondo Strabone, Solino e Giovio, era il luogo dove questi solevano riunirsi per i consigli di guerra.

Fu sede vescovile suffraganea dell'arcidiocesi di Benevento fino all'XI secolo.

Nel 1138 fu assediata e conquistata dal re normanno Ruggero.

Nel 1220 divenne feudo di una famiglia che prese, da Tocco, il nome.

Nel corso dei secoli, il paese è stato colpito da numerosi terremoti di considerevole entità. Nel 1456, l'antica città fu distrutta da un sisma; rasa al suolo, fu ricostruita e passò in feudo ad altre famiglie. A causa di tale evento nefasto, perse prestigio, tanto da divenire un umile casale, a cui venne attribuito il nome di Tocco di Vitulano. Nei secoli seguenti, il paese fu gestito prima dai baroni Della Ratta di Caserta e, poi, dal marchese di Montecassino. In seguito alla riorganizzazione politica ed amministrativa del territorio, avuta con l'unità d'Italia (1861), a Tocco fu aggiunto, nel 1864, l'appellativo di Caudio, in modo da distinguersi da Tocco da Casauria, in provincia di Pescara. In epoca fascista, assunse di nuovo un ruolo di prestigio, grazie a personaggi come Giuseppe Sala, podestà del paese, e Amedeo Marcarelli, referente provinciale del partito fascista. La fama del paese era dovuta anche alla cospicua presenza di signorotti locali, che vivevano di rendita grazie ai canoni agricoli.

Con il terremoto del 1962, lo sviluppo dell'economia del paese subì, di nuovo, un duro colpo.

Grazie a dei fondi acquisiti dopo il sisma, molti decisero di costruire delle nuove abitazioni, lontane dall'attuale centro storico, pur non abbandonando quest'ultimo. Numerose furono, inoltre, le persone che decisero di emigrare; dal 1961 al 1971 il numero di abitanti passò da 2.091 a 1.769. Un primo vero spopolamento di "Tocco Vecchio", si ebbe con il terremoto del 23 novembre 1980, a seguito del quale molte famiglie si trasferirono, per la maggior parte, in località Friuni e Piano, dove furono spostati i servizi. Il definitivo abbandono del centro storico fu sancito dal terremoto del 14 febbraio 1981, che contribuì definitivamente a creare quel fenomeno di dispersione sociale, che caratterizza oggi Tocco, causato dal dislocamento delle famiglie.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro storico
  • Capitello corinzio appartenente, probabilmente, all'antica cattedrale di San Pietro, che esisteva a Tocco nel Medioevo
  • Stemma dell'Università di Tocco, risalente al 1618, scolpito sulla pietra; la figura, che rappresenta un leone rampante, è oggi lo stemma del comune
  • Resti di muraglie di un antico castello
  • Pietra scolpita, raffigurante un bucranio (testa di vitello), risalente a tarda epoca romana

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Vincenzo Martire
  • Cappella del SS. Corpo di Cristo
  • Santuario dei SS.Cosma e Damiano
  • Chiesa di S. Michele Arcangelo

Natura[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco Regionale del Taburno Camposauro
  • Pietra di Tocco: gigantesco masso di pietra calcarea sfruttato, in epoca antica, per realizzare avvistamenti

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le principali attività economiche sono l’agricoltura e l’allevamento.

Prima del sisma del 1962, il fulcro del paese era l’attuale centro storico, completamente abbandonato dopo il movimento tellurico del 23 novembre 1980.

Oggi l’abitato non presenta un vero centro ma è costituito, fondamentalmente, da tre nuclei: La Riola, Piano e Friuni. In queste ultime due località sono concentrate la maggior parte dei servizi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana del Taburno.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Estate Tocchese, dal 1 al 14 agosto

Feste religiose[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Tocco Claudio[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo di Tocco, giurista, visse tra la fine del secolo XII e la prima metà del secolo XIII, consigliere di Guglielmo I e II Norm.
  • Fra Guglielmo da Tocco, teologo, visse nel secolo XIII
  • Guglielmo di Tocco, nobile, discendente della famiglia dei Tocco, visse nel secolo XIII
  • D. Donato da Tocco, abate, visse nel secolo XV
  • D. Pio Milone (23 aprile 1625 – 15 maggio 1628), abate, fu uno dei tre abati generali che governarono per un decennio il Monastero di Montevergine
  • Nicola Sala (Tocco Caudio, 7 aprile 1713Napoli, 31 agosto 1801), compositore ed insegnante
  • Giuseppe Marcarelli (Tocco Caudio, 1883Napoli, 1967), scrittore
  • Amedeo Marcarelli (Tocco Caudio, 18961971), poeta
  • Gitano (Tocco Caudio, 1961), cantante

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ (aggiornata al 2000) (Camera di Commercio di Benevento, dati e cifre, maggio 2007)
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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