Illiri

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L'area interessata dalle popolazioni illiriche.

Con il nome di Illiri si indica un insieme di popoli indoeuropei stanziati nell'antichità nella parte nord-occidentale della penisola balcanica (Illiria e Pannonia) e lungo le coste sud-orientali della penisola italiana (Messapia).

Etnonimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome indicava in origine un piccolo popolo che viveva nella zona intorno al lago di Scutari (fra Albania e Montenegro)[senza fonte], ma in seguito Greci e Romani estesero il nome a tutti i popoli dei Balcani occidentali, fra il medio corso del Danubio e il mare Adriatico, che avevano lingua e usanze affini a quelle degli Illiri propriamente detti[1].

Nella mitologia greca, Illyrius era il figlio di Cadmo e Armonia che governò la regione di Illiria e divenne l'antenato etnonimo di tutte le popolazioni illiriche[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Illiri e Greci[modifica | modifica wikitesto]

Sulle origini o sulle sedi degli Illiri la tradizione letteraria greca offre le notizie più antiche, ma anche le più vaghe.

Il termine "Illyrioi" inizialmente designava un singolo popolo che viveva in una ben limitata regione nel sud dei Balcani[3] in prossimità dei greci e da questi ben conosciuto. Con il tempo l'uso del nome si estese fino a comprendere tutti quei popoli, quali gli Istri, gli Iapodi, i Liburni (linguisticamente correlati agli Antichi Veneti), i Dalmati, alcuni gruppi di Traci ed i Pannoni (quest'ultime genti almeno parzialmente, se non completamente, celtizzate), che approssimativamente, seppure etnicamente e linguisticamente differenti tra loro, vivevano nella, o erano originari della, regione geografica che sarebbe poi divenuta nota in epoca moderna come Jugoslavia.

Anche ad alcuni Antichi popoli Italici, insediati in vari punti dell'Italia lungo la costa adriatica, veniva e viene ancor oggi attribuita un'origine illirica in quanto si credeva, molto probabilmente a ragione, fossero arrivati nella Penisola provenendo dalla regione geografica "illirica", nel periodo di passaggio dall'Età del Bronzo a quella del Ferro[4]. Per quanto riguarda gli stanziamenti nell'area settentrionale della costa, Tito Livio affermava che i Veneti sottrassero parte delle terre agli Euganei, che un tempo avevano abitato tutta la regione compresa dalle Alpi al mare[4]. Invece l'insieme delle genti illiriche stanziate sulle coste e nelle regioni interne delle Puglie venivano collettivamente denominate Iapigi, distinti in base all'area di insediamento in Dauni, Peucezi (o Pediculi) e Calabri (o Salentini, chiamati dai Greci Messapi)[4].

Sebbene fossero venuti presto a contatto con i Greci, che fondarono colonie ed empori sulla costa e nelle isole, come Epidamno (627 o 625 a.C.), Apollonia (intorno al 600 a.C.), Corcira Nera, Lisso (Alessio), Faro (corrispondente a Cittavecchia, nell'isola di Lesina), gli illiri si mantennero secondo le fonti antiche[4] semibarbari e feroci. Gli Illiri intervennero direttamente nella storia della Grecia durante la Guerra del Peloponneso, nel corso della quale fornirono truppe mercenarie a Perdicca II di Macedonia, e attaccarono Epidauro. Successivamente assalirono anche la Macedonia ma a tutto ciò pose fine Filippo II di Macedonia che conquistò parte dei loro territori[4]. Gli Illiri inoltre esercitavano largamente la pirateria, specialmente dopo la costituzione, intorno alla metà del III secolo a.C., di un ampio Stato nella parte meridionale della regione (Illiride greca e parte della Dalmazia) sotto il re Agrone e la regina Teuta, sua moglie, che gli succedette nel 231-230 a.C.

Illiri e Romani[modifica | modifica wikitesto]

Gli Illiri
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerre illiriche e Illyricum.

Allorché gli Illiri, nel 230, assediarono e misero a sacco la città di Fenice in Epiro, uccidendo anche alcuni mercanti italici, il senato romano intervenne inviando due legati alla regina Teuta, che non solo non diede soddisfazione, ma ne fece uccidere uno. Fu questa la causa della prima guerra illirica (229-228 a.C.) conclusasi con la sconfitta della regina ad opera del console Lucio Postumio Albino. Teuta fu obbligata a non uscire con più di due navi a sud di Lisso e a cedere a Demetrio di Faro, che aveva aiutato i Romani, gran parte dei suoi domini (Epidamno, Apollonia, Orico, Corcira, ecc.).

La seconda guerra illirica (219 a.C.), combattuta contro Demetrio di Faro, staccatosi dai Romani e alleatosi con il loro nemico Antigono Dosone di Macedonia, fu pure vinta da Roma che, ormai impegnata nella seconda guerra punica, si contentò di lasciare il territorio conquistato a dinastie amiche.

Gli Illiri, rimasti alleati con Roma durante la seconda guerra macedonica, se ne staccarono durante la terza, quando il re Genzio si alleò con Perseo di Macedonia; dopo la battaglia di Pidna (168 a.C.) il loro territorio fu smembrato in tre parti indipendenti, ma sotto il controllo romano, esercitato dapprima dai consoli e poi, a partire, pare, dall'età di Silla, dal governatore di una delle due province limitrofe della Macedonia e della Gallia Cisalpina.

Spedizioni contro Dalmati e Liburni ribelli interferirono, dannosamente per Roma, con le guerre civili; tra queste quella di Asinio Pollione (39 a.C.) e, soprattutto, quella di Ottaviano (35-33 a.C.), alla quale seguì l'organizzazione del territorio in provincia.

Esercito[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Organizzazione militare degli Illiri.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Dai ritrovamenti archeologici si deduce che le principali coltivazioni agricole fossero frumento, avena, miglio, legumi (piselli, fagioli e lenticchie), vite (nonostante le testimonianze contrarie degli scrittori antichi). In epoca romana vite e olivo si diffusero nel territorio, tanto che i vini dell'Istria divennero famosi; altre bevande diffuse erano l'idromele e il sabaium, una birra d'orzo.

I capi d'allevamento più diffuso erano gli ovini e i caprini, mente i suini erano presenti nelle zone più interne; a giudicare dai resti presenti nei detriti degli antichi insediamenti, sembra che la caccia non contribuisse in modo particolare alla dieta degli Illiri.

Tra le attività "industriali" vi erano l'estrazione del sale (soprattutto nelle zone costiere), la metallurgia del bronzo e in ferro, la lavorazione del vetro (presso i Giapidi), l'estrazione dell'argento (in Bosnia orientale) e quella dell'oro (in Bosnia centrale).

Il commercio era poco sviluppato (anche a causa della pirateria), costituito per lo più da esportazione di cereali, pelli e schiavi e importazione di manufatti dalla Grecia e dal'Italia. Era attivo anche il traffico di ambra che dal Mar Baltico percorreva la valle della Vistola, attraversava i Carpazi e giungeva sulle coste adriatiche[5].

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua illirica.

La lingua degli Illiri è scarsamente attestata, nota essenzialmente grazie a poche glosse e a testimonianze onomastiche (per lo più toponimi e antroponimi), sufficienti a confermare la sua appartenenza alla famiglia indoeuropea ma non a definirne più in dettaglio i caratteri, se non in via induttiva e ipotetica. Sono state avanzate diverse proposte riguardo possibili ripartizioni dialettali all'interno della lingua, che si estinse verso la metà del I millennio d.C., ma nessuna ha ancora superato lo stadio di ipotesi. Allo stesso modo, la tesi della discendenza della moderna lingua albanese dall'illirico è incerta; l'esiguità delle testimonianze sicuramente illiriche non consentono, allo stato della ricerca, di comprovare tale ipotesi[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wilkes, p. 98
  2. ^ Grimal & Maxwell-Hyslop 1996, p. 230; Apollodorus & Hard 1999, p. 103 (Libro III, 5.4).
  3. ^ Regione del Lago di Scutari, nei territori degli odierni stati di Montenegro e Albania.
  4. ^ a b c d e Dalla voce "Illiri" a cura di Giuseppe Corradi, di "L'Enciclopedia di Repubblica"
  5. ^ Wilkes, pp. 210-214.
  6. ^ Francisco Villar, pp. 365-371, 1997.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Atti, miscellanee e riviste[modifica | modifica wikitesto]

  • Géza Alföldy, Die Namengebung der Urbevölkerung in der römischen Provinz Dalmatia, Beiträge zur Namenforschung 15, 1964.
  • Radoslav Katičić, Die Illyrischen Personennamen in ihrem südöstlichen Verbreitungsgebiet, 1962, Živa Antika 12.
  • Radoslav Katičić, Das mitteldalmatinische Namengebiet, 1963a, Živa Antika 12.
  • Radoslav Katičić, Illyrii proprie dicti, 1963b, Živa Antika 13.
  • Radoslav Katičić, Namengebiete im römischen Dalmatien, 1964, Die Sprache 10.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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