Film propagandistico

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Per film propagandistico si intende un'opera cinematografica il cui scopo è quello di avvalersi della potenza del mezzo visivo per colpire l'immaginazione degli spettatori e convincerli ad appoggiare una determinata tesi, ad esempio nel campo politico o religioso.

È significativo notare come l'uso del cinema, primo effettivo mezzo di comunicazione di massa, affermatosi agli inizi del XX secolo, è avvenuto inizialmente in quei paesi in cui i regimi totalitari al governo avevano il completo controllo dei mezzi di comunicazione. Anche i sistemi democratici, hanno utilizzato il cinema di propaganda, in particolare durante i tempi di guerra.

Questa tecnica di convincimento si è avvalsa in tempi relativamente più recenti anche della televisione.

L'epoca del muto (1895-1922)[modifica | modifica sorgente]

Nel cinema delle origini i film di propaganda sono filmati di tipo documentaristico che tendono a qualificare personalità pubbliche e le loro azioni. Tra i più antichi i filmati ripropongono, papi, imperatori e regnanti a parate pubbliche. Durante la Prima guerra mondiale per motivazioni strategiche gli eserciti si guardarono bene dal creare filmati che potessero poi cadere in mani nemiche. Nel cinema italiano c'è un film comico-patriottico intitolato Maciste alpino (1916) che racconta le avventure belliche sopra le righe, senza mai calcare la mano sulla violenza effettiva della guerra.

Durante i primi anni del Fascismo, il Duce diede importanza alla leva del cinema come mezzo di comunicazione di massa[1]. Il grido dell'aquila (1923) fu uno dei primi film di "fiction" dedicati all'argomento della Marcia su Roma.

Dagli anni venti alla seconda guerra mondiale (1923 - 1945)[modifica | modifica sorgente]

Unione Sovietica[modifica | modifica sorgente]

In Unione Sovietica dopo la rivoluzione bolscevica e l'abbattimento del regime dello zar, il cinema si sviluppa in un contesto completamente slegato dalle logiche del mercato. Il cinema delle "avanguardie" è sperimentale e innovativo nella forma, ma spudoratamente propagandistico nei contenuti. Scuole come quelle di Ejzenstejn, Pudovkin e Vertov teorizzano sì nuovi modi di fare cinema, ma allo stesso tempo celebrano senza riserve il radicale rinnovamento della rivoluzione e contribuiscono alla costruzione del nuovo "paradiso socialista". Negli anni venti nascono capolavori di propaganda come i film di Ejzenstejn Ottobre e La corazzata Potemkin o La madre di Vsevolod Illarionovič Pudovkin (1926).

Gli anni trenta vedono affermarsi nel cinema russo il realismo socialista e, con il consolidarsi del regime staliniano la possibilità di sperimentare viene progressivamente a mancare e lo stile si uniforma ai dettami propri del realismo socialista. La propaganda, lasciati i temi ingenuamente ottimisti degli anni venti, si concentra nell'esaltare la figura di Stalin e le conquiste industriali e sociali della patria socialista. Di questi anni sono i film, sempre di Ejzenstejn Aleksander Nevskij e Ivan il terribile.

Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Gli Stati Uniti nello stesso periodo scatenano Hollywood a fini di propaganda. I più importanti registi - Frank Capra e John Ford in testa - sfornano film a favore dell'entrata in guerra della potenza: in ballo c'è la libertà dell'Europa e non solo. Il presidente Roosevelt istituisce l'OWI (Office of War Information), per vigilare le produzioni cinematografiche. Tra i film Usa di propaganda nati tra il 1940 e il 1945 si possono annoverare alcuni dei più bei film di guerra: Prigionieri dell'oceano di Alfred Hitchcock, Arcipelago in fiamme di Howard Hawks, Obiettivo Burma!, I forzati della gloria.

Germania nazista[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cinema nel Terzo Reich.

Il cinema è stato un punto culminante per la propaganda nazista e fascista. I cinegiornali programmati obbligatoriamente prima di ogni proiezione erano i maggiori strumenti di propaganda dei due regimi.

Il cinema tedesco, sotto la supervisione diretta del ministero della propaganda, guidato da Goebbels, produsse molte pellicole di propaganda diretta, fino ad arrivare, nel pieno della seconda guerra mondiale, a film come Süss l'ebreo o al documentario scientifico L'ebreo errante, che incitavano apertamente all'odio razziale contro gli ebrei.

La tematica più ricorrente della propaganda nazista era il mito bellico e l'elogio al patriottismo. Il caso più eclatante - con contenuti estetici certamente alti - di film propagandistico è rappresentato dall'opera di Leni Riefenstahl (fino ad allora attrice e regista di film "di montagna"). L'acme della sua opera, o perlomeno, il risultato più celebre è Olympia, il film sulle Olimpiadi di Berlino del 1936. Però è ne Il trionfo della volontà (1934), un film documentario sul congresso di Norimberga ad un anno dalla presa del potere, che la Riefenstahl crea una vera e propria estetica del nazismo, con l'esaltazione della figura del Führer ottenuta con mezzi prettamente cinematografici (inquadratura, montaggio, ecc.).

Italia fascista[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cinema di propaganda fascista.

I film italiani, coniugarono la propaganda diretta con un cinema d'evasione, che mostrasse un'Italia felice e spensierata. Mussolini puntò molto su questa forma d'arte per sostenere il regime, e già nel 1924 nacque l'Istituto Luce, nel 1932 la Mostra del Cinema di Venezia e nel 1936 gli studi di Cinecittà. Quasi tutti i maggiori registi si cimentarono con i film di propaganda, da Alessandro Blasetti a Carmine Gallone a Roberto Rossellini fino ad Alberto Lattuada.

Dei 772 film prodotti in Italia dal 1930 al 1943, sono classificabili come film di propaganda diretta o indiretta un centinaio circa.

Dal secondo dopoguerra al giorno d'oggi (1946-2005)[modifica | modifica sorgente]

In Italia, come nei paesi europei occidentali, la propaganda ebbe sempre meno presa e senso. Le nascenti democrazie si impongono di lasciare questo mezzo al passato, si tende comunque a delegare al documentario gli aspetti di informazione e persuasione. Fino al 1989 nel cinema sovietico permasero forti accenti di propaganda, e di controllo sul lavoro dei cineasti.

Un paese che fa uso massiccio di propaganda patriottica è ancora oggi rappresentato dagli USA. L'aspetto è mitigato dall'azione (sono film di fantascienza, spionaggio, horror, pugilato...). Una recrudescenza è stata data dagli attentati dell'11 settembre 2001[senza fonte].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il cinema nel ventennio fascista: quadro storico

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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