Film commedia

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Un film commedia è un genere di film che pone l'accento sull'umorismo. I film di questo genere solitamente hanno un lieto fine (o happy end). Il genere della commedia non va scambiato col film comico, dove lo scopo principale è quello di far ridere il pubblico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Modelli[modifica | modifica wikitesto]

La commedia è un genere antichissimo, che risale almeno agli Antichi Greci (Aristotele dedicò alla commedia un libro perduto della Poetica e Aristofane usò le commedie per deridere i vizi della società ateniese del IV secolo a.C.), passando poi per gli antichi Romani, il teatro rinascimentale, il teatro elisabettiano (Shakespeare, Ben Johnson).

Il cinema, soprattutto quello americano, prese a modello molti elementi di questi antecedenti e fin dal periodo del muto ebbe un ruolo fondamentale nella derisione dei difetti e nella moralizzazione dei costumi, arrivando a diventare uno dei generi più importanti della produzione di Hollywood.

Epoca del muto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi cinema muto e Cinema muto a Hollywood.

La commedia al cinema ha conosciuto molte stagioni e molti sottogeneri. Un esempio di primo sottogenere, dalle finalità moralizzanti, fu quello della cosiddetta "commedia di rimatrimonio", che nacque dopo la grande ondata di divorzi degli anni dieci e che aveva la trama basata sullo schema di due coniugi che si separavano e poi, dopo aver sperimentato la convivenza con altri partner, decidevano di tornare insieme (Don't change your husband, 1918, o Why change your wife, 1919, entrambi di Cecil B. DeMille).

Epoca classica di Hollywood[modifica | modifica wikitesto]

Con l'entrata in vigore del Codice Hays (esecutivamente dal 1934) l'adulterio scomparve dalle tematiche del cinema narrativo classico, allora si preferì puntare più sui dialoghi brillanti. Nacque così la sophisticated comedy, con i protagonisti appartenenti alla jet-society altoborghese dell'epoca. Le migliori commedie toccavano temi d'attualità, come il confronto tra le classi (come Accadde una notte di Frank Capra, 1934).

Lubitsch[modifica | modifica wikitesto]

Il maestro indiscusso del genere nel periodo d'oro di Hollywood fu Ernst Lubitsch, basate su satire dei costumi e su rutilanti giochi di punti di vista, a tratti anche amari (dove le persone possono apparire al cambio di inquadratura onestre o traditrici). Tra le sue opere migliori Il ventaglio di Lady Windermere (muto, 1925), Mancia competente (1932), Partita a quattro (1933), Ninotchka e, forse il suo capolavoro, Vogliamo vivere, considerata da alcuni critici la migliore satira di Hitler in tempo di guerra, più viva anche di quella di Charlie Chaplin ne Il grande dittatore[1].

Capra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1934 esplose il successo di Frank Capra e la Columbia per la quale lavorava. Il suo stile è spesso indicato come modello di ottimismo americano in pieno New Deal, ma a ben guardare i suoi happy-ending hanno sempre una facilità troppo ovvia, quasi banale tanto da sembrare ambigui e posticci, come se fosse una scusa per coprire una realtà ben più amara. Le sue storie sono infatti pessimiste fino all'ultima sequenza, quando improvvisamente e senza una logica apparente le cose si capovolgono, in maniera poco verosimile e quasi miracolosa. In Mr Smith va a Washington ad esempio una banda di politici corrotti, contro la quale ha lottato per tutto il film il protagonista, sembra avera la meglio finché sul finale il capo dei truffatori non decide di confessare spontaneamente le sue colpe. Lo spettatore di queste commedie quindi può scegliere: credere al finale e continuare a sognare, oppure considerare realisticamente quanto visto, arrivando a confrontare il mondo realistico e quello che dovrebbe essere.

Hawks[modifica | modifica wikitesto]

Un altro maestro di commedie, ma che si dedicò con successo anche ad altri generi, fu Howard Hawks, il maestro "invisibile" poiché le sue opere raggiungono un livello di perfezione da sembrare finestre trasparenti, dove lo spettatore nota solo i personaggi e l'azione, in una vicenda che non ha un attimo di sosta. Con lui la commedia si orientò sul rapporto tra ordine, inteso come vita perfettamente organizzata ma noiosa, e caos. Capolavori sono Susanna! (1938), La signora del venerdì (1940) o Gli uomini preferiscono le bionde (1953).

Wilder[modifica | modifica wikitesto]

Il maggiore erede di Lubitsch fu il regista di origine austriaca Billy Wilder, che nella sua lunga carriera sviluppò il lato più amaro e disincantato della commedia, arricchendolo di umorismo nero e richiami alla psicoanalisi di Freud. Collaborando con alcuni tra i migliori sceneggiatori di Hollywood, come Charles Brackett o I.A.L. Diamond, costruì satire feroci sulla società americana e su quella europea (Scandalo internazionale, 1948, Quando la moglie è in vacanza, 1955, A qualcuno piace caldo, 1959, Sabrina, 1954, Arianna, 1957, Irma la dolce, 1963).

Commedia moderna[modifica | modifica wikitesto]

Ancora oggi molte commedie sono leggere, che sfruttano la popolarità di personaggi celebri soprattutto della televisione, senza alcuna pretesa di approfondimento della trama, ma col solo intento di far divertire il pubblico, altri invece contengono politica o sociale (come L'uomo dell'anno o Sesso & Potere).

Sottocategorie del genere commedia sono i musicarelli, film costruiti attorno alla figura di un cantante popolare e delle sue canzoni, e i sentimentali, ove una storia d'amore è il tema conduttore della commedia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bernardi, cit., pag. 166.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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