Bomilcare (ammiraglio)

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Bomilcare (III secolo a.C. – ...) è stato un ammiraglio cartaginese.

Combatté durante la seconda guerra punica, che vedeva Cartagine battersi contro Roma per il controllo del Mar Mediterraneo. Fu presente alla Battaglia di Canne (216 a.C.).[1] Con i soldati inviati da Cartagine per rinforzo, insieme ad elefanti e rifornimenti, si avvicinò a Locri (215 a.C.). Poi lo stesso, riuscendo ad evitare di essere sorpreso dal pretore, Appio Claudio Pulcro, raggiunse Annone nel Bruzio. Si lasciò alle spalle i Locresi che, poco dopo, chiusero le porte della loro città in faccia ai Romani. Appio allora preferì tornare con la flotta a Messina.[2]

Bomilcare fu al comando della flotta cartaginese durante l'Assedio di Siracusa. Era padre di Annibale, il quale assediò senza successo la città di Iliturgi (nei pressi della moderna Mengíbar), che era passata dalla parte dei Romani, insieme ai due fratelli Barca, Asdrubale e Magone.[3]

Nel 214 a.C., fu inviato con 55 navi in aiuto di Siracusa, poi assediata dai Romani, ma, trovandosi incapace di far fronte alla superiorità del nemico, si ritirò in Africa[4]. Due anni dopo, è inviato ancora a Siracusa con 100 navi.[5] A seguito di una pestilenza morirono Ippocrate e Imilcone, allora Bomilcare tornò a Cartagine per sollecitare degli aiuti. Gli vennero concesse 130 navi. Ma la flotta di Marcello, superiore di cento unità, lo fecero desistere da voler raggiungere Siracusa.

La flotta cartaginese riparò verso Taranto che era sotto il controllo punico. In seguito, quando i Romani stavano assediando Taranto, l'ammiraglio cartaginese, Bomilcare, che era stato inviato con un'ingente flotta per dare una mano agli assediati, non riuscendo a dare alcun aiuto alla città assediata, circondata da ogni parte dei Romani, esaurì tutte le sue scorte di cibo e fu costretto ad andarsene.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Livio, XXIII, 13.41.
  2. ^ Livio, XXIII, 41.10-12.
  3. ^ Livio, XXIII, 49.5-14.
  4. ^ Livio, XXIV, 36.
  5. ^ Livio, XXV, 25.
  6. ^ Polibio, IX, 9.11.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • Giovanni Brizzi, Storia di Roma. 1. Dalle origini ad Azio, Bologna, Patron, 1997, ISBN 978-88-555-2419-3.
  • Guido Clemente, La guerra annibalica in Storia Einaudi dei Greci e dei Romani, XIV, Milano, Il Sole 24 ORE, 2008.
  • Theodor Mommsen, Storia di Roma antica, vol.II, Milano, Sansoni, 2001, ISBN 978-88-383-1882-5.
  • André Piganiol, Le conquiste dei romani, Milano, Il Saggiatore, 1989.
  • Howard H.Scullard, Storia del mondo romano. Dalla fondazione di Roma alla distruzione di Cartagine, vol.I, Milano, BUR, 1992, ISBN 88-17-11574-6.