Forchia

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Forchia
Forchia - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Campania
Provincia: stemma Benevento
Coordinate: 41°2′0″N 14°32′0″E / 41.03333, 14.53333Coordinate: 41°2′0″N 14°32′0″E / 41.03333, 14.53333
Superficie: 5 km²
Abitanti:
1.116
Densità: 223 ab./km²
Frazioni: S. Alfonso, Cagni, Acquavitale, Signorindico 
Comuni contigui: Airola, Arienzo (CE), Arpaia, Moiano, Roccarainola (NA)
CAP: 82011
Pref. telefonico: 0823
Codice ISTAT: 062032
Codice catasto: D693 
Nome abitanti: Forchianti 
Santo patrono: San Nicola di Mira 
Giorno festivo: 6 Dicembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Forchia è un comune di 1.116 abitanti della provincia di Benevento.

Indice

[modifica] Geografia

L’area di Forchia è cartografata nella tavoletta I.G.M. di Montesarchio III SE del foglio N°173 di “Benevento” della carta d’Italia. Confina con i Comuni di : Airola, Arienzo (CE), Arpaia, Moiano, Roccarainola (NA) – Forchia rientra nella parte sud-occidentale di quell’area sub-pianeggiate del Beneventano conosciuta come “Valle Caudina”, delimitata a sud dai monti del Partendo, a nord-ovest dai monti di Durazzano, a nord dal massiccio del Taburno, tutti caratterizzati da versanti acclivi a forme piuttosto aspre. Il Comune è circondato per circa 2/3 da rilievi collinari mentre la restante parte (quella che guarda il versante Casertano) si affaccia verso una immensa zona pianeggiante.

[modifica] Storia

Poche sono le notizie storiche di Forchia che sembrerebbe avere origini antecedenti a quelle dell'impero Romano. Il suo nome deriva probabilmente dal latino forculae che sta per forche, a richiamare la famosa Battaglia delle Forche Caudine quando nel 321 a.C. i sanniti guidati da Gaio Telesino sconfissero due legioni romane e le costrinsero a subire l'umilizione del passaggio sotto il gioco. Nell'anno 849 d.C. fu annesso al principato di Salerno sotto il dominio di Siconolfo.

[modifica] La disputa sulle Forche

Molti dei comuni del Sannio, si contendono l'episodio delle Forche Caudine, tuttavia solo il comune di Forchia è riuscito ad ottenere uno stemma comuinale che riporta la raffigurazione del giogo, sancendo in qualche modo l'attribuzione del luogo del famoso episodio storico come esclusiva proprietà, nonostante il parere contrario di molti storici. Le vicissitudini che hanno condotto all'attribuzione dello stemma comunale sono alquanto bizzarre. Il Comune, forte del nome (Forchia deriverebbe infatti da forculae ovvero forche, giogo dalla traduzione latina) e di alcuni ritrovamenti archeologici (le rovine di un antico monastero di Forchia chiamato S. Maria del Giogo indicherebbero il luogo dove avvenne l'episodio), si è sempre battuto per vedersi attribuire lo stemma. La vicenda che ha portato il comune di Forchia al particolare primato è riportata (in maniera imprecisa) dal giornalista e scrittore Giuseppe Josca in una raccolta di articoli da lui scritti per il Corriere della Sera negli anni sessanta su alcune comunità del sud dell'Italia, "C'era Una Volta il Sud". L'articolo che parla di Forchia intitolato La guerra sannitica con la carta bollata si incentra sulla tenacia (anche se molto sarcasticamente sottolineata dall'autore) dei forchiesi* che capeggiati dall'allora sindaco Alfonso D'Ambrosio, ingaggiarono una vera e propria battaglia non solo con il vicino comune di Arpaia, che contendeva a Forchia l'attribuzione del luogo dell'episodio, ma addirittura con l'Ufficio Araldico della Presidenza Del Consiglio. Infatti venne adottato un timbro che raffigurava ruote, stelle, foglie e altri elementi dello stemma della Repubblica, ne nacque un ulteriore disputa con le autorità competenti, in quando la legge prescrive chiaramente che gli enti periferici non possono usare l'emblema dello stato, e in seguito ai risultati di un'indagine effettuata da studio araldico di Genova, con un decreto governativo del 1954 furono dichiarate fondate le rivendicazioni del comune che da allora pote adottare lo stemma attuale. La blasonatura dello stemma è la seguente:

« D'azzurro a due monti di verde, moventi dai lati dello scudo, declinanti verso il centro; alla forca caudina di tre lance con le punte d'argento e manicate di legno, piantate nella campagna di verde, sotto la quale passa un soldato romano con le mani legate dietro la schiena. »
(Decreto del 14 gennaio 1954.)

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Cognomi più diffusi (i numeri vanno approssimati al secondo decimale). Immagine:Cognomi forchia.jpg

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Margherita Giordano (lista civica Per Forchia) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0823 950316
Posta elettronica: forchia@tin.it

[modifica] Monumenti e chiese

La chiesa di San Nicola di Mira in Forchia è di edificazione relativamente recente. Le prime notizie si hanno infatti intorno al 1654 quando una bolla emanata dal vescovo di S. Agata Mons. Tommaso Campanella sancì la definitiva separazione dall’allora parrocchia della Terra di Arpaia . La chiesa di Forchia infatti fino ad allora era connessa a quella del vicino comune di Arpaia. Lunghe e controverse furono le vicissitudini che portarono al distacco delle due comunità . In quel periodo infatti i due comuni raggiungevano a malapena i 500 abitanti per cui un parroco era più che sufficiente. Tuttavia la lontananza dei due comuni unita all’incuria dei parroci di allora provocava non pochi problemi agli abitanti di Forchia. La stessa bolla emanata il 19 Maggio 1654 riporta: “Ci è stato spesso riferito dagli abitanti del Casale di Forchia della Terra di Arpaia, i quali hanno fatto parte della Parrocchia Arcipretale e Collegiale della medesima Terra di Arpaia, che essi vanno soggetti a molti inconvenienti, e che parecchi di loro a motivo della distanza e delle strade cattive, specialmente nel periodo invernale, muoiono senza sacramenti, e che … all'arciprete riesce molto difficile recarsi al Casale di Forchia per amministrarvi i sacramenti… ritenendo nostro dovere pastorale… di ovviare ai pericoli delle anime e provvedere alle loro necessità, stabiliamo che nella suddetta chiesa di S. Nicola del detto casale di Forchia ci sia un altro Parroco, staccando e dividendo la detta chiesa di S. Nicola col suo territorio del casale di Forchia dalla Chiesa arcipretale della detta Terra di Arpaia...». I parroci di allora cercarono di opporsi allo smembramento delle due comunità religiose evidentemente per motivi di ingerenze economiche dovute alla conseguente penuria dell’offertorio. Fatto sta’ che dopo numerose proteste degli abitanti del luogo, Mons. Campanella decretò come parroco un nativo del detto casale a primo parroco di S. Nicola, tal Don Nicola Venerusi. La chiesa di allora aveva una sola navata, larga circa 12.00 metri per 6.50 ed un unico accesso dalla strada pubblica, l’attuale via Umberto I, sul versante Ovest. Una piccola corte precedeva l’entrata nella chiesa. Alla fine della navata una cupola sovrastava l'altare maggiore in marmo alle cuie spalle una nicchia contenente la statua di San Nicola con il Salvatore precede una piccola tribuna da cui si accede al Campanile. Ai lati opposti delle navate altre 2 nicchie con le statue della Maddalena e della Madonna. Di pregevole fattura il soffitto, in legno e ricoperto in gran parte da vere e proprie opera d'arte. Esse costitevano in almeno tre quadri ottagonali con i dipinti de l'immagine di S. Nicola, l'immagine di S. Maria delle Grazie, l'immagine del SS. Rosario, S. Domenico, S. Caterina da Siena, Santa Lucia. Nel 1847, il Parroco di allora Don Guglielmo Struffolino la ingrandirà con l'aggiunta di altre due navate perpendicolari alla prima, portando a tre il numero complessivo degli altari situati alle estremità delle stesse. Vi aggiunse anche una nuova entrata sul versante Sud. Purtroppo a causa di ristrutturazione e adeguamento sismico seguito ai danni del terremoto del 1980, il soffitto è stato letteralmente stravolto e solo uno dei quadri originari, tutti restaurati, è stato rimesso al suo posto.

  • Antiche cisterne Romane in vicolo Sanniti e via vicianle Verzarulo.
  • Rovine di una vialla Romana i via Fosso.
  • Chiesa di S. Alfonso Maria dei Liguori in c.da S. Alfonso.

[modifica] Mostre e Fiere

  • Sagra delle ciliegie (fine Maggio inizio Giugno)

[modifica] Bibliografia

[modifica] Note

  • * il termine ustao dall'autore probabilmente in tono dispregiativo non è esatto. Gli abitanti di Forchia infatti si chiamano forchianti.

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali