Transumanza

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Transumanza in Francia
Transumanza a Valle San Silvestro presso Dobbiaco

La transumanza è la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che si spostano da pascoli situati in zone collinari o montane verso quelli delle pianure e viceversa, percorrendo le vie naturali dei tratturi.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola transumanza deriva dal verbo transumare, ossia: attraversare, transitare sul suolo. Il verbo è costituito con l'accostamento del prefisso latino trans che vuol dire: al di là, attraverso,[2] e della parola latina humus, che vuol dire suolo, terreno.[3]

Una alternativa e più complessa etimologia semitica è stata proposta per spiegare la parola: si riferisce all'accadico taru (andare attorno, girare, volgersi, andare e tornare), accadico ummanu (popolo, nazione, gente) e il pronome indicativo accadico anaforico ša, aramaico zi (quello).[4]

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

Per descrivere le fasi in cui si compiono gli spostamenti che danno luogo alla transumanza si usano i termini di: "monticazione" e "demonticazione".

Con monticazione,[5] parola che deriva dal verbo monticare, s'indica la fase iniziale della transumanza, che si compie nel periodo primaverile, quando avviene il trasferimento degli armenti e dei pastori dalle zone di pianura ai pascoli di alta quota ed ha inizio l'alpeggio.

Con demonticazione si definisce il successivo trasferimento che, nel periodo autunnale, riporta gli animali e i pastori dai pascoli in quota a quelli di pianura nella fase di discesa successiva al periodo estivo dell'alpeggio.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Una scena di transumanza nell'antichità

In Italia questa antica usanza prese le mosse principalmente tra l'Abruzzo e il Tavoliere, con diramazioni sia verso il Gargano che verso le Murge[6], passando per il Molise. Consisteva nel trasportare ("transumare", appunto) gli animali dai monti abruzzesi e molisani, ai ricchi pascoli del Tavoliere e del Gargano. L'importanza economica di questa attività era tale essere gestita da due specifiche istituzioni del Regno di Napoli: la Regia Dogana della Mena delle Pecore di Foggia e la Doganella d'Abruzzo.

A riprova della rilevanza di tale pratica nell'economia e nella società, è stato calcolato che nella metà del XV secolo, non meno di tre milioni di ovini e trentamila pastori percorressero annualmente i tratturi, e che l'impatto che la pastorizia esercitava era tale da fornire sussistenza a metà della popolazione abruzzese, direttamente o indirettamente. [7] Nel XVII secolo i capi coinvolti erano circa cinque milioni e mezzo.[8]

Questo trasferimento avveniva alla fine della stagione calda[9], per andare in cerca di zone adatte a passare l'inverno con il bestiame e dove poter trovare dei pascoli in grado di sfamare le enormi greggi. All'inizio di una nuova stagione calda, si transumava nuovamente verso i pascoli più freschi del Molise e dell'Abruzzo[10], prendendo il nome di monticazione.

Tutto ciò avveniva tramite dei sentieri detti tratturi. Il viaggio durava giorni e si effettuavano soste in luoghi prestabiliti, noti come "stazioni di posta".

Storia e attualità[modifica | modifica wikitesto]

Tale usanza nei secoli scorsi condizionava pesantemente la vita del pastore, che non poteva contare sulla presenza delle strutture tipiche dell'allevamento moderno, quali la stalla e gli impianti di foraggiatura, mungitura e refrigerazione del latte.

Ad oggi con l’avvento della moderna zootecnia e l’allevamento intensivo direttamente negli allevamenti l’attività di transumanza si è fortemente ridotta, ridimensionata, in molti luoghi del tutto scomparsa. Al giorno d'oggi è praticata in scala ridotta soltanto in limitate zone italiane, specialmente in alcune località alpine e prealpine della Valle d'Aosta, del Piemonte, della Liguria, della Svizzera italiana, dell'Altopiano di Asiago, della Lessinia, dell'Alto Adige e della Carnia, in altre appenniniche del Molise, dell'Abruzzo (principalmente verso il Tavoliere), della Puglia e del Lazio, nonché in Sardegna dai pastori di Villagrande e Arzana.

Transumanza di bovini a Bocchetto di Sessera, in Piemonte

Laddove ancora praticata, il trasferimento degli animali avviene oggi spesso attraverso l'autotrasporto utilizzando appositi camion, almeno là dove questo è possibile ed economicamente conveniente.[11]

In Francia[modifica | modifica wikitesto]

La transumanza da alcuni anni è diventata un momento di animazione delle vallate grazie alle feste, che permettono di riscoprire il territorio ed i mestieri legati alla pastorizia. Questa riscoperta è particolarmente evidente in Alsazia, nei Pirenei, sulle Alpi e nella zona Massiccio Centrale (specialmente sul pianoro di Aubrac[12] e nel Cantal[13]). Anche la conduzione su strada delle mandrie, che era stata pressoché sostituita dal trasferimento in camion, sta tornando a diffondersi.

Letteratura e media[modifica | modifica wikitesto]

Marco Terenzio Varrone, georgico latino del I secolo a.C., nella sua opera didascalica De re rustica, riferisce: «Itaque greges ovium longe abigintur ex Apulia in Samnium aestivatum…», considerando la transumanza come un fenomeno economico che si incardinava nelle rendite dello stato romano durante il periodo sannitico. Riporta stralci di vita dei pastori sabelli che, con i loro spostamenti, congiungevano distanti pasture e l'obbligo di questi di segnalare le greggi che conducevano al pascolo nei territori pugliesi al fine di corrispondere il tributo, dovuto alle casse di Roma, per fruire dell'attraversamento delle strade pubbliche (calles publicae). Narra di guardiani di greggi che migravano, con cadenza stagionale, dalla Daunia e dalla Bruazia trasferendosi nelle aeree del Sannio e della Lucania.

Anche Virgilio, nelle Georgiche, e Plinio il Giovane descrissero pastori che conducevano greggi di pecore in pascoli molto distanti fra loro.

Molti scrittori sono stati in passato ispirati dalla transumanza dei butteri della Maremma e dei pastori dell'Abruzzo. Un ricordo particolare è stato delineato, in tempi più recenti, anche da Gabriele D'Annunzio nella poesia I pastori,[14] in cui si legge:

« Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti. »
(Gabriele D'Annunzio, I pastori)

Un lungo lavoro di ricerca sulle trasformazioni del mondo pastorale transumante è stato svolto dagli antropologi Anna Cavasinni e Fabrizio Franceschelli sul finire degli anni '70. Su questo tema hanno poi realizzato molti documentari per il cinema e la televisione, fra questi il lavoro più importante è "Le vie della lana", serie in quattro puntate per la RAI.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Un proverbio in patois valdostano definisce la transumanza così: Lé vatse, Sèn Bernar lé prèn é Sèn Métsë lé rèn (in italiano: Le vacche, San Bernardo le prende e San Michele le rende). Le mandrie di bovini salgono infatti agli alpeggi a San Bernardo (15 giugno) e fanno ritorno a valle a San Michele (29 settembre), giorno che in valle d'Aosta è dedicato alla désalpe (altrove denominata disarpa[15]).

Filatelia[modifica | modifica wikitesto]

La repubblica Italiana ha dedicato alla migrazione stagionale delle greggi la serie di francobolli, da 0,45 euro, intitolata: "Transumanza attraverso il Tratturo Magno" emessa l'8 maggio 2004. Nell'immagine è riprodotto il borgo di Castel del Monte, comune in provincia dell'Aquila, ed un gregge al pascolo.[16][17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda della parola: transumanza - su treccani.it Url consultato il 25 gennaio 2012
  2. ^ Scheda del prefisso latino trans - su treccani.it Url consultato il 25 gennaio 2012
  3. ^ Scheda della parola latina humus - su treccani.it Url consultato il 25 gennaio 2012
  4. ^ Giovanni Semerano, Le origini della cultura europea - Rivelazioni della linguistica storica, Leo S. Olschki Editore, Firenze
  5. ^ Scheda della parola monticazione - treccani.it URL consultato il 25 gennaio 2012
  6. ^ cicloamici, tratturi.
  7. ^ abruzzopedia, storia.
  8. ^ transumanzaamatrice, Il Viaggio della Transumanza, La storia.
  9. ^ moliseturismo, i tratturi.
  10. ^ moliseturismo, i tratturi.
  11. ^ Blog di Marzia Verona dedicato al pascolo vagante, su pascolovagante.splinder.com (consultato nell'agosto 2009)
  12. ^ Due feste della transumanza coesistono su questo pianoro: una a Aubrac e l'altra al Colle di Bonnecombe. Le vacche sono in maggioranza della razza Aubrac.
  13. ^ Festa dell'estate a Allanche con le vacche di razza Salers
  14. ^ I Pastori di Gabriele D'annunzio - Wikisource.org
  15. ^ OGGETTO N. 1709/XII - Diffusione in Valle dell'agricoltura biologica. (Interrogazione), su www.consiglio.regione.vda.it (consultato nel giugno 2013)
  16. ^ Scheda 1 del dettaglio del francobollo di Castel del Monte e gregge al pascolo - su bolli.it. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  17. ^ Scheda 2 dettaglio del francobollo di Castel del Monte e gregge al pascolo - su bolli.it. URL consultato il 23 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaele Colapietra, Transumanza e società, Adelmo Polla Editore, Cerchio (Aq), 1993;
  • Luigi Piccioni, La transumanza nell'Abruzzo montano tra Seicento e Settecento, Adelmo Polla Editore, Cerchio (Aq), 1997;
  • Astrid Pellicano, Geografia e storia dei tratturi del Mezzogiorno. Ipotesi di recupero funzionale di una risorsa antica, Aracne, 2007 p. 20, ISBN 978-88-548-0949-9;
  • Walter Capezzali, La Transumanza nella storia e nella bibliografia in Tratturi e transumanza: arte e cultura, Arkhé, L'Aquila, 2008, p. 65, ISBN 978-88-95207-07-0;
  • Giovanni Semerano, Le origini della cultura europea - Rivelazioni della linguistica storica , Leo S. Olschki Editore, Firenze

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