Daunia

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Colonne Doriche a Taranto.jpg
Storia della Puglia
Categoria: Storia della Puglia

La Daunia (in greco Δαυνία) è una subregione geografico-culturale della Puglia, nota anche col nome di Capitanata. Coincide con la parte settentrionale della regione pugliese, comprendendo il Tavoliere delle Puglie, il Gargano e il Subappennino Dauno. Anticamente, insieme alla Peucezia e alla Messapia, costituiva la Japigia o Apulia.

Le fonti antiche (Erodoto, Tucidide, Polibio, Varrone, Festo, Plinio il Vecchio e Nicandro) parlano della suddivisione della Puglia in Daunia, Peucezia e Messapia come effetto dell'insediamento degli Iapigi, mescolanza di Cretesi e Illiri, che avrebbero scacciato gli Ausoni (che, insieme con Sabini, Lucani, Peligni, Bruzi, Campani, Equi e Sanniti, abitavano il Meridione).

Tipico vaso di ceramica di manifattura dauna (550-400 a.C.).

A causa della sua posizione eccentrica rispetto alle colonie greche e a differenziata dalle altre due regioni degli iapigi, la Daunia subì gli influssi della civiltà greca e magnogreca solo a partire dalla fine del V e dall'inizio del IV secolo a.C.(nota 1). L'ellenizzazione della Daunia fu accentuata da Alessandro il Molosso durante la sua permanenza in Italia (nota 2). Dopo la sconfitta di Alessandro il Molosso la Daunia subì una profonda oscizzazione ad opera dei Sanniti che scendevano dall'Appennino, tanto che una parte della regione perse buona parte della precedente cultura iapigia (nota 3). Infine influssi dalla Campania sono visibili dopo la penetrazione romana nella regione a partire dal 327 (nota 4). Nonostante tutto, o forse proprio a causa di questi molteplici contatti, la Daunia riuscì a sviluppare una ricca cultura peculiare.

Tra i reperti più significativi di questa civiltà spiccano senz'altro le famose stele daunie, lastre funebri scolpite dell'VIII- VI secolo a.C., trovate nella piana sud di Siponto, presso Manfredonia, e oggi conservate nel Museo nazionale di quella città. Rappresentano i defunti, fortemente stilizzati ed erano infisse verticalmente nel terreno, in corrispondenza delle sepolture di coloro che raffiguravano.

I principali centri dauni erano Tiati (presso San Paolo di Civitate), Uria presso il Lago di Varano, Casone (presso San Severo), Lucera, Merinum (Vieste), Monte Saraceno (presso Mattinata), Siponto, Coppa Nevigata, Cupola, Salapia (parzialmente in agro di Cerignola e Manfredonia), Arpi o Argyrippa (presso Foggia), Aecae (presso Troia), Vibinum (Bovino), Castelluccio dei Sauri, Herdonia (Ordona), Ausculum (Ascoli Satriano), Ripalta (presso Cerignola), Canosa, Melfi, Lavello e Venosa.

[modifica] Daunia Arpitana o Provenzale

Per Daunia Arpitana s'intende quell'isola linguistica della Daunia corrispondente ai comuni di Faeto e Celle di San Vito, due località che conservano lingua e cultura franco-provenzale ivi importate in epoca imprecisata (probabilmente intorno al XII sec.) dalle valli alpine, forse come effetto delle esigenze di ripopolamento di alcune plaghe meridionali ad opera di feudatari a loro volta di origine settentrionale.

[modifica] Note

1 - L’ellenizzazione della Daunia si deve principalmente a Taranto che la integrò nella sua koinè culturale, v. De Juliis E.M., L’origine delle genti iapigie e la civiltà dei Dauni, in AA.VV., Italia omnium terrarum alumna, Milano, 1988, pp. 617-618.

2 - Si vedano De Juliis E.M., L’origine delle genti iapigie e la civiltà dei Dauni, in AA.VV., Italia omnium terrarum alumna, Milano, 1988, p. 639; e Grelle F., La parabola della città, in AA.VV., Arpi. L’ipogeo della Medusa e la necropoli, a cura di Mazzei M., Foggia, 1995, p. 56.

3 - Russi A., Teanum Apulum, Roma, 1976, p. 185, che cita a riprova Strab., VI 3, 11; Plin., N.H., III 11; Liv., IX 20, 7-8.

4 - Lepore E., Il mezzogiorno e l’espansione romana fino alla guerra tarantina, Bari, 1964, p. 34.

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