Charlie Chaplin

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Sir Charles Spencer Chaplin, noto come Charlie Chaplin (Londra, 16 aprile 1889Corsier-sur-Vevey, 25 dicembre 1977), è stato un attore, regista, sceneggiatore, comico, compositore e produttore britannico, autore di oltre novanta film e tra i più importanti e influenti cineasti del XX secolo.

Firma di Charlie Chaplin

Il personaggio attorno al quale costruì larga parte delle sue sceneggiature, e che gli diede fama universale, fu quello del "vagabondo" (The Tramp in inglese; Charlot in italiano, francese e spagnolo): un omino dalle raffinate maniere e la dignità di un gentiluomo, vestito di una stretta giacchetta, pantaloni e scarpe più grandi della sua misura, una bombetta e un bastone da passeggio in bambù; tipici del personaggio erano anche i baffetti e l'andatura ondeggiante. L'emotività sentimentale e il malinconico disincanto di fronte alla spietatezza e alle ingiustizie della società moderna, fecero di Charlot l'emblema dell'alienazione umana - in particolare delle classi sociali più emarginate - nell'era del progresso economico e industriale.

Chaplin fu una delle personalità più creative e influenti del cinema muto. La sua vita lavorativa nel campo dello spettacolo ha attraversato oltre 75 anni. Fu influenzato dal comico francese Max Linder, a cui dedicò uno dei suoi film. Star mondiale del cinema, fu oggetto di adulazione e di critiche serrate, anche a causa delle sue idee politiche. Nei primi anni Cinquanta, durante le persecuzioni del cosiddetto Maccartismo, le sue idee di forte stampo progressista lo avversarono alla maggior parte della stampa; fu inviso anche al governo federale statunitense.

Mentre si trovava a Londra, gli fu negato il permesso di rientro negli USA: visse il resto della sua esistenza in Svizzera, "riabilitato" dall'opinione pubblica americana solo all'inizio degli anni Settanta, quando tornò nella sua patria di adozione per ritirare l'Oscar alla carriera. Tra gli attori più famosi dalla nascita dell'industria hollywoodiana, L'American Film Institute lo ha inserito al decimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia e gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Fotografia di Chaplin giovane.

Charles Chaplin nacque il 16 aprile 1889 a East Street, nel sobborgo londinese di Walworth (come riporta la sua biografia ufficiale. Nei registri del Comune di Londra non c'è traccia della sua nascita, ma solo la notifica della sua presenza nel 1891, due anni dopo la nascita[2]. Nel 2011 venne ritrovata una lettera a lui indirizzata, datata 1970, che ipotizza la sua venuta al mondo in un carro di zingari accampato nei pressi di Birmingham[3][4]). I suoi genitori erano Charles Chaplin senior, un attore di varietà con il vizio dell'alcol e Hannah Harriette Hill, un'attrice conosciuta come Lily Harley. Hannah aveva già un figlio, Sydney, nato quattro anni prima.

Quando Charles era ancora in fasce, Hannah fu scoperta commettere adulterio con un cantante, Leo Dryden (dalla relazione nascerà un figlio, Wheeler Dryden, il fratellastro del quale Chaplin verrà a conoscenza solo molto più tardi). Il tradimento causò la fine del matrimonio. La separazione avvenne l'anno dopo la nascita di Charles. Il padre cercò di tenere con sé e con la sua convivente sia il piccolo Charles sia suo fratello Sydney, di quattro anni maggiore. Il tentativo fallì e i due bambini andarono a vivere con la madre che riceveva dieci scellini la settimana per il mantenimento di entrambi.

Per le precarie condizioni finanziarie della famiglia, Charles e il fratello Sydney trascorsero due anni fra collegi e istituti per orfani a Lambeth. Quando Charlie aveva dodici anni morì suo padre. Le vicende dell'infanzia non impedirono al piccolo Chaplin di apprendere proprio dalla madre l'arte del canto e della recitazione. I primi passi sul palcoscenico li mosse assieme a lei alla tenera età di cinque anni. Nel 1896 durante una recita in un teatro di varietà, Hannah fu sonoramente fischiata e costretta ad abbandonare il palcoscenico; a sostituirla venne mandato in scena il piccolo Charlie che ottenne un discreto successo cantando una canzone popolare dell'epoca, 'E Dunno Where 'E Are.

Nel 1898 si trasferì a Manchester, nei pressi di Belle Vue. Qui frequentò la scuola per tre anni. Grazie ad alcuni conoscenti del padre, entrò a far parte di una vera compagnia, gli Eight Lancashire Lads formata tutta da enfants prodige, sotto la guida di William Jackson. Gli otto bambini si esibivano in un ballo con gli zoccoli[5]. Nel 1900, quando Charlie aveva undici anni, il fratello Sydney riuscì a fargli ottenere il ruolo comico di un gatto nella pantomima Cinderella (Cenerentola), rappresentata all'Hyppodrome di Londra, nella quale recitava anche il famoso clown Marceline. Nello stesso anno Sydney si imbarcò su una nave come trombettista: il peso della madre ricadde così sulle spalle del piccolo Charlie.

Nonostante la buona volontà, la vita era estremamente dura e Hannah fu addirittura ricoverata in ospedale con una diagnosi di depressione causata dalla denutrizione. Nel 1903 Charles ottenne una piccola parte in Jim, the Romance of a Cockney grazie alla quale ottenne la sua prima recensione favorevole sulla carta stampata; di lì a poco ebbe il primo ruolo fisso in teatro: quello dello strillone Billy in Sherlock Holmes (per la regia di Quentin McPherson), portato a lungo in tournée. Intanto il fratello era tornato a Londra e aveva cominciato anche lui a lavorare in teatro: grazie alla migliorata situazione finanziaria, i due riuscirono a far dimettere Hannah dall'ospedale, anche se poco tempo dopo una ricaduta ne determinò un nuovo internamento. La madre trascorse gli ultimi sette anni di vita in una villa donatale dai figli in California, dove morì nel 1928.

Il varietà con Fred Karno[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1906 e il 1907 Chaplin lavorò ne Il Circo di Casey, misto di varietà e numeri circensi. L'esperienza gli permise di familiarizzare con il mondo del circo e di entrare nella compagnia di Fred Karno, anche grazie al fratello Sydney che già vi lavorava. La paga era di 3 sterline a settimana ed il debutto avvenne nel 1906 con L'incontro di calcio, in cui Charles interpretava la parte di un individuo senza scrupoli che tenta di drogare il portiere avversario prima dell'incontro. Il fratello maggiore ideava le pantomime e Charlie le doveva interpretare: così Chaplin imparò l'arte di esprimersi senza parole.

Ben presto il giovane Chaplin divenne, insieme a Stanley Jefferson (meglio conosciuto come Stan Laurel) uno degli attori più apprezzati della compagnia. Oltre al teatro Chaplin si dedicava al podismo: era iscritto al club podistico di Kennington e si allenava sulle distanze lunghe; nel 1908 prese anche in considerazione l'idea di iscriversi alla maratona delle Olimpiadi di Londra, ma proprio in quel periodo si ammalò[6]. Nel 1909 la compagnia di Karno iniziò le tournée all'estero: dapprima a Parigi e, due anni dopo, negli Stati Uniti. Chaplin era il primo comico in A Night in an English Music Hall, atto unico di pantomima.


L'esperienza americana non fu particolarmente felice, ciononostante la compagnia ritornò oltreoceano anche l'anno successivo e questa volta le cose andarono diversamente: il successo fu grande grazie anche al giovane Charles, entrato da poco ma già elemento di punta della compagnia. Chaplin fu notato dal produttore Mack Sennett, che nel novembre 1913 lo mise sotto contratto per la casa cinematografica Keystone. Era il primo contratto di Chaplin per una casa cinematografica. Il compenso fu di 175 dollari la settimana[7].

Da primo comico a celebrità: 1914-1919[modifica | modifica wikitesto]

Making a Living (1914), il debutto di Chaplin sullo schermo

Ebbe così inizio la carriera cinematografica di Charles Chaplin, il "Vagabondo" che nell'arco di cinque anni conquistò un posto d'onore nella storia della settima arte. La rapida ascesa di Chaplin va dal 1914 (quando con la Keystone esordì nel mondo del cinema con il corto Per guadagnarsi la vita), fino al 1919 (anno nel quale fondò la United Artists Corporation).

Il periodo Keystone[modifica | modifica wikitesto]

Per la californiana Keystone, nel 1914 Chaplin recitò in trentacinque cortometraggi. Da virtuoso della pantomima, comunicava al pubblico una vasta gamma di emozioni usando i muscoli facciali, che dimostrava di controllare appieno. Il suo personaggio era anticonvenzionale e a tratti sprezzante, diverso da come lo conosciamo oggi. La prima volta che Chaplin indossò i panni di Charlot fu nel cortometraggio Charlot si distingue. Nel dicembre 1915 si trasferì a Chicago, dove lavorò per la Essanay in altre quattordici produzioni. La Essanay se lo aggiudicò offrendogli uno stipendio settimanale di 1.250 dollari.

Kid Auto Races in Venice (1914), secondo cortometraggio di Chaplin e primo in cui compare il personaggio di Charlot

Il periodo Mutual[modifica | modifica wikitesto]

Con cachet adeguati a una popolarità sempre più grande, Chaplin approdò alla Mutual Films, firmando altri dodici corti: Charlot fu di volta in volta cameriere, milionario, muratore e sfaccendato. Il pubblico lo stimava per la grossa carica di umanità che emanava attraverso le sue storie, disseminate di amore e di insidie. Nel 1916 Charlie Chaplin era già un attore da oltre 600.000 dollari l'anno[8] quando scritturò la diciannovenne Edna Purviance, facendone la sua primadonna in ben 35 film fra il 1916 e il 1923.

I due vissero anche un intenso e travagliato legame affettivo, che si mantenne in amicizia anche dopo la fine della passione (1918) e della carriera artistica di lei (accelerata dagli eccessi dell'alcol): Chaplin continuerà a corrispondere con Edna fino alla sua morte, oltre a passarle una paga salariale da attrice. Con la Mutual Film realizzò dodici film nel periodo 1916-1917 (uno dei più felici della sua carriera). Chaplin, non ancora trentenne, recitò e diresse quasi cento corti nell'arco di cinque anni.

Chaplin non progettava mai su carta nessuna delle sue gag, né tanto meno "sceneggiava" l'intreccio delle sue comiche. Riusciva a tenere a mente un intero film per poi spiegarlo agli attori sul set man mano che lo girava[9]. Nel 1918 decise di mettersi in proprio e passò alla First National, con cui fece dieci film, fino al 1923. Fu proprio la First National – grazie anche all'interessamento del fratello Sydney, ormai suo procuratore — a corrispondergli il favoloso ingaggio di un milione di dollari, cachet mai guadagnato prima da un attore.

La United Artists[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1919 Charlie Chaplin insieme ad alcuni colleghi (fra cui Mary Pickford, Douglas Fairbanks e David Wark Griffith) fondò la United Artists Corporation. Da allora in poi curerà da solo ogni fase della sua produzione cinematografica, attorniato da un gruppo di fedelissimi quanto preziosi e competenti collaboratori, tra cui spicca Alfred Reeves, inglese come lui, già manager della compagnia di Karno, che all'UA assunse il ruolo di direttore di produzione.

A un periodo professionalmente felice non corrispose, però, una vita privata altrettanto serena. Nel 1918 aveva infatti sposato la giovane Mildred Harris, incinta di lui (la gravidanza si rivelò però falsa). Harris rimase incinta poco dopo il matrimonio e diede alla luce un bambino gravemente malformato, Norman Spencer, che sopravvisse solo tre giorni. I due divorziarono nel 1920.

I grandi successi[modifica | modifica wikitesto]

Charlie Chaplin nel 1920 ca.

Il monello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il monello.

Nel 1921 Chaplin lavorò alla pellicola che lo consacrò definitivamente come star affermata. Dopo diversi travagli che funestarono le riprese e la fase di post-produzione, nel gennaio del 1921 ebbe luogo la prima proiezione ufficiale de Il monello, che Chaplin diresse e interpretò e nel quale fece debuttare il piccolo-grande attore Jackie Coogan[10].
Nello stesso anno Chaplin si imbarcò sull'Olympic e tornò nella madrepatria dopo undici anni di assenza. A Londra fece una visita nei quartieri di Lambeth, Kennington ed Elephant and Castle per rivedere i luoghi che gli furono familiari da bambino.

Dal 1923 al 1952 Chaplin lavorò costantemente per la United Artists, e girò otto film, tra i più importanti della sua carriera. Il primo lavoro fu La donna di Parigi nel 1923, primo film nel quale non figurò come interprete (si ritagliò una piccola comparsa nel ruolo di facchino). Il film, pur ampiamente apprezzato dalla critica, non ebbe l'atteso successo di pubblico, ma i capolavori successivi lo proiettarono nel firmamento della cinematografia.

La febbre dell'oro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La febbre dell'oro.

La febbre dell'oro del 1925 è considerato da molti una delle sue opere meglio riuscite. La produzione del film successivo, Il Circo (1928), fu però travagliata a causa dei problemi sorti nella vita privata: in quel periodo divorziò dalla seconda moglie, l'attrice Lita Grey che aveva sposato nel 1924. La coppia aveva avuto due figli: Charlie Chaplin junior (1925) e Sydney (1926).

L'affermazione del sonoro (a partire dal 1927) colse in contropiede Chaplin, che aveva pensato e costruito Charlot solo per il cinema muto. Chaplin decise di andare avanti proponendo il suo personaggio. Nel 1929, l'assegnazione del suo primo Premio Oscar alla carriera lo consacrò come la prima star a vincere tale premio (e a tutt'oggi il più giovane regista ad averlo vinto).

Luci della città[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Luci della città.
Scena del film Luci della città

Quando nel 1929 Charlie Chaplin cominciò a interessarsi al suo nuovo film, il sonoro era diventato ormai pressoché irrinunciabile per qualsiasi regista dell'epoca. Sydney, fratello e manager di Charlot, non esitò a proporgli l'idea di una pellicola sonorizzata, ma Charlie era molto scettico rispetto alla nuova invenzione e tentò in tutti i modi di restare alla pantomima che lo aveva reso celebre. Chaplin girò nel 1931 Luci della città, film muto accompagnato dalla musica. Fu il primo film di Chaplin con sonoro e musiche sincronizzate.

All'inizio del film la voce delle persone è resa con il suono degli strumenti musicali. Questa volta la protagonista femminile sarebbe stata Virginia Cherrill: la graziosa ventiduenne bionda avrebbe impersonato una fioraia cieca. Chaplin raccontò di averla conosciuta ad un incontro di boxe nel 1928 e di averla scritturata immediatamente per il suo imminente lavoro. Varie vicissitudini coinvolsero Charlie durante la realizzazione di Luci della città. Una tra le più importanti: la fioraia avrebbe dovuto scambiare il piccolo vagabondo per un milionario ma Chaplin non sapeva come ottenere tale risultato. Prima di trovare una soluzione rifece la scena svariate volte, provando i più svariati espedienti.

Tale scena alla fine è divenuta la più ripetuta nella storia del cinema, per un totale di 342 ciak[11].

Albert Einstein andò alla prima del film negli Stati Uniti in compagnia dello stesso Chaplin: quando gli spettatori li videro, si alzarono in piedi applaudendoli calorosamente. Allora pare che Chaplin abbia mormorato ad Einstein: "Vede, applaudono me perché mi capiscono tutti; applaudono lei perché non la capisce nessuno"[12].

Tempi moderni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tempi moderni.

Nello stesso anno l'attore/regista ricevette l'onore dell'attribuzione della Legione d'onore francese. Cinque anni dopo girò un altro capolavoro del cinema muto, Tempi moderni. Ecco come Chaplin descriveva il suo personaggio nel 1931:

« All'inizio Charlot simboleggiava un gagà londinese[13] finito sul lastrico [...] All'inizio lo consideravo soltanto una figura satirica. Nella mia mente, i suoi indescrivibili pantaloni rappresentavano una rivolta contro le convenzioni, i suoi baffi la vanità dell'uomo, il cappello e il bastone erano tentativi di dignità, e i suoi scarponi gli impedimenti che lo intralciavano sempre »

Nel 1932 aveva conosciuto l'attrice Paulette Goddard, che aveva già avuto qualche esperienza marginale nel cinema in parti minori. I due s'innamorarono e Paulette recitò con Charles in Tempi moderni (1936), l'ultimo film in cui compare Charlot. Si sposarono nel 1936 e divorziarono nel 1942. Tuttavia, ancora oggi, esistono dubbi se fra i due ci sia stato un effettivo matrimonio: entrambi rifiutavano di concedere dichiarazioni a riguardo e la Goddard, in lizza per ottenere il ruolo di Rossella O'Hara in Via col vento, perse per un soffio contro Vivien Leigh perché non fu in grado di dimostrare ai produttori di essere realmente sposata con Chaplin.

Chaplin raccontava pubblicamente che si erano sposati in Cina e che avevano divorziato in Messico, ma con gli amici e la famiglia sosteneva che non erano sposati. Per realizzare i suoi successivi film Chaplin decise di abbandonare il personaggio che gli aveva donato la popolarità.

« Non poteva parlare, non saprei che voce usare. Come riuscirebbe a mettere insieme una frase? Per questo motivo Charlot ha dovuto darsela a gambe[14] »

Il grande dittatore[modifica | modifica wikitesto]

Charlie Chaplin e Paulette Goddard nel Il grande dittatore
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il grande dittatore.

Il grande dittatore (1940) fu il primo film completamente sonoro di Chaplin, girato e distribuito negli Stati Uniti poco prima dell'entrata nella Seconda guerra mondiale. Nel film, Chaplin interpreta due personaggi: Adenoid Hynkel, il dittatore di Tomania, esplicitamente ispirato ad Adolf Hitler, e un barbiere ebreo perseguitato dai nazisti. Dopo la guerra, quando l'internamento e lo sterminio degli Ebrei furono noti, Chaplin dichiarò che non avrebbe realizzato il film se solo avesse potuto immaginare cosa fosse accaduto nei campi di concentramento. Il film ebbe due candidature agli Oscar, come miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura, ma non vinse alcuna statuetta. Ne consegue che Il grande dittatore segna la morte del vagabondo, l’ultima sua apparizione. La sua anima poetica, angelica, ingenua, benché tenace, non ha più posto in un mondo oppresso dalle macchine, dal materialismo e, nel frangente, dall’odio demoniaco.

Il secondo straordinario aspetto è rappresentato dalla sfida coraggiosa lanciata dal film, e da uno dei pochi uomini liberi dell’epoca, al più straordinario, folle e terrificante protagonista degli avvenimenti ad esso contemporanei: Hitler, il coetaneo di Chaplin (quattro giorni dividono anagraficamente la nascita dei due) che stava trascinando il mondo verso il periodo più nero e doloroso della storia del secolo. La parodia dunque ispirò fin dall’inizio il film, che è straordinariamente comico, per noi spettatori contemporanei ai quali è stata risparmiata la tragica esperienza della guerra e la sua distruzione. L'imitazione risulta perfetta, nei toni e negli atteggiamenti, nel discorso alla folla tenuto dal Führer Adenoid Hynkel, discorso completamente improvvisato e girato in un'unica scena. Come rimane fissata indelebilmente nella storia del cinema la scena deliziosa e intensa nella quale il dittatore danza con il mappamondo sulla musica del preludio del Lohengrin di Richard Wagner. La stessa scelta del luogo di presentazione della pellicola al pubblico fu oggetto di ponderata scelta.

Si puntò su New York, meno influenzata dal clima fascistizzante con cui anche l’America doveva fare i conti. La realizzazione del film fu accompagnata dallo sfiorire del rapporto sentimentale tra Chaplin e Paulette Goddard, splendida protagonista, in procinto di chiedere il divorzio. Durante la lavorazione, nel dicembre del 1939, Chaplin fu anche raggiunto dalla comunicazione della morte improvvisa dell’amato Douglas Fairbanks, che soltanto un mese prima gli aveva fatto visita sul set. Egli ne fu sconvolto e la perdita del "solo vero amico che abbia mai avuto", come ebbe a dire Chaplin stesso, rimarrà una ferita mai rimarginata. Dopo questo film Chaplin interruppe la sua attività cinematografica per circa sette anni.

Nel 1942 conobbe la diciassettenne Oona O'Neill, figlia del celebre drammaturgo Eugene O'Neill, che divenne sua moglie nel 1943, creando scandalo per la grande differenza d'età. La coppia ebbe otto figli, tre nati negli Stati Uniti e cinque in Svizzera: Geraldine (1º agosto 1944), Michael (7 marzo 1946), Josephine (28 marzo 1949), Victoria (19 maggio 1951), Eugene, (23 agosto 1953), Jane (23 maggio 1957), Annette (3 dicembre 1959) e Christopher (8 luglio 1962). Nel 1947 uscì un nuovo film, Monsieur Verdoux ispirato alla famosa storia di Henri Landru, su un soggetto di Orson Welles.

Il presunto antiamericanismo e il trasferimento in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Chaplin fotografato con Gandhi

Le sue simpatie politiche non furono da lui mai rivelate esplicitamente. Di certo, in molti suoi film aveva analizzato la realtà cupa dei lavoratori, dei poveri e degli emarginati (Tempi moderni, del 1936, ne può essere un chiaro esempio), ed aveva messo in piena luce le contraddizioni della società statunitense. Benché vivesse negli Stati Uniti da molti anni e vi pagasse le tasse, Chaplin non aveva mai chiesto la cittadinanza statunitense.

Già all'uscita di Monsieur Verdoux venne pubblicamente accusato di "filocomunismo" e nel 1949 divenne uno dei bersagli del movimento innescato dal senatore Joseph McCarthy. Chaplin negò sempre, con veemenza. Disse anche che era stanco di rispondere sempre alla stessa domanda. Nel 1951 iniziò a girare quello che sarebbe stato il suo film d'addio: Luci della ribalta, tratto da un suo romanzo Footlights, mai pubblicato. Fu il suo ultimo film prodotto a Hollywood, e anche l'unico che interpretò assieme ad un altro mattatore del cinema muto: Buster Keaton.

La condanna decisiva nei suoi confronti arrivò nel settembre del 1952. Chaplin e la sua nuova famiglia si erano imbarcati per l'Europa per quella che doveva essere una vacanza. Mentre si trovavano in mare il ministro della giustizia statunitense dispose per pubblico decreto che a Chaplin, in quanto cittadino britannico, non sarebbe stato permesso di rientrare nel paese a meno che non avesse convinto i funzionari dell'immigrazione di essere "idoneo"[15]. Avutane notizia, Chaplin decise di stabilirsi in Europa fissando la sua residenza in Svizzera.

Nel 1957 Chaplin ritornò dietro la macchina da presa per girare di nuovo un film: Un re a New York. Fu il suo penultimo film, tra l'altro anche l'unico in cui recita assieme a suo figlio Michael. L'opera non ebbe successo e la sua vena cinematografica sembrò effettivamente appannata. Nel 1964, dopo circa un anno di lavoro, scrisse un'autobiografia (nella quale non vi è menzione del film Il circo, che probabilmente preferiva non ricordare per le tristi circostanze nelle quali fu girato). Nel 1966 si calò per l'ultima volta nei panni di regista, per girare La contessa di Hong Kong: fu il suo ultimo film, nonché l'unico a colori, nel quale lavorò assieme a due star del cinema mondiale: Marlon Brando e Sophia Loren.

Grazie alla sua genialità di compositore, proprio in quegli anni produsse la versione sonora di alcuni suoi capolavori: Il circo nel 1969, Il monello nel 1971, e infine nel 1975 La donna di Parigi. Nel 1972, riconciliatosi con l'opinione pubblica statunitense, ritornò negli Stati Uniti per ritirare il suo secondo premio Oscar, questa volta alla carriera, assegnatogli per "aver fatto delle immagini in movimento una forma d'arte del Ventesimo secolo". In tale occasione fu protagonista della più lunga ovazione nella storia dell'Academy Awards. L'anno successivo vinse il Premio Oscar alla migliore colonna sonora per il film Luci della ribalta. Il 4 marzo 1975, dopo molti anni di esilio volontario dal suo Paese d'origine, Chaplin fu nominato Cavaliere di Sua Maestà dalla regina Elisabetta II d'Inghilterra. L'onorificenza era già stata proposta nel 1956, ma - in piena guerra fredda - non era stata concessa per il veto imposto dal Foreign Office britannico sempre a causa delle presunte "simpatie comuniste" di Chaplin.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

La lapide di Chaplin in Svizzera

Charles Chaplin morì a Corsier-sur-Vevey (Vaud), in Svizzera, la notte di Natale del 1977 e lì fu sepolto. Tre mesi dopo la sua morte, il 1º marzo 1978, il suo corpo fu trafugato in un tentativo di estorsione ai danni dei suoi familiari. Il piano tuttavia fallì: i malviventi chiesero 600.000 franchi svizzeri. La moglie di Chaplin, Oona O'Neill, difesa dall'avvocato di famiglia Jean-Felix Paschoud, si rifiutò di trattare con dei ladri di cadaveri. I ladri, a quanto pare, avevano trafugato il corpo per il semplice fatto che serviva loro del denaro per costruirsi un garage. Furono catturati e la salma venne localizzata e recuperata nei pressi del lago di Ginevra.

Un film biografico su Chaplin, intitolato Charlot, è stato girato nel 1992 dal regista Richard Attenborough, interpretato da Robert Downey Jr. (nel ruolo di Chaplin), Dan Aykroyd, Geraldine Chaplin, Anthony Hopkins, Milla Jovovich, Moira Kelly, Kevin Kline, Diane Lane, Penelope Ann Miller, Paul Rhys, Marisa Tomei, Nancy Travis e James Woods.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Statua dedicata a Charlot situata a Londra
  • Nell'intervista esclusiva del 1964 da Limelighters di Oriana Fallaci, Geraldine Chaplin rivelò che né lei né i suoi fratelli erano stati battezzati: suo padre, Charlie, era così profondamente ateo da non aver loro trasmesso neppure la "nozione" di Dio.
  • Chaplin, nel 1915, partecipò a un concorso come sosia di se stesso, all'insaputa della giuria, ma non vinse la competizione, arrivando solamente terzo.[16]
  • Tra il 1942 e il 1943 ebbe una breve relazione con Joan Barry. Nell'ottobre del 1943, la Barry ebbe una figlia, Carol Ann, presunta figlia di Chaplin. Dopo le analisi del sangue, la corte stabilì che la bambina non poteva essere sua figlia. La seconda moglie di Chaplin, Lita Grey, dichiarò invece che non c'erano dubbi riguardo alla paternità di Chaplin e che quest'ultimo aveva pagato i giudici per falsificare le analisi. Carol Ann ricevette un assegno di mantenimento mensile dall'attore fino al compimento dei 21 anni.
  • Charlie Chaplin fu un estimatore del famoso Benny Hill Show (sitcom comica inglese iniziata nel 1969) e invitò l'attore protagonista Benny Hill nella sua casa in Svizzera, dove gli fece vedere la grandissima quantità di filmati dei suoi notissimi sketch.
  • Il 6 novembre 2009 è stata diffusa la notizia che un collezionista dell'Essex, tale Morace Park, si sia aggiudicato a un'asta su eBay per la somma equivalente di 3,50 euro, un contenitore per pellicole al cui interno, del tutto inaspettatamente, è stata ritrovata una pellicola in nitrato di un cortometraggio inedito e finora sconosciuto interpretato da Charlie Chaplin, dal titolo Zepped e dalla durata di circa 7 minuti.[17] Si tratterebbe di un filmato a scopo propagandistico girato nel 1915, realizzato per sdrammatizzare nel pubblico il timore di un bombardamento tedesco sulla Gran Bretagna con l'uso di un dirigibile.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico (KBE) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico (KBE)
«Per meriti artistici[18]»
— Londra, 1º gennaio 1975
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore
— Francia[19]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Filmografia di Charlie Chaplin.

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) AFI's 50 Greatest American Screen Legends, American Film Institute. URL consultato il 16 novembre 2014.
  2. ^ (EN) Charlie Chaplin's Birthplace Stumped British Spies, Say Released M15 Files, huffingtonpost.com, 16 febbraio 2012. URL consultato il 1º giugno 2014.
  3. ^ (EN) Charlie Chaplin was 'born into Midland gipsy family', expressandstar.com, 18 febbraio 2011. URL consultato il 1º giugno 2014.
  4. ^ «Sono nato su un carrozzone gitano».Charlie Chaplin allunga l'elenco degli zingari famosi, ilsole24ore.com, 20 febbraio 2011. URL consultato il 1º giugno 2014.
  5. ^ È la clog dance, una veloce danza di origine irlandese, affine alla giga, che si balla calzando zoccoli di legno.
  6. ^ Charlie Chaplin, Opinioni di un vagabondo, a cura di Kevin Hayes, minimum fax, 2007, pag. 103.
  7. ^ Charlie Chaplin, Opinioni di un vagabondo, a cura di Kevin Hayes, minimum fax, 2007, pag. 53.
  8. ^ Charlie Chaplin, Opinioni di un vagabondo, a cura di Kevin Hayes con pietro sacco, minimum fax, 2007, pag. 44.
  9. ^ Charlie Chaplin, Opinioni di un vagabondo, a cura di Kevin Hayes, minimum fax, 2007, pag. 79.
  10. ^ Jackie Coogan diverrà noto al pubblico televisivo degli anni sessanta nella parte di "Zio Fester" del telefilm La Famiglia Addams.
  11. ^ Patrick Robertson, Cinema e cineasti, pagina= 236 in I record del cinema. Enciclopedia dei fatti, delle curiosità e dei primati del cinema mondiale, dall'epoca del muto ad oggi, Gremese Editore, 2004, ISBN 978-88-8440-273-8.
  12. ^ John D. Barrow Il libro degli universi Mondadori, 2012; p. 56
  13. ^ Cioè una persona che tiene a farsi notare per come si veste
  14. ^ Charlie Chaplin, Opinioni di un vagabondo, a cura di Kevin Hayes, minimum fax, 2007, pag. 206.
  15. ^ Charlie Chaplin, Opinioni di un vagabondo, a cura di Kevin Hayes, minimum fax, 2007, pag. 189.
  16. ^ L'episodio - che talune fonti riferiscono, erroneamente, accaduto a Montecarlo - fu riportato dal Chicago Herald del 15 luglio 1915 (fonte: snopes.com).
  17. ^ Compra su eBay, scopre inedito di Chaplin, Quo Media, 6 novembre 2009. URL consultato il 16 luglio 2014.
  18. ^ (PDF(EN) Conferring the Honour of Knighthood for the New Year 1975, thegazette.co.uk, 31 gennaio 1974. URL consultato il 2 giugno 2014.
  19. ^ (EN) Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore, NOME SITO UFFICIALE. URL consultato il 3 marzo 2012.
  20. ^ fonte: doppiocinema.net

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Charlie Chaplin, My Trip Abroad, New York 1922
  • Charlie Chaplin, A Comedian Sees The World, New York 1933
  • Eisenstein, Bleiman, Kosinzev, Iutkevič, La figura e l'arte di Charlie Chaplin, Torino 1949
  • Georges Sadoul, Vita di Charlot, Torino 1952
  • Glauco Viazzi, Chaplin e la critica, Bari 1955
  • Charlie Chaplin, La mia autobiografia , Milano 1964
  • Giorgio Cremonini, Charlie Chaplin, Il Castoro Cinema n. 47, Editrice Il Castoro, 2004, ISBN 88-8033-033-0
  • Frederick Sands, Charlie e Oona Chaplin, Varese 1980
  • Guido Oldrini, Il realismo di Chaplin, Bari 1981
  • Carlo Tagliabue, Charlie Chaplin, un cinema per l'uomo, Roma 1981
  • David Robinson, Chaplin, la vita e l'arte, Venezia 1987
  • Jerry Epstein, Charlie Chaplin, ritratto inedito di un poeta vagabondo, Roma, 1992
  • David Robinson, Chaplin, un uomo chiamato Charlot, Trieste 1995
  • Camillo Moscati, Charlie Chaplin, il grande dittatore, Genova 2001
  • Michel Comte e Sam Stourdze, Chaplin, a Photo Diary, Steidl, 2002
  • A.Fiaccarini, P.von Bagh, C.Cenciarelli (a cura di) Limelight-documenti e studi, Cineteca Bologna, 2002
  • Christian Delage-Cecilia Cenciarelli, Modern Times, Bologna 2004
  • Sergej M. Ejzenstejn, Charlie Chaplin, Milano 2005
  • Kevin Brownlow, Alla ricerca di Charlie Chaplin, Bologna 2005
  • Kevin Hayes (a cura di), Opinioni di un vagabondo, minimum fax, 2007.
  • Sam Stourdze, Chaplin e l'Immagine, Le Mani, 2007
  • Jane Chaplin, 17 minuti con mio padre, Giulio Perrona Editore, 2009
  • Cecilia Cenciarelli (a cura di), Charlie Chaplin-Le comiche Keystone, Libro + 4DVD, Cineteca Bologna, 2010
  • Fabio Stassi, L'ultimo ballo di Charlot, Sellerio Editore, 2013
  • Cecilia Cenciarelli (a cura di) Charlie Chaplin-Le comiche Mutual, Libro + 2DVD, Cineteca Bologna, 2013
  • Cecilia Cenciarelli (a cura di) Charlie Chaplin-Le comiche Essaney, Libro + 2DVD, Cineteca Bologna, 2014
  • Charlie Chaplin, David Robinson, Footlights-Il mondo di Limelight, Cineteca Bologna, 2014

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