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La suddivisione amministrativa del Regno delle Due Sicilie era basata su una struttura a 4 livelli. Le divisioni di primo livello, dette provincie, erano 22. Le 22 province erano suddivise in 76 distretti. I distretti erano suddivisi in circondari (presenti in numero complessivo di 684). I circondari erano suddivisi in comuni (un totale di 2189 nell'anno 1840).
Le provincie erano classificate, in base all'importanza, in tre classi[1].
Mappa delle provincie e dei distretti del Regno delle Due Sicilie.
* Benevento e Pontecorvo erano delle enclave dello Stato Pontificio.
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Distretti dei Reali Dominii
al di qua del Faro |
Provincia |
| 1 |
Napoli, Casoria, Castellammare, Pozzuoli |
Napoli |
| 2 |
Caserta, Nola, Gaeta, Sora, Piedimonte d'Alife |
Terra di Lavoro |
| 3 |
Salerno, Sala, Campagna, Vallo |
Principato Citeriore |
| 4 |
Avellino, Ariano, Sant'Angelo dei Lombardi |
Principato Ulteriore |
| 5 |
Potenza, Matera, Melfi, Lagonegro |
Basilicata |
| 6 |
Foggia, San Severo, Bovino |
Capitanata |
| 7 |
Bari, Barletta, Altamura |
Terra di Bari |
| 8 |
Lecce, Taranto, Gallipoli, Brindisi |
Terra d'Otranto |
| 9 |
Cosenza, Castrovillari, Rossano, Paola |
Calabria Citeriore |
| 10 |
Reggio, Gerace, Palmi |
Calabria Ulteriore I |
| 11 |
Catanzaro, Monteleone, Nicastro, Cotrone |
Calabria Ulteriore II |
| 12 |
Campobasso, Isernia, Larino |
Molise |
| 13 |
Chieti, Lanciano, Vasto |
Abruzzo Citeriore |
| 14 |
Aquila, Cittaducale, Sulmona, Avezzano |
Abruzzo Ulteriore II |
| 15 |
Teramo, Penne |
Abruzzo Ulteriore I |
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Distretti dei Reali Dominii
al di là del Faro |
Provincia |
| 16 |
Palermo, Termini, Cefalù, Corleone |
Palermo |
| 17 |
Messina, Castroreale, Patti, Mistretta |
Messina |
| 18 |
Catania, Caltagirone, Nicosia, Acireale |
Catania |
| 19 |
Girgenti, Bivona, Sciacca |
Girgenti |
| 20 |
Noto, Siracusa, Modica |
Noto |
| 21 |
Trapani, Mazara, Alcamo |
Trapani |
| 22 |
Caltanissetta, Piazza, Terranova |
Caltanissetta |
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I circondari del Regno delle Due Sicilie costituivano il terzo livello amministrativo dello stato, collocandosi in posizione intermedia tra il distretto e il comune. La circoscrizione, infatti, delimitava un ambito territoriale che abbracciava, generalmente, uno o più comuni, tra i quali veniva individuato un capoluogo. Facevano eccezione, però, le grandi città: queste, vista la vastità del territorio, erano frazionate in due o più circondari, che includevano uno o più quartieri[2].
Le funzioni del circondario riguardavano esclusivamente l'amministrazione della giustizia: tali funzioni giudiziarie erano affidate al Giudice di Circondario. Questo magistrato, che risiedeva nel comune capoluogo di circondario, era eletto dal sovrano e aveva competenza in materia civile e penale. Inoltre, dove erano assenti i commissariati di polizia, al Giudice di Circondario era affidata anche la polizia ordinaria e giudiziaria[2].
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Province dei Reali Dominii
al di qua del Faro |
Numero di
Circondari |
| 1 |
Napoli |
43 |
| 2 |
Terra di Lavoro |
49 |
| 3 |
Principato Citeriore |
45 |
| 4 |
Principato Ulteriore |
34 |
| 5 |
Basilicata |
42 |
| 6 |
Capitanata |
30 |
| 7 |
Terra di Bari |
37 |
| 8 |
Terra d'Otranto |
45 |
| 9 |
Calabria Citeriore |
43 |
| 10 |
Calabria Ulteriore I |
22 |
| 11 |
Calabria Ulteriore II |
37 |
| 12 |
Molise |
33 |
| 13 |
Abruzzo Citra |
25 |
| 14 |
Abruzzo Ultra II |
31 |
| 15 |
Abruzzo Ultra I |
17 |
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Province dei Reali Dominii
al di là del Faro |
Numero di
Circondari |
| 16 |
Palermo |
34 |
| 17 |
Messina |
27 |
| 18 |
Catania |
27 |
| 19 |
Girgenti |
17 |
| 20 |
Noto |
17 |
| 21 |
Trapani |
13 |
| 22 |
Caltanissetta |
16 |
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Centri abitati [modifica]
I centri abitati, in base ai dati del Dizionario Statistico del regno, nel 1840 erano 3.333.
Di questi paesi erano riconosciuti come comuni soltanto 2.189 mentre la restante parte erano identificati come villaggi, borghi, subborghi, casali (Provincia di Napoli, Principato Citeriore), rioni (Calabria Citeriore) o ville (Abruzzo) appartenenti a comuni limitrofi[3].
Organi amministrativi [modifica]
A capo di ogni provincia vi era un intendente, coadiuvato dalla Segreteria d'Intendenza e dal Consiglio d'Intendenza; il Consiglio provinciale, composto da 15 membri annuali proposti dai comuni della provincia e nominati dal sovrano, era un organo deliberativo ed aveva un proprio bilancio[4]. A capo di ogni capoluogo di distretto che non era sede di intendenza, invece, vi era un sottintendente, cioè la prima autorità del distretto, mentre altri organi amministrativi erano la segreteria di sottintendenza ed il Consiglio Distrettuale, composto da 11 consiglieri[5].
Reali Dominii al di qua del Faro [modifica]
Reali Dominii al di là del Faro [modifica]
In Sicilia, sin dalla prima stesura della Costituzione del 1812, erano in vigore i distretti che consistevano nelle circoscrizioni territoriali di 21 città demaniali cui vennero aggiunti i territori di Bivona e di Caltanissetta, entrambe fino ad allora feudali. Fino al 1817, non ci furono grosse modifiche e l'unificazione dei due regni previde, anche per la Sicilia, l'istituzione delle province, riportando i distretti al di sotto di esse. Nel 1819, i distretti vennero, quindi, suddivisi in entità minori, i circondari.
Negli anni venti dell'Ottocento, in seguito ad una grave crisi finanziaria che colpì la società isolana, il governo fu indotto a modificare l'assetto amministrativo dell'isola[6]: inizialmente fu prevista la riduzione delle province da 7 a 4 e l'abolizione di alcune sottintendenze[6]. Il Regio Decreto dell'8 marzo 1825, tuttavia, mantenne la suddivisione della Sicilia in 7 province, ma abolì tutte le sottintendenze. Ciononostante, il ridimensionamento dell'apparato amministrativo e rappresentativo del distretto fu uno dei motivi che causarono numerose rivolte in tutta l'isola, in particolar modo nel 1837[6]. In seguito a questi episodi, il governo provvide a modificare nuovamente gli apparati amministrativi distrettuali: vennero reintrodotte le sottintendenze, i Consigli Distrettuali e gli Ispettorati distrettuali di polizia; furono abolite, però, le Compagnie d'Armi, sostituite da distaccamenti distrettuali della Regia Cavalleria[7].
- ^ Attilio Zuccagni-Orlandini (1844), op. cit., p. 744
- ^ a b Achille Moltedo, op. cit., p. x
- ^ Gabriello De Sanctis (1840), op. cit., p. xxix
- ^ Antonino Marrone, op. cit., p. 16
- ^ AntoninoMarrone, op. cit., pag. 17
- ^ a b c AntoninoMarrone, op. cit., p. 20
- ^ Antonino Marrone, op. cit., p. 21
- Coppola, Domenico (1997). Il riordinamento delle circoscrizioni provinciali preunitarie e la nuova provincia di Calabria Ulteriore Prima (1816): aspetti storico-istituzionali. Rivista storica calabrese anno XVIII (n. 1-2): pp. 181-237.
- Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue Isole, Firenze, Tipografia L'Insegna di Clio, 1844, vol. 11. (ISBN non esistente)
- Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue Isole, Firenze, Tipografia L'Insegna di Clio, 1845, supplemento al vol. 11. (ISBN non esistente)
- Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue Isole, vol. 12, Firenze, Tipografia L'Insegna di Clio, 1842. (ISBN non esistente)
- Gabriello De Sanctis (a cura di), Dizionario statistico de' paesi del regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840. (ISBN non esistente)
- Gabriello De Sanctis (a cura di), Elenco alfabetico delle province, distretti, circondari, comuni e villaggi del regno delle Due Sicilie, Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Nobile, 1854. (ISBN non esistente)
- Pompilio Petitti (a cura di), Repertorio amministrativo ossia collezione di leggi, decreti, reali rescritti ecc. sull'amministrazione civile del Regno delle Due Sicilie, Napoli, Stabilimento Migliaccio, 1851. (ISBN non esistente)
- Antonino Marrone, Il Distretto, il Circondario e il Collegio Elettorale di Bivona (1812-1880), Bivona, Comune di Bivona. (ISBN non esistente)
- Achille Moltedo, Dizionario geografico - storico - statistico de' comuni del Regno delle Due Sicilie, Napoli, Stabilimento Gaetano Nobile, 1858. (ISBN non esistente)