Tiberio Sempronio Gracco (console 215 a.C.)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tiberio Sempronio Gracco
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Tiberius Sempronius Graccus
Figli Tiberio Sempronio Gracco
Gens Sempronia
Padre Tiberio Sempronio Gracco
Consolato 215 a.C.
213 a.C.

Tiberio Sempronio Gracco[1] (latino: Tiberius Sempronius Gracchus) (... – Campi Veteres, 212 a.C.) è stato un politico romano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 216 a.C. fu edile curule; dopo la battaglia di Canne fu nominato magister equitum del dittatore Marco Giunio Pera, che doveva riorganizzare l'esercito e nuove leve dopo il disastro.

Con le legioni appena formate, Gracco e Pera posero il campo vicino a Casilinum; quando il dittatore dovette ritornare a Roma, Gracco ebbe il comando, ma con l'accordo di non tentare alcuna sortita contro il nemico, anche se la città di Casilinum era assedita da Annibale e la popolazione iniziava a soffrire la fame. Per dare sollievo alla popolazione assediata, Gracco per tre notti successive fece mandare lungo il Volturno numerose ceste piene di viveri; poiché il fiume scorreva all'interno della città, la popolazione riuscì facilmente a recuperare le ceste. Sfortunatamente la quarta notte le ceste, a causa di un forte vento, vennero spinte sulla sponda dove stazionava l'esercito cartaginese e da quel momento il nemico prese a sorvegliare assiduamente il fiume così da impedire l'introduzione di altri viveri.

Completamente assediata, senza possibilità di ricevere aiuti in uomini o vettovaglie, la popolazione e la guarnigione di Casilinum alla fine cedettero e si arresero. Dopo la capitolazione della città, Gracco seguì il dittatore a Roma per riferire degli avvenimenti e per predisporre i piani per il futuro; in quell'occasione Pera espresse pubblicamente grande soddisfazione per la condotta tenuta da Gracco e lo raccomandò per il consolato.

L'anno successivo (215 a.C.) fu eletto console con Lucio Postumio Albino. Il momento era particolarmente difficile per Roma, si trattava di riorganizzare l'esercito dopo le disfatte dell'anno precedente e di arruolare nuove forze. Gracco assunse il comando degli alleati e dei volones e marciò oltre il Volturno, ponendo il proprio campo presso Liternum.

Nel 214 a.C. gli fu comandato dal dittatore Quinto Fabio Massimo di portarsi verso Benevento, così da bloccare il ricongiungimento delle forze di Annone il vecchio con l'esercito di Annibale. Vicino al fiume Calore il pretore Tiberio e le sue legioni, formate per la maggior parte da schiavi e da ex-carcerati, riuscirono ad intercettare l'esercito cartaginese. Nella battaglia seguente, l'esercito di Annone, formato da 17.000 fanti (per lo più Bruzi e Lucani) e 1.200 cavalli venne totalmente disperso; Annone riuscì a fuggire con solo 2.000 cavalieri e dovette tornare verso la Calabria.

Nel 213 a.C. fu eletto console per la seconda volta ed ebbe come collega Quinto Fabio Massimo, figlio del Verrucoso.

Nel 212 a.C. gli fu ordinato di lasciare la Lucania e di accamparsi con le truppe nei pressi di Beneventum. Secondo la tradizione morì durante una scaramuccia contro una pattuglia cartaginese comandata da Magone; il suo corpo fu riconosciuto e portato nel campo di Annibale, che gli riservò un funerale con tutti gli onori.

Note[modifica | modifica sorgente]


Predecessore Fasti consulares Successore LupaCapitolina.png
Lucio Emilio Paolo II
e
Gaio Terenzio Varrone
(215 a.C.)
con Lucio Postumio Albino III
(suff) Quinto Fabio Massimo Verrucoso III
e
(suff) Marco Claudio Marcello II
I
Quinto Fabio Massimo Verrucoso IV
e
Marco Claudio Marcello III
(213 a.C.)
con Quinto Fabio Massimo
Appio Claudio Pulcro
e
Quinto Fulvio Flacco III
II