Asdrubale Barca

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Moneta che raffigura il generale Asdrubale come re dell'Iberia.

Asdrubale Barca (Cartagine, 245 a.C.Metauro, 207 a.C.) è stato un generale cartaginese della famiglia dei Barcidi, figlio di Amilcare Barca e fratello minore di Annibale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Annibale Barca ritrova il capo mozzato del fratello Asdrubale ucciso dai Romani, affresco di Giambattista Tiepolo, 1725-1730 ca, Vienna, Kunsthistorisches Museum.

Poco è conosciuto della gioventù di Asdrubale, il cui nome, in punico 'zrb'l significa "Il mio soccorso è Baal."[1] Sappiamo però che era presente, col fratello Annibale, quando il loro padre, Amilcare teneva sotto assedio la città di Helike (probabilmente l'attuale Elche de la Sierra).
Amilcare in quell'occasione, obbligato a prendere la fuga, muore annegato nell'attraversamento del fiume Júcar.

Attività militare[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Seconda guerra punica.

Asdrubale partecipa poi alla Seconda guerra punica e comanda truppe cartaginesi in Spagna nel 218 a.C.. Subisce dei rovesci prima di ricevere l'aiuto di Massinissa, re dei Numidi, riuscendo così a battere nel 212 a.C. i due Scipioni, Publio Cornelio Scipione e suo fratello Gneo Cornelio Scipione Calvo. La Spagna sarebbe potuta cadere allora nelle mani dei Cartaginesi se un cavaliere romano di nome Lucius Marcius non avesse colto due vittorie contro i capi cartaginesi, figli di Gisgone e Magone.

L'arrivo di Scipione l'Africano nel 212 è seguito da un mutamento della situazione di Asdrubale in Spagna. Nel 208 a.C., Scipione affronta Asdrubale a Baecula (oggi Santo Tomé) e lo vince nella Battaglia di Baecula. Ciò non impedisce tuttavia ad Asdrubale di reclutare un esercito per raggiungere suo fratello Annibale.

Nella primavera del 207 a.C. raggiunge il fratello in Italia con potenti rinforzi. Dopo aver oltrepassato le Alpi, prova ad assediare Piacenza ma senza successo. Mentre riprende la via verso il Bruttium dove si trova Annibale, è bloccato dall'esercito romano. I due consoli Gaio Claudio Nerone e Marco Livio Salinatore, si erano congiunti con i loro due eserciti dopo che Claudio Nerone aveva deciso di lasciare la sua provincia mettendosi all'inseguimento di Annibale. Questo secondo esercito consolare doveva essere condotto in modo surrettizio per sorprendere Asdrubale. Questi però scopre il tranello e tenta di fuggire con il suo esercito ma è raggiunto vicino al fiume Metauro, nelle Marche. La battaglia che ne segue, la battaglia del Metauro, rappresenta una vittoria romana di grande rilevanza. Secondo Tito Livio, 56 000 Cartaginesi furono uccisi e tra loro Asdrubale. I vincitori gli mozzarono la testa e la gettarono davanti al campo fortificato di Annibale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ W. Huß, Karthago, Monaco, C.H. Beck, 1995, pp. 103-104. ISBN 978-3-406-39825-4.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Fonti secondarie

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]