Le vie del Signore sono finite

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Le vie del Signore sono finite
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1987
Durata 117 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, drammatico, romantico
Regia Massimo Troisi
Soggetto Massimo Troisi, Anna Pavignano
Sceneggiatura Massimo Troisi, Anna Pavignano
Produttore Mauro Berardi
Casa di produzione Esterno Mediterraneo Film
Distribuzione (Italia) Columbia Pictures Italia
Fotografia Camillo Bazzoni
Montaggio Nino Baragli
Musiche Pino Daniele
Scenografia Francesco Frigeri
Costumi Cristiana Lafayette
Interpreti e personaggi
Premi

Le vie del Signore sono finite è un film del 1987 scritto, diretto ed interpretato da Massimo Troisi e vincitore di un Nastro d'Argento per la miglior sceneggiatura.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia si svolge in epoca fascista. Camillo, un barbiere di Acquasalubre, soffre di una malattia psicosomatica: ha infatti perso l'uso delle gambe senza avere tuttavia alcuna lesione organica, e il suo medico ne indica la causa nell'amore finito tra lui e Vittoria, una ragazza di origine francese da tempo residente in Italia. Nel treno di ritorno da Lourdes, Camillo conosce Orlando, che è realmente paralitico. I due chiacchierano, e Camillo gli parla del suo medico, che gli fa anche da psicanalista il quale è seguace ed ammiratore di un certo Sigmund Freud, che però non legge le sue lettere, perché cestinate da una cameriera che, memore della sconfitta dell'Austria nella ancora recente prima guerra mondiale, ha in odio gli italiani.

Qualche giorno dopo, Camillo scopre che Vittoria si è fidanzata con un altro, un francese di nome Bernard, ma lei non ha interrotto i rapporti con Camillo, dato che si vedono ancora. Dopo il loro incontro, Bernard lo scopre e litiga con Vittoria, poiché non sopporta che lei lo veda dopo che si sono lasciati.

Per la gioia di un loro possibile riavvicinamento, Camillo guarisce e ritorna a camminare, ma decide di tacere della sua guarigione per non dare un dispiacere a Orlando e rovinare l'amicizia, rivelandolo solamente a Vittoria e al proprio fratello Leone, anche lui barbiere e anche lui anima in pena che, come ammetterà alla fine, esiste solo per accudire il fratello malato.

Per tentare di fare uscire Orlando dal suo profondo stato di solitudine, Camillo organizza con Vittoria un'uscita in cui finge di incontrare casualmente la ragazza, accompagnata da un'amica, Anita, che, secondo Camillo, si avvicinerebbe ai gusti di Orlando, con lo scopo di favorire una sua eventuale relazione. Anita si dichiarerà una fervente ammiratrice del Duce, e abbandonerà disgustata la sala da tè dopo una battuta di Camillo su Mussolini. Orlando, inoltre, invece che di Anita, si innamora di Vittoria e lo rivela all'amico. Qualche giorno dopo, vedendolo uscire dalla vasca da solo, Orlando scopre la guarigione di Camillo.

Il giorno dopo, Camillo si reca a Roma per presentare con scarsa fortuna due sue invenzioni, di cui una contro la calvizie, di cui sfortunatamente era affetto anche Mussolini; al suo ritorno verrà arrestato a causa della battuta rivolta ad Anita, che ha fatto la spia e ha mandato una spedizione punitiva. Rimarrà in carcere due anni, dove si riammalerà di nuovo.

Uscirà grazie a Orlando, nel frattempo diventato un importante membro del partito. Orlando gli assicura che tra lui e Vittoria non c'è mai stato nulla al di là dell'amicizia, e che inoltre si appresta a partire per un viaggio in Etiopia. Al suo ritorno a casa, troverà una lettera di Vittoria contenente una fotografia in cui la ragazza indossa una paglietta. Camillo riconosce la paglietta che aveva in precedenza regalato ad Orlando, e si convince, anche a causa di una maliziosa insinuazione da parte di Leone, che Orlando e Vittoria vivano insieme a Parigi.

Una volta a Parigi, dopo averla trovata, scopre che le sue erano solo gelosie (Orlando aveva a sua volta regalato la paglietta a Vittoria prima del congedo definitivo), e i due possono finalmente tornare assieme.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato quasi interamente girato a Lucera.[1] L'ambientazione però è nell'immaginario paese di Acquasalubre, che, almeno a giudicare dal dialetto dominante, sembrerebbe situato in Campania.

Di Lucera si riconosce la piazza della Cattedrale, che è la sede della maggior parte delle location. Alcune riprese furono fatte nel Subappennino Dauno.[2]

Completano il film alcune ambientazioni a Parigi e Roma.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora, pubblicata nel 1988, è composta da Pino Daniele.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Qualcosa arriverà
  2. Promenade
  3. Nustalgia
  4. Qualcosa arriverà (strumentale)
  5. Chez moi
  6. Tarantarabe

Edizioni home video[modifica | modifica sorgente]

Il DVD di Le vie del Signore sono finite è uscito il 26 luglio 2005, prodotto dalla Cecchi Gori Home Video.[3] Esso contiene i seguenti contenuti speciali:

  • Trailers
  • Biografie degli attori

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cinema in Puglia, Apulia Film Commissione. URL consultato il 21-11-2010.
  2. ^ Puglia, scenes to explore, Apulia Film Commissione, 2010.
  3. ^ DVD - Le vie del Signore sono finite, MyMovies. URL consultato il 21-11-2010.

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