Gneo Cornelio Scipione Calvo

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Gneo Cornelio Scipione Calvo
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Cnaeus Cornelius Scipio Calvus
Morte 211 a.C.
Hispania
Figli Publio Cornelio Scipione Nasica
Gens Cornelia
Padre Lucio Cornelio Scipione
Consolato 222 a.C.

Gneo Cornelio Scipione Calvo (in latino: Cnaeus Cornelius Scipio Calvus) (... – 211 a.C.) è stato un militare e statista romano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Origini famigliari[modifica | modifica sorgente]

Suo padre era Lucio Cornelio Scipione (Lucius Cornelius L.f. Scipio), figlio di Lucio Cornelio Scipione Barbato, censore nel 280 a.C., console nel 276 a.C. Suo fratello minore era Publio Cornelio Scipione, padre del più famoso Publio Cornelio Scipione Africano Maggiore.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cursus honorum.

Gneo Cornelio Scipione Calvo fu nominato console nel 222 a.C. insieme a Marco Claudio Marcello. Gneo Cornelio Scipione fu soprannominato Calvo per distinguerlo da suo zio, un altro Gneo Cornelio Scipione soprannominato Asina (o asino), che fu per due volte console durante la Prima guerra punica.

Gneo Cornelio Scipione Calvo combatté nella seconda guerra punica in Iberia (Spagna) dal 217[1] al 211, e venne ucciso nella battaglia della Betica Superiore nel 211 a.C. poco dopo la morte di suo fratello minore. Singolare il parallelismo tra le vite dei due fratelli: entrambi erano comandanti capaci, entrambi furono eletti consoli e infine entrambi furono uccisi in Spagna dopo che i loro eserciti si erano separati.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Suo figlio fu Publio Cornelio Scipione Nasica, console nel 191 a.C., il primo Scipione Nasica (soprannominato Nasica per il suo prominente naso), che diede inizio al ramo nasica della famiglia degli Scipioni. Il figlio di Scipione Nasica, che a sua volta si chiamava Scipione Nasica (soprannominato Corculum), sposò la sua seconda cugina Cornelia Africana Maggiore, la figlia maggiore di Scipione Africano, e in questo modo riunì i due rami della famiglia. I loro discendenti in linea diretta perpetuarono il nome della famiglia fino al 46, quando Scipione Metello fu adottato dalla famiglia dei Cecili Metelli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Polibio, III, 49, 76, 95-97.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
Predecessore Fasti consulares Successore Consul et lictores.png
Publio Furio Filo
e
Gaio Flaminio Nepote
(222 a.C.)
con Marco Claudio Marcello I
Publio Cornelio Scipione Asina
e
Marco Minucio Rufo