Lucera

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Lucera
comune
Lucera – Stemma
Lucera – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Foggia – stemma Foggia
Sindaco Pasquale Dotoli (PdL) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 41°30′0″N 15°20′0″E / 41.5°N 15.33333°E / 41.5; 15.33333 (Lucera)Coordinate: 41°30′0″N 15°20′0″E / 41.5°N 15.33333°E / 41.5; 15.33333 (Lucera)
Altitudine 219 m s.l.m.
Superficie 338,64 km²
Abitanti 34 513[1] (31-12-2010)
Densità 101,92 ab./km²
Frazioni Borgo San Giusto, Centragallo, Fattoria Cavalli, La Marchesa, La Motticella, Masseria Casanova, Masseria De Palma, Masseria Di Giovine, Masseria Ferula, Masseria Mezzana Grande, Masseria Mezzanelle, Masseria Monaco, Masseria Montaratro, Masseria Parisa, Masseria Petraiolo, Masseria Schiavone, Masseria Scorciabove, Masseria Villano, Melandro, Palmori, Ponte di Troia, Posta Santa Lucia, Reggente, Vigna Nocelli, Villa Napolitano
Comuni confinanti Alberona, Biccari, Castelnuovo della Daunia, Foggia, Pietramontecorvino, San Severo, Torremaggiore, Troia, Volturino, Motta Montecorvino
Altre informazioni
Cod. postale 71036
Prefisso 0881
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071028
Cod. catastale E716
Targa FG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti lucerini
Patrono santa Maria Patrona di Lucera, San Rocco, San Francesco Antonio Fasani
Giorno festivo 16 agosto, 29 novembre
Localizzazione
Lucera è posizionata in Italia
Lucera
Posizione del comune di Lucera nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Lucera nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Lucera è un comune italiano di 34.534 abitanti (16.774 m; 17.760 f) della provincia di Foggia in Puglia, sede della diocesi di Lucera-Troia.

Situata alla confluenza delle valli molisane e campane nel Tavoliere delle Puglie, Lucera fu capoluogo della Capitanata e del Contado del Molise dal 1579 fino al 1806.

La sua antica storia si snoda in tutte le sue vie e grazie ai suoi monumenti di svariate epoche può fregiarsi del titolo di "città d'arte": l'Anfiteatro Romano, la Fortezza Svevo-Angioina, la Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta del 1300, la chiesa di S. Francesco (oggi Santuario di San Francesco Antonio Fasani) coeva della Cattedrale, la barocca Chiesa del Carmine e i due musei, uno di Archeologia Urbana e l'altro Diocesano.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

[modifica] Il territorio

Il nord del Tavoliere delle Puglie visto da viale Castello a Lucera
« Se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui »

Lucera sorge in una posizione strategica al centro del Tavoliere delle Puglie, tra i torrenti Salsola e Vulgano, entrambi affluenti del Candelaro, e a ridosso del Subappennino Dauno e del promontorio del Gargano. La città svetta su un’altura formata da tre colli (Monte Albano, Monte Belvedere e Monte Sacro).

Con i suoi 338,64 km² è il trentesimo comune italiano per estensione territoriale e il settimo della Puglia.

L’agro, ricco di masserie, è prevalentemente caratterizzato da vigneti, oliveti, vaste distese di grano e campi di ortaggi (prevalentemente pomodori nella stagione calda), e rari frutteti.

Il territorio del comune di estende per Ha 33.871 e confina con il territorio dei Comuni di San Severo e Torremaggiore a nord, Castelnuovo della Daunia a nord ovest, Pietramontecorvino e Motta Montecorvino a ovest, Volturino e Alberona a sud ovest, Biccari e Troia a sud e Foggia a sud est.

[modifica] Il clima

Il clima di Lucera è fondamentalmente mediterraneo, con lunghe estati calde e caratterizzate da forti escursioni termiche diurne ed inverni miti, anche se per la sua vicinanza ai monti dauni la temperatura scende anche a valori inferiori a 0 °C, temperatura esterna minima di progetto della città. I venti sono abbastanza frequenti e, seppure talvolta piuttosto forti, sono mediamente moderati.

La temperatura media annua si aggira attorno ai 15 °C e le precipitazioni si attestano ad un valore medio di 497 mm/anno. Sono rare, ma non mancano, le precipitazioni nevose.

Mese[2] Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Temperatura massima media (°C) 12 13 15 19 24 28 32 31 28 22 17 13
Temperatura minima media (°C) 3 3 5 7 11 15 18 18 15 11 7 4
Umidità media (%) 80 77 74 71 69 65 61 64 68 74 79 81
Precipitazioni (mm) 42 41 43 36 37 36 26 47 46 53 53 57

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia di Lucera e Storia della Puglia.

[modifica] Il toponimo

Diverse sono le ipotesi sull'origine del nome Lucera.

Le colline su cui poggia la città erano coperte di un bosco, sacro agli dei; nel primitivo linguaggio etruscobosco sacro” era detto luk-eri (luk in latino è lucus, eri significa "sacer, sacro"). Dall'etrusco Lukeri si arriva così a Luceria.

Tuttavia, non è da escludere che il nome Lucera derivi dal greco leuka eria che significa “lana bianca”, perché anche i poeti latini Orazio e Marziale lodarono Lucera per la rinomata lana delle sue greggi e per i suoi pascoli.

Come non si può escludere che Lucera derivi dal praenomen Lucius di Dauno, re eponimo dei Dauni, o più genericamente dalla parola latina lucem (da lux che significa luce), alla quale anche le precedenti ipotesi sono comunque etimologicamente connesse.

Si ipotizza anche che il nome di Lucera derivi dall'espressione latina "Lux Cereris" (Luce di Cerere, divinità materna della terra e della fertilità), in quanto capoluogo di quel Tavoliere fertile che rappresentava un "importante granaio dell'Impero Romano".

[modifica] Origini

Lucera, fin dalla sua origine, fu denomina “chiave” delle puglie, per la sua posizione strategica, quale porta del Tavoliere.

Le prime testimonianze di vita nell’area della città sono state individuate sul Monte Albano, dove sono state rinvenute tracce di alcuni villaggi neolitici del III millennio a.C.

È considerata "antica città dei Dauni", come la definì il geografo greco Strabone (58 a.C.-24 d.C.) narrando la leggenda secondo la quale Diomede, re d'Etolia, dopo la distruzione di Troia, fuggì verso l'Apulia e si stabilì presso Lucera, dove depose le armi e il Palladio nel tempio di Athena Iliàs e costituì una colonia greca.

[modifica] Periodo romano

L'esercito romano, nel tentativo di prestare soccorso a Luceria, assediata dai Sanniti, subì una grave sconfitta nella battaglia delle forche caudine.

In seguito Luceria diventa Colonia iuris latini nel 312 a.C. e per la sua grande lealtà fu sempre tenuta in grande considerazione dai Consoli e dal Senato (Lucerinis bonis et fidelibus sociis – Livio:IX, X), ricevendone ampia autonomia e indipendenza d’azione: diritto di conio, proprie leggi, proprio fisco, propri magistrati.

Nel 295 a.C. i Sanniti tentarono un ultimo attacco verso Luceria, ma il console Marco Atilio Regolo riuscì a sconfiggere le truppe nemiche, sancendo in modo definitivo la vittoria romana (294 a.C.).[3]

Nel 217 a.C.: «Presso Geronio, a cinque leghe a nord di Lucera... Annibale si teneva pronto a difendere il campo e i distaccamenti sparsi nelle campagne.»[4].

Nel 90 a.C., in rispetto della lex iulia de civitate, Roma concedeva alla sempre fedele Lucera la propria cittadinanza. La città adottò la sigla S.P.Q.L. (Senatus Populusque Lucerinus) simile a quella usata a Roma. Durante la guerra civile, prima che Cesare presidiasse la città con una propria guarnigione, Lucera fu quartier generale delle truppe di Pompeo.

Nel I secolo a.C., il magistrato Marco Vecilio Campo, fece costruire in onore di Ottaviano Augusto, il grande Anfiteatro. Lo stesso imperatore spesso si recava a Lucera per assistere a combattimenti fra gladiatori o addirittura tra feroci bestie. In epoca imperiale Lucera registra la fondazione di una delle prime comunità cristiane: prima dell’anno 60 l'apostolo Pietro, di passaggio per la città romana, battezzando nelle acque del fiume Vulgano, pose a capo della nascente diocesi il vescovo Basso, martire cristiano sotto l'imperatore Traiano (118). A lui succedette Pardo, anch'egli venerato come santo e che venne sepolto nella vecchia Chiesa Madre della città di Lucera, accanto a Basso. Seguirono il Giovanni I, beato, e Marco I, santo.

[modifica] L'Alto Medioevo

Nel 663 d.C., Lucera longobarda fu distrutta dal bizantino Costante II e i lucerini furono costretti alla fuga, formando vari centri del subappenino e della costa adriatica. La vecchia chiesa fu saccheggiata e i corpi dei santi vescovi furono trafugati o portati nelle nuove frazioni costituite. San Basso giunse a Termoli mentre San Pardo trovò sacra dimora in Larino.

Nel 743 d.C., sulle rovine della città, nuovamente longobarda, arrivo il vescovo Marco II, che portò con sé una statua della Vergine Maria, collocandola in una nicchia nella cattedrale ricostruita.

[modifica] Periodo federiciano

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Insediamento musulmano di Lucera.
Fortezza svevo-angioina, Torre della Regina

All'interno della cittadella che sovrasta imponente Lucera, e precisamente nell'angolo nord-est, Federico II fece costruire il suo palatium anche se oggi, tra la ricchezza dei reperti di origine angioina e aragonese, si nota ben poco del federiciano castrum seu palatium.

È tuttavia ancora osservabile lo zoccolo perimetrale e, per quel poco che ne resta, anche le mura a scarpate la presenza di feritoie ad uso degli arcieri. La parte inferiore dell'edificio (quella più propriamente difensiva) doveva avere funzioni di rifugio estremo in caso di pericolo. Anche la residua pavimentazione del cortile interno, con la particolare cura delle rifiniture, è attribuita all'epoca di Federico II.

Federico II deportò inoltre a Lucera numerosi musulmani di Sicilia: nel 1239, sembra non si contassero più di dodici abitanti di religione cristiana[5]. Il borgo si era sviluppato verso il castello, in conseguenza degli arrivi e vennero fatte costruire numerose moschee al posto delle chiese. Lugêrah conobbe in quel periodo una notevole fioritura, tanto che ben presto venne paragonata, dai viaggiatori e dagli storici musulmani di allora, alla Cordova degli emiri e dei califfi omayyadi.

Basilica cattedrale

La Lucera musulmana restò fedele alla casa sveva e dopo la morte di Federico II nel 1250 parteggiò per Manfredi nel 1254 e per Corradino nel 1267, rifiutando l'obbedienza a Carlo I d'Angiò.

[modifica] Periodo angioino

Costretta alla resa la città, gli Angioini stanziarono numerose famiglie di origine provenzale nella ricostruita fortezza sul monte Albano.

In seguito ad un ulteriore ribellione nell'anno 1300 Carlo II d'Angiò organizzò la "crociata angioina": la città, dopo un lungo assedio condotto da Giovanni Pipino da Barletta, venne distrutta e gli abitanti musulmani massacrati o venduti come schiavi[6].

La città fu rinominata "Civita Sancte Marie" (città di Santa Maria) e al posto della Moschea principale, demolita, venne costruita la Cattedrale dell'Assunta e posta in essa una statua della vergine, che da quel giorno è la patrona principale della città. Per riportare la cristianità nella città, Roberto d'Angiò fece giungere da Avignone (il papato in quegli anni non era a Roma) a Lucera il vescovo croato Beato Agostino Kazotic che in un solo anno riuscì a convertire il popolo lucerino. Nel 1323 fu ferito a morte da un saraceno.

[modifica] Dal Quattrocento al Settecento

Nel quattrocento, Santa Maria ebbe importanza soprattutto per la transumanza, con l'istituzione della Regia Dogana della Mena delle Pecore di Puglia.

Nel 1418, il beato Giovanni Vici da Stroncone fece realizzare sul Monte Belvedere il convento francescano del SS. Salvatore. Il frate, sui resti di Castel Fiorentino, trovò due lastre di pietra, che formavano la mensa di Federico II e le portò in città, utilizzandole come altari maggiori nella Cattedrale e nella chiesa del SS. Salvatore. Dopo il periodo aragonese, con l'inizio del cinquecento il titolo Civitas Sanctae Mariae fu sempre meno usato, sostituito dall’attuale nome di Lucera.

Tra il cinquecento e il seicento, Lucera continuò ad essere residenza di famiglie nobili del regno. La città, ben presto si riempì di nobili palazzi e di bellissime piazze.

Un forte terremoto colpì Lucera nel luglio del 1627, con alcuni danni alle abitazioni; la città vicina di San Severo fu rasa al suolo e anche Foggia ebbe numerosi danni. I lucerini videro l'evento come un accadimento miracoloso, attribuito alla protezione di Santa Maria Patrona.

San Francesco Antonio Fasani

A cavallo fra il seicento e il settecento, Lucera fu al centro della vita di San Francesco Antonio Fasani. Amante dei poveri e dei sofferenti, familiarmente dai lucerini veniva chiamato e ancora tutt'ora lo chiamano Padre Maestro.

[modifica] L'Ottocento

Lucera, in quegli anni, godeva dello status di capitale culturale della regione, ma con l'avvento di Napoleone perse il titolo di capoluogo della Capitanata e del Contado del Molise. Nel 1806 difatti il capoluogo passò a Foggia.

Nell'estate del 1837 su Lucera si abbatté il colera indiano e numerose furono le vittime. Un evento miracoloso accadde il 12 e il 13 luglio di quello stesso anno; l'Icona trecentesca di Santa Maria Patrona di Lucera, mosse gli occhi e cambiò il colore della pelle. A seguito di un Processo Canonico, fu proclamato il 13 luglio quale festa della Madonna del Colera.[7]

[modifica] Il Novecento

La povertà invase la città agli inizi del novecento, con l'arrivo della Grande Guerra, che portò via a Lucera 157 uomini. Con l'avvento della seconda guerra mondiale, Lucera temeva i bombardamenti, ma non fu mai attaccata e quindi mai distrutta.

Nella seconda metà del novecento la città iniziò a espandersi. Allargandosi intorno al vecchio perimetro angioino, si formarono i nuovi quartieri di Pezza del Lago, 167 e Lucera due.

Nel 1987 papa Giovanni Paolo II fece visita a Lucera per venerare il corpo di san Francesco Antonio Fasani, da lui canonizzato l'anno precedente, e per rendere omaggio all'icona angioina di Santa Maria Patrona.

[modifica] Il Terzo Millennio

Negli ultimi anni, Lucera ha subito ben pochi cambiamenti. La città ora si fregia del titolo di "città d'arte" e la chiesa di San Francesco si è trasformata nel Santuario del Santo Lucerino.

Il terremoto del 31 ottobre 2002 ha lesionato diversi edifici, causando la chiusura di alcune chiese del centro storico. Ad oggi restano ancora chiuse la chiesa di San Leonardo e la chiesa di Sant'Anna, mentre le altre, rimesse in sicurezza, sono state riaperte al culto.

[modifica] Simboli

Stemma Araldico della città di Lucera

Lo Statuto comunale della Città di Lucera[8] afferma che « Il Comune di Lucera ha diritto di fregiarsi del proprio Stemma e Gonfalone, nonché del titolo di “Città” con Decreto del Capo del Governo in data 06 settembre 1935- XIII^. »

Il medesimo statuto a proposito dello stemma e del gonfalone cittadino li descrive in questo modo:

« Lo Stemma è: D’azzurro al leone passante al naturale su una campagna di verde tenente nella branca anteriore destra una banderuola con l’effige della Vergine Assunta avente nelle braccia Gesù Bambino, sormontato da una fascia di argento con la sigla S.P.Q.L. Ornamenti esteriori da Città.

Il Gonfalone è rappresentato da un Drappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dello stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata in oro:” CITTÀ DI LUCERA. »

Il leone passante presente nello stemma, rappresenta Carlo II d’Angiò, che liberò la città dai saraceni, consacrandola alla Vergine Maria, da allora Patrona di Lucera.

I colori ufficiali del comune sono l’azzurro e il bianco, ripresi anche nello stemma della squadra di calcio cittadina U.S. Lucera Calcio. In questo caso il leone, anziché tenere la bandiera, usa la branda anteriore destra per palleggiare un pallone.

[modifica] Arte, monumenti e assetto urbano

Chiesa di San Giovanni Battista

Numerose sono le testimonianze storiche e architettoniche dell'illustre passato di Lucera. I punti in cui è rimasta visibile l'antica cinta muraria sono ormai pochi, prettamente collegati agli unici due archi arrivati fino ai nostri giorni, Porta Foggia e in modo specifico Porta Troia, rimasto pressoché intatto dal periodo angioino. L’arco sorge in Piazza del Popolo al termine del lungo viale che collega la stazione ferroviaria al centro della città. Nei pressi della piazza sorge la chiesa della Pietà, antico convento francescano, del XIV secolo.

Attraversando l'arco ci si ritrova in Corso Manfredi e nell'assetto urbanistico saraceno di Rione alle Mura e Rione Cassitto, suggestivi per le piccole viuzze e le scalinate. Proseguendo verso via Gramsci s’inizia ad intravedere il cuore della città, fatto di palazzi, corti e piazze. Incamminandosi in vico Caropresa, si giunge in una delle vie più familiari ai lucerini, via Carpentieri, dove l’assetto urbanistico saraceno si fa spazio fra le suggestive piazzette, in una delle quali sorge la casa natale del servo di Dio Don Alessandro De Troia.

Imboccando vico Granata, si giunge in Corso Garibaldi, una delle arterie centrali del vecchio borgo. Ricca di maestosi palazzi (Palazzo Lombardo, Palazzo Gifuni), fra i quali spicca Palazzo Mozzagrugno, spettacolare esempio di stile neoclassico, restaurato nel 1831, sede del Municipio, della Biblioteca Comunale "Ruggero Bonghi" e del Teatro Garibaldi. Salendo via Mozzagrugno, in una piccola piazzetta, sorge la casa della serva di Dio Rosa Lamparelli. In fondo a corso Garibaldi si erge l'arco di Porta Foggia e di fianco la chiesa di San Giovanni Battista, nei cui pressi si trova la casa natale della venerabile Genoveffa De Troia.

Chiesa del Carmine

Svoltando in via Gifuni, ci troviamo nel borgo di Santa Caterina, impreziosito dall'antico pozzo e dall'antico convento angioino di clausura delle suore celestine di Santa Caterina. Lungo via Amendola ci troviamo nella zona dove è più visibile l'assetto romano della città; da una parte via Quaranta e il suo palazzo, dall’altra via De Nicastri dove, nell'omonimo palazzo, ha sede il Museo di Archeologia Urbana "Giuseppe Fiorelli".

Si giunge poi in Piazza San Leonardo, dove sorge la medesima chiesa e nei pressi alcuni palazzi di varie epoche, fra cui Palazzo Scassa, dell’omonima famiglia di nobili lucerini. Proseguendo verso destra si giunge in Piazza San Giacomo, impreziosita dall'imponente palazzo Curato e dal più antico Palazzo Ramamondi e dalla sua particolare torretta saracena. Al centro della Piazza sorgeva la vecchia chiesa Madre, ora sostituita dalla chiesa di San Giacomo Maggiore. Attraversando vico Pergola e la casetta Merlata, si risale verso vico Zunica, che conserva intatto l'assetto saraceno, nei suoi palazzi e nelle sue piazzette.

Chiesa di San Domenico

Ci ritroviamo in Piazza del Carmine, contornata di settecenteschi palazzi (D'Auria-Secondo, Valletta, Scoppa, Prignano), con al centro l'imponente complesso barocco del Carmine. Nei pressi della piazza sorge il borgo di san Matteo, che conserva le antiche Terme Romane, ormai abbandonate da anni.

Campanile del Duomo di Lucera

Alle spalle del vecchio convento carmelitano, si snoda l'antico quartiere della Torretta, dove sorge l'umile Casa Natale di San Francesco Antonio Fasani. Proseguendo per la via a lui dedicata si giunge in Piazza Tribunali, più conosciuta come Piazza San Francesco dove, oltre al Palazzo di Giustizia (costruito, come il complesso del Carmine, con i ruderi del Palazzo di Federico II), sorge la trecentesca chiesa di san Francesco, oggi santuario di San Francesco Antonio Fasani, all'interno del quale sono conservati i resti mortali del santo di Lucera, conosciuto come Padre Maestro. Adiacente alla chiesa vi è la cappella dell'Addolorata.

Proseguendo verso sinistra si raggiunge il complesso di San Domenico, originariamente medioevale, ora visibile in forma barocca. Alla chiesa è annessa la cappella di san Giuseppe e la cappella del Santo Rosario (Pantheum). Lì vicino, in via Cairoli, sorge l'antico convento dei sacramentini e la chiesa dedicata alla Vergine di Lourdes. Percorrendo via San Domenico, si giunge quindi in via IV Novembre, dove c'è il Convitto Nazionale; nato come convento dei Celestini, ha ospitato fino al 2009 il corso universitario di Beni Culturali. All'interno è visibile il settecentesco chiostro e la chiesa di San Bartolomeo Apostolo.

Da Piazza Bonghi si giunge in Piazza della Repubblica, che con i suoi palazzi e il suo tessuto urbanistico, ricorda la Lucera dell'Ottocento. Ancora oggi in tale rione si svolge il mercato giornaliero. Fra le sue viuzze è suggestivo vico Ciacianella che, stretto solo 45 cm, detiene il secondo posto nella graduatoria dei vicoli più stretti d'Italia e d'Europa.[9]

Si giunge finalmente alla grandiosa Piazza Duomo, centro e fulcro dell'intera città. La Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta trecentesca, ristrutturata e arricchita con elementi barocchi dal vescovo mons. Domenico Maria Liguori della Diocesi di Lucera-Troia, svetta sovrana al centro della piazza e al suo interno conversa l'icona trecentesca di Santa Maria Patrona di Lucera, donata da Carlo II d'Angiò. La piazza è ricca di palazzi; i più imponente sono Palazzo Cavalli e il settecentesco Palazzo Vescovile, nella cui maestosa corte, vi è l'accesso al Museo Diocesano, e agli uffici di Curia, dove ha sede anche il Seminario Vescovile.

Fortezza Svevo-Angioina, particolare della torre della regina

Risalendo via Bovio, si percorre una delle vie più care ai lucerini, via Federico II. Notevole è la cupola dell'antica moschea, oggi chiesa di sant'Antonio Abate. Si arriva infine alla villa comunale, impreziosita dal vecchio convento del santissimo Salvatore, con annessa chiesa di San Pasquale. Il belvedere offre la vista della Fortezza Svevo-Angioina, che è raggiungibile percorrendo il panoramico viale Castello.

I più importanti monumenti fuori dalla cinta muraria angioina sono:

  • la Fortezza Svevo-Angioina, situata sul Monte Albano, nella zona nord ovest della città, è cinta di mura e di torri;
  • l'Anfiteatro Romano, situato al confine est della città, ancora oggi visibile in tutto il suo antico splendore;

Nell’agro di Lucera sorgono numerosi reperti storici e naturalisti:

  • Quercia di Santa Justa, nella contrada Fontanelle, al nord della città, verso il distrutto borgo di Castel Fiorentino, che fu l'ultima dimora di Federico II;
  • Ponte Gallucci, antico ponte romano, ormai del tutto abbandonato.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Dialetto

A Lucera viene parlato il Lucerino, lingua locale simile al dialetto campano con influenza di termini francesi.

[modifica] Religione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Diocesi di Lucera-Troia.

Lucera, con la città di Troia, fa parte della omonima diocesi (Dioecesis Lucerina-Troiana in latino), sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Foggia-Bovino e appartenente alla regione ecclesiastica Puglia.[10] La diocesi nasce dall’unificazione di antiche diocesi, avvenuta nel 1986, con principale sede vescovile a Lucera. La Diocesi di Lucera ha origini antichissime. Fu l’apostolo Pietro, nel suo pellegrinare verso Roma, a giungere a Lucera, evangelizzando e mettendo a capo della nascente comunità di cristiani, il lucerino Basso. La diocesi fu intitolata a “Santa Maria” nel 744 d.C. dal vescovo Marco II[11], titolo confermato nel 1300 da Carlo II d'Angiò. Attualmente è retta dal vescovo Domenico Cornacchia. La diocesi, oltre alle due città titolari, annovera anche 17 comuni del Subappennino Dauno, fra cui i centri di Biccari, Pietramontecorvino e Volturara Appula.

La città di Lucera venera come suoi santi patroni Santa Maria Patrona e San Francesco Antonio Fasani. La figura della Vergine è legata alla città fin dall’origine della Diocesi, il cui culto venne confermato e osannato da Carlo II d'Angiò nel 1304, con l’umile e significativo gesto di consegna delle chiavi della città all’Icona della Vergine, affidandole definitivamente le sorti della città di Lucera, che da allora sentì la sua protezione durante ogni tipo di calamita. La città venne dichiarata "Civitas Sancta Mariae". La devozione per San Francesco Antonio Fasani, invece, è più recente. Il Santo, comunemente chiamato Padre Maestro, vissuto tra il 1681 e il 1742, è stato canonizzato nel 1986 da Giovanni Paolo II.

Il 21 dicembre 1887 nacque in via Garibaldi la venerabile Genoveffa De Troia, primogenita di Pasquale De Troia e Vincenza Terlizzi. Visse gran parte della sua vita a Foggia, assistita dalla sorella Annita, in via Briglia (poi via Genoveffa de Troia) al civico 3 ove morì il 2 dicembre 1949.

Nel quartiere dell'Anfiteatro Romano è anche presente una chiesa cristiana evangelica, appartenente all'Assemblee di Dio in Italia.[12]

La città di Lucera, fin dai tempi dei saraceni di Federico II, è inoltre legata alla cultura religiosa orientale, anche se oggi mancano edifici di culto musulmano, nonostante nel 1200 la città fosse piena di moschee, distrutte con l’arrivo dei d’Angiò e mai più ricostruite.

Un ulteriore movimento religioso a Lucera è quello dei Testimoni di Geova. La comunità è presente in città con una propria sala riunioni e raccoglie un buon numero di aderenti. Tutte le altre etnie presenti sul territorio di Lucera praticano in forma privata il culto della propria religione, non essendovi strutture adibite al culto delle loro divinità.

[modifica] Tradizioni e folclore

[modifica] Festa patronale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Santa Maria Patrona di Lucera#La festa Patronale.

La festa patronale di Lucera si svolge nella tre giorni del ferragosto (14-15-16 agosto) ed è in onore di Santa Maria Patrona. I festeggiamenti hanno origini antichissime, che si collegano soprattutto al periodo angioino. Con l'istituzione del Corteo storico del 1983, iniziò a Lucera la tradizione di rievocare ogni 14 agosto il memorabile momento della consegna delle chiavi della città da parte di Carlo II d'Angiò all’icona della Vergine Maria, con trionfante processione in piazza Duomo della stessa. La festa poi proseguiva presso l'Anfiteatro Romano, dove all'arrivo del corteo, si svolgeva il Torneo delle Chiavi o Palio della città. La tradizione è stata purtroppo modificata negli ultimi anni con grande rammarico della popolazione di Lucera. Ora difatti è il vescovo della città che, in basilica cattedrale, dona le chiavi alla Vergine, che in seguito viene portata in processione in piazza Duomo. Il Corteo Storico è stato spostato nei giorni precedenti le feste patronali mentre i giochi medioevali sono stati del tutto eliminati.

Processione in onore di Santa Maria Patrona di Lucera - 16 agosto 2009

Il 15 agosto, giorno dell'Assunta, si svolgono le vari celebrazioni religiose, mentre la serata di riempie di musica grazie ai concerti del centro storico.

Il 16 agosto è il giorno della grande festa. Nel pomeriggio dalla basilica cattedrale ha inizio la grande processione cittadine, che percorre il centro storico della città. Imponente era fino ai primi anni del ‘900 con la presenza delle statue dei santi più venerati in città, mentre oggi la Vergine percorre “sola” le vie della città, preceduta dalle parrocchie, dalle confraternite e da clero. Al passaggio dell'Icona per Porta Foggia ha luogo una lunga e chiassosa batteria, che blocca la Vergine per quasi un'ora nell'attesa di riprendere il breve percorso verso piazza Duomo. Nel 2001 la statua di San Francesco Antonio Fasani ha accompagnato la Vergine. Tale evento fu accolto in modo festoso dalla popolazione lucerina, che da allora spera di poter vedere ogni anno il Santo di Lucera in processione con Santa Maria Patrona. Nel 2011, in occasione del 25º anniversario della sua canonizzazione, la statua di San Francesco Antonio Fasani è tornata a precedere quella della Vergine Patrona della città. In serata, in Piazza Matteotti, vi è l'esibizione di uno o più cantanti, mentre in Piazzale Ferrovia fa sosta un Luna Park. Le feste si chiudono con tre fuochi pirotecnici nei pressi dell'Anfiteatro Romano.

[modifica] Corteo Storico

Il Corteo Storico di Lucera è stato istituito nel 1983 per rievocare il periodo storico mediovale. Tema centrale è la cacciata dei saraceni e l’avvento dei d’Angiò, in modo particolare la figura di Carlo II d’Angiò. Fino a pochi anni fa, nel pomeriggio del 14 agosto, con partenza dalla Fortezza svevo-angioina, iniziava la suggestiva rievocazione storica che trovava il suo culmine in Piazza Duomo, dove aveva inizio una rappresentazione che univa fede e tradizione. All’arrivo del “Re” l’icona trecentesca di Santa Maria Patrona veniva collocata sul sagrato della basilica, dove il Re inginocchiatosi le affidava la città e le cingeva al braccio le chiavi di Lucera, rievocando così il memoriale momento avvenuto nel 1304, mentre la folla festante applaudiva. Un momento particolarmente suggestivo che univa la città fra un miscugli di sacro e profano. Il Re quindi salutava la Vergine e proseguiva in corteo verso l'Anfiteatro Romano, mentre l’icona della Vergine, veniva portata in processione in Piazza Duomo, rievocando così l’accadimento del 1300, a seguito della liberazione della città dai saraceni. Arrivo del corteo all'Anfiteatro, aveva luogo il Torneo delle Chiavi o Palio della città, con la sfida delle cinque Porte (Porta Albana, Porta Troia, Porta Foggia, Porta San Severo e Porta San Giacomo). Vari i giochi medioevali dal tiro alla fune al tiro con la balestra. La squadra vincitrice vinceva il Palio della Città, partecipando così alla grande processione del 16 agosto, dinnanzi l’icona di Santa Maria.

Col passare degli anni l'evento è stato ridimensionato. Il Palio è stato eliminato e sostituito da un torneo di calcetto, chiamato sempre "Torneo delle Chiavi". Il suggestivo momento della consegna delle chiavi della città all'icona della Vergine da parte del figurante Re Angioino è stata eliminato; oggi infatti, le Chiavi di affidamento alla città vengono consegnate all’interno della basilica cattedrale dal vescovo della diocesi. Per tal motivo il corteo del 14 agosto è stato spostato nei giorni precedenti le feste patronali, perdendo così la sua importanza e il suo tradizionale valore simbolico.

Processione di Padre Maestro del 29 novembre 2003

[modifica] Festa di san Francesco Antonio Fasani

I festeggiamenti per il Santo di Lucera avvengono tre volte l'anno:

  • il 6 agosto, anniversario della nascita, presso la sua casa natale, con triduo dal 2 al 5 del mese; in principio veniva portata la statua del santo in processione, ma dal 2000, con la realizzazione di una nuova statua posta nella piazza antistanza la casetta, tale usanza è stata abbandonata;
  • il 21 settembre, anniversario dell'ordinazione sacerdotale, presso la parrocchia a lui dedicata nel quartiere di Lucera 2; è una festa recente, che si spera assuma sempre più vigore col passare degli anni;
  • il 29 novembre, anniversario della morte, presso il suo santuario. Dal 20 al 28 del mese le varie parrocchie della Diocesi si alternano all’animazione della solenne novena; la sera del 28 novembre ha luogo la lettura del Transito del Padre Maestro.

Il 29 novembre è la memoria liturgica del santo e conseguente festa patronale. In mattina varie sono le celebrazioni liturgiche all’interno del Santuario, animate anche dai giovani delle scuole di Lucera. Nel pomeriggio, invece, ha luogo la processione per le vie della città. Fino a qualche anno fa veniva portata la salma del santo su un carro trainato da cavalli ma, oggi, a causa delle avversità atmosferiche, si preferisce portare la statua realizzata nel 1951. Suggestivo il passaggio della stessa in Via Torretta, dinnanzi la casa natale del santo. Chiude la festa un fuoco pirotecnico in Piazza Tribunali.

[modifica] Riti pasquali

Con l’inizio della Quaresima, la città di Lucera viene riempita di numeroso bambole di pezza, le Quarantane. Le cosiddette “Vedove del Carnevale” sono vestite di stracci neri con la faccia bianca funerea e l’arancia con le sette penne, di cui sei nere, che simboleggiano le domeniche di penitenza, e una sola bianca, che simboleggia la Santa Pasqua.

Nella settimana santa, numerose sono le funzioni religiose, come la Via Crucis cittadina e la Messa Crismale del Mercoledì Santo.

  • Giovedì Santo

La sera del Giovedì Santo si svolgono i “Sepolcri”, ovvero la visita agli altari della deposizione, nelle varie chiese della città. L’adorazione del Santissimo Sacramento segue la Messa in Coena Domini e viene praticata da tanti fedeli che affollano le vie di collegamento delle tre chiese centrali del borgo antico: la Chiesa del Carmine, il Santuario di San Francesco Antonio Fasani e la Basilica Cattedrale dell'Assunta.

  • Venerdì Santo

La sera del Venerdì Santo, dal Santuario di San Francesco Antonio Fasani ha inizio il rito penitenziale dal titolo emblematico “Il Calvario, la Pietà e la Desolata”. Le parrocchie, le confraternite e il clero prendono parte alla suggestiva processione che si snoda nel centro storico della città. Chiudono il corteo le tre venerate statue del Crocifisso, del Cristo morto e dell’Addolorata. Al rientro della stessa, nella piazza antistante il Santuario, la lettura della Passione di Cristo fa da cornice al tradizionale movimento delle statue. Conclude la serata i canti della Desolata, all’interno della chiesa.

  • Domenica di Pasqua

La tradizionale Messa della notte apre le funzioni religiose delle varie chiese della città. In tarda mattinata, dalla chiesa di Sant’Antonio Abate ha luogo la silenziosa processione di Gesù Risorto, nel centro storico della città, che si chiude con una scoppiettante batteria in Piazza Matteotti.

Il lunedì di Pasquetta vengono accese le Quarantane, rimaste per tutta la quaresima a vegliare sulla città.[13]

[modifica] Altre feste religiose

Varie sono le feste religiose di Lucera legate alle nove parrocchie della città e alle chiese confraternali. Molto sentite dalla popolazione locale sono le feste di:

  • San Ciro Eremita, 31 gennaio, presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Spiga. Nel pomeriggio ha luogo la processione con l'incendio di batterie, e in serata fuochi pirotecnici;
  • Beata Vergine di Lourdes, 11 febbraio, presso la chiesa dei Sacramentini. Suggestiva la processione oux flambus con la partecipazione numerosa del popolo e la presenza delle confraternite della città. Suggestivo il passaggio dinnanzi l’ospedale e la sosta per la santa Messa nella Basilica Cattedrale. Non mancano l'incendio di batterie e fuochi pirotecnici;
  • Santa Maria della Misericordia, ultima domenica di maggio, presso la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Nei 6 giorni precedenti la festa, l’icona trecentesca della Vergine Maria viene portata in pellegrinaggio nei 6 quartieri della parrocchia di porta Foggia per la celebrazione della Santa Messa. Il giorno della festa ha luogo la processione e i fuochi pirotecnici;
  • Corpus Domini, in giugno, presso la Cattedrale dell'Assunta. Nel pomeriggio processione per le vie del borgo antico con la partecipazione delle parrocchie e delle confraternite della città;
  • Santa Maria delle Grazie, 2 luglio, presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie. Nel pomeriggio processione per le vie della parrocchia e in serata fuochi pirotecnici. In tempi passati la festa si svolgeva presso la chiesa delle Grazie nel centro storico della città;
  • Santa Maria del Carmine, 16 luglio, presso la chiesa di Santa Maria del Carmine e parrocchia di San Matteo Apostolo. Nel pomeriggio processione per le vie della parrocchia con passaggio dinnanzi l'ospedale cittadino, dove ha luogo l'incendo di batterie. La serata si svolge in Piazza del Carmine, fra musica, bancarelle e fuochi pirotecnici;
  • Santa Maria della Vittoria, seconda domenica di settembre, presso la chiesa parrocchiale di san Giacomo Apostolo. Nel pomeriggio il trecentesco simulacro della Vergine viene portato in processione per le vie della parrocchia; la serata è in musica e termina con i fuochi pirotecnici nei pressi dell'Anfiteatro Augusteo;

Numerose sono le feste minori, fra le quali ricordiamo Sant'Antonio Abate (17 gennaio con la tradizionale benedizione degli animali) presso l'omonima chiesa, San Giuseppe (21 marzo) e Santa Rita da Cascia (22 maggio con Benedizione delle Rose) presso la chiesa di San Leonardo, Sant'Antonio di Padova (13 giugno) presso le tre chiese francescane (Santuario di San Francesco Antonio Fasani, Pietà e San Pasquale), Beata Vergine Addolorata (15 settembre con antica processione in Piazza Tribunali) presso il Santuario di San Francesco Antonio Fasani, e Santa Lucia (13 dicembre) presso l'omonima chiesa. Significativa è anche la festa di Santa Maria della Purità (seconda domenica di ottobre), presso la chiesa di San Gaetano da Thiene; nel pomeriggio ha luogo la piccola processione oux flambus nel quartiere di Santa Caterina, durante la quale la statua della Vergine viene sorretta unicamente da giovani ragazze.

[modifica] Eventi

[modifica] Mercati e Fiere

  • Mercato Giornaliero, tutti i giorni, Piazza della Reppublica-Via Blanch-Via Lombardi e Borgo san Matteo.
  • Mercato Settimanale, ogni mercoledì, zona 167.
  • Mercatino dell'Antiquariato, ogni prima domenica del mese, Piazza Duomo.
  • Fiera del Bestiame, dell'Allevatore e dell'Agricoltura, in ottobre, Piazzale Polifunzionale di Viale Ferrovia.

[modifica] Altre manifestazioni

  • Carnevale per le strade, in febbraio. Maschere, luci e colori riempiono le vie del centro storico in una sfilata che si conclude in Piazza Matteotti con premiazioni e batterie pirotecniche.
  • Calici di Stelle, prima o seconda settimana di agosto. Percorso di degustazione vini doc della Capitanata nel borgo antico.
  • Festival della Letteratura Mediterranea, fine settembre. Incontri con scrittori con concerti, musiche e buffet nelle corti dei palazzi nobiliari della città.
  • Sagra del mosto cotto, prima settimana di novembre. Degustazione di vari dolci tipici lucerini, tra cui cui "i ciccekutte", “i krustule” e “i Kavezungille” in Piazza Duomo e Piazza Nocelli.
  • Corteo di Santo Stefano, il 26 dicembre. Sfilata medioevale per le vie del centro storico in ricordo della nascita di Federico II.

[modifica] Cultura

Francobollo dedicato all'Istituto Tecnico Statale "Vittorio Emanuele III" emesso nel 2004

[modifica] Il Circolo dell'Unione

Lucera vanta la presenza del prestigioso Circolo dell'Unione, uno dei circoli fra i più esclusivi ed elitari esistenti in Italia.

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca Comunale “Ruggero Bonghi” con sede presso Palazzo Mozzagrugno in Corso Garibaldi.
  • Biblioteca Diocesana con sede presso il Seminario Vescovile in via Blanch.
  • Archivio di Stato di Lucera con sede in Via dei Saraceni.
  • Archivio Notarile Distrettuale con sede in Via San Domenico.
  • Biblioteca del Centro regionale servizi educativi e culturali (CRSEC) con sede in Viale Raffaello.

[modifica] Scuole

A Lucera ci sono sei scuole primarie, quattro secondarie di I grado e sei secondarie di II grado:[14] il Liceo Classico e Scientifico "Ruggiero Bonghi", il Liceo Pedagogico "Antonio Rosmini", l'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Vittorio Emanuele III", l'I.I.S. “A. Marrone”, e l'I.P.S.A.R. Quest'ultimo è annesso al Convitto Nazionale "Ruggiero Bonghi" che comprende anche scuole degli ordini inferiori.

[modifica] Università

Storica sede universitaria di chirurgia, diritto e procedure penali, Lucera col passare del secoli perse tutte le cattedre. Dal 2001 al 2008 è stata sede distaccata dell'Università degli Studi di Foggia, grazie l'attivazione della Facoltà di Beni Culturali, presso il Convitto Nazionale. Perdendo anche questa cattedra, ora a Lucera resta solo la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali, presso gli Orfanotrofi Riuniti.

[modifica] Musei

Palazzo Vescovile (XVIII secolo), sede del Museo Diocesano
  • Museo Civico "Giuseppe Fiorelli" la cui sede è il Palazzo De Nicastri, in via De Nicastri, si costituì nel 1905 ed è considerato il primo museo civico a nord di Bari.[15] Al suo interno, oltre all'arredo permanente della famiglia De Nicastri, comprende preziosi manufatti che vanno dall'età preistorica all'età romana (di particolare rilievo è il Mosaico di Piazza Nocelli), fino al Medioevo. Ricca anche la pinacoteca con i quadri del pittore lucerino Giuseppe Ar.
  • Il Museo diocesano la cui sede è il Palazzo Vescovile, in piazza Duomo, è stato inaugurato nel 1999. All'interno delle sale, oltre alla Pinacoteca dei Vescovi, sono conservati manufatti di diverse epoche. Di rilevante importanza sono: una pisside in diaspro sanguigno rosso del secolo XIII, un dittico di scuola sulmonese in lamine d'argento dorato del secolo XIV, il camice di lino con ricami, la stola e il cappello del Beato Agostino Casotti (secolo XIV), il mantello di lana del francescano san Francesco Antonio Fasani (secolo XVII-XVIII), l'artistico armadio-cappella contenente l'altare in legno dorato appartenuto alla famiglia di mons. Freda (secolo XVIII-XIV).

[modifica] Media

[modifica] Radio

Le principali emittenti radiofoniche presenti in città sono:

[modifica] Stampa

Le principali testate situate nel comune sono:

[modifica] Televisione

La principale stazione televisiva situate nel comune è:

[modifica] Internet

I principali siti di informazioni sulla città di Lucera sono:

  • Luceraweb
  • lucerabynight.it
  • Il frizzo
  • Adesso il Sud
  • Newsetvlucera
  • telecattolica(con diretta streaming video)
  • Studio9tv.com
  • Sunday Radio

[modifica] Teatro

I teatri della città di Lucera sono:

[modifica] Teatro Garibaldi

In pieno centro cittadino sorge il Teatro “Garibaldi”. In principio intitolato a Maria Teresa Isabella di Borbone (“Real Teatro Maria Teresa Isabella”), è sorto nel 1837 su progetto dell’architetto Oberty ed è stato inaugurazione la sera del 7 giugno 1838. Situato all’interno del Palazzo Mozzagrugno, sede centrale del Comune, in Corso Garibaldi, nel 1903, a seguito di lavori di ampliamento con un progetto dell’ing. Angelo Messeni, venne ribattezzato quale gemello in miniatura del “Petruzzelli” di Bari.[20] Dopo anni di splendore, durante le guerre venne abbandonato e solo nel 1977 venne approvato il progetto di recupero dell'edificio, ma i lavori furono completati solo nel 2005. Il Teatro è stato nuovamente inaugurato nel marzo 2005 e nel 2006 è stata organizzata la prima stagione di prosa. La sala di forma semicircolare è caratterizzata da una platea di un centinaio di posti, da due ordini di palchi divise in stanzine ed una galleria. L’interno, decorato da vari artisti, è ritenuto un vero gioiello dell’architettura e della decorazione.

[modifica] Cinema Teatro dell'Opera

Il Teatro dell’Opera nasce all’interno dell' “Opera San Giuseppe”, nel quartiere di Porta Croce, nelle vicinanze della Fortezza Svevo-Angioina. Affidata ai Padri Giuseppini del Murialdo nel 1922 e in particolare al servo di Dio Padre Angelo Ferracina, l’Opera venne inaugurata il 19 marzo 1959 e al nascente teatro, con una capienza di oltre 600 posti, fu dato il nome di “Sala Ricreativa Cinematografica San Giuseppe”.[21] A causa dell'identificazione di sala della parrocchia di "Cristo Re" e data la presenza delle altre sale cinematografiche della città (il Politeama, il cinema Lepore e il cinema Roma), numerose furono le difficoltà alla sua gestione. Alla fine degli anni ottanta, però, con la chiusura di tutte le sale cittadine, la “Sala Ricreativa Cinematografica San Giuseppe” si ritrova ad essere l'unico teatro/sala cinematografica di Lucera. Nel 1991 la sala viene ristrutturata completamente e viene ribattezzata come Cinema Teatro dell’Opera, con capienza di 428 posti, divisi fra platea e galleria. Varie le compagnie che si alternano sul palcoscenico, non ultimo il Gruppo Teatrale "Amici dell'Arte" di Lucera. Nel 2007 la gestione della struttura viene affidata all'associazione culturale "Strumenti e Figure" mentre nel 2008 vi è un'innovativa ristrutturazione alle strutture del palcoscenico, che riesce a rendere il Teatro dell'Opera una realtà accessibile anche a compagnie professioniste a livello nazionale. Da allora periodicamente vengono organizzare delle "Stagioni Teatrali".

[modifica] Cinema

A Lucera sono stati girati i film:

[modifica] Arte

[modifica] Cucina

Non esiste un piatto veramente tipico, ma le verdure spontanee fanno da padrone con la pasta fresca chiamata cicatelli (mizz apirt e mizz ch'use - orecchiette piccole non capovolte)

I dolci tipici sono:* i cic cutt (chicchi di melograno con mosto cotto, cioccolato fondente e noci), periodo 1º novembre, in concomitanza della commemorazione dei defunti;

  • i crust'l,dolce tipico di origine romana proveniente dalla "crustula" biscotto che il maestro donava ai fanciulli meritevoli (pastafrolla fritta con miele bianco o mosto cotto che assumono la forma di una corona), periodo feste natalizie;
  • i men'l att'rrat (mandorle tostate e poi passate nel cioccolato fondente), periodo feste natalizie.

[modifica] Personalità legate a Lucera

[modifica] Amministrazione

Altra veduta della fortezza

Sindaco: Pasquale Dotoli (PdL) dal 08/06/2009 (1º mandato)
Indirizzo della casa comunale: Corso Garibaldi

[modifica] Gemellaggi

  • Bandiera dell'Italia Jesi[24] Gemellaggio avvenuto a Lucera il 21 giugno 1970 nel nome di Federico II, fra le delegazioni delle due città. Jesi, la città che il 25 dicembre 1194 gli ha dato i natali, e Lucera, la città che il 13 dicembre 1250 pianse la sua morte, avvenuta nella vicina Castel Fiorentino.
  • Bandiera dell'Italia San Cipirello[24] Gemellaggio avvenuto a Lucera il 24 giugno 1989 nel nome di Federico II, fra le delegazioni delle due città. San Cipirello Jato è la città che nel 1223 fece da cornice alla lotta armata fra i musulmani e le truppe sveve. La popolazione saracena della città fu fu deportata a Lucera, dove costituì una colonia saracena.

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Unione Sportiva Dilettantistica Lucera Calcio.

La squadra più importante di calcio cittadina è stata, per lungo periodo, la U.S.D. Lucera Calcio.

Fondata nel 1932, ha preso parte a diversi campionati: fino alla stagione 2010-2011, al cui termine la società si è sciolta, ha militato nel campionato regionale di Eccellenza pugliese.

La squadra disputava le proprie gare interne presso lo stadio Comunale di Lucera.

[modifica] Ciclismo

Lucera ha ospitato negli anni numerose gare ciclistiche tra cui il Giro di Puglia e per ben due volte il Giro d'Italia.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Lucera
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
2001 Fossacesia 163 Bandiera della Germania Danilo Hondo Bandiera del Belgio Rik Verbrugghe
Tappe del Giro d'Italia con partenza da Lucera
Anno Tappa Arrivo km Vincitore di tappa Maglia rosa
2001 Potenza 149 Bandiera della Germania Danilo Hondo Bandiera del Belgio Rik Verbrugghe
  • Il corridore amatoriale dell'ASD Cicloamatori-Lucera, Massimo Di Bitonto, nel 2007 si è laureato campione regionale di Puglia per la categoria Senior-UDACE.
  • L'anno successivo, 2008, lo stesso Massimo Di Bitonto ha bissato il successo, ma per la categoria Veterani-UDACE.
Tappe del Giro d'Italia con partenza da Lucera
Anno Tappa Arrivo km Vincitore di tappa Maglia rosa Maglia rosa (termine Giro)
2010 11ª L'Aquila 263 Bandiera della Russia Evgenij Petrov Bandiera dell'Australia Richie Porte Bandiera dell'Italia Ivan Basso

[modifica] Impianti sportivi

  • Stadio Comunale
  • Palasport Comunale
  • Tensostruttura “Mauro Abate”
  • Opera "San Giuseppe"
  • Parco "Verde Vivo"
  • Centro Sportivo "San Pio X"
  • Centro Sportivo "Casanova" (Contrada Casanova)
  • Tiro a segno nazionale Lucera
  • Tiro a volo "Marte" (Contrada Posta del Colle)
  • Piscina Centro Sportivo " Sport 2000"(Lucera2)

[modifica] Citazioni

« Lucera città della luce, ma anche della voce »
(Giovanni Paolo II, 25 maggio 1987, piazza Duomo in Lucera)
« Quando ti apparirà da lontano l'arco ogivale di Porta Troiae vedrai in un volgersi immenso di solitudine Lucera, dal chiarore infinito del grano, balzata sui suoi tre poggi, potrà succederti che alcuni fra i più avventurosi fantasmi della storia vengano a mettersi allato »

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Medie Climatiche Lucera
  3. ^ LUCERA CAPITALE DELLA PROVINCIA QUESTORIA
  4. ^ Mommsen E.T.: Storia di Roma Antica,I,741-742; Sansoni Editore, 1967, Firenze.
  5. ^ * Gifuni Giambattista, Origini del ferragosto lucerino, Lucera 1932; * Gifuni Giambattista, Varietà di cultura storica, letterale e civile, a cura di Trincucci Giuseppe, Lucera 2008 pag. 55;
  6. ^ I saraceni in Italia meridionale
  7. ^ Archivio Storico Diocesano di Lucera. Processo canonico al Miracolo del 1837
  8. ^ http://www.ilfrizzo.it/atti_utilities/statuto_comunelucera.pdf
  9. ^ Il secondo vicolo più stretto dell'Europa
  10. ^ http://www.diocesiluceratroia.it
  11. ^ Dionisio Morlacco, Il culto di Santa Maria Patrona in Benignitas et Humanitas a cura di Giuseppe Trincucci, Litostampa, Foggia 2007, pag. 201
  12. ^ http://www.assembleedidio.org
  13. ^ Il falò delle Quarantane
  14. ^ http://www.tuttitalia.it/puglia/98-lucera/91-scuole/
  15. ^ Sito Ufficiale del Museo Civico di Lucera
  16. ^ Sito Ufficiale di Radio Europa
  17. ^ Sito ufficiale di Sunday Radio
  18. ^ Sito ufficiale di Adesso il Sud
  19. ^ Sito ufficiale di TeleCattolica
  20. ^ Il Teatro Garibaldi
  21. ^ Storia del Cinema Teatro dell'opera
  22. ^ Cinema in Puglia
  23. ^ a b Film girati in provincia di Foggia
  24. ^ a b Uniti nel nome di Federico II
  25. ^ Un percorso Ungarettiano di "Fantasia "Esperita": "Le Puglie"...

[modifica] Bibliografia

  • Giambattista d’Amelj, "Storia della Città di Lucera", Lucera 1861, II ed. Bologna 1983;
  • Giambattista Gifuni, "Lucera", Lucera 1934, II ed. Urbino 1937, III ed. Lucera 2008;
  • Giuseppe Trincucci, "Lucera. Storia e volti nel tempo", Lucera 1981;
  • Massimiliano Monaco, "Lucera nella Storia e nell’Arte", Lucera 2009;
  • Dionisio Morlacco, Dimore gentilizie a Lucera, Foggia 2005;
  • Raffaele Licinio, Lucera, Enciclopedia Federiciana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani

[modifica] Voci correlate

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