Lucera

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Lucera
comune
Lucera – Stemma
Lucera – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
Sindaco Antonio Tutolo (lista civica) dall'08/06/2014
Territorio
Coordinate 41°30′00″N 15°20′00″E / 41.5°N 15.333333°E41.5; 15.333333 (Lucera)Coordinate: 41°30′00″N 15°20′00″E / 41.5°N 15.333333°E41.5; 15.333333 (Lucera)
Altitudine 219 m s.l.m.
Superficie 339,79 km²
Abitanti 34 243[1] (giugno 2012)
Densità 100,78 ab./km²
Comuni confinanti Alberona, Biccari, Castelnuovo della Daunia, Foggia, Pietramontecorvino, San Severo, Torremaggiore, Troia, Volturino
Altre informazioni
Cod. postale 71036
Prefisso 0881
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071028
Cod. catastale E716
Targa FG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 473 GG[2]
Nome abitanti lucerini
Patrono Santa Maria Patrona di Lucera, San Francesco Antonio Fasani
Giorno festivo 16 agosto, 29 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lucera
Posizione del comune di Lucera nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Lucera nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Lucera (IPA: [luˈʧɛra][3], Lucère in dialetto locale) è un comune italiano di 34 243 abitanti della provincia di Foggia in Puglia, sede della diocesi di Lucera-Troia.

Situata alla confluenza delle valli molisane e campane nel Tavoliere delle Puglie, Lucera fu capoluogo della Capitanata e del Contado del Molise dal 1579 fino al 1806.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il nord del Tavoliere delle Puglie visto da viale Castello a Lucera

Lucera sorge su un'altura formata da tre colli (Monte Albano, Monte Belvedere e Monte Sacro) a ridosso del Subappennino Dauno, che dominano l'ampia pianura del Tavoliere delle Puglie. Ai piedi dei colli scorrono i torrenti Salsola e Vulgano, entrambi affluenti del Candelaro.

Il territorio del comune confina a nord con San Severo e Torremaggiore, a est con Foggia, a sud con Troia e Biccari e a ovest con Alberona, Volturino, Pietramontecorvino e Castelnuovo della Daunia. I suoi 338,64 km², ne fanno il trentesimo d'Italia e il settimo della Puglia per estensione territoriale. L’agro, ricco di masserie, è prevalentemente caratterizzato da vigneti, oliveti, vaste distese di grano e campi di ortaggi (prevalentemente pomodori nella stagione calda); rari sono i frutteti.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La città è caratterizzata da un clima mediterraneo, con lunghe estati calde e caratterizzate da forti escursioni termiche diurne ed inverni miti, anche se per la sua vicinanza ai monti dauni la temperatura scende anche a valori inferiori a 0 °C, temperatura esterna minima di progetto della città. I venti sono abbastanza frequenti e, seppure talvolta piuttosto forti, sono mediamente moderati.

La temperatura media annua si aggira attorno ai 15 °C e le precipitazioni si attestano ad un valore medio di 497 mm/anno. Sono rare, ma non mancano, le precipitazioni nevose.

Dal punto di vista legislativo il comune di Lucera ricade nella fascia climatica D[4] in quanto i gradi giorno della città sono 1473, dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 12 ore giornaliere dal 1º novembre al 15 aprile.

LUCERA[5] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12 13 15 19 24 28 32 31 28 22 17 13 12,7 19,3 30,3 22,3 21,2
T. min. mediaC) 3 3 5 7 11 15 18 18 15 11 7 4 3,3 7,7 17 11 9,8
Precipitazioni (mm) 42 41 43 36 37 36 26 27 46 53 53 57 140 116 89 152 497
Eliofania assoluta (ore al giorno) 4 5 5 7 8 9 11 10 8 6 5 4 4,3 6,7 10 6,3 6,8

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Lucera e Storia della Puglia.
Le origini del nome

Diverse sono le ipotesi sull'origine del nome Lucera. Le colline su cui poggia la città erano coperte di un bosco, sacro agli dei; nel primitivo linguaggio etrusco “bosco sacro” era detto luk-eri (luk in latino è lucus, eri significa "sacer, sacro"). Dall'etrusco Lukeri si arriva così a Luceria. Tuttavia, non è da escludere che il nome Lucera derivi dal greco leuka eria che significa “lana bianca”, perché anche i poeti latini Orazio e Marziale lodarono Lucera per la rinomata lana delle sue greggi e per i suoi pascoli, così come non si può escludere che Lucera derivi dal praenomen Lucius di Dauno, re eponimo dei Dauni, o più genericamente dalla parola latina lucem (da lux che significa luce), alla quale anche le precedenti ipotesi sono comunque etimologicamente connesse.

Le origini e i primi secoli[modifica | modifica wikitesto]

Lucera, fin dalla sua origine, fu denominata "chiave delle Puglie", per la sua posizione strategica, quale porta del Tavoliere.[6]

Le prime testimonianze di vita nell'area della città sono state individuate sul Monte Albano, dove sono state rinvenute tracce di alcuni villaggi neolitici del III millennio a.C.

È considerata un'antica città dei Dauni, come la definì il geografo greco Strabone (58 a.C.-24 d.C.) narrando la leggenda secondo la quale Diomede, re d'Etolia, dopo la distruzione di Troia, fuggì verso l'Apulia e si stabilì presso Lucera, dove depose le armi e il Palladio nel tempio di Athena Iliàs e costituì una colonia greca.

Periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito romano, nel tentativo di prestare soccorso a Luceria, assediata dai Sanniti, subì una grave sconfitta nella battaglia delle Forche Caudine.

In seguito Luceria diventa Colonia iuris latini nel 312 a.C. e per la sua grande lealtà fu sempre tenuta in grande considerazione dai Consoli e dal Senato (Lucerinis bonis et fidelibus sociis – Livio:IX, X), ricevendone ampia autonomia e indipendenza d’azione: diritto di conio, proprie leggi, proprio fisco, propri magistrati.

Nel 295 a.C. i Sanniti tentarono un ultimo attacco verso Luceria, ma il console Marco Atilio Regolo riuscì a sconfiggere le truppe nemiche, sancendo in modo definitivo la vittoria romana (294 a.C.).[7]

Nel 217 a.C.: «Presso Geronio, a cinque leghe a nord di Lucera... Annibale si teneva pronto a difendere il campo e i distaccamenti sparsi nelle campagne.».[8]

Nel 90 a.C., in rispetto della Lex Iulia de civitate, Roma concedeva alla sempre fedele Lucera la propria cittadinanza. La città adottò la sigla S.P.Q.L. (Senatus Populusque Lucerinus) simile a quella usata a Roma.

Durante la guerra civile, prima che Cesare presidiasse la città con una propria guarnigione, Lucera fu quartier generale delle truppe di Pompeo.

Nel I secolo a.C., il magistrato Marco Vecilio Campo, fece costruire in onore di Ottaviano Augusto, il grande anfiteatro. Lo stesso imperatore spesso si recava a Lucera per assistere a combattimenti fra gladiatori o addirittura tra feroci bestie. In epoca imperiale Lucera registra la fondazione di una delle prime comunità cristiane: prima dell’anno 60 l'apostolo Pietro, di passaggio per la città romana, battezzando nelle acque del fiume Vulgano, pose a capo della nascente diocesi il vescovo Basso, martire cristiano sotto l'imperatore Traiano (118).[9] A lui succedette Pardo, anch'egli venerato come santo e che venne sepolto nella vecchia Chiesa Madre della città di Lucera, accanto a Basso. Seguirono il Giovanni I, beato, e Marco I, santo. [10]

L'Alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 663 d.C., Lucera longobarda fu distrutta dal bizantino Costante II e i lucerini furono costretti alla fuga, formando vari centri del subappenino e della costa adriatica. La vecchia chiesa fu saccheggiata e i corpi dei santi vescovi furono trafugati o portati nelle nuove frazioni costituite. San Basso giunse a Termoli mentre San Pardo trovò sacra dimora in Larino.

Nel 743 d.C., sulle rovine della città, nuovamente longobarda, arrivo il vescovo Marco II, che portò con sé una statua della Vergine Maria, collocandola in una nicchia nella cattedrale ricostruita.

Periodo federiciano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Insediamento musulmano di Lucera.
Fortezza svevo-angioina, Torre della Regina

All'interno della cittadella che sovrasta imponente Lucera e, precisamente nell'angolo nord-est, Federico II fece costruire il suo palatium anche se oggi, tra la ricchezza dei reperti di origine angioina e aragonese, si nota ben poco del federiciano castrum seu palatium.

È tuttavia ancora osservabile lo zoccolo perimetrale e, per quel poco che ne resta, anche le mura a scarpate la presenza di feritoie ad uso degli arcieri. La parte inferiore dell'edificio (quella più propriamente difensiva) doveva avere funzioni di rifugio estremo in caso di pericolo. Anche la residua pavimentazione del cortile interno, con la particolare cura delle rifiniture, è attribuita all'epoca di Federico II.

Federico II deportò inoltre a Lucera numerosi musulmani di Sicilia: nel 1239, sembra non si contassero più di dodici abitanti di religione cristiana.[11] Il borgo si era sviluppato verso il castello, in conseguenza degli arrivi e vennero fatte costruire numerose moschee al posto delle chiese. Lugêrah conobbe in quel periodo una notevole fioritura, tanto che ben presto venne paragonata, dai viaggiatori e dagli storici musulmani di allora, alla Cordova degli emiri e dei califfi omayyadi.

La Lucera musulmana restò fedele alla casa sveva e dopo la morte di Federico II nel 1250 parteggiò per Manfredi nel 1254 e per Corradino nel 1267, rifiutando l'obbedienza a Carlo I d'Angiò.

Periodo angioino[modifica | modifica wikitesto]

Costretta alla resa la città, gli Angioini stanziarono numerose famiglie di origine provenzale nella ricostruita fortezza sul monte Albano. In seguito ad un ulteriore ribellione nell'anno 1300 Carlo II d'Angiò organizzò la "crociata angioina": la città, dopo un lungo assedio condotto da Giovanni Pipino da Barletta, venne distrutta e gli abitanti musulmani massacrati o venduti come schiavi.[12] La città fu rinominata "Civita Sancte Marie" (città di Santa Maria) e al posto della Moschea principale, demolita, venne costruita la Cattedrale dell'Assunta e posta in essa una statua della vergine, che da quel giorno è la patrona principale della città.

Per riportare la cristianità nella città, Roberto d'Angiò fece giungere da Avignone (il papato in quegli anni non era a Roma) a Lucera il vescovo croato Agostino Kažotić che in un solo anno riuscì a convertire il popolo lucerino. Nel 1323 fu ferito a morte da un saraceno.

Dal Quattrocento al Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Nel quattrocento, Santa Maria ebbe importanza soprattutto per la transumanza, con l'istituzione della Regia Dogana della Mena delle Pecore di Puglia. Nel 1418, il beato Giovanni Vici da Stroncone fece realizzare sul Monte Belvedere il convento francescano del SS. Salvatore. Il frate, sui resti di Castel Fiorentino, trovò due lastre di pietra, che formavano la mensa di Federico II e le portò in città, utilizzandole come altari maggiori nella Cattedrale e nella chiesa del SS. Salvatore. Dopo il periodo aragonese, con l'inizio del cinquecento il titolo Civitas Sanctae Mariae fu sempre meno usato, sostituito dall’attuale nome di Lucera.

Tra il cinquecento e il seicento, Lucera continuò ad essere residenza di famiglie nobili del regno. La città, ben presto si riempì di nobili palazzi e di bellissime piazze. Un forte terremoto colpì Lucera nel luglio del 1627, con alcuni danni alle abitazioni; la città vicina di San Severo fu rasa al suolo e anche Foggia ebbe numerosi danni. I lucerini videro l'evento come un accadimento miracoloso, attribuito alla protezione di Santa Maria Patrona.

A cavallo fra il seicento e il settecento, Lucera fu al centro della vita di san Francesco Antonio Fasani, canonizzato il 13 aprile 1986 da papa Giovanni Paolo II. Amante dei poveri e dei sofferenti, familiarmente dai lucerini veniva e ancora tuttora viene chiamato Padre Maestro.

Dall'Ottocento a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Lucera, in quegli anni, godeva dello status di capitale culturale della regione, ma con l'avvento di Napoleone perse il titolo di capoluogo della Capitanata e del Contado del Molise. Nel 1806 difatti il capoluogo passò a Foggia.

Nell'estate del 1837 su Lucera si abbatté il colera e numerose furono le vittime. Secondo la tradizione cattolica, un evento miracoloso sarebbe accaduto il 12 e il 13 luglio di quello stesso anno: l'Icona trecentesca di Santa Maria Patrona di Lucera, mosse gli occhi e cambiò il colore della pelle. A seguito di un Processo Canonico, fu proclamato il 13 luglio quale festa della Madonna del Colera.[13]

La povertà invase la città agli inizi del Novecento, con l'arrivo della Grande Guerra, che portò via a Lucera 157 uomini. Con l'avvento della seconda guerra mondiale, Lucera temeva i bombardamenti, ma non fu mai attaccata e quindi mai distrutta.

Nella seconda metà del novecento la città iniziò a espandersi. Allargandosi intorno al vecchio perimetro angioino, si formarono i nuovi quartieri di Pezza del Lago, 167 e Lucera due. Il terremoto del 31 ottobre 2002 ha lesionato diversi edifici, causando la chiusura di alcune chiese del centro storico. Nel 2012 resta ancora chiusa la chiesa di San Leonardo.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della città di Lucera, concesso con D.C.G. del 6 settembre 1935,[14] ha la seguente blasonatura:[15]

« d'azzurro al leone passante al naturale su una campagna di verde tenente nella branca anteriore destra una banderuola con l'effige della Vergine Assunta avente nelle braccia Gesù Bambino, sormontato da una fascia di argento con la sigla S.P.Q.L. »

mentre il gonfalone civico, anche questo concesso con il decreto del 1935, ha la seguente descrizione:[15]

« drappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dello stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata in oro Città di Lucera »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Arco di Porta Troia, Lucera

La sua antica storia si snoda in tutte le sue vie e grazie ai suoi monumenti di svariate epoche può fregiarsi del titolo di "città d'arte": l'Anfiteatro romano, la fortezza Svevo-Angioina, la Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta del 1300, la chiesa di S. Francesco d'Assisi (oggi Basilica santuario di San Francesco Antonio Fasani) coeva della Cattedrale, la barocca Chiesa del Carmine e i due musei, uno di Archeologia Urbana e l'altro Diocesano.

Corso Manfredi e l'assetto urbanistico saraceno di Rione alle Mura e Rione Cassitto sono caratterizzati da piccole viuzze e scalinate. Anche via Carpentieri conserva l’assetto urbanistico saraceno e si fa spazio fra le piazzette, in una delle quali sorge la casa natale del servo di Dio Don Alessandro De Troia.

Chiesa di San Giovanni Battista, Lucera

Corso Garibaldi è una delle arterie centrali del vecchio borgo. Ricca di maestosi palazzi (Palazzo Lombardo, Palazzo Gifuni), fra i quali spicca Palazzo Mozzagrugno, spettacolare esempio di stile neoclassico, restaurato nel 1831, sede del Municipio, della Biblioteca Comunale "Ruggero Bonghi" e del Teatro Garibaldi, affiancato da una piccola piazzetta, dove sorge la casa della serva di Dio Rosa Lamparelli. In fondo a corso Garibaldi si erge l'arco di Porta Foggia, con la chiesa di San Giovanni Battista e la casa natale della venerabile Genoveffa De Troia.

Il borgo di Santa Caterina è impreziosito dall'antico pozzo e dall'antico convento angioino di clausura delle suore celestine di Santa Caterina. Lungo via Amendola è situata la zona dove è più visibile l'assetto romano della città; da una parte via Quaranta e il suo palazzo, dall’altra via De Nicastri dove, nell'omonimo palazzo, ha sede il Museo di Archeologia Urbana "Giuseppe Fiorelli".

In Piazza San Leonardo sorge la chiesa omonima e nei pressi alcuni palazzi di varie epoche, fra cui Palazzo Scassa, dell’omonima famiglia di nobili lucerini. In Piazza San Giacomo sorge palazzo Curato e il più antico Palazzo Ramamondi e la sua torretta saracena. Al centro della Piazza sorgeva la vecchia chiesa Madre, ora sostituita dalla chiesa di San Giacomo maggiore; nei pressi la casetta Merlata. Vico Zunica conserva intatto l'assetto saraceno, nei suoi palazzi e nelle sue piazzette.

Chiesa del Carmine di Lucera

Piazza del Carmine è contornata di settecenteschi palazzi (D'Auria-Secondo, Valletta, Scoppa, Prignano), con al centro l'imponente complesso barocco del Carmine. Nei pressi della piazza sorge il borgo di san Matteo, che conserva le antiche Terme Romane. Alle spalle del vecchio convento carmelitano, si snoda l'antico quartiere della Torretta, dove sorge la Casa Natale di san Francesco Antonio Fasani. Proseguendo per la via a lui dedicata si giunge in Piazza Tribunali, più conosciuta come Piazza San Francesco dove, oltre al Palazzo di Giustizia (costruito, come il complesso del Carmine, con i ruderi del Palazzo di Federico II) e alla Casa Circondariale, sorge la trecentesca chiesa di san Francesco (oggi Basilica santuario di San Francesco Antonio Fasani), all'interno del quale sono conservati i resti del santo di Lucera. Adiacente alla chiesa vi è la cappella dell'Addolorata.

Chiesa di San Domenico di Lucera

Il complesso di San Domenico, originariamente medioevale è ora visibile in forma barocca. Alla chiesa è annessa la cappella di san Giuseppe e la cappella del Santo Rosario (Pantheum). In via Cairoli, sorge l'antico convento dei sacramentini e la chiesa dedicata alla Vergine di Lourdes. In via IV Novembre, c'è il Convitto Nazionale; nato come convento dei Celestini, ha ospitato fino al 2009 il corso universitario di Beni Culturali. All'interno è visibile il settecentesco chiostro e la chiesa di San Bartolomeo Apostolo.

Piazza della Repubblica, con i suoi palazzi e il suo tessuto urbanistico, ricorda la Lucera dell'Ottocento. Ancora oggi in tale rione si svolge il mercato giornaliero. Suggestivo è Vico Ciacianella che, largo solo 45 cm, detiene il secondo posto nella graduatoria dei vicoli più stretti d'Italia e d'Europa.[16]

Campanile del Duomo di Lucera

Piazza Duomo è il centro e il fulcro dell'intera città. La Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta trecentesca, ristrutturata e arricchita con elementi barocchi dal vescovo Domenico Maria Liguori della diocesi di Lucera-Troia, svetta al centro della piazza Duomo e al suo interno conserva l'icona trecentesca di Santa Maria Patrona di Lucera, donata da Carlo II d'Angiò. La piazza è ricca di palazzi; i più imponenti sono Palazzo Cavalli e il settecentesco Palazzo Vescovile nella cui maestosa corte vi è l'accesso al Museo Diocesano e agli uffici di Curia, dove ha sede anche il Seminario Vescovile. Via Federico II è una delle vie più care ai lucerini. Notevole è la cupola dell'antica moschea, oggi chiesa di sant'Antonio Abate. La villa comunale è impreziosita dal vecchio convento del santissimo Salvatore, con annessa chiesa di San Pasquale.

I più importanti monumenti fuori dalla cinta muraria angioina sono:

  • la Fortezza Svevo-Angioina, situata in viale Castello, sul Monte Albano, nella zona nord ovest della città, è cinta di mura e di torri;
  • l'Anfiteatro Romano, situato in viale Augusteo, al confine est della città, ancora oggi visibile in tutto il suo antico splendore.

Nell’agro di Lucera sorgono numerosi reperti storici e naturalisti:

  • Quercia di Santa Justa, nella contrada Fontanelle, al nord della città, verso il distrutto borgo di Castel Fiorentino, che fu l'ultima dimora di Federico II;
  • Ponte Gallucci, antico ponte romano, ormai del tutto abbandonato.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La Basilica Cattedrale

Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta (Lucera).

La Basilica Minore di Santa Maria Assunta, nel cuore della città di Lucera è un esempio di architettura gotico-angioina. Il Duomo, eretto per volere di Carlo II d'Angiò e consacrato nel 1302, è la principale chiesa della città e anche la cattedrale della diocesi di Lucera-Troia, dichiarata Basilica minore nel 1834 da papa Gregorio XVI e Monumento Nazionale nel 1874. Al suo interno conserva la miracolosa icona di Santa Maria Patrona di Lucera, le reliquie del Beato Agostino Casotti e un crocifisso ligneo del 1300.

Santuario di San Francesco Antonio Fasani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica santuario di San Francesco Antonio Fasani.
Santuario di San Francesco Antonio Fasani

La trecentesca "chiesa di san Francesco d'Assisi" sorge in Piazza Tribunali a Lucera ed è stata fatta edificare dalla casata dei d'Angiò. Nel 2001 è divenuta Santuario di San Francesco Antonio Fasani, all'interno del quale sono conservati i resti del santo di Lucera. Nel 2008 è stata dichiarata "Monumento di una cultura di pace" e il 29 novembre 2012 è stata elevata al rango di Basilica minore. Adiacente alla chiesa vi è la cappella dell'Addolorata.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria del Carmine
  • Chiesa di San Domenico, con adiacente Cappella di San Giuseppe e Cappella del Santo Rosario.
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate
  • Chiesa di San Giacomo Maggiore
  • Chiesa di San Giovanni Battista
  • Chiesa del SS. Sacramento (Sacramentini)
  • Chiesa di San Leonardo
  • Chiesa di Santa Caterina
  • Chiesa di San Gaetano
  • Chiesa di Santa Lucia
  • Chiesa di Santa Maria della Spiga
  • Chiesa della Pietà
  • Chiesa del Santissimo Salvatore, o San Pasquale
  • Chiesa di San Pio X
  • Chiesa di Cristo Re
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie
  • Chiesa di San Francesco Antonio Fasani
  • Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, o Sant'Anna (annessa alla Casa di Riposo "Maria De Peppo Serena")
  • Chiesa di San Bartolomeo (annessa al convitto Nazionale)
  • Chiesa di Santa Maria della Libera (annessa a Palazzo Uva, sconsacrata)
  • Chiesa di San Matteo Apostolo (oggi scuola elementare)
  • Antica chiesa di Santa Maria delle Grazie (chiusa a seguito del terremoto del 1980)
Palazzo Cavalli, Piazza Duomo, Lucera

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo di Giustizia, Piazza Tribunali, Lucera
  • Palazzo Cavalli
  • Palazzo De Peppo (già Regia Udienza Provincialis)
  • Palazzo De Troia
  • Palazzo Vescovile
  • Palazzo di Giustizia
  • Palazzo Mozzagruno
  • Palazzo De Nicastri
  • Palazzo Petrilli
  • Palazzo Scassa
  • Palazzo Lombardi
  • Palazzo Uva
  • Palazzo Curato
  • Palazzo Zunica
  • Palazzo D'Auria-Secondo

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Fortezza Svevo-Angioina[modifica | modifica wikitesto]

Altra veduta della Torre della Regina della Fortezza Svevo-Angioina di Lucera
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fortezza Svevo-Angioina di Lucera.

La Fortezza Svevo-Angioina di Lucera è un castello risalente al XIII secolo, di età federiciana e angioina. Posto sulla sommità piana del colle Albano sul quale sorgeva l'acropoli della Lucera romana, difeso per tre lati da ripide pareti a strapiombo, la Fortezza domina il Tavoliere di Capitanata. Federico II fece edificare il suo Palatium nel 1233, mentre la muraglia della Fortezza è stata edificata da Carlo I d'Angiò (1289). La cinta muraria irregolare che cinge l'intera collina è lunga 900 m e si compone anche di 13 torri quadrate, 2 bastioni pentagonali, 7 contrafforti e 2 torri cilindriche angolari. L'ingresso principale è collegato a viale Castello tramite un caratteristico ponte che attraversa un grande fossato.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai Caduti in Piazza Duomo
  • Monumento a Ruggero Bonghi
  • Monumento a San Francesco Antonio Fasani

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Anfiteatro Romano Augusteo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anfiteatro romano di Lucera.

L’Anfiteatro romano di Lucera è un monumento di epoca romana situato nella periferia est della città. Risale all'età augustea; fu costruito tra il 27 a.C. e il 14 d.C. dal magistrato lucerino Marco Vecilio Campo, su una depressione naturale del terreno di sua proprietà, in onore di Ottaviano Augusto. È fra i più antichi dell’Italia meridionale e, per le sue notevoli dimensioni, risulta essere la più importante testimonianza romana di tutta la Puglia. Con l’avvento del Terzo Millennio, è stata realizzata una piccola gradinata per il pubblico, al fine di poter permettere all’Anfiteatro Romano di tornare attivo per manifestazioni musicali, teatrali e culturale. Purtroppo però le gradinate sono davvero misere, considerando la grandezza dell’Anfiteatro e meriterebbero di essere ampliate su tutta la struttura in modo da ridarle un assetto uniforme, tornando a riaccogliere i 16 000-18 000 spettatori, che al tempo dei Romani, riuscivano ad assistere agli spettacoli.[17]

Teatro Garibaldi[modifica | modifica wikitesto]

In pieno centro cittadino sorge il Teatro “Garibaldi”. In principio intitolato a Maria Teresa Isabella di Borbone (“Real Teatro Maria Teresa Isabella”), è sorto nel 1837 su progetto dell’architetto Oberty ed è stato inaugurazione la sera del 7 giugno 1838. Situato all’interno del Palazzo Mozzagrugno, sede centrale del Comune, in Corso Garibaldi, nel 1903, a seguito di lavori di ampliamento, venne ribattezzato quale gemello in miniatura del “Petruzzelli” di Bari.[18] Dopo anni di splendore, durante le guerre venne abbandonato e solo nel 1977 venne approvato il progetto di recupero dell'edificio, ma i lavori furono completati solo nel 2005. Il Teatro è stato nuovamente inaugurato nel marzo 2005 e nel 2006 è stata organizzata la prima stagione di prosa. La sala di forma semicircolare è caratterizzata da una platea di un centinaio di posti, da due ordini di palchi divise in stanzine ed una galleria. L’interno, decorato da vari artisti, è ritenuto un vero gioiello dell’architettura e della decorazione.[19]

Cinema Teatro dell'Opera[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro dell’Opera nasce all’interno dell' “Opera San Giuseppe”, nel quartiere di Porta Croce, nelle vicinanze della fortezza Svevo-Angioina. Affidata ai Padri Giuseppini del Murialdo nel 1922 e in particolare al servo di Dio Padre Angelo Ferracina, l’Opera venne inaugurata il 19 marzo 1959 e al nascente teatro, con una capienza di oltre 600 posti, fu dato il nome di “Sala Ricreativa Cinematografica San Giuseppe”.[20] A causa dell'identificazione di sala della parrocchia di "Cristo Re" e data la presenza delle altre sale cinematografiche della città (il Politeama, il cinema Lepore e il cinema Roma), numerose furono le difficoltà alla sua gestione. Alla fine degli anni ottanta, però, con la chiusura di tutte le sale cittadine, la “Sala Ricreativa Cinematografica San Giuseppe” si ritrova ad essere l'unico teatro/sala cinematografica di Lucera. Nel 1991 la sala viene ristrutturata completamente e viene ribattezzata come Cinema Teatro dell’Opera, con capienza di 428 posti, divisi fra platea e galleria. Nel 2007 la gestione della struttura viene affidata ad un'associazione culturale mentre nel 2008 vi è un'innovativa ristrutturazione alle strutture del palcoscenico, che riesce a rendere il Teatro dell'Opera una realtà accessibile anche a compagnie professioniste a livello nazionale. Da allora periodicamente vengono organizzare delle "Stagioni Teatrali".

  • Teatro Il Piccolo. Teatro della parrocchia Santa Maria delle Grazie nel quartiere 167.
  • Sala Giovanni Paisiello. Sala concerti con 100 posti a sedere in via Bozzini, nei pressi di Piazza Duomo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[21]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2013 gli stranieri residenti a Lucera sono 914, pari al 3,45% della popolazione comunale.[22] Le comunità nazionali più numerose sono:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Lucera-Troia.

La confessione più diffusa a Lucera è il cattolicesimo. La città è sede della diocesi di Lucera-Troia, che comprende 19 comuni. La diocesi, oggi suffraganea dell'arcidiocesi di Foggia-Bovino, nacque nel 1986 dall'unificazione delle diocesi di Troia e Lucera, entrambe di antica origine.

Nel quartiere dell'Anfiteatro Romano è presente una chiesa cristiana evangelica, appartenente all'Assemblee di Dio in Italia.[23]

Un ulteriore movimento religioso è quello dei Testimoni di Geova. La comunità è presente in città con una propria sala riunioni.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale “Ruggero Bonghi” con sede presso Palazzo Mozzagrugno in Corso Garibaldi.
  • Biblioteca Diocesana con sede presso il Seminario Vescovile in via Blanch.
  • Archivio di Stato di Lucera con sede in Via dei Saraceni.
  • Archivio Notarile Distrettuale con sede in Via San Domenico.
  • Biblioteca del Centro regionale servizi educativi e culturali (CRSEC) con sede in Viale Raffaello.

Università[modifica | modifica wikitesto]

Già sede universitaria di chirurgia, diritto e procedure penali, Lucera col passare del secoli perse tutte le cattedre. Dal 2001 al 2008 è stata sede distaccata dell'Università degli Studi di Foggia, grazie l'attivazione della Facoltà di Beni Culturali, presso il Convitto Nazionale. Perdendo anche questa cattedra, ora a Lucera resta solo la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali, presso gli Orfanotrofi Riuniti.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Archeologia Urbana "Giuseppe Fiorelli"[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Civico "Giuseppe Fiorelli" la cui sede è il Palazzo De Nicastri, in via De Nicastri, si costituì nel 1905 ed è considerato il primo museo civico a nord di Bari.[24] Al suo interno, oltre all'arredo permanente della famiglia De Nicastri, comprende preziosi manufatti che vanno dall'età preistorica all'età romana (di particolare rilievo è il Mosaico di Piazza Nocelli), fino al Medioevo. Ricca anche la pinacoteca con i quadri del pittore lucerino Giuseppe Ar.

Palazzo Vescovile (XVIII secolo), sede del Museo Diocesano

Museo Diocesano di Lucera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo diocesano (Lucera).

Il Museo Diocesano, la cui sede è il Palazzo Vescovile, in piazza Duomo, è stato inaugurato nel 1999. All'interno delle sale, oltre alla Pinacoteca dei Vescovi, sono conservati manufatti di diverse epoche. Di rilevante importanza sono: una pisside in diaspro sanguigno rosso del secolo XIII, un dittico di scuola sulmonese in lamine d'argento dorato del secolo XIV, il camice di lino con ricami, la stola e il cappello del Beato Agostino Casotti (secolo XIV), il mantello di lana del francescano san Francesco Antonio Fasani (secolo XVII-XVIII), l'artistico armadio-cappella contenente l'altare in legno dorato appartenuto alla famiglia di mons. Freda (secolo XVIII-XIX).

Gallerie d'arte[modifica | modifica wikitesto]

  • Galleria Gagliardi
  • Galleria Valeno

Media[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede a Lucera SundayRadio e RadioEuropa, oltre all'emittente televisiva Telecattolica. Vi si stampano i periodici Il Centro, Il Meridiano e Il Sentiero. L'informazione online è affidata ai portali Luceraweb, Lucerabynight, Newsetv, AdessoIlSud e Il Frizzo.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Il piatto tipico è la pasta fresca chiamata cicatelli (mizz apirt e mizz ch'use - orecchiette piccole non capovolte) accompagnate da verdure spontanee, in particolare la rucola che cresce spontanea all'interno delle mura della fortezza svevo-angioina, particolarmente elogiata dalla popolazione lucerina.[senza fonte]

A Lucera vi è anche produzione di vino. Il più conosciuto è il Cacc'e Mmitte di Lucera.

I dolci tipici sono:

  • u pizz palumm (ciambellone ricoperto di glassa al limone), periodo feste pasquali;
  • i cicce cutte (chicchi di melograno con mosto cotto, cioccolato fondente e noci), periodo inizio novembre, in concomitanza della commemorazione dei defunti;
  • i crustele, dolce tipico di origine romana proveniente dalla "crustula", biscotto che il maestro donava ai fanciulli meritevoli (pastafrolla fritta con miele bianco o mosto cotto a forma di corona), periodo feste natalizie;
  • i menele atterrate (mandorle tostate e poi passate nel cioccolato fondente), periodo feste natalizie.
  • i pupurate (dolci speziati al cioccolato e vincotto), periodo feste natalizie.[senza fonte]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Mercati e fiere[modifica | modifica wikitesto]

  • Mercato Giornaliero, tutti i giorni, Piazza della Repubblica-Via Blanch-Via Lombardi e Borgo san Matteo.
  • Mercato Settimanale, ogni mercoledì, zona 167.
  • Mercatino dell'Antiquariato, ogni prima domenica del mese, Piazza Duomo.
  • Fiera del Bestiame, dell'Allevatore e dell'Agricoltura, in ottobre, Piazzale Polifunzionale di Viale Ferrovia.

Corteo storico[modifica | modifica wikitesto]

Il Corteo storico di Lucera è stato istituito nel 1983 per rievocare il periodo storico medievale. Tema centrale è la cacciata dei saraceni e l’avvento dei d’Angiò, in modo particolare la figura di Carlo II d’Angiò. Fino a pochi anni fa, nel pomeriggio del 14 agosto, con partenza dalla Fortezza svevo-angioina, iniziava la suggestiva rievocazione storica che trovava il suo culmine in Piazza Duomo, dove aveva inizio una rappresentazione che univa fede e tradizione. All’arrivo del “Re” l’icona trecentesca di Santa Maria Patrona veniva collocata sul sagrato della basilica, dove il Re inginocchiatosi le affidava la città e le cingeva al braccio le chiavi di Lucera, rievocando così il memoriale momento avvenuto nel 1304, mentre la folla festante applaudiva. Un momento particolarmente suggestivo che univa la città fra un miscugli di sacro e profano. Il Re quindi salutava la Vergine e proseguiva in corteo verso l'Anfiteatro Romano, mentre l’icona della Vergine, veniva portata in processione in Piazza Duomo, rievocando così l’accadimento del 1300, a seguito della liberazione della città dai saraceni. Arrivo del corteo all'Anfiteatro, aveva luogo il Torneo delle Chiavi o Palio della città, con la sfida delle cinque Porte (Porta Albana, Porta Troia, Porta Foggia, Porta San Severo e Porta San Giacomo). Vari i giochi medioevali dal tiro alla fune al tiro con la balestra. La squadra vincitrice vinceva il Palio della Città, partecipando così alla grande processione del 16 agosto, dinnanzi l’icona di Santa Maria.

Col passare degli anni l'evento è stato ridimensionato. Il Palio è stato eliminato e sostituito da un torneo di calcetto, chiamato sempre "Torneo delle Chiavi". Il suggestivo momento della consegna delle chiavi della città all'icona della Vergine da parte del figurante Re Angioino è stato eliminato; oggi infatti, le Chiavi di affidamento alla città vengono consegnate all’interno della basilica cattedrale dal vescovo della diocesi. Per tal motivo il corteo del 14 agosto è stato spostato nei giorni precedenti le feste patronali, perdendo così la sua importanza e il suo tradizionale valore simbolico.

Altre manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Carnevale per le strade, in febbraio. Maschere, luci e colori riempiono le vie del centro storico in una sfilata che si conclude in Piazza Matteotti con premiazioni e batterie pirotecniche.
  • Calici di Stelle, prima o seconda settimana di agosto. Percorso di degustazione vini doc della Capitanata nel borgo antico.
  • Festival della Letteratura Mediterranea, organizzato dall’Associazione Culturale “Mediterraneo è Cultura” sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, si svolge nel mese di settembre. La manifestazione è ambientata nelle piazze del centro storico e nei cortili dei palazzi nobiliari della città. L’evento consiste in incontri con scrittori molto noti del panorama letterario del bacino mediterraneo. Agli incontri si aggiungono concerti, matiné musicali, buffet ed altri spettacoli.
  • Sagra del mosto cotto, prima settimana di novembre. Degustazione di vari dolci tipici lucerini, tra cui cui "i ciccekutte", “i krustule” e “i Kavezungille” in Piazza Duomo e Piazza Nocelli.
  • Corteo di Santo Stefano, il 26 dicembre. Sfilata medioevale per le vie del centro storico in ricordo della nascita di Federico II.

Festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santa Maria Patrona di Lucera#La festa Patronale.

La festa patronale di Lucera si svolge nella tre giorni del ferragosto (14-15-16 agosto) ed è in onore di Santa Maria Patrona.

Festa di san Francesco Antonio Fasani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi San Francesco Antonio Fasani.
Processione del Padre Maestro del 29 novembre 2003

I festeggiamenti per il Santo avvengono tre volte l'anno: il 6 agosto, 21 settembre, e 29 novembre.

Altre feste religiose[modifica | modifica wikitesto]

Varie sono le feste religiose di Lucera legate alle nove parrocchie della città e alle chiese confraternali. Molto sentite dalla popolazione locale sono le feste di:

  • San Ciro Eremita, 31 gennaio, presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Spiga. Nel pomeriggio ha luogo la processione con l'incendio di batterie e in serata fuochi pirotecnici;
  • Beata Vergine di Lourdes, 11 febbraio, presso la chiesa dei Sacramentini. Suggestiva la processione oux flambus con la partecipazione numerosa del popolo e la presenza delle confraternite della città. Suggestivo il passaggio dinnanzi l’ospedale e la sosta per la santa Messa nella Basilica Cattedrale. Non mancano l'incendio di batterie e fuochi pirotecnici;
  • Santa Maria della Misericordia, ultima domenica di maggio, presso la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Nei 6 giorni precedenti la festa, l’icona trecentesca della Vergine Maria viene portata in pellegrinaggio nei 6 quartieri della parrocchia di porta Foggia per la celebrazione della Santa Messa. Il giorno della festa ha luogo la processione e i fuochi pirotecnici;
  • Corpus Domini, in giugno, presso la Cattedrale dell'Assunta. Nel pomeriggio processione per le vie del borgo antico con la partecipazione delle parrocchie e delle confraternite della città;
  • Santa Maria delle Grazie, 2 luglio, presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie. Nel pomeriggio processione per le vie della parrocchia e in serata fuochi pirotecnici. In tempi passati la festa si svolgeva presso la chiesa delle Grazie nel centro storico della città;
  • Santa Maria del Carmine, 16 luglio, presso la chiesa di Santa Maria del Carmine e parrocchia di San Matteo Apostolo. Nel pomeriggio processione per le vie della parrocchia con passaggio dinnanzi l'ospedale cittadino, dove ha luogo l'incendo di batterie. La serata si svolge in Piazza del Carmine, fra musica, bancarelle e fuochi pirotecnici;
  • Santa Maria della Vittoria, seconda domenica di settembre, presso la chiesa parrocchiale di san Giacomo Apostolo. Nel pomeriggio il trecentesco simulacro della Vergine viene portato in processione per le vie della parrocchia; la serata è in musica e termina con i fuochi pirotecnici nei pressi dell'Anfiteatro Augusteo;
  • Beata Vergine del Santo Rosario, prima domenica di ottobre, presso la chiesa di san Domenico. Nel pomeriggio ha luogo la suggestiva processione con il gruppo statuario della Vergine fra san Domenico di Guzman e santa Caterina da Siena;
Chiesa di Santa Maria della Spiga, Lucera

Numerose sono le feste minori, fra le quali ricordiamo Sant'Antonio Abate (17 gennaio con la tradizionale benedizione degli animali) presso l'omonima chiesa, San Giuseppe (21 marzo) e Santa Rita da Cascia (22 maggio con Benedizione delle Rose) presso la chiesa di San Leonardo, Vergine Incoronata (ultimo sabato di aprile con processione) presso la chiesa della Pietà, Sant'Antonio di Padova (13 giugno) presso le tre chiese francescane (Santuario di san Francesco Antonio Fasani, Pietà e San Pasquale), Cristo Re (in giugno o in novembre con processione della statua di Gesù) presso l'omonima chiesa parrocchiale, Santa Maria Goretti (6 luglio con processione e serata musicale) presso l'omonima chiesa sita nella frazione di Palmori, Sant'Anna (26 luglio con serata musicale) presso l'omonima chiesa, Santa Maria della Spiga (29 agosto con processione del quadro devozionale) presso l'omonima chiesa parrocchiale, San Pio X (in settembre con processione della statua del santo) presso l'omonima chiesa parrocchiale, Beata Vergine Addolorata (15 settembre con antica processione in Piazza Tribunali) presso il Santuario di san Francesco Antonio Fasani, e Santa Lucia (13 dicembre) presso l'omonima chiesa. Significativa è anche la festa di Santa Maria della Purità (seconda domenica di ottobre), presso la chiesa di San Gaetano da Thiene; nel pomeriggio ha luogo la piccola processione oux flambus nel quartiere di Santa Caterina, durante la quale la statua della Vergine viene sorretta unicamente da giovani ragazze.

Persone legate a Lucera[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Lucera è suddivisa nei seguenti quartieri:

  • Centro
  • Zona Ospedale
  • Porta San Severo
  • Cappuccini
  • Zona Anfiteatro
  • Porta Foggia
  • Lucera 2
  • Lucera 3
  • Quartiere 167
  • Stazione
  • Pezza Del Lago
  • Porta Troia
  • Porta Croce

Il Centro è a suo volta diviso in vari rioni:

  • Mizz au larg (Piazza Duomo)
  • Mizz a chiazz (Piazza della Repubblica)
  • San Domenico
  • San Francesco
  • Cassella
  • Carmine
  • Torretta
  • Santa Lucia
  • Borgo San Matteo
  • San Giacomo
  • San Leonardo
  • Zunica
  • Piazzetta del Vecchio (De Nicastri-Quaranta)
  • Rione Carpentieri
  • Santa Caterina
  • Mizz Lecc (Piazza Lecce)
  • San Giovanni
  • Rampa delle mura
  • Rampa Cassitto

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Borgo San Giusto
  • Centragallo
  • Fattoria Cavalli
  • La Marchesa
  • La Motticella
  • Masseria Casanova
  • Masseria De Palma
  • Masseria Di Giovine
  • Masseria Ferula
  • Masseria Mezzana Grande
  • Masseria Mezzanelle
  • Masseria Monaco
  • Masseria Montaratro
  • Masseria Parisa
  • Masseria Petraiolo
  • Masseria Schiavone
  • Masseria Scorciabove
  • Masseria Villano
  • Melandro
  • Palmori
  • Ponte di Troia
  • Posta Santa Lucia
  • Reggente
  • Vigna Nocelli
  • Villa Napolitano

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La strada statale 692 Tangenziale Ovest di Lucera (SS 692), già nuova strada ANAS 2 Tangenziale Ovest di Lucera (NSA 2), è una strada statale italiana il cui percorso si snoda interamente in Puglia, per la precisione nel comune di Lucera. Si tratta di una strada a carreggiata unica, con una corsia per senso di marcia e priva di incroci a raso.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovia Foggia-Lucera.

La città di Lucera è servita dalla stazione Fs situata in Viale Della Stazione alla periferia della città ed è capolinea della linea ferroviaria Lucera-Foggia. Oltre alla stazione principale sono presenti nella città le stazioni di Lucera/Palasport e Lucera/Don Bosco. Chiusa al traffico passeggeri nel 1967 dalle Ferrovie dello Stato è stata riattivata il 14 luglio 2009 dalle Ferrovie del Gargano.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti nella città di Lucera sono garantiti dalla Lucera Service s.c.a.r.l la quale serve oltre la città, le frazioni e le borgate vicine alla città.Tutti gli altri collegamenti (con i comuni della provincia, regionali, interregionali e internazionali) sono gestiti da tre imprese di trasporto (SITA, Ferrovie del Gargano e Marino Autolinee)

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Italia Jesi[25] Gemellaggio avvenuto a Lucera il 21 giugno 1970 nel nome di Federico II, fra le delegazioni delle due città. Jesi, la città che il 25 dicembre 1194 gli ha dato i natali, e Lucera, la città che il 13 dicembre 1250 pianse la sua morte, avvenuta nella vicina Castel Fiorentino, in agro di Torremaggiore.
  • Italia San Cipirello[25] Gemellaggio avvenuto a Lucera il 24 giugno 1989 nel nome di Federico II, fra le delegazioni delle due città. San Cipirello è la cittadina che nel 1223 fece da cornice alla lotta armata fra i musulmani e le truppe sveve. La popolazione saracena della città fu deportata a Lucera, dove costituì una colonia saracena.
  • Croazia Traù[26] Gemellaggio avvenuto a Lucera il 23 luglio 2012 nel nome del Beato Agostino Casotti, fra le delegazioni delle due città.[27] Traù è la città che diede i natali al vescovo croato. Lucera, invece, fu la sua ultima dimora ed oggi conversa i suoi venerati resti nella Basilica Cattedrale.[28]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Basket[modifica | modifica wikitesto]

La VirtusLucera, fondata nel 2008, è la squadra di basket della città che milita nel campionato di serie C regionale.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra principale è la A.S.D. Nuova Lucera Calcio. Fondata nel 1932, ha preso parte ad alcuni campionati di Serie C del primo dopoguerra per poi disputare diversi campionati di Serie D e Interregionale. Milita nel campionato Eccellenza Pugliese.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Lucera ha ospitato negli anni numerose gare ciclistiche tra cui il Giro di Puglia e per due volte il Giro d'Italia.

Il 19 maggio 2010 la 11a tappa del Giro d'Italia è partita da Lucera ed è stata intitolata "Tappa del Cuore" per il suo arrivo a L'Aquila, città colpita dal terremoto del 6 aprile 2009.[29][30]

Tappe del Giro d'Italia che hanno interessato Lucera:

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

A Lucera è attiva la squadra A.V. Lucera. Nata con il nome di Polisportiva Opera San Giuseppe Toro Assicurazioni Lucera, in sigla POSG TORO Lucera, poi cambiato in Volley Toro Lucera e infine A.V.Lucera, ha esordito nel campionato di 1ª divisione nella stagione 82/83, per poi fare il primo salto di categoria, disputando la serie D nella stagione agonistica 89/90. Ancora due consecutive promozioni, 90/91 C2 e 91/94 in C1, dopo tre anni di permanenza in questa categoria arriva ai campionati nazionali che vengono disputati dal 1994 al 2000 conquistando la promozione in B1. Dal 2001 al 2008 ha partecipato ai campionati di B2 accedendo per tre volte ai play-off.[senza fonte]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Comunale
  • Palasport Comunale
  • Tensostruttura “Mauro Abate”
  • Opera "San Giuseppe"
  • Parco "Verde Vivo"
  • Centro Sportivo "San Pio X"
  • Centro Sportivo "Casanova" (Contrada Casanova)
  • Tiro a segno nazionale Lucera
  • Tiro a volo "Marte" (Contrada Posta del Colle)
  • Piscina Centro Sportivo " Sport 2000"(Lucera2)

Personalità sportive legate a Lucera[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Popolazione residente a giugno 2012, fonte ISTAT
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 20 maggio 2013.
  4. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani. URL consultato il 25-3-2007.
  5. ^ Medie Climatiche Lucera da ilmeteo.it
  6. ^ Sito ufficiale del Comune di Lucera
  7. ^ LUCERA CAPITALE DELLA PROVINCIA QUESTORIA
  8. ^ Mommsen E.T.: Storia di Roma Antica,I,741-742; Sansoni Editore, 1967, Firenze.
  9. ^ Giuseppe Trincucci, La Diocesi di Lucera-Troia. Storia Arte Fede, Edizioni MGF srl, Lucera , 2004, pag. 69;
  10. ^ Massimiliano Monaco, Il palazzo Vescovile di Lucera, Edizioni Terzo Millenio, Lucera , 2008, pag. 35
  11. ^ * Gifuni Giambattista, Origini del ferragosto lucerino, Lucera 1932; * Gifuni Giambattista, Varietà di cultura storica, letterale e civile, a cura di Trincucci Giuseppe, Lucera 2008 pag. 55;
  12. ^ I saraceni in Italia meridionale
  13. ^ Archivio Storico Diocesano di Lucera. Processo canonico al Miracolo del 1837
  14. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali. URL consultato il 17-09-2013.
  15. ^ a b Statuto comunale su comune.lucera.fg.it. URL consultato il 17-09-2013.
  16. ^ Il secondo vicolo più stretto dell'Europa
  17. ^ L'Anfiteatro di nuovo Arena come un tempo
  18. ^ Il Teatro Garibaldi
  19. ^ http://www.comune.lucera.fg.it/garibaldi.asp Teatro Garibaldi
  20. ^ Storia del Cinema Teatro dell'opera
  21. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  22. ^ Dati Istat 2013. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  23. ^ ADI - Chiese Cristiane Evangeliche - Assemblee di Dio in Italia
  24. ^ Sito Ufficiale del Museo Civico di Lucera
  25. ^ a b Uniti nel nome di Federico II
  26. ^ Gemellaggio Lucera-Trogir: firmato accordo. URL consultato l'11 agosto 2012.
  27. ^ La firma del patto gemellare
  28. ^ La delegazione croata in visita nella Cattedrale
  29. ^ Tappa Lucera-L'Aquila
  30. ^ La tappa del cuore

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giambattista d’Amelj, Storia della Città di Lucera, Lucera 1861, II ed. Bologna 1983;
  • Giambattista Gifuni, Origini del ferragosto lucerino, Pesci, Lucera 1932, II edizione 1933;
  • Vincenzo Coletti, Indagini storiche sopra Lucera, Pompei 1934;
  • Giambattista Gifuni, Lucera, Lucera 1934, II ed. Urbino 1937, III ed. Lucera 2008;
  • Raffaele Licinio, Voce Lucera, Enciclopedia Federiciana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani
  • Giuseppe Trincucci, Lucera. Storia e volti nel tempo, Lucera 1981;
  • Enrico Venditti, Vecchio Ferragosto Lucerino, Editrice Costantino Catapano, Lucera 1985;
  • Dionisio Morlacco, Dimore gentilizie a Lucera, Foggia 2005;
  • Massimiliano Monaco, Lucera nella Storia e nell’Arte, Lucera 2009;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]