Foggia
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| Foggia | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 76 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 507,80 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 302,22 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Arpinova, Cervaro, Duanera La Rocca, Incoronata, Segezia, Tavernola | ||||||||
| Comuni contigui: | Ascoli Satriano, Carapelle, Castelluccio dei Sauri, Lucera, Manfredonia, Ordona, Orta Nova, Rignano Garganico, San Severo, Troia | ||||||||
| CAP: | 71121-71122 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0881 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 071024 | ||||||||
| Codice catasto: | D643 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 2 (sismicità medio-alta) | ||||||||
| Class. climatica: | zona D, 1530 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | foggiani | ||||||||
| Santo patrono: | Madonna dell'Iconavetere, san Guglielmo e san Pellegrino | ||||||||
| Giorno festivo: | 22 marzo | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| (LA)
« Hoc fieri iussit Federicus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sede inclita imperialis »
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(IT)
« Ciò comandò Federico Cesare che fosse fatto affinché la città di Foggia divenisse reale e inclita sede imperiale »
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(Scritta posta sulla cornice inferiore dell'epigrafe dell' arco di Federico II)
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Foggia (IPA: ['fɔdʒ:a], Fogg' in foggiano) è una città di 155.469 abitanti[1] della Puglia settentrionale, capoluogo della provincia omonima. La città di Foggia è sede arcivescovile metropolitana, città universitaria[2], e il terzo comune più popolato della regione. La città è stata per tempo bagnata dal torrente Celone poi prosciugato per costruire ponti per la ferrovia. È un grande centro di antiche tradizioni agricole e mercantili, trovandosi al centro della seconda pianura più grande d'Italia; custodisce inoltre un patrimonio architettonico e culturale di indubbio valore, ereditato dall' importanza di cui ha sempre goduto come crocevia di scambi culturali e commerciali e per la presenza dell'importantissima Dogana.La città ospita molte industrie, fabbriche ed enti di estrema importanza che ogni giorno richiamano migliaia di persone da tutta la provincia per motivi lavorativi e commerciali.
Gli abitanti di Foggia sono noti come foggiani ed il toponimo del comune sembra derivare dal latino fovea, cioè "fossa", intesa come "bacino imbrifero" (forse foce di un ruscelletto), probabilmente quello attestato nella leggenda dell'Iconavetere e richiamato dalla versione definitiva dello stemma cittadino.
Durante i bombardamenti di Foggia del 1943 le incursioni aeree dell'aviazione alleata provocarono circa 20.000 vittime civili, 1/3 della popolazione.
[modifica] Geografia fisica
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia. |
[modifica] Territorio
| « Se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui » | |
Foggia sorge pressappoco al centro del Tavoliere delle Puglie, tra il torrente Celone e il fiume Cervaro, all'incrocio di importanti vie di comunicazione. Nonostante la sua altitudine media sia di oltre 70 metri sul livello del mare, la città è situata in una sorta di conca, cioè in un'area più bassa rispetto alla quota media della vasta pianura che la circonda.
Essa rientra nella zona indicata a sismicità media secondo l'ordinanza del presidente del consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.
Coi suoi 507 km² è l'ottavo comune italiano per superficie, e il quarto capoluogo di provincia.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Foggia Amendola e Stazione meteorologica di Foggia Centro. |
Il clima è fondamentalmente mediterraneo, con lunghe estati calde e asciutte ed inverni miti. Il forte caldo che opprime la città nei mesi estivi la rende una delle città più calde d'Italia. Al contrario, in inverno, la temperatura non scende mai a valori eccessivi e raramente supera la soglia dello 0 °C, che rappresenta la temperatura esterna minima di progetto della città.
La temperatura media annua si aggira attorno ai 18 °C e le precipitazioni si attestano ad un valore medio di 513 mm/anno. Foggia comunque ricorda varie nevicate storiche il 3 gennaio 1993, il 26-27 dicembre 1996 e il 15 dicembre 2007(record -5 gradi centigradi il 16 dicembre 2007) con accumuli intorno ai 15-20 cm. La città inoltre detiene il record assoluto di caldo in Europa per il mese di giugno. Infatti il 25 Giugno 2007 la stazione meteorologica di Amendola ha registrato un impressionante valore di +47,0 °C.
La città di Foggia, con i suoi 1785 gradi giorno, rientra nella fascia climatica identificata dalla lettera D.[3]
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperatura massima media (°C) | 11,4 | 12,5 | 15,2 | 19,1 | 23,9 | 28,5 | 31,7 | 31,3 | 27,2 | 21,7 | 16,6 | 13,1 |
| Temperatura minima media (°C) | 4,1 | 4,3 | 6,0 | 8,5 | 12,4 | 16,3 | 18,9 | 19,2 | 16,3 | 12,4 | 8,5 | 5,6 |
| Umidità media (%) | 76,1 | 74,5 | 73,1 | 71,0 | 69,1 | 65,0 | 61,0 | 61,9 | 68,5 | 73,8 | 75,7 | 76,4 |
| Precipitazioni (mm) | 52 | 50 | 40 | 39 | 36 | 26 | 23 | 26 | 46 | 59 | 61 | 56 |
[modifica] Il toponimo
| « Piazza ovale che non finisce più, d'una strana potenza. E' tutta sparsa di gobbe, sconvolta, secca, accecante di polvere... nessun luogo avrebbe più diritto d'esser dichiarato monumento nazionale » | |
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(Giuseppe Ungaretti, descrizione del Piano delle Fosse)
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Secondo l'opinione più diffusa, il nome Foggia deriverebbe dal latino fovea, cioè "fossa". Ma "fossa" non è da riferirsi, come pure generalmente si fa, alle fosse granarie, dal momento che il Piano delle fosse foggiano, che sorgeva da Piazza Piano della Croce fino a via Conte Appiano e via Repubblica, risale al secolo XVII ed è quindi indubbiamente estraneo alla nascita della città e del toponimo.
Fovea, invece, rimanda più verosimilmente a "fossa" intesa come "bacino imbrifero" (forse foce di un ruscelletto), probabilmente quello attestato nella leggenda dell'Iconavetere e richiamato dalla versione definitiva dello stemma cittadino.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Storia di Foggia e Storia della Puglia. |
| Lo stemma civico |
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Lo Statuto comunale, all'articolo 2, recita: «Il comune di Foggia ha come segno distintivo lo stemma riconosciuto con decreto in data 3 giugno 1941 ed iscritto nel libro araldico degli enti morali. Lo stemma, riproducendo tre fiammelle campeggianti sulle acque dell'antico lago, ricorda il ritrovamento del Sacro Tavolo di Maria Santissima Iconavetere, episodio profondamente radicato nella storia civile, nella tradizione popolare e nella cultura religiosa della città». Originalmente, tuttavia, l'arma civica rappresentava, più semplicemente, campo d'acqua in basso e una parete di fuoco in alto (elementi cui sono legati i colori ufficiali della città: il blu e il rosso), come si rileva dalla più antica testimonianza dello stemma pervenutaci, risalente al secondo Cinquecento e accompagnata dalla illuminante didascalia: «L’arma è aqua et fuoco perché, sotto ogni poco che si cava sottoterra, si trova aqua [e] lo sopra è caldo fa da mille fuochi». È solo alla fine del Seicento, infatti, che lo stemma si trasformò definitivamente assumendo l'attuale connotazione mariana: l’originaria parete di fuoco fu scissa in tre fiammelle e l'acqua fu collegata al lago della tradizione, interpretandosi l'emblema come esplicita allusione al ritrovamento dell'Iconavetere. Nonostante sia legalmente riconosciuta solo la versione standard approvata nel 1941, con scudo sannitico e corona turrita, è tuttora assai diffusa (anche istituzionalmente) la variante barocca dello stemma, con scudo accartocciato e corona marchionale, riprodotta qui a lato. Il gonfalone cittadino è un drappo rettangolare troncato di rosso e di blu, riccamente ornato di ricami dorati e caricato dello stemma civico (in forma standard) coll'iscrizione centrata in oro: «Città di Foggia». L'asta del gonfalone è ricoperta di velluto rosso e blu con bullette dorate poste a spirale. |
[modifica] Le origini e l'età tardo-medievale
Le origini di un insediamento umano nella zona si hanno già dal Neolitico, con Villaggi risalenti al VI Millennio A.C., in località Passo di Corvo (nell' omonimo Parco Archeologico nella Frazione di Arpinova), nel centro di Foggia, negli scavi della Villa Comunale e in quelli nell' area dell' ex Ippodromo, e con i siti archeologici di Arpi (in greco Argos Hippium), risalenti al III millennio a.C., come l' Ipogeo della Medusa e la Necropoli, sempre in Località Arpinova. La prassi dell'agricoltura era abituale tra gli abitanti della zona, favoriti anche dalla fertilità del tavoliere e dalla sua conformazione completamente pianeggiante.
La zona, tuttavia, era paludosa e malarica[4] e si dovette aspettare fino al XI e XII secolo, sotto la dominazione normanna, per vedere dei miglioramenti nella zona sotto questo punto di vista. Roberto il Guiscardo, infatti, fece bonificare un'ampia zona acquitrinosa, dando alla città un impulso economico e civile che crebbe ulteriormente nel periodo di Guglielmo il Buono.
[modifica] Età federiciana
Il XIII secolo è stato un periodo molto importante nella storia di Foggia. Federico II, lo Stupor Mundi, amò a tal punto la città da farvi costruire un magnifico Palatium, che si estendeva su una vasta area nei pressi dell'attuale Via Arpi, su cui vi era un'iscrizione (oggi conservata nel Portale di Federico II) che recitava: Hoc fieri iussit Federicus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sede inclita imp(er)ialis (Ciò comandò Federico Cesare che fosse fatto affinché la città di Foggia divenisse reale e inclita sede imperiale). Federico II considerava la Capitanata un luogo ideale per la caccia e perciò fece costruire un altro palazzo, quello di San Lorenzo in Carmignano dove il Guiscardo aveva fatto edificare l'omonima chiesa.
[modifica] Dalla dogana delle pecore al terremoto del settecento
L'attuale capoluogo dauno può vantare un capitolo molto importante nella sua storia: la transumanza. Nel 1447 gli Aragonesi tentarono di sfruttare la centralità di Foggia in questo passaggio imponendo il pagamento di una tassa a tutti i pastori tramite la dogana delle pecore. Il simbolo della transumanza e della relativa tassazione è Palazzo Dogana, un edificio costruito nel XVII secolo, sede della dogana. Questo evento fece arricchire notevolmente le casse regie ma impoverì gli agricoltori del Tavoliere, che progressivamente divenne paludoso.
Un ulteriore terremoto colpì la città il 20 marzo 1731, che distrusse un terzo delle abitazioni. Ma la città reagì e si riprese subito.
[modifica] L'Ottocento
Nell'ottocento la città, divenuta capoluogo nel 1806, si sviluppò verso la stazione ferroviaria e fu arricchita da importanti monumenti pubblici. Anche dal punto di vista politico la città fu molto attiva in questo periodo: essa ospitò le carbonare della provincia e prese parte ai moti del 1848 e del 1860.
Con l'unità d'Italia nel 1861, ma soprattutto con l'abolizione della dogana avvenuta 4 anni dopo, la città si riprese le terre finalmente sottratte alla pastorizia dando un nuovo sviluppo all'agricoltura della zona.
[modifica] Il Novecento
La prima metà del novecento ha visto un incremento nell'edilizia pubblica con la costruzione del Palazzo degli Studi, la Prefettura e il Palazzo di città, ma un avvenimento che riveste una notevole importanza nella storia della città è la costruzione dell'Acquedotto pugliese nel 1924.
Durante la seconda guerra mondiale la città fu nel mirino dei bombardamenti dell'aviazione alleata, che rasero al suolo buona parte delle abitazioni della città, mirando a distruggere una fabbrica segreta di gas velenoso impiegato sul fronte, fabbrica che all'epoca si trovava vicino l'attuale cartiera. Tuttavia, per non suscitare scandali a proposito di ciò, i bombardamenti furono giustificati con la presenza della ferrovia. Bisogna ricordare i bombardamenti del 22 luglio e del 19 agosto 1943, di certo i più violenti che colpirono la città, causando più di 20000 vittime, un terzo della popolazione dell'epoca. Dopo l'occupazione anglo-americana, il 1 ottobre, Foggia divenne il caposaldo dell'offensiva alleata nell'Adriatico e nei Balcani.
La città è stata poi frettolosamente ricostruita sulle rovine del centro antico e della struttura urbana ottocentesca, secondo i dettami di uno stile post fascista. Molti palazzi in rovina sono visibili ancora oggi su tutto il territorio urbano e l'impressionante abusivismo ha fatto si che dell'antica Foggia ci sia pervenuto poco. In seguito alle bonifiche nel Tavoliere la città ha visto accrescere la sua importanza economica e il suo sviluppo urbanistico e demografico.
[modifica] Onorificenze
Medaglia d'oro al valor civile
Medaglia d'oro al valor militare
[modifica] Ricorrenze
- il 3 febbraio, commemorazione di San Biagio protettore della gola, che è stato per lungo tempo tra i patroni della città;
- il 22 marzo, celebrazione della festa patronale in onore della Madonna dei Sette Veli. Vi è una santa messa in cattedrale e poi una processione per il centro storico della città;
- il venerdì santo, dove si celebra un'altra processione in onore della morte di Gesù Cristo;
- il 26 aprile, festa dei santi Guglielmo e Pellegrino, compatroni di Foggia;
- il 22 maggio, quando vengono benedette le rose di Santa Rita nella Chiesa di Sant'Eligio;
- il 13 giugno, a Foggia vengono sparati numerosi fuochi d'artificio per la festa di Sant'Antonio di Padova;
- il 21 giugno, quando in occasione della festa di San Luigi Gonzaga vengono sparati numerosi fuochi pirotecnici;
- il 26 luglio, festa di Sant'Anna, santa a cui gli abitanti di Borgo Croci o crocesi sono molto devoti;
- il 15 agosto, quando viene ripetuta la festa patronale per la festa dell'Assunta, cui la cattedrale è dedicata;
- dal 23 novembre al 25 novembre, viene allestita la antica "Fiera di Santa Caterina";
- l'8 dicembre, giorno dell'Immacolata Concezione, quando vengono accesi i cosidetti "fanoje" o falò.
[modifica] La festa patronale: la Madonna dei Sette Veli
Nel 1062 Foggia era solo un piccolo borgo ed esistevano pochi casolari arroccati intorno alla Taverna del Gufo che si perdevano solitari nella campagna arroventata. A quel tempo nel territorio erano presenti parecchi laghetti e stagni, resti delle piogge invernali. Fu su una di queste pozze che ebbe inizio la storia della Madonna dei Sette veli e, con essa inevitabilmente, la storia di Foggia. Alcuni contadini, che conducevano i buoi all'abbeverata, videro tre fiammelle posate sulle acque. Incuriositi e timorosi, si avvicinarono a quella strana apparizione. Rinvennero, così, sepolta nella melma, una grande tavola avvolta in teli. Dopo averla ripulita scoprirono che era un'icona che né l'acqua, né le traversie del tempo erano riuscite a distruggere del tutto. Nonostante fosse degradata, si distingueva bene l'immagine della Vergine Madre di Dio nell'atto di offrire all'adorazione il suo Figlio Gesù. I buoni contadini rivestirono l'immagine di veli nuovi e la portarono in una vicina casupola, la Taverna del Gufo. La capanna divenne ben presto il centro religioso e di pellegrinaggio della zona e nei dintorni si costruirono molte case. I forestieri cominciarono ad affluire numerosi per venerare la Madre di Dio, ma anche per trafficare con i pastori abruzzesi che affollavano la zona da settembre a maggio. La Taverna del Gufo con la sua preziosa icona divenne il centro di un agglomerato che sia forestieri che i paesani chiamavano volentieri Sancta Maria de Focis, a ricordo della Vergine Santa e delle tre fiammelle apparse sulle acque del lago. Nel 1080 Roberto il Guiscardo volle che sullo stagno dove era stato rinvenuto il Sacro Tavolo fosse costruita una grande chiesa per venerare la sacra immagine. Appena ultimata, la chiesa venne elevata al rango di Chiesa Palatina e l'immagine della Vergine vi trovò la sua definitiva sistemazione. Nel 1172 il tempio venne ampliato su interessamento di Guglielmo II di Sicilia, detto il Buono. Con la chiesa cresceva anche la città che divenne ben presto una delle più importanti del Regno. La storia del santuario si identificò con quella della città. Mentre la città s'ingrandiva, la chiesa veniva abbellita e arricchita di arredi, di nuove rendite e di privilegi. Tutti i Re, dai Normanni agli Svevi, agli Angioini fino agli Aragonesi, gli Spagnoli e, infine, i Borboni, tutti considerarono quella di Foggia come una delle chiese più care. Spesso Foggia ospitava le assemblee parlamentari di cui la sua chiesa era il momento religioso. Diverse volte i Principi Regnanti scelsero la Chiesa di Santa Maria de Focis per i loro matrimoni. Il re Carlo I d'Angiò, morto a Foggia nel 1285, volle che nella Chiesa di Santa Maria fosse sepolto il suo cuore. Il Sacro Tavolo oggi si presenta tutto ricoperto da preziosi drappi riccamente ricamati. Verso la sommità si vede un'apertura ovoidale ricoperta di stoffa nera. Il 1731 fu un anno importantissimo nella storia di questo santuario e di tutta la città. La Chiesa Collegiata di Foggia venne semidistrutta da un violento terremoto [5]. Il Sacro Tavolo era alloggiato nella chiesa di San Giovanni Battista [6]. Il 22 marzo, giovedì santo, mentre il popolo era tutto raccolto nella partecipazione alla Santa Messa, si vide distintamente apparire nella piccola finestra ogivale del Sacro Tavolo il volto della Vergine Madre di Dio [7]. Alfonso Maria de' Liguori, appresa la notizia, volle recarsi a Foggia per rendere omaggio alla Vergine Santissima. Anche lui ebbe il privilegio di vedere la Madonna che appariva come una giovinetta di 13-14 anni col capo coperto di velo bianco, ma un'altra cosa importante è quella che Alfonso Maria de' Liguori sotto gli occhi dei partecipanti, come se fosse un predestinato si sollevò dalle base [8]. Le apparizioni si rinnovarono fino al 1745. Nel 1782 la sacra immagine venne incoronata con decreto del Capitolo Vaticano e nel 1806, per volere di Pio VII, la chiesa di S. Giovanni Battista fu illustrata col titolo di Basilica Minore. Infine, nel 1855, con la istituzione della Diocesi di Foggia, la chiesa di Santa Maria del Focis venne elevata a cattedrale della nuova diocesi. Le celebrazioni festive si svolgono due volte all’ anno; dal 20 al 22 marzo per ricordare le apparizioni avvenute nel sec. XVIII e dal 13 al 16 agosto. La chiesa, piena di opere d'arte, è stata molto rimaneggiata fra il XVI e XVIII secolo; conserva, tuttavia, molte splendide tracce del suo glorioso medioevo.
[modifica] Rioni
[modifica] Antichi Rioni
Sin dall'antichità, alcune strade intersecavano il territorio a sud della metropoli dauna di Arpi, passando nei pressi dell'area su cui sorse più tardi Foggia. Dopo l'abbandono del centro dauno di Arpi, la popolazione si sparse nelle campagne vicine costituendo e trovando momenti di aggregazione in una miriade di centri abitati minori, piccoli agglomerati urbani, casali sparsi nelle campagne lungo le principali vie commerciali o in posizioni di rilievo a guardia di passi e guadi. La rete viaria della Daunia, dopo la scomparsa di centri antichi come Arpi ed altre citta, modifica in parte il tracciato di alcune arterie ed accrebbe o sminuì, a seconda dei casi, l'importanza di questa o quella via.
Le strade si adeguarono quindi ad una nuova situazione geo-politica e, dissolto l'impero romano, i Bizantini costruirono una cintura di difese militari a sud del fiume Fortore, che rappresenta il loro primo confine settentrionale in Puglia. Dopo la battaglia di Civitate, i Bizantini furono definitivamente sconfitti dai Normanni, che sconlinarono nella pianura Dauna. Restavano alcuni capisaldi del potere Bizantino, sul Gargano e lungo la costa, come Siponto. Troia andava acquistando quel ruolo egemonico che in Capitanata era stato un tempo dell'antica Arpi.
Una strada, detta "francigena", univa Troia al mare ed a Siponto: essa costituiva un "diverticulum" della via Traiana e nell'ultimo tratto, dopo il fiume Candelaro, cambiava il nome in "strada peregrinorurm".
Questa arteria ripercorreva in parte una strada più vecchia, che dall'antica Eca, nei pressi di Troia, passando per Arpi, raggiungeva il mare. Dopo l'abbandono del sito di Arpi, la strada si sposta, poco più a sud di questa metropoli dauna. Lo spostamento a sud di tale arteria ne comporta l'incrocio con la strada proveniente da Lucera e Civitate. Questa via era caratterizzata da due componenti essenziali di traffico, la prima commerciale, che serviva gli scambi fra l'interno ed il mare e la seconda religiosa, percorsa dai numerosi pellegrini che si recavano verso il santuario dell'Arcangelo Michele. Una strada disseminata come altre, da taverne poste ai crocevia per il ristoro dei pellegrini ed il cambio dei cavalli. Una di queste poste e probabile esistesse già nell'area dell’attuale chiesa di San Tommaso, forse unitamente a qualche altro edificio, formando un piccolo casale lungo la via francigena.
La presenza di un piccolo insediamento urbano lungo la via da Troia a Siponto, fu incentivata nella seconda meta dell’XI secolo dal ritrovamento del quadro dell’Iconavetere. L'incremento demografico ebbe un ulteriore sviluppo e l'antico nucleo urbano normanno, detto "Terra Vecchia", si estenderà fuori del suo aggere difensivo per allungarsi verso la chiesa di Santa Maria, sorta nei pressi del luogo ove fu ritrovato il quadro dell’Iconavetere e poi lungo la stessa arteria commerciale che portava al mare, l'attuale via Arpi, ai cui lati sorgeranno numerose chiese, quasi come le antiche edicole pagane lungo le vie romane.
II ritrovamento del quadro dell’Iconavetere costituirà un polo di aggregaziune socio-religiosa. Foggia inizierà a coniugare più funzioni di una certa importanza, quella commerciale, quella agricola e quella religiosa. Sull’epoca del ritrovamento dell’Iconavetere, non esistono documenti certi, ma diverse cronache fanno risalire l'evento al 1062 o al 1073. La tavola di legno su cui è dipinta la Vergine, come tante altre rafligurazioni sacre in Capitanata, dovette essere nascosta durante il periodo delle persecuzioni iconoclaste e poi ritrovata avvolta, secondo la tradizione, da sette veli posti a protezione del dipinto. Nascosta qualche secolo prima dagli abitanti della non lontana Arpi, o da altri, in una depressione del terreno, fu poi rinvenuta, quando questa fu colma d'acqua, dopo essersi liberata dal fondo limaccioso.
L'abitato sarà poi indicato con i nomi di: "Sancta Mariam de Fogià", "Sanctam Mariam in Foce", in documenti che vanno dal 1092 al 1105. Verso il XII secolo, l'abitato torna ad essere citato senza il nome della Vergine, nel Febbraio del 1125 abbiamo "Castro Fogie", il casale ormai era stato fortificato. L'abitato, già abbastanza popolato, conteneva nella sua area urbana alcune chiese, come quella di SanTommaso, eretta, secondo la tradizione, nel luogo dell’antica taverna del Gufo o del Bufo. Nelle campagne circostanti sorgevano pure alcuni monasteri, come quelli di Santa Cecilia a Sud-ovest di Foggia nei pressi dell’omonima contrada, e di San Nicola situato nei pressi della Chiesa del Calvario. Oltre al tempio di Santa Maria, eretto nei pressi del luogo ove fu ritrovata l'Iconavetere, sorgevano a Foggia anche le chiese di Sant'Angelo, Sant'Andrea, Sant'Antonio, San Lazzaro. A Sant'Elena, SS. Filippo e Jacobo, Sant'Eleuterio e San Pietro. Delle chiese di Sant'Angelo, Sant'Antonio, San Lazzaro e Sant'Elena, anche se distrutte, si conserva oggi la memoria storica, sorgevano rispettivamente: la prima nel luogo ove fu poi eretto il Municipio; la seconda all’incrocio fra i corsi Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele, la terza nei pressi del viale d'ingresso al Cimitero e l'ultima, Sant'Elena nei pressi di Gesù e Maria. Delle altre chiese non si conosce con certezza il luogo ove sorgevano, ma, almeno per alcune, solo la zona. Sant'Andrea, come riportato in un documento del 13 Maggio 1214, era situata nel "suburbio Manie Porte", ovvero della Porta Magna, grande, o forse della Porta del Mattino, dal latino "mane", quindi di una porta esistente ad est della città, verso la strada per il mare. Nello stesso diploma è citata anche la chiesa dei SS. Filippo e Jacobo, che era situata: " extra portam suburbii Bassani", nei pressi, quindi, di quella dedicata a Sant'Antonio, pure citata nel medesimo documento: "ecclesiam Sancti Antonii, quae est in suburbio Bassani ".
Intorno al duecento, lo sviluppo urbano dell’abitato di Foggia era già progredito oltre il nucleo più antico, il "castrum togie", che potrebbe identiticarsi con l'area della "Terra Vecchia", la quale si estendeva nella porzione Ovest e Sud-ovest dell’antico tuso urbano del centro storico di Foggia, delimitato dal Corso Garibaldi e da Via Manzoni. Oggi una piccola stradina chiamata "Terravecchia" scorre da via Calvelo a Via N. Sulmona. Proprio in questa zona, ben quattro vicoli, fino ai primi anni dell'ottocento, erano chiamati Vico Capo la Terra. Queste quattro strade cambieranno i loro nomi rispeltivamente in: Vico Santissimo Castello, Vico Terra Vecchia, Vico Calvello e Strada Capo la Terra. Oggi la situazione e ancora diversa, Via Santissimo Castello e stata assorbita da Via Calvello, la Strada Capo la Terra da Via Le Ortane, mentre resta solitario il breve Vico Terravecchia in una delle aree urbane più degradate del centro storico. La Terra Vecchia era cinta da mura e si sviluppava lungo la "Via Publica", oggi via Arpi, nel tratto a Sud-ovest di Piazza De Santis e fino a largo Civitella. Lungo l'attuale Via Arpi, il centro storico si è sviluppato con la carateristica forma a lisca di pesce, tipica dei borghi medioevali, soprattutto di pianura.
Nel XII secolo, da un elenco di beni, il "quaternus excadencis" ove sono indicate tutte le rendite che la corte sveva possedeva in Foggia, sono indicati già numerosi "suburbii" o quartieri sorti fuori dell’antica Terra Vecchia, oltre alla "platea magna" o semplicemente "platea Fogie". Nel documento sono citati il "suburbio Maniaporci, intorno alla chiesa di S.Elena, presso il "fossatum dirutum", i suburbi di S. Andrea, quelli di Bassano e San Pietro, quest'ultimo forse lungo la via per Castiglione, ove sorge ancora un'antica masseria fortiticata. Altra chiesa citata è quella di San Martino, che sorgeva molto probabilmente nell'altuale omonima via del centro storico, chiamata nel settecento "strada della cantina di S. Martino". Nell’elenco delle rendite sveve è citato anche il "suburbio Templi", si tratta di quel quartiere sorto intorno al tempio dedicato a Santa Maria Iconavetere.
Giuseppe de Troia in Foggia e la Capitanata nel quaternus excadenciarum di Federico II di Svevia, dice invece che "Il suburbium Templi era il sobborgo sorto tutt'intorno alla Domus Templi, cioe alla Casa del Tempio. La Domus Templi era la Casa dei Cavalieri del Tempio, cioe dei Templari, la cui chiesa in Foggia era intitolata a S. Giovanni Battista. Difatti, in una inchiesta fatta intorno al 1220-1224, la chiesa in questione è detta: ecclesìa, Sancti Joannis de Templo.
Nella prima meta del '500, a seguito di gravi eventi bellici, i Cavalieri di S. Giovanni si rifugiarono a Malta e, da allora presero il nome di Cavalieri di Malta. In Foggia l’antica ecclesia Sancti Joannis de Templo, passata già ai Cavalieri di San Giovanni, divenne la chiesa di San Giovanni di Malta si trovava fuori della porta Arpana. A livello dell’attuale chiesa di San Giovanni Battista. La collinetta su cui sorge l'attuale chiesa di S. Giovanni Battista. con le casette d'intorno e che si estende verso nord fino a comprendere tutta la zona della Taverna dell’Aquila e verso est per circa 100 metri sulla via San Lazzaro che mena a Manfredonia, era il sito dell’antico suburbium Templi. La politica accentratrice di Federico II apporterà ulteriore prosperità al centro abitato di Foggia, che sarà prescelto nella riorganizzazione politico-amministrativa dello stato svevo fra le residenze più frequentate dallo stesso imperatore, che vi erigerà pure un palazzo fuori la Terra Vecchia, contribuendo ancora di più all'espansione urbana della città.
Foggia acquisterà una nuova fisionomia e nuovi quartieri, come la "civita", sorta intorno alla chiesa di Santa Maria. La "civita" si sviluppa oltre che intorno alla chiesa di Santa Maria, anche lungo la via pubblica, o piazza pubblica, oppure piazza mercantile, l'attuale via Arpi, nel tratto che si estende a Nord-Est di Piazza de Sanctis. Pressappoco questo punto di Via Arpi veniva chiamato anche "capo la piazza", allo scopo di indicare il punto più esterno della "civita" sorta al di fuori del "castrum" più antico, come il "capo la Terra" rappresentava, invece, il termine della Terra Vecchia. II re di Napoli, Ferdinando IV, venuto a Foggia per le nozze del principe ereditario Francesco con l’arciduchessa Maria Clementina d’Austria il 14 Agosto del 1797, entra in città dalla "Porta di S. Agostino" ed attraversa la strada "dei mercanti" fino al Pozzo Rotondo. Lungo questa strada si sono sviluppati, dopo la 'terra vecchia", tutti gli altri quartieri più antichi sorti fuori del "castrum". La costruzione del palazzo di Federico II di Svevia occuperà un'ulteriore area già periferica, che permetterà alla città di continuare il suo sviluppo urbano in direzione nord-est. L'agglomerato urbano trabocca, quindi, dopo il duecento, fuori della cerchia fortiticata della "terra vecchia" ed è necessaria la costruzione di una nuova cinta di mura, che si estendera pressappoco lungo le attuali Via Manzoni, Fuiani e Corso Garibaldi. Nel 1229, però, sappiamo con certezza che proprio l’imperatore Federico II ordinerà di radere al suolo le mura ed i bastioni della città di Foggia, perche questa gli si era ribellata. È probabile, però, che l’imperatore non abbia eliminato del tutto le fortificazioni della città; Foggia, infatti, era una città di pianura che non aveva difese naturali. Questa caratteristica impose sicuramente, almeno nei secoli successivi, forse con l'avvento degli Angioini, nuove fortificazioni. Certamente non si tralta di mura costellate da torri o bastioni, ma almeno di fossati ed aggeri formati con la terra rimossa. Di una città senza mura ci parla Domenico da Gravina in una "Chronica" compilata verso il 1349. Nei primi anni del settecento, il canonico Gerolamo Calvanese scrive di Foggia: "E' sprovveduta nientemeno di muraglie, essendo diroccate ed occupate da casamenti quelle che vi edificarono i re Normanni e le torri, colle quali tu adornata da Federico II". Nel periodo angioino Foggia è divisa in diversi quartieri, chiamati "pittagi", termine già citato nel "quaternus de excadencis" di epoca federiciana e che trova forse origine dal tardo latino "pittacium", "scheda", "libro", secondo il Faraglia: notamento dei cittadini abitanti in un rione per l’esazione delle imposte". Il termine sopravviverà fino alla fine del seicento. Nel "bona regalia", di età angioina, documento stilato allo scopo di avere un quadro generale delle rendite del re, appaiono indicati, oltre ai quartieri di Sant'Angelo e di San Tommaso, sorti intorno alle omonime chiese, i più antichi rioni di "Maniaporci" e "Bassano", oltre a quello di Santa Maria, sorto nei pressi della chiesa dedicata all’Iconavetere. Altro pittagio citato in "bona regalia" è quello del palazzo, sviluppatosi intorno alla residenza federiciana [9]. Foggia acquisterà sempre maggiore importanza, fino a diventare, dopo la costruzione del palazzo di Federico II di Svevia, una delle città più ricche del regno delle due Sicilie. A ciò contribuirà anche la dominazione angioina, la cui corte sarà spesso a Foggia e nel 1273 vi celebrerà le nozze di Beatrice, figlia del re Carlo con Filippo I di Courtenay, rampollo dell'imperatore di Costantinopoli, Balduino. Le viscere dello stesso re Carlo d'Angiò, morto a Foggia nel 1254, saranno conservate nella chiesa di S. Maria. Re Carlo aveva fatto edificare in Foggia un "Palazzo per sua abitazione", di cui nella prima metà del settecento esistevano ancora: "poche camere con finestre alla Gotica ridotte". Attualmente, murati in una cantonale del palazzo Farina, di fronte alla Cattedrale, abbiamo delle colonnine con raffinati capitelli, che la tradizione indica come gli ultimi resti del palazzo del re Carlo d'Angiò; unica cosa certa è la fattura di questi elementi architettonici minori, sicuramente coeva dell’epoca angioina. Il palazzo dei d'Angiò, costruito nei pressi della Cattedrale, al centro della città, è molto probabilmente lo stesso "Palazzo Regio sito in Foggia" dove risiedeva il vescovo di Troia durante la permanenza nella nostra città, verso il 1329.
Dall'epoca sveva a quella angioina, due furono i fattori trainanti dello sviluppo economico di Foggia: il commercio e l'agricoltura. Testimone dell’importanza commerciale acquisita dalla città e la presenza di un ufficio per lo "Jure cambii" che darà poi il nome ad un intero quartiere, citato pure nello stesso elenco di beni che la corte angioina aveva in Foggia, il "Pittagio cambii". Don Pasquale Manerba parla di due documenti: il primo è il "Jus Cambii" che si novera tra dritti reali in Foggia. "Era questo uno de' dazj dall'Imperatore Federico imposto sopra il cambio della moneta, dazio che dal bancheretto, ossia cambiatore, veniva pagato. Secondo un Rito Camerale solto questo titolo. Ora untal dazio non si trova se non nelle Baglive delle città commercianti di primo ordine. Il secondo argomento nasce dal vedere che vi era una specie di Borsa pubblica, la quale aveva dato nome ad uno dei Rioni della Città, Pittagium Cambii. In questo rione doveva essere il Fondaco Regio, e presso al Fondaco l’officina del cambio".
Dal luogo dove veniva esercitato il cambio, prese nome anche una stradina, il 'Vico del Cancio', la cui ubicazione, al centro dell’omonimo quartiere spesso citato nel '500 e nel '600, era nei pressi del palazzo Marzano-Taturi, in Via Arpi, angolo Vico Peschi. Nel settecento i Tafuri erano ancora proprietari di un "Cellaro" o tondaco detto “la Gabella" adibito a cantina, forse l’antico locale occupato dal banco del cambio. Nel trecento la città aveva nuovi quartieri ed il suo sviluppo sarà stimolato nel secolo successivo dagli Aragonesi che con Ferrante I disposero il trasferimento della Regia Dogana delle Pecore da Lucera a Foggia. Quest'ultima era una particolare istituzione preposta, sul tipo della "mesta" spagnola, alla transumanza delle greggi dai monti dell’Abruzzo verso la Pianura Dauna. La Regia Dogana, era stata istituita dagli Aragonesi al fine di sfruttare i pascoli demaniali, aggiugendovi anche alcuni pascoli privati ed obbligando, sotto pagamento di una tassa, i proprietari di armenti a far svernare le pecore nei territori soggetta ad essa. La città, a partire dal cinquecento, acquisterà sempre più caratteri commercianti e cosmopoliti. La vecchia borghesia cittadina si arricchisce di un nuovo dinamismo altraverso il notevole incremento dell'interscambio commerciale legato ai prodotti della pastorizia e soprattutto della lana.
La lana veniva conservata in centinaia di fondaci sparsi per tutta la città, i cui proprietari erano spesso commercianti di altre città. L'afllusso di gente nuova corrisponde contemporaneamente all’afflusso di nuove ricchezze, alla costruzione di nuovi palazzi ed all'estendersi dell’abitato fuori porta, estensione caratterizzata, in un primo momento, dalla presenza di conventi e chiese, di cui, almeno le più antiche: Santa Cecilia e Sant'Augusta, poi S. Giusta, verso Troia; mentre San Giovann Vecchio, S. Stetano, il S. Sepolcro, S. Lazzaro, S. Marco e S. Jacobo, tulte sorte al lati della strada e tratturo che da Foggia raggiungeva il Candelaro. La città inizierà ad estendersi lungo questi due tratturi cercando di ricongiungersi con i conventi sorti fuori porta di San Francesco e dei Cappuccini ad ovest e nord-ovest e di Gesù e Maria e del Carmine ad est e sud-est. Anche da questi lati sorgevano già delle chiese più o meno antiche, verso i Cappuccini abbiamo quella di San Nicola, pertinenza dell’abbazia di S. Maria di Pulsano, oltre alla cappella della Croce e la chiesa di S. Maria di Loreto verso Gesa e Maria, la chiesa di S. Antonio Abate ed oltre, più lontana, quella di S. Lorenzo in Carminiano. In una pianta conservata presso la Biblioteca Angelica di Roma e risalente alla fine del cinquecento la città appare cinta da alcune ditese, certamente non si tratta di vere e proprie mura (non si hanno documenti attestanti l'esistenza), ma di steccati o più sicuramente di aggeri di terra. Ancora oggi, l'ingresso verso l'area urbana che rappresenta il nucleo più antico, a lisca di pesce, del centro storico di Foggia, tra Via Manzoni e Corso Garibaldi, e caratterizzata da un costante dislivello altimetrico, più o meno rilevante, superato da leggeri pendii o scalette, che salgono tulte verso il centro storico. Nella pianta cinquecentesca appaiono citate: Porta Grande, inglobata nell’antico palazzo di città, Porta Piccola o di S. Agostino oppure Porta Troia; la Porta di S. Tommaso, o nuova o Lucera, la Porta di S. Domenico e Porta Fleale all’incrocio dell’attuale Via Duomo con il Corso Garibaldi. Sono scomparse le più antiche aperture di "Mania Porte" e la "portam suburbii Bassani" citate nel tredicesimo secolo. Queste porte furono forse abbaltute, una volta incorporate dall’espansione urbana verso la seconda cinta ditensiva della città o, probabilmente cambiarono nome. Casimiro Perifano riferisce, tra l’altro, che la porta ubicata nei pressi della chiesa di S. Domenico era chiamata un tempo "Porta Reale" perchè immetteva nel "vasto recinto" della Reggia di Federico II di Svevia. Nella pianta dell’Angelica, la Porta Reale è indicata come quella che si apriva all’incrocio di Via Duomo e Corso Garibaldi. In merito al numero totale delle porte di Foggia uno degli autori locali più antichi, il Morra, scrive che erano sette, ma sicuramente non è detto che esistessero tutte e sette contemporaneamente, tale cifra è da considerare come totale delle porte che si sono avute a Foggia nel corso dei secoli. Verso il seicento accanto alla produzione laniera era altivo anche un artigianato minore di cuoiai e speziale, che popolavano le stradine più interne della città. Importantissimi per la storia dello sviluppo urbano è l'origine toponomastica delle varie strade del centro storico cittadino, in molti registrini dei pesatori della lana è indicato il luogo dove sorgevano i fondaci citati.
Con gli ultimi anni del seicento appaiono le prime citazioni di fondaci situati fuori porta, sono i prodomi di un primo sviluppo urbano oltre la seconda cerchia difensiva, sviluppo che avrà il suo culmine nella prima metà del settecento, dopo il terremoto del 1731. Nei registri che vanno dal 1554 al 1594 sono citati un fondaco situato nel "Cortiglio della Catena" e nella "Taverna dell'Aquila". Si tratta di due edifici posti fuori Porta Grande, la Catena era una stalla con annessa taverna. Dopo il terremoto del 1731, la città riprenderà con maggiore slancio la sua crescita demografica ed urbana, con l'erezione di palazzotti gentilizi e file di casupole minori fuori porta, seguendo nuove direttrici indirizzate lungo i tratturi e gli "stradoni" che conducevano a due dei conventi più importanti della città, quello dei Minori Osservanti di Gesù e Maria e l'altro dei Padri Cappuccini, oggi scomparso ed esistente nel luogo dove è stata eretta la Cappella all'aperto dedicata all’Iconavetere. Questo notevole impulso edilizio è attestato dal catasto di Foggia "iniziato nel 1741", documento in cui vengono citate numerose abitazioni ubicate fuori porta, in un nuovo quartiere chiamato "borgo Sant'Antonio". Quest'ultimo rione, che in tempi più recenti, sarà in parte chiamato anche "Borgo Scopari", sorse fuori la Porta di San Domenico e la Porta Reale, a ridosso della chiesa scomparsa di Sant'Antonio Abate. Nello stesso largo di Porta Reale sarà realizzato anche un nuovo palazzo che ospiterà la Regia Dogana. Prima del disastroso terremoto del marzo del 1731, già erano stati costruiti alcuni palazzi fuori porta; è impensabile, infatti, che solo dopo una decina di anni dal terremoto, si fosse già formato il borgo di Sant'Antonio con le sue numerose abitazioni, più volte citate nel catasto del 1741. Foggia si era già estesa verso il convento di Gesù e Maria, raggiunto da un omonimo "stradone". La costruzione del Conservatorio delle Pentite, fondato nel 1723 ed oggi scomparso, sorgeva in Via Saverio Altamura, nel luogo oggi occupato da un parcheggio per auto. Una nuova strada, nel settecento, prese nome da questo edilicio religioso. La zona alle spalle del nuovo Palazzo della Regia Dogana, verso l'incrocio tra l'attuale Corso Garibaldi e via Fuiani, era chiamata la "Madonnella", dove risiedeva una comunità di Albanesi. Intanto l'abitato si era esteso fuori le mura con altri tre quartieri o borghi: S. Antonio Abate, San Francesco Saverio e le Croci.
[modifica] Edilizia nell'Ottocento
Verso la prima metà dell'ottocento, venivano realizzate una serie di opere pubbliche, che prolungavano i percorsi cittadini fuori porta, contribuendo all'urbanizzazione della periferia a sud e ad est del centro storico. Tra le opere, la Villa Reale (oggi comunale) nel 1824 con boschetto tutto tracciato da vie tortuose come i giardini inglesi, con due colline, di cui una con fontana a cascata e con vallette. L'ingresso della Villa è decorato da un prospetto formato da due serie di colunne di ordine Tuscanico, ciascuna di quattordici, il tutto disposto a portico rettilineo, con due casine agli estremi. Le tacce esterne delle Casine sono bugnate e coronate dal cornicione che sovrasta le colonne. Altre opere sono il Palazzo Comunale ed il nuovo Teatro abbellito, con porticato fronteggiato da una serie di sei colonne e l'ingresso in un vasto androne, nel quale sono presenti due gradinate a destra ed a sinistra. Sia il Teatro che il Prospetto della Villa Reale sono opera di Luigi Oberty di Monton ingegnere Provinciale nella Capitanata. Anche la facciata neoclassica della chiesa di San Francesco Saverio, ritatta nella prima metà del XIX secolo, e attribuita all'Oberty, che completerà il suo percorso neoclassico con un'altra opera pubblica, la sovrastruttura decorativa della facciata dell'antico palazzo comunale, il cui prospetto, dal lato del Piano della Croce, sopra Porta Arpi, risente maggiormente del tratto dell'Oberty. L'ottocento si apriva quindi per Foggia ad un nuovo stile architettonico, quello neoclassico, che ebbe nella persona dell'ingegnere provinciale Luigi Oberty, un validissimo rappresentante. L'impronta neoclassica dell'Oberty prosegue fino all'Orfanotrofio Maria Cristina e l'annessa chiesa di S. Maria della Croce, oggi purtroppo abbattuti. Sicuramente l'Oberty progetta a Foggia anche edifici privati. Testimonianze neoclassiche minori fanno capolino fra i palazzi gentilizi foggiani, come nel maestoso portale leonino che costituisce l'ingresso al palazzo Marchesani-Villani in via Manzoni, o nel ritatto prospetto del Palazzo Perrone in Corso Cairoli. Lo stile neoclassico, comunque, come altri, giunse leggermente in ritargo a Foggia.
Nel XIX secolo, nuove e spaziose vie collegano il centro con la periferia. Il Borgo di Sant'Antonio Abate, e detto Borgo Scopari per la presenza in loco di alcuni artigiani che lavoravano tali prodotti, la cui memoria toponomastica era presente negli scomparsi vicoli Scopari, Stracci e Giungai. Questo quartiere sarà rappresentato in una pianta del 1333, con palazzi gentilizi nella parte più esterna ed umili case nell'area interna del borgo, intersecato da strettissime viozze di cui sopravvivono oggi solo i vicoli "Arco Galiano" e "Le Granate" entrambi accomunati dalla presenza di graziosi archi che, insieme all'androne aperto del palazzo Buonfiglio, caratterizzano il corso G. Garibaldi, in quel tratto già chiamato "Strada Porta Reale". Anche allinterno del centro storico, si hanno dei cambiamenti, nel cuore della città vecchia, viene realizzata una piazzetta al Largo Peschi, in fondo all'omonimo vicolo, sarà questa la prima porzione di quella che verrà poi chiamata Piazza Mercato. Una visione più completa dello sviluppo urbano di Foggia nell'ottocento ci viene data dalla pianta della città eseguita dall'architetto Luigi Mongielli; a volte indicato come ingegnere, questo professionista foggiano è il primo ad eseguire una completa ed esatta topografia deIl'abitato e del territorio comunale. Di lui ne resta oggi una relativa al centro abitato, conservata presso il Museo Civico di Foggia. Nella pianta del Mongelli la città si estende verso nord fino alla zona dell'attuale cavalcavia per Manfredonia; ad Est fino alla Villa Comonale; a Sud-Est è delimitata dall'attuale Corso Matteotti, già via le Ville, a Sud dalla chiesa del Carmine e dal Convento di San Pasquale; verso Sud-Ovest ed a Ovest poche cortine di case soperano l'attuale Via Fuiani, a Nord-Ovest lo sviluppo del Borgo Croci raggiunge la chiesa omonima senza prolongarsi ancora fino al Convento dei Cappuccini, oggi distrutto ed un tempo posto in fondo all'omonima strada.
Entro questi limiti si era ormai stabilizzato lo sviluppo urbano che aveva caratterizzato il periodo che va dal dopo terremoto fino alla prima metà dell'ottocento. Per un nuovo momento di crescita edilizia, bisognerà aspettare un altro importante evento storico, l'unità d'Italia e gli anni in cui l'amministrazione comunale sarà retta dal sindaco Lorenzo Scillitani, in particolare il periodo che va dal 1866 al 31 Dicembre del 1872. La città assume un nuovo aspetto con le strade pavimentate mediante pietre laviche, pietra bianca e acciottolato. Ecco finalmente alimentare il sentimento patriottico, consacrando alla memoria di Vincenzo Lanza uno splendido monumento in marmo in mezzo ad una piazza cittadina (ora Piazza U. Giordano) Alla fine del secolo scorso, caratterizzarono lo sviluppo urbano anche la costrozione del nuovo liceo, poi il tribunale ed oggi sede dell'università e della stazione ferroviaria. La stazione ferroviaria è ampia, sormontata da una gran volta di vetri di telai di ferro, comprende parecchi edifici, per gli uffici, per le officine, per gli alloggi.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Al censimento del 2001, Foggia è risultata al venticinquesimo posto tra i comuni italiani per numero di abitanti, avanti a Ravenna e dopo Livorno.
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie
La popolazione di provenienza straniera residente nel comune di Foggia è aumentata notevolmente dal 2003, fenomeno che segue la tendenza nazionale.
Nel corso dell'anno 2007, si sono iscritti ai registri dell'anagrafe del comune di Foggia 873 stranieri provenienti dall'estero. Gli stranieri cancellati dai registri dell'anagrafe locale sono stai invece 328,di cui nessuno cancellato per morte, 248 per trasferimento ad un altro comune e 13 per trasferimento all'estero.
I minorenni stranieri residenti nel territorio comunale sono 519: di essi 293 sono nati in territorio italiano[10].
Gli stranieri regolari residenti a Foggia sono 2732 (1269 maschi e 1463 femmine). Le comunità più rappresentate sono[11]:
Romania: 540
Ucraina: 331
Albania: 319
Macedonia: 307
Cina: 232
Polonia: 204
Marocco: 140
Pakistan: 70
Tunisia: 46
[modifica] Qualità della vita
| Anno | Qualità della Vita (Sole 24 Ore) | Qualità della Vita (Italia Oggi) | Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente) |
|---|---|---|---|
| 2004 | 101° | 77° | 54° |
| 2005 | 100° (+ 1) | 91° (- 14) | 56° (- 2) |
| 2006 | 102° (- 2) | 91° ( - ) | 74° (+ 1) |
| 2007 | 101° (+ 1) | 80° (+ 11) | 55° (+ 19) |
| 2008 | 99° (+ 2) | 57° (+ 23) | 81° (- 26) |
[modifica] Lingue e dialetti
| Per approfondire, vedi la voce Dialetto foggiano. |
| « Che 'u munnë è amalamendë né ruverë. E quiëstë l'agghië vistë a'u cëmëter |
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(A'u cëmëter, poesia di Raffaele Lepore)
|
Per dialetto foggiano o dauno-appenninico si intende una variante di lingua romanza parlata a Foggia e nei centri vicini. Rientra nei dialetti pugliesi settentrionali a loro volta connessi al gruppo dei dialetti italiani meridionali. Avvenimenti come la costruzione della dogana delle pecore nel 1447 furono importanti per il successivo sviluppo della lingua: la grande affluenza di pastori, specie abruzzesi, unita all'importanza che la città e la sua fiera stavano assumendo anche a livelli più generali, ne provocò l'evoluzione. Nel XVIII secolo la città subì una crisi e si avvicinò ai dialetti pugliesi, pur mantenendo notevoli elementi propriamente abruzzesi e napoletani (acquisiti dalla permanenza nel Regno di Napoli).
[modifica] Proverbi e modi dire in dialetto foggiano
I proverbi foggiani sono molti, ma qui vengono elencati i più usati:
- Chi spute 'ngile 'mbacce li véne (Chi sputa in cielo, in faccia gli torna), viene detto quando ti ricade contro una cosa fatta da te;
- N'agghje fatte a 'timp a dice: "Crìste, ajuteme" (Non ho fatto in tempo a dire: "Cristo, aiutami"), viene detto quando accade una cosa improvvisamente;
- Stèce appezzecàte k'a sputàcchje (E' appicicato con la saliva), viene detto di un lavoro fatto molto male;
- U cane muzzekèje sèmb'o strazzàte (Il cane azzanna sempre lo straccione), cioè che chi sta peggio degli altri ha sempre i guai;
- Fatte, cutte, magnàte! (Fatto, cotto e mangiato), viene detto quando una cosa viene risolta in una quantità minima di tempo
- Quand n'a porte se chiude, s'apre nu purtone (Quando una porta si chiude, si apre un portone), quando finisce un'esperienza c'è ne subito una migliore;
- Só cume u dijàvele e l'acqua sande (Sono come il diavolo e l'acqua santa), si dice in occasione della presenza di due persone totalmente differenti.
[modifica] Istituzioni, enti, associazioni
[modifica] Sanità
Nella città hanno sede diverse strutture sanitarie, sia pubbliche che private. I poli ospedalieri più grandi sono tre: gli ospedali riuniti, l'ospedale D'Avanzo e l'ospedale Santa Maria bambina. Le principali strutture specializzate sono invece villa Igea, villa Serena e la nuova Clinica San Francesco.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
Nonostante Foggia sia stata danneggiata più volte da devastanti terremoti e dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, numerose sono le testimonianze storiche e architettoniche del suo illustre passato.
Il maggiore monumento cittadino è la Cattedrale, già Collegiata di Santa Maria. Eretta nel XII secolo e più volte modificata, conserva all'esterno buona parte dei raffinati prospetti romanici in pietra squadrata e scolpita, col prezioso cornicione popolato di sculture e, sul fianco sinistro, il ricco Portale di San Martino. Medievale è anche la suggestiva cripta, con notevoli capitelli. In età barocca il tempio fu ristrutturato globalmente, all'esterno mutando la parte superiore dei prospetti e innalzando il raffinato campanile lapideo con coronamento a guglia, e all'interno riplasmando in discreto stile rococò l'impianto architettonico, una croce latina con cupola a scodella decorata con sobri ornati a stucco. Nell'aula, relativamente spaziosa, spicca l'imponente altare maggiore settecentesco in marmi policromi, con due grandi angeli marmorei scolpiti e firmati da Giuseppe Sanmartino. Sulla controfacciata, inoltre, troneggia una grande tela di Francesco De Mura, mentre altri preziosi altari napoletani del Settecento decorano le cappelle (due delle quali ospitano statue lignee di Giacomo Colombo). Di particolare pregio risulta la cappella maggiore dell'Iconavetere, a lato del presbiterio, con cancellata bronzea e ricco altare marmoreo della fine del Seicento.
Nel territorio urbano, tra i diversi luoghi di interesse storico e artistico emergono la chiesa di Gesù e Maria, tardobarocca, Palazzo Dogana in Piazza XX Settembre, la Chiesa del Monte Calvario o delle Croci, monumento nazionale, in Piazza Sant'Eligio, i Tre Archi di Porta Arpana o Porta Grande, l' Arco del Palazzo Imperiale di Federico II in Piazza V. Nigri. Nella città vecchia, infatti, sorgeva il maestoso Palazzo Imperiale dell'Imperatore Svevo che, come si legge sull'epigrafe dell' Arco, considerava Foggia sede imperiale preferita. Sono in atto ricerche per l' individuazione dei resti del palazzo. Altre testimonianze del passato sono il Pozzo di Federico II in Piazza Federico II, l' Epitaffio in Via A. Manzoni, la Chiesa di San Lorenzo in Carminiano sulla Strada del Salice Nuovo e, nell'area alle porte della città dove sorgeva l' antica città di Arpi, l' Ipogeo della Medusa e la Necropoli e il Parco Archeologico di Passo di Corvo. Di notevole interesse storico ed artistico sono le tante chiese,in stile barocco e rococò, disseminate su tutto il territorio della Foggia antica; tra queste risaltano la seicentesca Chiesa de Morti, sita in piazza Purgatorio, attualmente in fase di restauro e la graziosa Chiesa della Madonna Addolorata dalla facciata riccamente ornata, sita nell' omonima piazza in cui si accede attravero un suggestivo arco che ne riprende il nome. Inoltre il sottosuolo della città vecchia è attraversato da passaggi e cunicoli che conducono solitamente alle cripte di alcune chiese; attualmente gli ipogei visitabili sono tre, altri sono in fase di scavo. Uscendo dal centro storico, di fronte ai Tre Archi spicca la Basilica di S. Giovanni Battista, dalla sobria facciata barocca.
Accanto a questi, spiccano anche la vastissima Villa comunale (all' interno della quale sono in atto scavi inerenti un sito del Neolitico - VI millennio A.C.) con austero pronao neoclassico (la Villa è per dimensioni il secondo giardino pubblico dell'Italia centro-meridionale, e fu realizzata nel XIX secolo su modello della Villa Floridiana di Napoli), il Palazzo delle Poste in stile liberty e la Fontana del Sele in Piazza Cavour (inaugurata il 22 marzo del 1924).Sempre nella parte ottocentesca della città è situata una delle piazze più importanti, Piazza Umberto Giordano, intitolata al noto musicista e che ospita il complesso monumentale che rappresenta il maestro attorniato dalle sue celebri opere.In fondo a Corso giannone si staglia imponente il neoclassico Palazzo Barone che ospita una casa di cura per anziani. Nei dintorni del centro urbano, sorgono Borgo Segezia, il Santuario dell' Incoronata e Borgo Arpinova, importanti siti storici, archeologici e religiosi, dei quali si parla a parte nella sezione Frazioni.
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Chiese
Le chiese di Foggia sono 43 e la loro storia si intreccia con la storia religiosa, sociale ed artistica della città. Tra di esse da segnalare la Cattedrale di Foggia, la Chiesa delle Croci o di Monte Calvario, la Chiesa di San Tommaso e di San Giovanni Battista. Importante è anche la chiesa della "Beata Maria Vergine Madre di Dio Incoronata", presso Borgo Incoronata, frazione di Foggia.
| Per approfondire, vedi la voce Chiese di Foggia. |
[modifica] Altri luoghi di culto
A Foggia, oltre alle chiese cattoliche, vi sono due luoghi di culto importanti non cattolici.
- Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni, dove si riuniscono i mormoni.
- Sala del Regno dei Testimoni di Geova di Foggia, dove si riuniscono i testimoni di Geova.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Palazzi storici
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[modifica] La villa comunale
L'ingresso principale è costituito dall'imponente pronao, composto da 28 colonne di ordine tuscanico disposte in doppia fila, progettato nel 1820 dall'ingegnere Luigi Oberty, cui si deve anche il disegno della facciata della Chiesa di San Francesco Saverio, del Teatro e dell'ospizio "Maria Cristina" e della Chiesa della Madonna della Croce (o della Neve). Già nel 1806 Gioacchino Murat aveva proposto la costruzione di "casini" e giardini ai lati di una villa pubblica. La città- giardino, che sarebbe sorta intorno alla villa, sarebbe stata lottizzata e offerta in vendita. Ma nessuno rispose, perché i "decurioni" si opposero alla divisione del territorio di "Pila e Croce" [12]. Fu aperta solo una Villa, la cosiddetta Villa Reale, che nel piano del 1819,non comprendeva né le 700 versure, né le 600 versure del boschetto, come era purprevisto nel primo piano regolarmente approvato, ma molte di meno. Costruito nel 1827, il pronao o propileo della Villa Comunale, fu distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, venne poi riedificato nel 1950.
[modifica] Teatri
| Per approfondire, vedi la voce Teatri di Foggia. |
[modifica] Teatro Umberto Giordano
I lavori per la costruzione del Teatro Comunale a Foggia iniziarono nel 1825 e terminarono nel 1828, anno in cui fu inaugurato ed intitolato al re Ferdinando. Era uno dei più importanti teatri del regno. Il progetto si deve all'architetto napoletano Luigi Oberty che gli impose il raffinato stile neoclassico, in voga a quei tempi e che arricchisce molti scorci della Foggia ottocenteca. Il teatro però risultò essere insufficiente per ospitare il grande pubblico foggiano cosicchè, a pochi anni dall'apertura, fu ampliato e l'iniziale progetto dell'Oberty fu rivisitato sostituendo all'originario peristilio a sei colonne tre ampi fornici e le finestre del primo piano furono tramutati in balconi. Al suo interno rivela la tipica forma a ferro di cavallo, tipico dei teatri all'italiana, con tre ordini di palchi decorati con stucchi; l'ampia volta che lo ricopre non è decorata sfarzosamente ma è impreziosita da un pregevole lampadario di cristalli. Grande attenzione fu data alla sistemazione del ridotto che è decorato con quattro statue dei sovrani del tempo: Francesco I e Maria Isabella e i successori Ferdinando II e Maria Teresa. Il nome del teatro passò dopo l'unità d'Italia da "Real Teatro Ferdinando" a "Teatro Dauno" e nel 1928 fu dedicato al compositore foggiano Umberto Giordano. Il Teatro Comunale attualmente è soggetto ad una delicata fase di restauro che lo riporterà al suo antico splendore.
[modifica] Altro
[modifica] Piazze di maggiore interesse
- Piazzale Italia, un tempo la piazza, priva di una denominazione propria, era indicata con lo stesso nome della Caserma "Miale da Troia" (oggi sede della Polizia di Stato) che vi si affaccia. Si chiamò cosi sino al 4 giugno 1928, giorno in cui venne a Foggia Vittorio Emanuele III, re d'Italia, per scoprire le due lapidi poste sulla facciata della Caserma, recanti il "Proclama dell'entrata in guerra" e il "Bollettino della Vittoria" e per inaugurare il così detto "Parco della Rimembranza", costituito da cinquecento alberi di pino, ciascuno adornato da tripode recante una targhetta in ferro smaltato col nome di un eroe caduto nel corso della prima guerra mondiale. La piazza venne poi denominata Piazza XXVIII Ottobre a ricordo dell'episodio rivoluzionario che, al comando dell'on. Giuseppe Caradonna, partì da quel Iuogo il 22 ottobre 1922 per congiungersi ai fascisti armati che si erano concentrati a Santa Marinella, Monterotondo e Tivoli onde partecipare il 29 ottobre dello stesso anno alla cosiddetta "marcia su Roma", predisposta da Benito Mussolini allo scopo di conquistare il potere. Dopo qualche anno, il 4 novembre 1931, il Parco venne arricchito da due pali, posti su grandi basi artistiche in pietra, di circa trentacinque metri ciascuno, denominati "Antenne della Vittoria", sui quali venivano issati nei giorni festivi, il tricolore e il drappo recante i colori della citta". Con la guerra ed i bombardamenti del 1943 si ebbero alberi divelti, scomparvero i tripodi e profonde buche furono scavate dalle esplosioni delle bombe. Dopo l'armistizio, durante il periodo della ricostruzione, la piazza fu intitolata al navigatore genovese Cristoforo Colombo, ma, in seguito, cambio nome in Piazzale Italia quando, al centro di essa, il 22 ottobre 1959, venne trasferito il monumento ai Caduti in Guerra, opera dello scultore Amleto Cataldi, che era collocato in piazza Lanza (oggi piazza Giordano). Il monumento ai Caduti in guerra venne inaugurato solennemente il 4 giugno 1929 dal re Vittorio Emanuele III. Sullo stesso luogo prima c'era il monumento Vincenzo Lanza, opera dello scultore Beniamino Calì, che venne inaugurato il 22 ottobre 1871. Oggi la piazza si presenta risistemata per evidenziare il Monumento ai Caduti in Guerra ed i palazzi (la Caserma "Miale da Troia", il Palazzo degli Studi, il Palazzo delle Statue, il Palazzo dell'Università che ne determinano il perimetro.
- Piazza Umberto Giordano, che è stata restituita alla città nel 2008 dopo un dovuto restauro, possiede molte statue. La statua principale è quella dedicata a Umberto Giordano, costruita dal veneziano Romano Vio nel 1962. La statua in bronzo è al centro e accanto ad essa sono riuniti gruppi riferiti alle sue opere più famose, come Mese Mariano, Siberia, Marcella, la cena delle beffe, il re, Fedora e Andrea Chenier.
- Piazza Cavour, la pentagonale piazza Cavour è impreziosita al centro da una caratteristica fontana detta "Fontana del Sele" ma più comunemente "Fontana di Piazza Cavour", la quale fu messa a ricordo del tempo in cui la città potè beneficiare, dopo lunghi anni di attesa, dell'ambita linfa del Sele.A fare da sfondo alla ottocentesca piazza vi è l'elegante pronao in stile neoclassico che permette di accedere alla villa. Alla destra si stagliano le due cupole che sovrastano il bel palazzo dell' Acquedotto pugliese, mentre alla sinistra fa da angolo la semplice ed elegante facciata del palazzo che oggi ospita l' Università. Dei vari lati che racchiudono la piazza, uno di quelli che non è stato toccato dalla ricostruzione di enormi edifici negli anni settanta, è quello che ospita il bel palazzo Mandara, edificato nell' ottocento.
- Piazza XX Settembre, largo settecentesco ospita immobili di immenso valore; a farne da sfondo il neoclassico colonnato bianco della chiesa di S. Francesco Saverio, ai lati la mole del Palazzo della Dogana nuova, un tempo sede della provincia, oggi utilizzato come contenitore culturale. Sul lato opposto il bel palazzo che ospita la sede dell' archivio di Stato. Di fronte al colonnato della chiesa ,in fondo a via Duomo, si staglia lo splendido campanile della Chiesa Madre.
- Piazza del Pozzo Rotondo o piazza Federico II, è una piazza che sorge nell' antico centro storico in cui anticamente vi era un pozzo, probabilmente fatto costruire da Federico II. Fino agli inizi del novecento in quel sito vi era posizionato il busto dell' insigne pittore Saverio Altamura.In epoca fascista il busto fu sostituito da una scultura che riprende le forme e le decorazioni di epoca federiciana di quello che doveva essere l' antico pozzo medievale e che faceva parte del palazzo federiciano. Ancora oggi scorre l'acqua in questo pozzo, anche se non è potabile.
- Piazza Baldassarre, situata alla metà della via più antica della città, ospita attualmente una graziosa fontana a specchio d'acqua a ricordare quella realizzata nel 1831 dallo scultore Antonio Bassi, distrutta dai bombardamenti del 1943.
- Piazza Purgatorio, una delle più antiche piazze della città vecchia, è mensionata anche in cartine di epoca medioevale. Secondo studi accertati sorge nel luogo dove durante il medioevo Federico II fece erigere il suo grandioso palazzo. L'edificio più importante è sicuramente la seicentesca chiesa di S. maria della Misericordia, anche detta delle anime del Purgatorio o dei Morti; attualmente in fase di restauro cela al suo interno uno dei più bei esempi di barocco pugliese.
- Piazza Cardinale Pericle Felici, è una delle piazze più antiche della città, trovandosi nel centro storico. È delimitata per un lato dalla parte longitudinale della Cattedrale, dove campeggia elegante e ricco di decori l'alto campanile edificato dopo il terremoto del 1731 in stile barocco; sullo stesso lato si trovano la Chiesa del Succorpo o Cripta. La piazza è inoltre affollata da molti giovani foggiani, il sabato sera, per la grande quantità di pub e locali che la popolano.
- Piazza F. De Sanctics, è una piazza vicina a Piazza Cardinale Pericle Felici, in questa piazza si staglia imponente la restaurata facciata della Chiesa Madre; ai lati si trovano palazzi antichi di indubbio valore architettonico come quello che attualmente ospita la scuola elementare G. Pascoli.
- Piazza Cesare Battisti, situata appena fuori il tracciato del quartiere antico, questa piazza ospita la neoclassica facciata del Teatro Comunale Umberto Giordano, opera dell' architetto Luigi Obertj; alla destra del teatro vi è l'alto palazzo chiamato comunemente "il grattacielo" (Palazzo Rubino) per la smisurata altezza che differisce dallo skyline della città. In questi mesi è in atto un restauro della piazza, con nuova pavimentazione e arredo urbano.
- Parco Volontari per la Pace, meglio conosciuta come Piazza Libanese, è una piazza che si trova alla fine di Corso Roma. Vi sono molti alberi al suo interno, e inoltre è molto vicina a numerosi centri commerciali.
- Piazza Martiri Triestini, si trova dietro il Municipio ed è dedicata ai martiri morti per difendere Trieste italiana. Inoltre la piazza è molto frequentata da molti giovani per i tanti locali notturni.
- Piazza Giovanni Panunzio, situata nei pressi di Corso Roma, è importante soprattutto per il parcheggio Zuretti situato al suo interno, inoltre è possibile anche ammirare del verde.
- Piazza del Lago, chiamata così per la presenza in antichità di un piccolo stagno dove, secondo la leggenda, due pastori videro una tavola di legno affiorare dall' acqua e sulla quale aleggiavano tre fiammelle. Dopo averlo ripulito dalla melma, i due pastori riconobbero il volto di una Vergine con Bambino e la portarono al sicuro nell' antica Taverna del gufo. Attualmente vi è una fontana per ricordare il lago oltre a numerosi locali.
[modifica] Cultura
Dati riferiti al 2008. Dal punto di vista culturale Foggia è sede di tre Festival, uno riguardante il cinema ovvero il Festival del Cinema Indipendente della Provincia di Foggia, giunto alla sua VII edizione e due che riguardano la musica: lo Spazio Giovani Live Festival giunto alla sua XI edizione e lo storico Foggia Jazz Festival, il primo Festival Jazz in Italia, ormai arrivato alla XXIX edizione.
[modifica] Istruzione
Foggia è uno dei più grandi centri d'istruzione in Italia, essendo sede di numerose università. Secondo la classifica annuale fatta da Il Sole 24 ore l'Università degli studi di Foggia è la 44a università in Italia con 365 punti [13]
[modifica] Università
| Per approfondire, vedi la voce Università degli studi di Foggia. |
L'Università degli studi di Foggia, istituita nel 1999, si compone di sei facoltà (Lettere e Filosofia, Giurisprudenza, Economia, Medicina, Agraria e Scienze della Formazione), che raccolgono circa 11.000 iscritti[14], 300 docenti[15] e 450 impiegati tecnico-amministrativi[16]. Nonostante gli ingenti investimenti nell'edilizia universitaria, le sedi delle facoltà non sono concentrate in un campus, ma sparse nel territorio cittadino, oltre che in alcuni comuni della provincia.
La presenza dell'Università a Foggia non è tuttavia sufficiente a bloccare l'emigrazione studentesca verso altre sedi universitarie. Per tale ragione, la città ospita altre sedi universitarie:
- il Politecnico di Bari - sede di Foggia[17], presente dal 1992, offre oggi i corsi di laurea in ingegneria meccanica, ingegneria elettrica, ingegneria civile e ingegneria gestionale, afferenti alla I Facoltà di Ingegneria.
- la Libera Università degli Studi San Pio V di Roma - Polo di Foggia[18], presente dal 1999, che offre i corsi di laurea delle facoltà di Scienze Politiche ed Economia.
- la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici "Gregorio VII", con i corsi di laurea in Traduzione ed Interpretariato di Conferenza.
- il Centro Servizi e-Learning[19], con la scuola superiore per mediatori linguistici.
La formazione in ambito artistico e musicale è affidata a due istituzioni:
- l'Accademia di Belle Arti di Foggia[20], istituita nel 1970 ed ospitata nell'elegante palazzo che in passato fu sede della Banca d'Italia.
- il Conservatorio Statale di Musica "Umberto Giordano" di Foggia[21], che condivide con il Museo Civico, il palazzo presso Porta Arpana o Porta Grande, un tempo ingresso alla città antica. Fondato nel 1914 e divenuto Statale nel 1977.
Per una formazione religiosa, sono presenti:
- l' Istituto Superiore di Scienze Religiose "Giovanni Paolo II", con la Facoltà Teologica Pugliese.
- il Seminario Diocesano "Sacro Cuore"[22].
[modifica] Biblioteche
[modifica] Musei
| Per approfondire, vedi la voce Musei di Foggia. |
[modifica] Museo civico
Il Museo Civico e Pinacoteca Comunale, ospita tre sezioni disposte sui vari livelli della struttura museale. Al piano terreno è stato allestito il lapidario con la tomba della Medusa, portata dal sito archeologico di Arpi, ed altri reperti archeologici e medioevali di origine dauna. Al piano superiore è stata allestita una ricostruzione di una casa tipo sul modello di quelle dei terrazzani; inoltre nelle varie teche sono presenti gioielli e soprammobili, come campane e statue di santi appartenenti a cittadini foggiani che, nel corso del tempo, ne hanno fatto dono al museo. Al secondo piano sono presenti due gallerie che ospitano, la prima, una vasta raccolta di reperti archeologici provenienti dall' antica Arpi e non solo, come vasellame, statue, utensili, oggetti in bronzo e ricostruzioni di abitazioni primitive. La seconda galleria ospita dipinti di indubbio valore soprattutto di artisti foggiani come Francesco Saverio Altamura, Domenico Caldara, Vincenzo Dattoli, napoletani e di scuola meridionale di varie epoche fino all'ottocento.
[modifica] Cinema
| Per approfondire, vedi la voce Cinema di Foggia. |
[modifica] Città del cinema
La città del cinema è stata recentemente inaugurata, il 22 maggio 2008, è una multisala, la più grande di tutto il mezzogiorno, ospita 13 sale cinematografiche (di cui 1 è una sala appositamente costruita per i film in 3d), ha complessivamente 2800 posti a sedere. Inoltre vi è il cosiddetto "Bowl&fun", dove c'è una pista da bowling assieme a numerose sale giochi.[25]
[modifica] Cucina
| Per approfondire, vedi le voci Cucina pugliese e Prodotti agroalimentari tradizionali pugliesi. |
[modifica] Prodotti tipici foggiani
La Capitanata (e Foggia in particolare) è anche la terra della buona cucina, fatta di ricette semplici e di prodotti tipici locali; molti dei quali sono i prodotti tipici della città.
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Gli scaldatelli |
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[modifica] I santi patroni
La Madonna dei Sette Veli è la patrona principale della città e della diocesi di Foggia. La Madonna dei Sette Veli è anche chiamata Iconavetere. È un'antichissima immagine della Madonna, dipinta su tavola, avvolta in sette veli e racchiusa in una teca rettangolare, dotata di una piccola finestrella ovale in corrispondenza del volto dell'effigie. La tavola fu rinvenuta prodigiosamente in uno specchio d'acqua nel 1062 o, secondo altri, nel 1073, da alcuni mandriani attratti da tre fiammelle che si sollevavano direttamente dall'acqua, scena cui fa riferimento lo stemma della città. Il Sacro Tavolo è stato sempre il centro religioso della città, e per conservare l'icona e favorirne il culto il duca normanno Roberto il Guiscardo fece erigere la chiesa di Santa Maria de Fovea, che nel 1172 fu ingrandita dal re Guglielmo II il Buono e in seguito fu modificata da Federico II. Nel 1855 fu elevata a cattedrale.
Guglielmo e Pellegrino sono i due santi compatroni. Le loro vicende sono legate indissolubilmente alla storia dell'Iconavetere. Guglielmo e Pellegrino, rispettivamente padre e figlio, partirono, in tempi diversi e all'insaputa l'uno dell'altro, dalla natia Antiochia per un grande pellegrinaggio verso i luoghi santi dell'Occidente. Peregrinarono a lungo e visitarono, tra l'altro, il Sacro Speco di san Michele sul Gargano. Giunti entrambi a Foggia, si ritrovarono e si riconobbero ai piedi del Sacro Tavolo e, abbracciatisi, spirarono.
I giorni della festa patronale sono due: il 22 marzo e il 15 agosto, in ricordo delle apparizioni della Madonna dei sette veli ai foggiani che chiedevano di essere liberati dalla peste e da un terremoto catastrofico (1731).
San Michele Arcangelo è il patrono della provincia ecclesiastica di Capitanata, di cui Foggia è metropolita. La sua effigie campeggia sullo stemma della provincia civile e su quelli delle province religiose, particolarmente francescane.
[modifica] Media
| Quotidiani | Periodici | TV | Radio | |
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Lista aggiornata al 1 dicembre 2007. Le frequenze sono tutte indicate in MHz
- FM 87,50 – Inforadio FM
- FM 87,70 – Radio Italia Anni '60
- FM 87,90 – Love FM
- FM 88,10 – Tele Radio Buon Consiglio
- FM 88,30 – Radio Dimensione Suono
- FM 88,50 – Radio Potenza Centrale
- FM 88,60 – Rai Radio 1
- FM 88,90 – Radio Deejay
- FM 89,10 – Radio Deejay
- FM 89,40 – Radio Deejay
- FM 89,40 – Rai Radio 1
- FM 89,60 – Kiss Kiss Italia
- FM 89,80 – Radio Kiss Kiss
- FM 90,00 – Tam Tam 8.0
- FM 90,25 – Radio Tau
- FM 90,45 – Radio Selene
- FM 90,70 – Rai Radio 2
- FM 90,95 – Radio Capital
- FM 91,05 – Radio Cattolica
- FM 91,30 – Radio Dimensione Suono
- FM 91,50 – Radio 24
- FM 91,70 – Radio Maria
- FM 92,00 – RTL 102.5
- FM 92,30 – Ciccio Riccio
- FM 92,40 – Ciccio Riccio
- FM 92.70 – LatteMiele
- FM 92,90 – Radio TRC
- FM 93,00 – Radio Studio 5
- FM 93,00 – Radio Norba
- FM 93,50 – Rai Radio 3
- FM 93,70 – M2O
- FM 93,90 – Rai Radio 3
- FM 94.20 – Radio Gamma
- FM 94,40 – Radio Margherita
- FM 94,60 – Rai Radio 1
- FM 94,80 – Radio Dimensione Suono
- FM 95,00 – Tam Tam 8.0
- FM 95,20 – Rai GR Parlamento
- FM 95,35 – Radio Cattolica
- FM 95,50 – Radio Maria
- FM 95.70 – Radio Erre
- FM 96,00 - Radio Mater
- FM 96,20 – Radio Selene
- FM 96,50 – Radio Capital
- FM 96,70 – Rai Radio 2
- FM 97,00 – Radio Nova
- FM 97,30 – Radio Logos
- FM 97,70 – Radio Master
- FM 98,00 – Virgin Radio
- FM 98,40 – Kiss Kiss Italia
- FM 98,80 – Radio Maria
- FM 99,00 – Radio Europa Stereo Lucera
- FM 99,20 – Rai Radio 3
- FM 99,40 – Radio Capital
- FM 99,70 – Radio Cattolica
- FM 100,05 – Radio Radicale
- FM 100,30 – LatteMiele
- FM 100,40 – Kiss Kiss Italia
- FM 100,60 – Radio Kiss Kiss
- FM 101,00 – Love FM
- FM 101,30 – Radio Montecarlo Uno (RMC 1)
- FM 101,50 – Radio Erre
- FM 101,70 – Radio Gamma
- FM 102,50 – RTL 102.5
- FM 102,70 – RTL 102.5
- FM 103,00 - Inforadio FM
- FM 103,30 – Rai Isoradio
- FM 103,50 – Radio Erre
- FM 103,80 – M2O
- FM 104,00 – Rai GR Parlamento
- FM 104,30 – Radio Italia solo Musica Italiana
- FM 104,45 – Radio Italia solo Musica Italiana
- FM 104,70 – Radio Maria
- FM 105,20 – Radio Italia Anni '60
- FM 105,40 – Radio Norba
- FM 105,70 – Virgin Radio
- FM 106,00 – Radio Deejay
- FM 106,30 – Radio 24
- FM 106,50 – Radio 105
- FM 106,80 – Radio Norba
- FM 107,00 – Radio Kiss Kiss
- FM 107,20 – R 101
- FM 107,40 – R 101
- FM 107,60 – Radio Azzurra
- FM 107,80 – Radio Italia solo Musica Italiana
- FM 108,00 – Love FM
[modifica] Personalità legate a Foggia
[modifica] Arte e letteratura
- Edoardo Alfieri (Foggia 1913 - Sanremo 1997), scultore.
- Francesco Saverio Altamura (Foggia 1826 – Napoli 1897), pittore.
- Carmine de Leo (nato a Foggia nel 1953), scrittore e storico locale.
- Valeria Di Napoli, alias Pulsatilla (nata a Foggia nel 1981), scrittrice contemporanea.
[modifica] Cultura
- Marina Mazzei, (Foggia 1955 - Foggia 2004), Archeologo
[modifica] Giornalismo
- Mauro de Mauro, (Foggia 1921 - Palermo 1970), giornalista vittima della mafia
- Franco Ordine, (Foggia, 6 febbraio 1951), giornalista
[modifica] Musica
- Umberto Giordano (Foggia 1867 - Milano 1948), operista
- Gegè Telesforo (nato a Foggia 1961), musicista, cantante, conduttore televisivo e radiofonico
- Evemero Nardella (Foggia 1878 - Napoli 1950), compositore di musiche napoletane
- Antonino Spadaccino (nato a Foggia 1983), cantante
- Ninni Maina (Foggia 1932 - 2008), jazzista e cantante
- Lele D'Apollo (Foggia, 02 Giugno 1966), interprete e cantante
- Lucia Altieri Nasillo (Foggia, 13 aprile 1938), cantante
- Renzo Arbore (nato a Foggia nel 1937), cantante e showman
- Nicola Stame (Foggia 1908 - Roma 1944), cantante lirico
[modifica] Politica
- Michele Angiolillo (Foggia 1871 – Vergara 1897), anarchico
- Ruggero Grieco (Foggia 1893 - Massa Lombarda 1955), politico e padre costituente
- Anna De Lauro Matera (Napoli 1909 - Roma 2003), professoressa e politica
- Vincenzo Visco (nato a Foggia nel 1942), economista e politico
- Orazio Ciliberti (nato a Foggia nel 1959), politico ed ex-sindaco
- Giovanni Battista Mongelli (nato a Foggia nel 1957), sindaco attuale ed imprenditore
[modifica] Religione
- Pietro Pomares y de Morant (Camerata Picena 1877 - Foggia 1924), arcivescovo cattolico
- Fortunato Maria Farina (Baronissi 1881 - Foggia 1954), arcivescovo cattolico, vescovo di Foggia e Troia
- Salvatore De Giorgi (nato a Vernole nel 1930), arcivescovo cattolico, cardinale
- Giuseppe Casale (nato a Trani nel 1923), arcivescovo cattolico
- Domenico Umberto D'Ambrosio (nato a Peschici nel 1941), arcivescovo cattolico e delegato dalla Santa Sede
- Francesco Pio Tamburrino (nato a Oppido Lucano nel 1939), arcivescovo cattolico
[modifica] Scienza
- Vincenzo Lanza, (Foggia 1784 - Napoli 1860), medico
- Vincenzo Nigri, (Foggia 1831 - Foggia 1916), scienziato
- Giuseppe Rosati, (Foggia 1752 - Foggia 1814), medico, matematico, scienziato, astronomo e geografo
[modifica] Storia
- Isabella d'Inghilterra (1214 – Foggia, 1º dicembre 1241), imperatrice del Sacro Romano Impero.
- Federico II (Jesi, 26 dicembre 1194 - Fiorentino di Puglia, 13 dicembre 1250), re di Sicilia, re di Gerusalemme, imperatore dei Romani, re d'Italia e re di Germania
- Carlo I d'Angiò (21 marzo 1226 - Foggia 7 gennaio 1285), conte d'Angiò e del Maine, conte di Provenza, re di Sicilia, re di Napoli, principe di Taranto, re d'Albania, principe d'Acaia e re titolare di Gerusalemme
- Beatrice di Provenza (1233 – Nocera Inferiore, 23 settembre 1267), contessa di Provenza e Forcalquier, dal 1245, è stata contessa consorte d'Angiò e del Maine, dal 1246, e regina di Sicilia
[modifica] Sport
- Mario Cola Antonini (Foggia 8 gennaio 1926 - Foggia 31 dicembre 2008), ex-portiere del Foggia
- Ciro Cola Antonini (Foggia 18 gennaio 1936 - Foggia 10 aprile 2009), ex-portiere del Lucera, allenatore
- Antonella Bevilacqua (nata a Foggia nel 1971), atleta
- Luciano Bruno (nato a Foggia 1963), pugile
- Marco Tricarico (Foggia 26 agosto 1985), schermidore
- Pino Zaccheria (Foggia - Tirana 1941), cestista
- Francesco Ortu (nato a Foggia nel 1977), karateka
- Giuseppe Colucci (nato a Foggia il 24 agosto 1980), calciatore
- Pasquale Padalino (nato a Foggia il 26 luglio 1972), ex-calciatore e allenatore
[modifica] Spettacolo
- Renzo Arbore (nato a Foggia nel 1937), showman
- Pino Campagna (nato a Foggia nel 1955), comico, cabarettista, scrittore, cantante
- Adriano Celentano (di origini foggiane, nato a Milano il 6 gennaio 1938)
- Gabriella Cristiani (Foggia 1950), attrice, montaggista, regista
- Vladimiro Guadagno (Vladimir Luxuria) (nato a Foggia 1965), attrice e politica
- Fabrizio Lavoro (nato a Foggia il 7 luglio 1971), chitarrista, cantante e disc-jockey italiano
- Giovanni Muciaccia (nato a Foggia nel 1969), presentatore televisivo
- Manila Nazzaro (nata a Foggia 1977), showgirl e Miss Italia 1999
- Arnaldo Santoro (Foggia 1932 - Roma 1995), autore televisivo
[modifica] Eventi
Viene organizzata annualmente la Fiera Internazionale dell'agricoltura di Foggia, una delle Fiere Internazionali più importanti di tutto il meridione. Inoltre ultimamente il campo fieristico di Foggia si sta espandendo per far posto ad altri capannoni per l'esposizione. Da tutta la provincia, da tutta la Puglia e non solo ogni anno alla Fiera Internazionale dell'agricoltura di Foggia accorrono migliaia di visitatori.
[modifica] Geografia antropica
La città è composta da sei circoscrizioni: I circoscrizione "Arpi", II circoscrizione "Cattedrale", III circoscrizione "Puglia", IV circoscrizione "San Lorenzo", V circoscrizione "Camporeale" e VI circoscrizione "Croci". Attualmente per comodità di voto le circoscrizioni si sono unite, la I e la VI formano la "circoscrizione Nord", la II e la III formano la "circoscrizione centro", la IV e la V formano la "circoscrizione Sud". I quartieri, invece, sono molti di più e rappresentano dei veri microcosmi cittadini: il senso di appartenenza ad uno o l'altro quartiere è molto forte.
[modifica] Quartieri
| Per approfondire, vedi la voce Quartieri di Foggia. |
I più popolosi sono i quartieri popolari "Candelaro" e "CEP" posti ai due estremi della città. Seguono il quartiere più ricco di storia e tradizioni della città "Borgo Croci", i cui abitanti vengono chiamati crocesi prima che foggiani, il quartiere "San Lorenzo", sull'antica via che porta alla chiesa di età romana di San Lorenzo in Carminiano, "Salice", "Camporeale", "San Pio X", "La Spelonca", "Ordona Sud" , "Parco dei Fiori", "Biccari", "167", "dei Preti", "San Michele", "San Ciro", "Immacolata", "Stadio", "Carmine Nuovo", "Fiera", dove è presente il quartiere fieristico più grande d'Europa dopo quello di Verona, e "Macchia Gialla"; infine ricordiamo i settecenteschi e ottocenteschi quartieri centrali "Carmine Vecchio", e "Largo Rignano".
Come molte città occidentali anche la Foggia contemporanea ha il suo quartiere multietnico situato nelle vicinanze della stazione ferroviaria. La presenza in città di emigranti da ogni parte del mondo ha reso ancora più nevralgica l'arteria ferroviaria e il passaggio dell'autotrasporto su pullman, ad esempio la linea Bucarest - Taranto.
Divisi dal resto della città dal passaggio della linea ferroviaria Foggia - Manfredonia, "Martucci" e "Diaz", quartieri situati sulla via del mare, che collega la città al più vicino sbocco marittimo, sulla SS 159 tra Manfredonia e Zapponeta.
Il quartiere "Cattedrale" è diventato negli ultimi dieci/quindici anni circa il cuore della Foggia by-night; il rifacimento della pavimentazione stradale, alcune opere di ristrutturazione a palazzi, chiese, monumenti e l'apertura di numerosissimi pub, pizzerie, ristoranti, botteghe e negozi hanno reso il centro storico di Foggia il quartiere più frequentato della città nelle ore notturne. Ma non solo, infatti la Foggia antica è un vero e proprio scrigno di chiese barocche e rinascimentali; molto bella ed elegante è la misteriosa chiesa del Purgatorio, denominata anche 'chiesa dei morti' per le varie legende che circolano attorno alla settecentesca chiesa. Di grande interesse sono le facciate seicentesche e settecentesche dei vari palazzi nobiliari della città vecchia che denotano l' importanza della città già dal settecento; molti di questi palazzi affacciano sull'antichissima Via Arpi, che prende il nome dall'antica cittadina di Arpi fondata nei pressi di Foggia e da cui quest' ultima attorno all'anno mille si è sviluppata.
Infine ci sono l'ampia "Zona Industriale" che si trova alla periferia sud/est della città tra via Cerignola - SS 16 Adriatica e via Trinitapoli - Strada Statale 546 e il quartiere "Villaggio Artigiani" alla periferia nord/est di Foggia nei pressi del cimitero e della via che porta a Manfredonia ed al Parco Nazionale del Gargano.
Diverse sono le borgate, lontane diversi chilometri dal centro città ma che sono incluse nel territorio del comune di Foggia: Segezia, Arpinova, Cervaro, Duanera La Rocca e Tavernola sono le principali. Borgo Incoronata merita una citazione a parte, perché è il luogo vicino al quale si trova l'omonimo Santuario eretto in venerazione della Madonna dell'Incoronata[29], apparsa nel confinante bosco nell'ultimo sabato di aprile dell'anno 1001 e diventato con gli anni luogo di pellegrinaggio mondiale; inoltre è parte del territorio del Parco Naturale Regionale Bosco Incoronata[30].
[modifica] Frazioni
| Per approfondire, vedi la voce Borgo Incoronata. |
- "Segezia" è un borgo rurale che sorge nei pressi della città, ideato in epoca fascista voleva essere, nei progetti, la "Latina" del tavoliere dauno. Una nuova città fascista, come l'architettura del campanile e della piazza stanno a dimostrare, che fosse a imperitura memoria delle opere di bonifica del regime nella piana della capitanata. Cominciati i lavori di costruzione negli ultimi anni di regime, il progetto è stato abbandonato al sorgere della Repubblica. Il suo nome deriva dalla dea greca Segesta, divinità che si invocava per la raccolta dei campi.
- "Incoronata" è un borgo rurale che sorge nei pressi della città, ha origini antiche, deve il suo sostentamento economico all'omonimo Santuario Mariano[31]. In epoca fascista vi è stata costruita la nuova piccola chiesa e alcuni edifici. L' omonimo Bosco, insieme a parte della Valle del Cervaro, è parte integrante del Parco Naturale Regionale Bosco Incoronata[32], istituito nel 2006.
- "Tavernola" è un borgo rurale che sorge nei pressi della città, fondato nell'epoca fascista dove vi costruirono alcuni edifici.
- "Arpinova" è un borgo rurale, intorno al quale si trovano importantissimi siti archeologici, quali il Villaggio Neolitico di Passo di Corvo (VI-V Millennio A.C.), nell' omonimo Parco Archeologico, e i resti dell' Antica Arpi (III-II Millennio A.C.), come l' Ipogeo della Medusa e la Necropoli.
[modifica] Economia
| Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia. |
[modifica] Dati generali
Il settore portante della città e del suo circondario è l'agricoltura, tanto che, durante il Ventennio il Tavoliere è stato definito il granaio d'Italia. Ancora oggi questo è il settore portante dell'economia cittadina. Questa importanza è visibile anche grazie alla superficie totale nell'ambito del territorio comunale utilizzata per l'agricoltura: secondo il quinto censimento dell'agricoltura[33], nell'anno 2000 46.274,57 ettari di superficie interna al comune erano utilizzati per questo settore: un valore che sia a livello provinciale che a livello regionale è secondo solo al comune di Cerignola.
[modifica] Industria
Foggia non ha storicamente nessun rapporto con l'industria. In epoca monarchica a Foggia era demandata la sola funzione di essere sede della dogana delle pecore durante la transumanza e anche le attività agricole erano bandite. Ciò ha portato al fenomeno dei terreni impaludati in quanto non curati. La Bonifica del Ventennio Fascista ha risanato il territorio, ma la fugace redistribuzione delle terre non ha realizzato imprenditori agricoli "per decreto": tutti i micro-appezzamenti sono stati ricomprati per poche lire dai latifondisti a vantaggio di poche lire per gli assegnatari. Ciò ha comunque portato allo sviluppo di una minima imprenditorialità agricola.
Le fallimentari esperienze dei vari Patti d'Area in epoca repubblicana hanno portato a metodologie di assalto delle casse pubbliche da parte di "industrialotti" settentrionali che hanno provveduto nel tempo a realizzare fabbrichette con macchinari in disarmo utili solo a distribuire qualche stipendio per qualche anno prima di dichiarare l'opportuno fallimento con beffa dei principi ispiratori della Cassa Del Mezzogiorno.
Il settore industriale maggiormente sviluppato nella zona dovrebbe dunque essere quello alimentare, per sfruttare la produzione del settore agricolo. Ma, a parte pochissime industrie alimentari (da citare il pastificio Tamma e il moderno stabilimento Barilla), l'uva, il pomodoro e gli ortaggi sono trasformati rispettivamente in Toscana e Piemonte (uva da taglio) e nel napoletano (si parla di ostruzionismo di stampo camorristico per impedire lo sviluppo in terra foggiana dell'industria della conservazione).
La zona industriale, seppur piccola, vanta stabilimenti importanti come la SOFIM del gruppo FIAT - IVECO, e l'Alenia Aeronautica, il cui stabilimento è in continua crescita (ad ottobre 2007 ammonta ad oltre 800 dipendenti), grazie a commesse internazionali per conto di Boeing, ATR e Air Bus. Lo stabilimento Alenia è specializzato nelle tecnologie dei materiali compositi e delle fibre di carbonio per usi sia militari che civili.Inoltre dall'agosto 2008 si è insediato in tale zona industriale anche uno stabilimento per la produzione di pomodori pelati, il tutto ad opera della Futuragri società cooperativa agricola del capoluogo.
Alla periferia nord-est della città è da citare il "Villaggio Artigiani" che però, come si può capire dal nome, è incentrata sull'artigianato.
[modifica] Istituzioni ed enti
Foggia è sede dell'Istituto Zooprofilattico della Puglia e della Basilicata e, in seguito al DL n. 248 del 31 dicembre 2007 (articolo 11) a decorrere dal 15 gennaio 2008, dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare[34], quest'ultima non ancora operativa a causa delle ingerenze del ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali leghista Luca Zaia nonostante sia già stata approvata la legge che la rende operativa.
[modifica] Camera del Commercio
A garantire e promuovere lo sviluppo economico a Foggia e nella provincia esiste la Camera del Commercio, un ente autonomo che svolge funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese promuovendo e curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali.
L'Ente è una istituzione aperta, vicina alle attività economiche del territorio, delle quali è portata a garantire un'omogenea diffusione ed un altrettanto forte incremento.
[modifica] Infrastrutture e Trasporti
I trasporti nella città Foggia sono garantiti dall'ATAF S.p.A. (Azienda Trasporti Automobilistici Foggia), la quale serve oltre la città, le frazioni e le borgate vicine alla città, appartenenti anche al territorio di altri comuni della provincia, come Borgo Mezzanone (frazione di Manfredonia), ma anche Borgo Incoronata, Segezia, Duanera la Rocca, Cervaro, Arpinova, Segezia, Tavernola, Rignano Scalo, San Nicola d'Arpi e Villanova. Tutti gli altri collegamenti (con i comuni della provincia, regionali, interregionali e internazionali) sono gestiti da tre imprese di trasporto (SITA, Ferrovie del Gargano e ACAPT).
[modifica] Vie di comunicazione stradali
La città di Foggia si trova al centro di un vero e proprio nodo stradale, di notevole importanza per il collegamento del sud-est dell'Italia con il resto della penisola, risultando così essere ottimamente collegata in tutte le direzioni.
Importanza notevole ha l'autostrada A14, che rappresenta una fondamentale via di collegamento tra tutte le regioni adriatiche, ed in cui esiste un casello di Foggia. Negli ultimi tempi è stata posta la questione della possibile apertura di un secondo casello in corrispondenza della zona industriale "Incoronata", circa 10 km piu a sud dell'attuale casello, in modo da agevolare il traffico, prevalentemente pesante, diretto in quella zona. [35].
Omologa via di comunicazione, che rappresenta l'alternativa non a pedaggio, è la Strada statale 16 Adriatica. Questa rappresenta anche la tangenziale ovest della città, mentre la tangenziale est è rappresentata dalla strada statale 673.
Da ricordare lungo la direttrice nord-sud è anche la strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico, che collega la città a L'Aquila e, attraverso la strada statale 645, a Campobasso.
La Strada statale 655 Bradanica rappresenta la più importante via di comunicazione con la parte occidentale della penisola: essa, infatti, permette il collegamento con Candela con un tratto di superstrada e con il relativo casello autostradale sulla Autostrada A16, che porta a Napoli. L'alternativa non a pedaggio di questo tragitto è la Strada statale 90 delle Puglie.
Verso est la principale via di comunicazione è la Strada statale 89 Garganica, che nel tratto fino a Manfredonia è una strada a scorrimento veloce. Una volta superato il comune di Manfredonia, essa si trasforma nella Strada provinciale 53 Mattinata-Vieste, ed in seguito nella Strada provinciale 54 Vieste-Peschici. Questo percorso permette di attraversare tutto il Gargano lungo il litorale, ed è infatti è conosciuto nel luogo con il soprannome di Litoranea. L'alternativa alla Litoranea è rappresentata da una serie di strade provinciali interne al territorio garganico, più un prolungamento della stessa Statale 89 di cui sopra, non a scorrimento veloce, che collega Vieste a Peschici passando nell'entroterra, per poi scorrere lungo la costa fino al comune di Rodi Garganico, dopo la quale si immette nella Strada statale 693 dei Laghi di Lesina e Varano, a scorrimento veloce.
Da ricordare lungo questa direzione è la strada provinciale 73 denominata "Via del Mare" perché rappresenta la strada che porta al più vicino sbocco marittimo: esso è sito nel territorio del comune di Manfredonia, tra le località Ippocampo e Scalo dei Saraceni.
[modifica] Distanza dalle principali città
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[modifica] Collegamenti ferroviari
Da sempre la stazione di Foggia è considerata un importantissimo nodo di comunicazione fondamentale nella zona. Ricostruita dopo la sua distruzione ad opera delle forze alleate dopo la seconda guerra mondiale, è tuttora un perno fondamentale dei trasporti ferroviari italiani. Ubicata sulla linea statale Ancona - Lecce, da questa si dipartono diverse linee come la ferrovia per Benevento e la ferrovia per Manfredonia.
Le varie ramificazioni della ferrovia nei dintorni della stazione permettono il collegamento della stessa con tutte le principali direzioni. In particolare, le tratte ferroviarie collegano la stazione di Foggia alle seguenti città:
- Bologna, Milano, Torino, Trieste e Venezia, via San Severo, Termoli, Pescara, Ancona e Rimini;
- Bari, Taranto, Brindisi e Lecce, via Cerignola e Barletta;
- Roma e Napoli, via Benevento, Caserta e Frosinone;
- Potenza, via Melfi;
- Manfredonia;
- Lucera (in via di attivazione).
Nella tratta Foggia-Benevento, nella seconda metà degli anni '20, fu sperimentato l'utilizzo della corrente continua a 3000 V come sistema di trazione dei mezzi. La buona riuscita di questo esperimento aprì le porte all'utilizzo di questo sistema su larga scala, sostituendo la trazione trifase. Il sistema di trazione a corrente continua è tuttora utilizzato per tutte le linee ferroviarie italiane.
A Foggia è presente una delle dieci Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Trenitalia presenti nel territorio nazionale, risultando così essere fondamentale anche per la riparazione e la rigenerazione delle locomotive o delle carrozze danneggiate.
La stazione di Foggia è parte della società delle Ferrovie dello Stato CentoStazioni.
Una linea ferroviaria ad alta capacità è attualmente in costruzione per il tratto Foggia-Bari, mentre è in fase di progettazione per il tratto Napoli-Foggia. In questo modo si spera di facilitare il trasporto di persone e merci lungo il percorso Bari-Foggia-Napoli-Roma, percorso di importanza indubitabile e di cui la stazione di Foggia è un nodo principale. [36]
Sono state mosse delle opinabili critiche su quest'ultimo progetto e, in particolare, sulla possibilità che i treni provenienti da Bari e diretti verso Napoli e Roma (e viceversa) vengano dirottati in una delle due stazioni secondarie del comune (Cervaro o Incoronata): tale proposta, infatti, è malvista da alcuni politici e sindacati locali richiamando il rischio di far decrescere la già trascurabile importanza dell'attuale struttura[37].
La forte diminuzione dei treni in transito e la forte diminuzione dell'organico legato alla stazione di Foggia fanno sì che c'è chi la considera un freno allo sviluppo della città piuttosto che un volano. L'immagine satellitare di Foggia[38] dimostra secondo costoro che il grande spazio sottratto alle altre realtà operative e il fatto che le merci viaggino per lo più tramite "trasporto su gomma" causa un enorme aggravio al traffico stradale che può attraversare la ferrovia solo in pochi punti ((sottopassaggio di Via Scillitani / Viale Fortore e di Via San Severo (nuova linea Foggia - Lucera), cavalcaferrovia di Via Manfredonia e Corso del Mezzogiorno / Via Cerignola, passaggio a livello di Viale Leone XIII)). Lo sviluppo della città appare dunque asimmetrico rispetto alla stazione per cui l'idea di decentralizzarla presso una delle due stazioni secondarie del comune (Borgo Cervaro o Incoronata) opportunamente collegate da un efficiente sistema di navette e bus, non può portare che benefici. Il supporto alla stazione dentro la città è ritenuto pertanto legato a motivi di affetto e di rispetto della tradizione non in linea con le moderne esigenze di sviluppo.
[modifica] Stazioni secondarie
- Foggia/Cervaro - La stazione di Cervaro deve la sua importanza al fatto di essere un nodo di scambio. Da qui infatti le linee provenienti da Foggia, si dividono in quella per Benevento/Caserta/Napoli/Frosinone/Roma e in quella per Potenza. Grazie a ciò ha sempre potuto contare su un buon traffico merci che veniva smistato in questa stazione. Scarso invece il traffico passeggeri considerato che la stazione sorge in un piccolo centro agricolo denominato Borgo Cervaro. Anche per questo qui fermano solo treni regionali. La stazione è presenziata in considerazione del fatto che si tratta di un nodo di scambio.
- Foggia/Incoronata - Stazione locata nei pressi dell' Area Industriale di Foggia, nei pressi di Borgo Incoronata, sulla linea Adriatica Foggia - Lecce.
- Foggia/Rignano Scalo - Stazione locata nella tratta Adriatica Foggia - Ancona, nei pressi di Borgo Duanera La Rocca.
- Foggia/Candelaro - Stazione, in fase di creazione, situata nell' omonimo quartiere della città, in Via Luigi Obertj, sulla linea di prossima attivazione Foggia - Lucera
[modifica] Aeroporti
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giovanni Battista Mongelli (Centro-Sinistra) dal 22/06/2009
Centralino del comune: 0881 792111
Posta elettronica: redazione@comune.foggia.it
[modifica] Gemellaggi
Foggia è gemellata con:
Göppingen, Germania, dal 1971
Pescasseroli, Italia
L'Aquila, Italia
Walbrzych, Polonia, dal 1998
Peterborough, Regno Unito
[modifica] Sport
[modifica] Calcio
| Per approfondire, vedi la voce Unione Sportiva Foggia. |
Il calcio a Foggia muove i primi passi agli inizi del Novecento, nel 1909, con la Daunia.
- Unione Sportiva Foggia [39] - è la principale società calcistica di Foggia e tra le più importanti in Italia. Attualmente è iscritta al campionato di Lega Pro Prima Divisione Girone B.
- A.S.D. ArpiFoggia - Militante nel Campionato Regionale di Prima Categoria Girone A. Squadra del quartiere Arpi. [40]
- A.S.D. Atletico Foggia - Militante nel Campionato Regionale di Prima Categoria Girone A.
- U.S. Foggia Incedit - Militante nel Campionato Regionale di Prima Categoria Girone A. [41]
- A.S.D. Juvenalia Foggia - Militante nel Campionato Regionale di Seconda Categoria Girone A.
- G.S. Foggiamia Calcio - Militante nel campionato regionale di Terza Categoria Girone B. [42]
- A.S.D. Imperial Foggia - Militante nel campionato regionale di Terza Categoria Girone B. [43]
- Sporting Daunia Foggia - Militante nel campionato regionale di Terza Categoria Girone B.
- A.S.D. Juventus San Michele Foggia - Militante nei campionati dei settori giovanili degli Allievi Regionali Girone A e Giovanissimi Regionali Girone A. [44]
- A.S.D. Cosmano Sport Foggia - Militante nei campionati dei settori giovanili degli Allievi Regionali Girone A e Giovanissimi Regionali Girone A. [45]
- Gioventù Calcio Foggia - Militante nei campionati dei settori giovanili degli Allievi Regionali Girone A e Giovanissimi Regionali Girone A. [46]
[modifica] Basket
- Libertas Basket Zulli Ceramiche Foggia[47] - Squadra di basket della città che milita nel campionato di serie B2
- Cus Foggia Basket[48] - Squadra di basket della città che milita nel campionato di serie D
[modifica] Equitazione
- Istituto Regionale per l'Incremento Ippico della Puglia (IRIIP).[49] A questa storica e gloriosa Istituzione afferiscono i diversi Club locali di Equitazione, in grado di ospitare e diffondare questa nobile arte nei vari settori ed ai diversi livelli (Salto ostacoli, Dressage, Equitazione di campagna, Monta di lavoro, Attacchi, Endurance, Turismo equestre) con la prospettiva di svilupparne l'aspetto sociale (Terapia col mezzo del cavallo-Ippoterapia, Educazione psico-fisica) ed economico (incremento del Turismo, dell'Artigianato, dell'Allevamento, dell'Addestramento, della Ristorazione).
[modifica] Rugby
- Cus Foggia Rugby[50] - Squadra di rugby della città che milita nel campionato di serie C
[modifica] Atletica Leggera
- Cus Foggia Atletica Leggera[51] - Squadra di Atletica Leggera della città
[modifica] Pallavolo
- G.S. AVIS Villa Igea Foggia - ha origini nel 1967 e oggi disputa la serie B1 maschile e la D femminile e maschile. Da due anni ha ottenuto dalla Federazioni Italiana Pallavolo il marchio di qualità per i settori giovanili maschile e femminile. In passato ha sfiorato la serie A sia con la squadra maschile che con quella femminile[52]
[modifica] Scherma
- Circolo Schermistico Dauno - nato nel 1961, oggi è tra le prime dieci società di scherma in Italia. Partecipa alle manifestazioni più importanti della Federazione Italiana Scherma. Gli atleti del Circolo Schermistico Dauno hanno vinto numerosi titoli a livello mondiale, nelle coppe e campionati del mondo. Infatti attualmente le squadre di sciabola maschile e femminile sono nella Serie A della scherma. [53]
[modifica] Tennis
- A.S.D. Tennis Club Foggia - Squadra di tennis che disputa la serie C maschile e la serie B femminile[54]
[modifica] Baseball/Softball
- ASD Baseball Club Foggia 1968 - Squadra di baseball della città che milita nel campionato di serie C[55]
- Foggia Softball Club 2003 - Squadra di Softball della città che milita nel campionato di serie B[56]
[modifica] Nuoto e sport acquatici
- A.C.S.D. Pentotary - Associazione sportiva fondata nel 2000 e formata da atleti che hanno ottenuto successi a livello nazionale e internazionale nel nuoto pinnato e che hanno vinto numerosi titoli regionali nel nuoto. Gestisce la piscina comunale di Foggia "Saverio Roberto".[57]
- A.S.D. Centro Nuoto Foggia - Associazione che svolge attivita’ con la FIN dal 1982, presso la piscina comunale di Foggia “Saverio Roberto”, riuscendo ad ottenere risultati in nuoto sincronizzato e salvamento, ma soprattutto nella pallanuoto dove si è distinta a livello nazionale.[58]
- AS.SO.RI. - Associazione per la Promozione Socio Culturale Sportivo Dilettantistica e la Riabilitazione dell' Handicappato, svolge attività presso l' omonima piscina di Foggia e partecipa ai Campionati Italiano di nuoto agonistico e salvamento.[59]
[modifica] Pattinaggio
- G.S. Arpi Pattinatori Foggia [60] - La prima società di pattinaggio in Puglia e tra le prime 10-20 a livello nazionale, sulle oltre 400 esistenti in Italia.
[modifica] Impianti sportivi
- Stadio Comunale di calcio "Pino Zaccheria", dove gioca il Foggia le partite di calcio in casa
- Palazzetto dello Sport "Osvaldo e Salvatore Russo", dove giocano il Libertas Basket Foggia e il CUS Foggia Basket le partite di basket in casa.
- Palazzetto dello Sport "Preziuso", dove gioca il G. S. Avis Villa Igea Foggia le partite di pallavolo in casa
- Centro Universitario Sportivo
- Centro Sportivo "Campo degli Ulivi", dove gioca il Cus Foggia Rugby le partite di rugby in casa
- Stadio Comunale di Baseball/Softball, dove giocano l' ASD Baseball Club Foggia 1968 e il Foggia Softball Club 2003 le partite di Baseball e di Softball in casa
- Tennis Club Foggia, dove gioca le partite di tennis in casa l'A.S.D. Tennis Club Foggia [61]
- Palazzetto della Scherma [62], dove gareggiano gli atleti di scherma del Circolo Schermistico Dauno in casa
- Piscina Comunale "Saverio Roberto" [63], dove si allenano le società di sport acquatici A.C.S.D. Pentotary e A.S.D. Centro Nuoto Foggia
- Campo Scuola "Mondelli"
- Centro Sportivo "Croci Nord"
- Centro Sportivo "Pantanella"
- Bocciodromo Comunale
- Pattinodromo Comunale, dove si allena e gioca le gare in casa, per il pattinaggio su pista, il G.S. Arpi Pattinatori Foggia [64]
- Palazzetto di Atletica Pesante
- Kartodromo "Santa Cecilia" [65]
- Pista minimoto
- Club Polivalente - Piscina "Mirage Village" [66]
- Piscina "AS.SO.RI.", dove si allena l' area sport acquatici dell' AS.SO.RI. - Associazione per la Promozione Socio Culturale Sportivo Dilettantistica e la Riabilitazione dell' Handicappato[67]
- Centro Sportivo - Piscina "SQUASH"
- Centro Polisportivo - Piscina "Tennis Park" [68]
- Centro Polisportivo - Piscina "Veltra Sporting"
- Poligono - Tiro a Segno Nazionale di Foggia
- Struttura Polivalente - Bowling "Bowl&Fun" [69]
[modifica] Galleria fotografica
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Il palazzo dell'acquedotto pugliese |
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[modifica] Bibliografia
- Romolo Caggese, Foggia e la Capitanata, 1910
- Ugo Jarussi, Foggia: genesi urbanistica, vicende storiche e carattere della città 1975
- Maria Stella Calò Mariani, Pasquale Corsi, Foggia medievale, 1997
- Errico Cuozzo, Jean-Marie Martin, Federico II: le tre capitali del Regno di Sicilia : Palermo, Foggia, Napoli , 1995
- De Leo Carmine, Storia dell'Amministrazione Giudiziaria in Capitanata..., Foggia,1990.
- De Leo Carmine, Il Palazzo di Federico II di Svevia a Foggia..., Foggia,1990.
- De Leo Carmine, Cattedre Accademiche ed Universitarie a Foggia nei secoli XVIII…, Foggia,1991.
- De Leo Carmine, Foggia, origine e sviluppo urbano, Foggia, 1991.
- De Leo Carmine, Storia gastronomica della Capitanata, Foggia, 1991.
- De Leo Carmine, Foggia in A-1991-1992” (breve storia del calcio a Foggia), Foggia,1992.
- De Leo Carmine, Foggia com'era, Foggia, 1992.
- De Leo Carmine, Gargano... scrigno di tesori, arte, storia e folclore, Foggia,1993.
- De Leo Carmine, I Tribunali di Foggia e Lucera, Calendario Giudiziario, Bari, 1994.
- De Leo Carmine, Natale... tradizioni e gastronomia, Foggia, 1994.
- De Leo Carmine, L'Amministrazione Giudiziaria nelle Costituzioni di Federico II, Foggia, 1995.
- De Leo Carmine Palazzi e famiglie dell’antica Foggia, Foggia, 1995.
- De Leo Carmine, La Corte d’Appello in Capitanata. 1944-1947, Foggia, 1996.
- De Leo Carmine, Facezie e storie di cucina, Foggia, 1996.
- De Leo Carmine, Il Palazzo di Federico II. Dalle testimonianze scritte alla ricognizione sul terreno,in Foggia Medievale, Foggia, 1997.
- De Leo Carmine, Il Pane dei Santi. Le pietanze nella religiosità popolare, Foggia, 1998.
- De Leo Carmine, La Corte d’Assise Straordinaria a Foggia. 1885-1889, Foggia, 1998.
- De Leo Carmine, Le piazze storiche di Foggia, Foggia, 2000.
- De Leo Carmine – de Leo Daniela, Il Tribunale di Commercio a Foggia…, Foggia, 2000.
- De Leo Carmine, Foggia, immagini e memorie, Foggia, 2000.
- De Leo Carmine, Storia e costume nelle stampe d’epoca. Foggia - I -, Foggia, 2001.
- De Leo Carmine, Disegni e cartografia storica. Capitanata – I , Foggia, 2002.
- De Leo Carmine, Un’inedita relazione storico-statistica. Foggia nell’Ottocento di M. Buontempo, Foggia, 2003.
- De Leo Carmine e Michele Dell’Anno, Un Museo all’aperto. Le edicole devozionali a Foggia, Foggia, 2005.
- De Leo Carmine, Corte del Portolano e Tribunale del Consolato di Terra e di Mare, Foggia, 2008.
- De Leo Carmine, a sua cura, ristampa del Vocabolario domestico del dialetto foggiano di C. Villani, Foggia, 1994.
- Domenica Pasculli Ferrara, Vincenzo Pugliese, Nunzio Tomaiuoli, Foggia Capitale: La Festa Delle Arti Nel Settecento, Palazzo Dogana (Foggia, Italy) - Arts, Italian - 1998 - 428 pagine
- Maria Altobella Galasso, Antonio Ventura, Foggia e la Capitanata: territorio, folklore, storia e cultura, Foggia (Italy : Province) - 1979
- A. Oreste Bucci, Vecchia Foggia, 1960
- Carlo Villani, Risorgimento Dauno; cronistoria di Foggia, 1848-1870, 1960 - 247 pagine
- Pasquale Di Cicco,Il libro rosso della città di Foggia, 1965 - 195 pagine
- Michele Dell'Anno, Foggia: un'antica traccia, canzoni, giochi, filastrocche, proberbi ..., 1983
- Maria Teresa Altieri, Il palazzo dell'acquedotto pugliese di Foggia, 2002
- Marina Mazzei, L'oro della Daunia: storia delle scoperte archeologiche : la provincia di Foggia, Excavations (Archaeology) - 2002
- Romolo Caggese, Foggia e la Capitanata, Foggia (Italy) - 1910 - 144 pagine
- Maria Stella Calò Mariani, Rosanna Bianco, Capitanata medievale, Foggia (Italy : Province) - 1998 - 240 pagine
- Angelo Massafra, Campagne e territorio nel Mezzogiorno fra Settecento e Ottocento, 1984
- Consalvo Di Taranto, La Capitanata al tempo dei normanni e degli svevi, Foggia (Italy : Province) - 1994 - 165 pagine
- Angelica Colucci Ippolito, Arpi, la città perduta, Foggia, Bastogi, 2009. ISBN 9788862731720. 238 pagine.
[modifica] Note
- ^ Dati sul sito dell'ISTAT
- ^ Universita Foggia
- ^ Climatologia del basso tavoliere
- ^ http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/comuni_oggi/categorie/FG/info_foggia.htm
- ^ Fonte: Pag 146 del libro Cenni storici su la origine della città di Foggia, con la narrativa della portentosa invenzione, ed apparizione di Maria santissima della Icona-Vetere, augusta padrona della città , di Casimiro Perifano, 1831.
- ^ Fonte: Pag 151 del libro Cenni storici su la origine della città di Foggia, con la narrativa della portentosa invenzione, ed apparizione di Maria santissima della Icona-Vetere, augusta padrona della città , di Casimiro Perifano, 1831.
- ^ Fonte: Pagg 148-149 del libro Cenni storici su la origine della città di Foggia, con la narrativa della portentosa invenzione, ed apparizione di Maria santissima della Icona-Vetere, augusta padrona della città , di Casimiro Perifano, 1831.
- ^ Fonte: Pagg 151-152 del libro Cenni storici su la origine della città di Foggia, con la narrativa della portentosa invenzione, ed apparizione di Maria santissima della Icona-Vetere, augusta padrona della città , di Casimiro Perifano, 1831.
- ^ Fonte: Pag 85 del libro Cenni storici su la origine della città di Foggia, con la narrativa della portentosa invenzione, ed apparizione di Maria santissima della Icona-Vetere, augusta padrona della città , di Casimiro Perifano, 1831.
- ^ Dati ISTAT - aggiornati al 1 gennaio 2008
- ^ Statistiche ISTAT - 31 dicembre 2007. La presenza straniera a Foggia
- ^ Fonte: Pag 149 del libro Cenni storici su la origine della città di Foggia, con la narrativa della portentosa invenzione, ed apparizione di Maria santissima della Icona-Vetere, augusta padrona della città , di Casimiro Perifano, 1831.
- ^ http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/07/universita-classifica-atenei.shtml#/ Università, ecco la classifica degli atenei migliori - Il Sole 24 ORE
- ^ http://www.unifg.it/atn/ust/05_06/serie_stor.asp
- ^ http://www.unifg.it/doc_dn/_d_ris_doc.asp?nome=&cognome=&IDfac=&Submit=Invia
- ^ http://www.unifg.it/organizzazione/stampa_pers_TA.asp
- ^ Politecnico di Bari - sede di Foggia
- ^ Libera Università degli Studi "San Pio V" di Roma - Polo di Foggia
- ^ Centro Servizi e-Learning
- ^ Accademia di Belle Arti di Foggia
- ^ Conservatorio Statale di Musica "Umberto Giordano" di Foggia
- ^ Seminario Diocesano "Sacro Cuore"
- ^ Biblioteca Provinciale di Foggia
- ^ Biblioteca Fondazione Bancapulia
- ^ www.lacittadelcinema.it/ La città del cinema
- ^ Il Meridiano
- ^ Piazza Affari
- ^ TeleRadioErre
- ^ Santuario Madre di Dio Incoronata
- ^ Parco Naturale Regionale Bosco Incoronata
- ^ Santuario Madre di Dio Incoronata
- ^ Parco Naturale Regionale Bosco Incoronata
- ^ Dati riportati nell'Annuario statistico regionale Puglia 2004
- ^ Decreto legge n. 248 del 31/12/2007. URL consultato il 30-01-2009.
- ^ La notizia di un possibile secondo casello autostradale per la città di Foggia sul sito di TeleRadioErre
- ^ Riepilogo degli interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico nella tratta Foggia-Napoli all'interno della Puglia dal sito della Regione
- ^ Il progetto di collegamento ferroviario alta capacità Napoli-Bari sul sito della Camera dei deputati
- ^ http://maps.google.it/maps?ie=UTF8&oe=utf-8&q=Foggia+FG,+Italia&t=h&ll=41.463762,15.546641&spn=0.047532,0.079994&z=14
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- ^ A.S.D. ArpiFoggia
- ^ U.S. Foggia Incedit
- ^ G.S. Foggiamia Calcio
- ^ A.S.D. Imperial Foggia
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- ^ A.S.D. Cosmano Sport Foggia
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- ^ IRIIP Foggia
- ^ Cus Foggia Rugby
- ^ Cus Foggia Atletica Leggera
- ^ G.S. AVIS Villa Igea Foggia
- ^ Circolo Schermistico Dauno
- ^ Tennis Club Foggia: le squadre
- ^ ASD Baseball Club Foggia 1968
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- ^ A.C.S.D. Pentotary
- ^ A.S.D. Centro Nuoto Foggia
- ^ AS.SO.RI - Associazione per la Promozione Socio Culturale Sportivo Dilettantistica e la Riabilitazione dell' Handicappato
- ^ G.S. Arpi Pattinatori Foggia
- ^ Tennis Club Foggia
- ^ Palazzetto della Scherma di Foggia
- ^ Piscina comunale "Saverio Roberto" di Foggia
- ^ Pattinodromo Comunale
- ^ Kartodromo "Santa Cecilia"
- ^ Club Polivalente - Piscina "Mirage Village"
- ^ Piscina "AS.SO.RI."
- ^ Centro Polisportivo - Piscina "Tennis Park"
- ^ Struttura Polivalente - Bowling "Bowl&Fun"
[modifica] Voci correlate
- Capitanata
- Daunia
- Tavoliere delle Puglie
- Dialetto foggiano
- Gargano
- Dogana delle pecore
- Bombardamenti di Foggia del 1943
- Via Arpi
- Taverna del Gufo
- Società foggiana
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale della Camera di Commercio di Foggia
- Sito ufficiale del Comune di Foggia
- Sito ufficiale del prestigioso Istituto Incremento Ippico di Foggia
- foggiaweb.it - il portale di Foggia e provincia



