Faicchio

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Faicchio
comune
Faicchio – Stemma Faicchio – Bandiera
Il centro abitato di Faicchio visto dal sentiero che porta alla Grotta di San Michele.
Il centro abitato di Faicchio visto dal sentiero che porta alla Grotta di San Michele.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
Sindaco Nino Lombardi (Liberi per Faicchio) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 41°17′00″N 14°29′00″E / 41.283333°N 14.483333°E41.283333; 14.483333 (Faicchio)Coordinate: 41°17′00″N 14°29′00″E / 41.283333°N 14.483333°E41.283333; 14.483333 (Faicchio)
Altitudine 175 m s.l.m.
Superficie 43,88 km²
Abitanti 3 700[2] (31-12-2010)
Densità 84,32 ab./km²
Frazioni Massa,Fontanavecchia,Santa Lucia, Faicchio sud,Cortesano,Casali,Macchia,Marafi[1]
Comuni confinanti Cusano Mutri, Gioia Sannitica (CE), Puglianello, Ruviano (CE), San Lorenzello, San Salvatore Telesino
Altre informazioni
Cod. postale 82030
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062029
Cod. catastale D469
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti faicchiani
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo Ultima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Faicchio
Posizione del comune di Faicchio nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Faicchio nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Faicchio è un comune italiano di 3.700 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale si estende per 43,88 km².

Numerose sono le contrade sparse nel comune. Il centro storico è situato in una posizione elevata rispetto al corso del fiume Titerno e si è sviluppato intorno al Castello medievale.

Fa parte della Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro.

Dista 38 chilometri dal capoluogo di provincia (Benevento).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale di Faicchio è stato abitato sin dalla preistoria come testimoniano alcuni reperti rinvenuti in zona e che sono attualmente conservati nel museo del Sannio a Benevento.[3]

Al VI secolo a.C. risalgono le mura megalitiche osco-sannite che cingono ancora oggi la vetta di monte Acero. Queste mura proteggevano la cosiddetta "Arce di monte Acero", una fortezza usata dai sanniti per avvistare i nemici.

Molto probabilmente il monte Acero era l'ultimo avamposto a sud dei Pentri e ha questi serviva per difendersi da eventuali attacchi da porte di popoli più a sud.

Probabilmente fu sede di un insediamento romano come testimoniano i resti di un acquedotto romano, di un criptoportico e di un ponte di tale epoca.

I longobardi vi fondarono una chiesa dedicata a San Michele in una grotta sul monte Monaco di Gioia.

La prima notizia scritta risale al 1151 quando Faicchio era annoverato fra i possedimenti della famiglia Sanframondo, importante famiglia di origine normanna che aveva in feudo tutti i comuni della valle Titernina.

I Sanframondo possedettero Faicchio e i suoi casali (frazioni) sino alla metà del Quattrocento quando furono venduti a Pietro Cola D'Alessandro, presidente della Real Camera di Santa Chiara.

Dal 1479 fu proprietà dei Monsorio per poi passare, nel XVI secolo, agli Origlia, ai De Stasio, e nel 1612 a Gabriele De Martino che aveva il titolo di "Barone Duca di Faicchio" e che restaurò il castello trasformandolo in una comoda dimora, pur conservando alcune funzioni difensive. Da allora il castello venne chiamato "ducale" in onore del duca De Martino.[4]

Il terremoto del 5 giugno 1688 rase al suolo molte abitazioni anche se il castello non dovette subire molti danni dato che per un certo periodo ospitò il vescovo di Cerreto Sannita mons. Giovanni Battista de Bellis.

Il comune nel XVIII secolo fu al centro di una furiosa lite fra i feudatari e gli "eletti" dell'Universitas (l'amministrazione comunale dell'epoca). Il 18 gennaio 1729 infatti, in pubblico parlamento, i cittadini decisero di presentare ai tribunali superiori di Napoli dodici richieste affinché fosse proibito al duca di interferire nella giurisdizione locale, di arrestare arbitrariamente i cittadini, di portarli nel carcere del castello senza apposita autorizzazione dell'autorità giudiziaria e di requisire con la forza cibo e materiali vari.[5]

Nel 1816 entrò a far parte del distretto di Piedimonte Matese.[6]

Dal 1861 fa parte della provincia di Benevento.

Il nome "Faicchio" deriverebbe dalle fave, coltivazione molto presente nella zona. Infatti nel Catalogus baronum il comune era citato nei feudi dei Sanframondo con il nome di "Favicella".[3]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Castello Ducale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Faicchio.
Prospetto principale del Castello di Faicchio.

Il castello venne costruito nel XII secolo per volere dei conti Sanframondo in una posizione strategica fra i monti Acero e Gioia ed in una postazione elevata rispetto al corso del fiume Titerno.

Tra il XV e il XVI secolo i Monsorio sottoposero l'edificio ad un'importante ristrutturazione che gli conferì l'attuale aspetto. I Monsorio restaurarono l'edificio prendendo spunto da Castel Nuovo a Napoli come si evince dalla planimetria, dal prospetto principale e dall'impostazione del cortile interno.

Il Castello è a pianta trapezoidale con agli angoli tre delle quattro torri cilindriche originarie, una delle quali (quella che guardava verso la Collegiata di Santa Maria Assunta) è crollata nei secoli scorsi probabilmente a causa di uno dei tanti terremoti che si sono avvertiti nella zona.

Una curiosa leggenda è sorta intorno alla cappella palatina e al suo "trabocchetto".

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Collegiata di Santa Maria Assunta

La chiesa, già arcipretale, divenne collegiata nel 1446 quando mons. Marcuzio Brancia unì ad essa le chiese parrocchiali di San Pietro di Massa, Sant'Apollinare, San Giovanni e di Santa Maria di Piazzano assieme ad alcuni benefici semplici. L'interno è a tre navate con due porte di accesso. Nel portale maggiore è una iscrizione che ricorda la ricostruzione avvenuta nel secondo dopoguerra.
Tracce di affreschi nell'abside di una chiesa diruta.

Convento di San Pasquale

Sito in una posizione elevata che domina il centro storico, vi è annessa la chiesa di San Salvatore che era citata già all'epoca di mons. Savino nel 1589 ed era costituita da cinque altari mentre nel 1685 risultava essere arricchita di alcune cappelle laterali. L'interno è tipicamente barocco, con affreschi settecenteschi incorniciati da stucchi dorati.

Chiesa di San Giovanni Battista

Antica chiesa parrocchiale, nel 1446 venne unita alla Collegiata di Santa Maria Assunta. Originariamente era lunga 150 palmi per 100 di larghezza. L'edificio subì gravi danni durante gli eventi bellici della seconda guerra mondiale quando vennero persi alcuni dipinti della scuola di Luca Giordano.

Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli

Sita in località "Fontanavecchia" venne citata per la prima volta da mons. De Gambacorta nel 1631 quando subì un ampliamento. Sovrastante il portale è una edicola con i resti di un affresco anteriore al terremoto del 5 giugno 1688.

Altre architetture religiose sono:

  • La chiesa Ave Gratia Plena, sita nella frazione Casali di Faicchio. Venne edificata nel 1737 ma fu oggetto di diversi ampliamenti nel corso degli anni. Di notevole interesse è la grossa tela che sovrasta la navata della chiesa, estesa circa 275 m². Venne dipinta dal pittore Cosenza e, per realizzarla, fu necessario il lavoro di tessitura di tutte le donne della frazione.[7]
  • La chiesa di San Nicola di Bari, situata nella frazione Massa. Rifatta nel XVIII secolo ed ampliata nel 1820, possiede due navate ed una pregevole effigie raffigurante il Santo di Bari.
  • La chiesa di Santa Lucia, in stile barocco.Situata in via Sette dolori, è la chiesa più affascinante di Faicchio, all'interno vi si trovano sei affreschi che rappresentano i dolori della Vergine Maria, e la statua di santa Lucia che secondo il culto popolare viene portata in processione la prima domenica di agosto.
  • La chiesa di San Rocco che si trova al centro del paese, nella direzione opposta a quella del castello Ducale, all'interno vi si trova la statua di San Rocco portata in processione ogni 16 agosto dell'anno.

Su monte Monaco di Gioia è sita la Grotta di San Michele, aperta al culto dai longobardi, molto devoti all'Arcangelo. Posta a circa 500 metri di altitudine, ha una apertura semicircolare dell'altezza di sei metri. All'interno, dopo piccoli ambienti, si arriva nel locale adibito a chiesa nel quale è stato ricavato un altare. In un ambiente contiguo sono siti degli affreschi con bellissime scene sacre risalenti al XII secolo e di chiaro influsso bizantino.[8]

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Particolare del ponte Fabio Massimo.

Mura megalitiche di monte Acero

La vetta di monte Acero è cinta da circa tre chilometri di mura megalitiche di età osco sannita (VI secolo a.C.) che costituivano la cosiddetta "Arce di Monte Acero", una fortezza usata dai sanniti per le sue importanti funzioni di avvistamento. Le mura sono costituite da grossi massi di pietra squadrati e disposti a secco. La parte meglio conservata è quella lontano dai sentieri e che corre verso la parte meridionale della montagna.

Ponte Fabio Massimo

Il ponte attuale è stato in gran parte edificato nel periodo repubblicano romano. La tradizione vuole che vi sia passato il dittatore romano Quinto Fabio Massimo per arrestare l'avanzata di Annibale durante la seconda guerra punica. Recentemente è stato oggetto di un discusso intervento di restauro.

Epitaffio a Ferdinando II delle Due Sicilie

Monumento sito nella frazione "Massa" del comune di Faicchio, eretto nel 1852 per ricordare la visita del Sovrano in queste zone.

In località Fontanavecchia sono visibili i resti di un acquedotto di età romana.In località Santa Lucia c'è lo storico Palazzo De Blasi.

In via Odi sono siti due criptoportici, corridoi sotterranei che ad una estremità si uniscono formando una curva. Hanno una lunghezza di circa ottanta metri ed una larghezza e altezza di circa due metri.[9]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Faicchio[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Giovanni Pascale.
  • Michele Botte,folkloristoco personaggio locale, autore di consegne all'interno del comune. Noto come il Faccendiere.
  • Luigi Palmieri, fisico,filosofo senatore del Regno, inventore del sismografo elettromagnetico.
  • Giovanni Pascale oncologo, senatore del Regno, fondatore in Napoli dell'omonimo istituto per la cura dei tumori.
  • Clotilde Micheli, Maria Serafina del Sacro Cuore fondatrice delle Suore degli Angeli: è stata proclamata beata nel 2011.
  • Don Gaetano Ciaburri, parroco di Faicchio dal 1962 e vice-vescovo della diocesi di Telese-Cerreto Sannita-Sant'Agata de'Goti.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa della Lumaca in concomitanza con i festeggiamenti in onore di San Sancio
  • Festa medievale. Inizio settembre.
  • Festa di Santa Lucia, patrona dell'omonima contrada
  • Festa di San Nicola a Massa (dicembre)
  • Vini masserie e Massa (III weekend di Giugno)
  • Sagra enogastronomica a Massa (III weekend di Settembre)
  • Festa di San Vincenzo Ferreri a Casali di Faicchio (II domenica di luglio)
  • Festa del Grano a Casali di Faicchio (III domenica di luglio)
  • Festa del Santo Co-Patrono Sant'Antonio di Padova a Casali di Faicchio (II domenica di agosto)
  • Presepe Vivente a Casali di Faicchio
  • Festa di San Giovanni Battista, santissimo patrono di Faicchio.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Una caratteristica storica del comune di Faicchio è che la sua popolazione non abita prevalentemente nel centro storico ma, invece, in più contrade sparse nel territorio comunale.

Infatti in un documento del 1748 conservato nell'archivio diocesano di Cerreto Sannita si legge che il paese «con quindici casali [...] è una terra divisa, parte in Casali, e parte unita [...] e i detti Casali sono lontani dalla Terra (centro storico) da un miglio, ed i medesimi Casali sono distanti fra di loro, o un quarto, o un mezzo miglio, o anche più [...] ».[11]

Il centro storico, sviluppatosi intorno al castello, è costituito da una parte più antica con le tipiche strade strette e tortuose, e da una parte relativamente più recente sviluppatasi alle due estremità della cittadina a partire dal XVIII secolo.

Massa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Massa (Faicchio).
La chiesa di San Nicola nella frazione Massa.

La frazione Massa ha avuto una evoluzione storica diversa rispetto a quella di Faicchio e questo spiega la forte rivalità tutt'ora esistente, specialmente con Santa Lucia.

La prima notizia scritta di Massa risale al 1244.[12]

Nel medioevo era chiamata "Massa Inferiore" per contraddistinguerla da "Massa Superiore" ossia il borgo nato attorno alla Rocca di San Salvatore Telesino.

La frazione, sita a 172 metri sul livello del mare, conta circa 500 abitanti.[13]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Faicchio è un paese a maggioranza cattolica, ma con numerosi atei e agnostici. Vi sono inoltre piccole minoranze di musulmani sunniti e di cristiani ortodossi.


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Faicchio - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ a b Appunti, op. cit., p. 36.
  4. ^ Fragola, op. cit., p. 178.
  5. ^ Fragola, op. cit., p. 179.
  6. ^ Marrocco, op. cit., p. 58.
  7. ^ Appunti, op. cit., p. 38.
  8. ^ Appunti, op. cit., p. 39.
  9. ^ Appunti, op. cit., p. 37.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Pescitelli, op. cit., p. 193.
  12. ^ Renato Pescitelli, I Francescani Conventuali a Cerreto Sannita, Cerreto Sannita, Diocesi di Cerreto, Telese, Sant'Agata de' Goti, 2002.
  13. ^ Pro Loco Massa. URL consultato il 21 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Progetto MURST - Appunti di viaggio: i cinque volti del Sannio, Auxiliatrix, 2001.
  • Umberto Fragola, Faicchio in Raccolta rassegna storica dei comuni vol. I, Istituto di Studi Atellani, 1969.
  • Dante B. Marrocco, Guida del Medio Volturno, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1986.
  • Renato Pescitelli, Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione e di assistenza nel XVI e XVII secolo, Auxiliatrix, 1977.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


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