Capitanata
| Capitanata | |||||||||
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| Mappa di localizzazione | |||||||||
| Informazioni generali | |||||||||
| Nome ufficiale: | Giustizierato di Capitanata (dal 1231 al 1806) Provincia di Capitanata (dal 1806 al 1860) |
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| Capoluogo: | Foggia 24.169 abitanti (1840) |
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| Altri capoluoghi: | San Severo (dal 1231 al 1579) Lucera (fino al 1806) |
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| Dipendente da: | Regno di Sicilia, Regno di Napoli e Regno delle Due Sicilie | ||||||||
| Suddiviso in: | 3 distretti 32 circondari 64 comuni |
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| Evoluzione storica | |||||||||
| Inizio: | 1231 | ||||||||
| Causa: | Promulgazione delle Costituzioni di Melfi | ||||||||
| Fine: | 1860 | ||||||||
| Causa: | Occupazione garibaldina e annessione al Regno di Sardegna | ||||||||
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La Capitanata è una regione geografico-culturale della Puglia ed ha costituito una unità amministrativa, dapprima del Regno di Sicilia, poi del Regno di Napoli e, quindi, del Regno delle Due Sicilie.
Indice |
[modifica] Il territorio
La Capitanata coincide, all'incirca, con l'antica Daunia e con l'odierna provincia di Foggia. Comprende la parte settentrionale della regione pugliese, con il Tavoliere delle Puglie, il Gargano e il Subappennino Dauno. Detta anche Puglia piana, insieme alla Terra di Bari e alla Terra d'Otranto, compone il territorio dell'attuale regione Puglia.
Estesa per oltre 7000 km², i suoi comuni maggiori sono, da nord, San Severo, Lucera, Foggia, Manfredonia e Cerignola.
Il toponimo, in origine Catapanata, deriva da catapano, termine con il quale si indicava il funzionario che amministrava questo territorio durante l'Impero bizantino; col tempo, per la metatesi delle due sillabe centrali del termine "katepanos", si ebbe "kapitanos", poi latinizzato in "capitanus", per la qual cosa, il comparto territoriale che ricadeva sotto l'amministrazione di questo funzionario bizantino prese il nome di Capitanata, ovvero "Terra del Catapano".
Il nome Capitanata è ampiamente usato come sinonimo di Provincia di Foggia, di cui è, di fatto, denominazione istituzionale alternativa[1].
[modifica] Il giustizierato
Nel 1233, durante il Regno di Sicilia, fu costituita in giustizierato da Federico II di Svevia. Il capoluogo venne fissato in San Severo, permanendovi fino al 1579. Successivamente, durante il Regno di Napoli, il capoluogo divenne Lucera fino al 1806, quando, in seguito alla riforma amministrativa del Regno, esso fu spostato nella città di Foggia.
I confini erano, a nord, con il Contado di Molise che dipendeva amministrativamente dal giustizierato di Capitanata, ad ovest, con il Principato Ultra e, a sud, con la Terra di Bari. La Capitanata comprendeva anche una parte del territorio dell'attuale regione Molise, in particolare: la valle del Fortore e il litorale molisano compresa la città di Termoli.
Il suo stemma rappresenta san Michele, patrono della provincia, venerato nella basilica di Monte Sant'Angelo sul Gargano; storicamente, la basilica più nota del territorio, prima del più recente santuario di San Pio da Pietralcina a San Giovanni Rotondo.
[modifica] La provincia
Nel 1806, con la legge 132 Sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l'8 agosto, da Giuseppe Bonaparte, la ripartizione territoriale del Regno di Napoli venne riformata sulla base del modello francese e fu soppresso il sistema dei giustizierati. Negli anni successivi (tra il 1806 ed il 1811), una serie di regi decreti completò il percorso d'istituzione delle nuove province con la specifica dei comuni che in esse rientravano e la definizione dei limiti territoriali e delle denominazioni di distretti e circondari in cui ciascuna provincia veniva suddivisa.
Dal 1º gennaio 1817 l'organizzazione amministrativa venne definitivamente regolamentata con la Legge riguardante la circoscrizione amministrativa delle Provincie dei Reali Domini di qua del Faro del 1 maggio 1816.
La sede degli organi amministrativi era ubicata a Foggia nel palazzo Dogana, attuale sede della provincia[2].
[modifica] Suddivisione amministrativa
La provincia era suddivisa in successivi livelli amministrativi gerarchicamente dipendenti dal precedente. Al livello immediatamente successivo alla provincia individuiamo i distretti che, a loro volta, erano suddivisi in circondari. I circondari erano costituiti dai comuni, l'unità di base della struttura politico-amministrativa dello Stato moderno, ai quali potevano far capo i villaggi[3], centri a carattere prevalentemente rurale.
la Capitanata fu suddivisa in tre distretti, detti anche sottintendenze:
- Distretto di Foggia al centro;
- Distretto di San Severo a nord;
- Distretto di Bovino a sud.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Lo statuto della provincia di Foggia, all'articolo 2, punto 2, recita: «Negli atti ufficiosi, anche a rilevanza pubblica ed esterna, [essa] può assumere la denominazione di Provincia di Capitanata nel rispetto della propria identità storica territoriale». Statuto della Provincia di Foggia. Provincia di Foggia. URL consultato il 16 agosto 2008.
- ^ Palazzo Dogana. reciproca.it. URL consultato il 15 agosto 2010.
- ^ Nel Regno delle Due Sicilie, i centri abitati privi di autorità municipale erano chiamati "villaggi", tranne in Calabria Citeriore dove erano detti "rioni", in Abruzzo "ville", in Salerno e Napoli "casali". Gabriello De Sanctis (a cura di), Dizionario statistico de' paesi del regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840, pag. 29. (ISBN non disponibile)
[modifica] Bibliografia
- Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue Isole, Firenze, Tipografia L'Insegna di Clio, 1845. (ISBN non disponibile)
- Gabriello De Sanctis (a cura di), Dizionario statistico de' paesi del regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840. (ISBN non disponibile)
- Gabriello De Sanctis (a cura di), Elenco alfabetico delle province, distretti, circondari, comuni e villaggi del regno delle Due Sicilie, Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Nobile, 1854. (ISBN non disponibile)
- Pompilio Petitti (a cura di), Repertorio amministrativo ossia collezione di leggi, decreti, reali rescritti ecc. sull'amministrazione civile del Regno delle Due Sicilie, vol. 1, Napoli, Stabilimento Migliaccio, 1851. (ISBN non disponibile)