Regno di Macedonia

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Regno di Macedonia
Μακεδονία
Regno di MacedoniaΜακεδονία - Stemma
Regno di MacedoniaΜακεδονία - Localizzazione
Dati amministrativi
Lingue parlate antico macedone, dialetto attico, koinè
Capitale Pella
Babilonia (solo all'epoca di Alessandro Magno)
Dipendenze Lega di Corinto
Politica
Forma di governo Monarchia
Re Re di Macedonia
Nascita 800 a.C. con Carano
Fine 146 a.C. con Filippo VI
Causa Seconda battaglia di Pidna
Territorio e popolazione
Religione e società
Religioni preminenti religione greca
Evoluzione storica
Succeduto da Repubblica romana

Il regno di Macedonia (in greco: Μακεδονία) occupava la parte più settentrionale dell'antica Grecia, tra l'Epiro (a ovest) e la Tracia (a est).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Macedoni.

Il problema dell'origine etnica dei Macedoni (greca o tracio-illirica) è tuttora discusso e non esiste neppure accordo se la lingua da loro parlata fosse un Greco antico, ma un dialetto greco o una lingua diversa: in ogni caso essi furono assorbiti nella koinè greca in periodo ellenistico e la famiglia reale macedone, gli Argeadi, proclamava di essere di discendenza greca. La partecipazione dei macedoni nei giochi olimpici, dove solo tribù greche erano ammesse, suggerisce il riconoscimento della loro affinità greca all'interno della società di quel tempo. La stessa koinè fu diffusa, durante il periodo ellenistico, proprio grazie ad Alessandro Magno, che promosse una lingua greca comune: precedentemente ogni ethnos greco (ateniesi, spartani, tesali, macedoni eccetera) parlava il suo dialetto, diverso, anche se lievemente, dagli altri.

Il primo sovrano macedone conosciuto è Carano, che regnò all'inizio dell'VIII secolo a.C. sulle regioni vicine ad Argo (secondo Appiano, Argos Orestikon, piuttosto che Argo peloponnesiaca, sarebbe la patria della dinastia argeade) nell'Orestide, da cui la dinastia Argeade prese il nome. Alessandro I, nel V secolo a.C., ampliò il regno e fu alleato dei Persiani nelle loro guerre contro i greci. Durante la guerra del Peloponneso, Perdicca II si schierò contro Atene, anche se non esitò a cambiare posizione seguendo i propri interessi.

Il re Archelao migliorò le infrastrutture dello stato, riformò l'esercito e spostò la capitale da Ege (Aigaì, oggi Vergina) a Pella. Aminta III unificò definitivamente la Macedonia servendosi anche di alleanze matrimoniali; due dei suoi figli, Alessandro II e Perdicca III, gli succedettero regnando brevemente.

In origine il Regno di Macedonia comprese territori delle attuali Grecia, Albania, Bulgaria e Repubblica di Macedonia.

L'espansione[modifica | modifica sorgente]

Filippo II di Macedonia.
L'antica Macedonia.

Nel 359 a.C. Filippo II, reggente in qualità di tutore del nipote Aminta IV, figlio di Perdicca III, prese il potere e mobilitò l'esercito per fermare un'invasione di Illiri. Si diresse quindi verso est dove si impossessò della città di Anfipoli e delle sue miniere d'oro, sottomise i Peoni e convinse, in cambio di denaro, i Traci a trasferirsi altrove. Si fece incoronare re nel 356 a.C.

Mentre la popolazione rurale continuava ad essere estranea a ogni influenza greca, la classe dirigente e le città macedoni, sotto l'influenza delle colonie ateniesi della Calcidica, si erano completamente ellenizzate. Anche per questo la politica macedone si fece sempre più attenta alle questioni riguardanti le città greche.

Nel 338 a.C. Filippo II sconfisse Tebe, Atene e altre città alleate alla battaglia di Cheronea, e impose la sua egemonia ai greci. Il suo vero obiettivo era però la Persia, ma venne assassinato prima di poterne iniziare la conquista.

Fu suo figlio Alessandro Magno a compiere l'impresa, estendendo il dominio macedone dalla Grecia all'Egitto e alla Persia, fino all'Asia Centrale e ai confini dell'India. Sebbene il suo impero si sia disintegrato subito dopo la sua morte, le numerose città da lui fondate e dai suoi successori irradiarono la cultura e il sapere dei greci per molti anni ancora.

Dopo la morte di Alessandro, il regno di Macedonia fu conteso dai diadochi e passò dal reggente Antipatro al reggente Poliperconte (mentre per diritto di successione il regno apparteneva al re fantoccio Filippo III in contrapposizione ad Alessandro IV ancora bambino), poi Cassandro, Demetrio I Poliorcete, Lisimaco, Tolomeo Cerauno fino ad Antigono II Gonata, nipote di Antigono I Monoftalmo, che stabilì la dinastia antigonide.

Il declino[modifica | modifica sorgente]

Filippo V si scontrò con la crescente potenza della Repubblica Romana, con la quale lui e i successori combatterono le guerre macedoniche. Nella terza di queste guerre Perseo fu sconfitto alla battaglia di Pidna (168 a.C.), e il regno di Macedonia divenne provincia romana. Tra il 65 a.C. e il 30 a.C. Roma conquistò i domini seleucidici e tolemaici, estinguendo le ultime discendenze della monarchia macedone.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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