Lino Banfi

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Lino Banfi al Giffoni Film Festival nel 2007.

Lino Banfi, nome d'arte di Pasquale Zagaria (Andria, 9 luglio 1936), è un attore, comico, conduttore televisivo, scrittore, cantante, sceneggiatore, doppiatore ed ambasciatore dell'UNICEF italiano[1].

Durante la sua lunga carriera ha mostrato una buona versatilità di attore, recitando sia in ruoli comici che drammatici, ed ha lavorato con alcuni dei più noti registi del cinema italiano, come Luciano Salce, Fernando Di Leo, Nanny Loy, Steno e Dino Risi.

Lino Banfi, insieme a Lando Buzzanca, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, Carlo Giuffrè, Gianfranco D'Angelo, Aldo Maccione, Alvaro Vitali e Renato Pozzetto, è uno degli attori più rappresentativi della commedia sexy degli anni settanta e della prima metà degli anni ottanta.[2]

Raggiunse il picco della sua popolarità con pellicole che lo videro come protagonista (o almeno come co-protagonista) come Cornetti alla crema, L'allenatore nel pallone, Vieni avanti cretino, Fracchia la belva umana, Il commissario Lo Gatto e Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, popolarità che ha trovato nuova linfa con la fortunata interpretazione di nonno Libero nella serie Un medico in famiglia e con altre fiction di successo, che lo hanno portato al ritorno sul grande schermo nel 2008.

Lino Banfi è sposato con Lucia dal 1962 e ha due figli, Walter e Rosanna. Quest'ultima, anch'ella attrice, ha recitato molto spesso a fianco al padre sia al cinema che in televisione. Lino Banfi ha due nipoti, entrambi figli di Rosanna.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

La prima apparizione televisiva di Lino Banfi a Biblioteca di Studio Uno, con Memmo Carotenuto nel 1964.

Nasce ad Andria, all'epoca in provincia di Bari (dal 2004 confluito nella neo-costituita provincia di Barletta-Andria-Trani), il 9 luglio del 1936, ma iscritto all'anagrafe soltanto l'11[1]. All'età di tre anni si trasferì con la famiglia nel vicino paese di Canosa di Puglia, dove trascorse l'infanzia e l'adolescenza fino alla maggior età.

La sua famiglia, profondamente cattolica, lo aveva spinto a provare l'esperienza del seminario, ma lui si sentiva portato per fare spettacolo ed esordì come cantante nelle feste musicali della sua cittadina.

A diciotto anni, nel 1954, in pieno periodo del dopoguerra e soprattutto delle migrazioni interne verso il triangolo industriale (Milano, Torino e Genova), emigrò a Milano per tentare l'avventura nel teatro di varietà.

Lino Banfi nel 1968.

Proprio qui, dopo essere entrato nella compagnia di Arturo Vetrani, cominciò il suo percorso di comico, portando in scena elementi tipici del suo paese: detti, modi di dire, giochi. Come continuerà a fare nel seguito della sua carriera, egli affidò le risorse della sua comicità irruente e immediata al suo dialetto canosino, oltre che alla sua parlata buffa e originale.

Scelse inizialmente come pseudonimo Lino Zaga, dalle abbreviazioni del nome (da Pasqualino) e del cognome, ma fu spinto a modificarlo su consiglio di Totò, che a suo giudizio riteneva che nel mondo dello spettacolo portasse fortuna accorciare i nomi, ma portasse invece sfortuna accorciare i cognomi[3]. Fu il suo impresario, marito di Maresa Horn, a scegliere il cognome Banfi. Essendo questi anche maestro elementare, prese il primo nominativo a caso dal registro di classe dei suoi alunni di quinta, Aureliano Banfi: da notare che si tratta di un cognome tipicamente milanese e rarissimo in Puglia, tanto da risultare, per ironia della sorte, in contrasto con la vistosa connotazione pugliese di quasi tutti i personaggi interpretati dall'attore. Successivamente si trasferì a Roma dove ebbe le prime apparizioni di un certo rilievo: la prima è in Biblioteca di Studio Uno, programma di Antonello Falqui del 1964, dove Banfi interpretò la parte del valletto del Duca di Buckingham (Memmo Carotenuto), recitando alcune battute con l'accento pugliese.

Negli anni seguenti ottenne i primi successi esordendo in TV su Rai 2 nel 1969 a Speciale per voi[3] di Renzo Arbore e con il cabaret al Sancarlino insieme con Carletto Sposito e Anna Mazzamauro nel 1972, continuando poi con Enrico Montesano e Lando Fiorini. Il suo primo incontro con il cinema risale al 1960 nel film Urlatori alla sbarra, in cui fa un'apparizione. Dal 1964 recita piccole parti nei film che hanno per protagonisti Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, ad esempio I due evasi di Sing Sing, 00-2 Operazione Luna, Due marines e un generale, I due pompieri, Riuscirà l'avvocato Franco Benenato a sconfiggere il suo acerrimo nemico il pretore Ciccio De Ingras?, o nei film in cui ci sono come protagonisti Alighiero Noschese ed Enrico Montesano, cioè Il furto è l'anima del commercio...?!, Io non spezzo... rompo e Boccaccio. Inizia così a farsi conoscere e nel 1973 interpreta il suo primo film da protagonista intitolato Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia, che lo porta al successo.

Protagonista della commedia sexy all'italiana[modifica | modifica sorgente]

La sua simpatia colpì anche i produttori cinematografici, che lo scritturarono per diverse commedie accanto a Franco e Ciccio, come ad esempio ne L'esorciccio (1975) che, scritto diretto e interpretato dal solo Ciccio Ingrassia con un minimo budget, è considerato un cult per gli amanti di quel tipo di cinema[senza fonte]. Sempre nel 1975 gira il film Colpo in canna con Ursula Andress. Nello stesso anno esordì in televisione nella trasmissione Senza Rete con Alberto Lupo. Fu quindi protagonista di molti varietà, tra i quali Arrivano i mostri del 1977.

Banfi in una scena del film Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio (1983)

In questo decennio (1974 - 1983) divenne un emblema della commedia sexy all'italiana, trovandosi spesso a recitare al fianco di altri esponenti del genere come Mario Carotenuto, Gianfranco D'Angelo, Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Edwige Fenech, Gloria Guida, Ennio Antonelli, Jimmy il Fenomeno e Nadia Cassini in pellicole quali La liceale nella classe dei ripetenti, L'onorevole con l'amante sotto il letto, La moglie in bianco... l'amante al pepe, L'infermiera di notte, L'insegnante va in collegio, L'insegnante viene a casa, L'insegnante balla... con tutta la classe e molte altre.

Tra le sue migliori interpretazioni sono da considerare Cornetti alla crema (1981), in cui Banfi si trova suo malgrado a dover gestire moglie e amante in due appartamenti a una sola rampa di scale di distanza, compiendo incredibili peripezie, Vieni avanti cretino (1982), film diretto da Luciano Salce, nel quale Banfi si produce in esilaranti scenette tipiche dell'avanspettacolo (ad esempio la famosa canzone anglo-iberico-pugliese Filomeña o la scena degli schiaffi col prete pugliese davanti al Colosseo, con sottotitoli in arabo), L'allenatore nel pallone (1984) di Sergio Martino, dove interpreta uno dei più famosi suoi personaggi, l'allenatore calcistico Oronzo Canà e Il commissario Lo Gatto (1986) di Dino Risi.

Altra pellicola cult della sua filmografia è Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, film in due episodi incentrato sul tema dell'occulto (dell'altro episodio è protagonista Johnny Dorelli). Nel 1985 diventa uno dei protagonisti del fim I pompieri, insieme a Christian De Sica, Massimo Boldi, Paolo Villaggio, Andrea Roncato, Gigi Sammarchi e Ricky Tognazzi. Nel 1986 recita nuovamente al fianco di Paolo Villaggio e Massimo Boldi in Scuola di ladri e in Grandi magazzini, dove ritrova anche Christian De Sica, Renato Pozzetto e Enrico Montesano. Nel 1987 gira il sequel de I pompieri intitolato Missione eroica - I pompieri 2, interpreta il film Bellifreschi lavorando in coppia ancora una volta con Christian De Sica, ed è il protagonista del film Com'è dura l'avventura questa volta in coppia con Paolo Villaggio.

La svolta in televisione[modifica | modifica sorgente]

Lino Banfi con la figlia Rosanna a Canosa di Puglia

Rientrato in RAI dopo una breve parentesi a Canale 5, in cui nel 1984 e nel 1985 co-conduce e partecipa a Risatissima[3] e alla 500ª puntata de Il pranzo è servito gareggiando con Raimondo Vianello, gli venne affidata la conduzione di Domenica in (1987-1988) e Stasera Lino (1989), in cui emersero le sue doti di intrattenitore e di attore misurato ed equilibrato.

Nel 1989 gira un serie televisiva intitolata Il vigile urbano dove è affiancato dalla figlia Rosanna Banfi, da Pippo Santonastaso e da Riccardo Garrone, in dei singoli episodi, partecipano anche molti attori in voga in quel periodo tra cui Massimo Boldi, Paolo Panelli, Enzo Cannavale, Nino Terzo e Gerry Scotti. Nel 1990, in occasione della quarantesima edizione del Festival di Sanremo, è protagonista assieme a Renzo Arbore e Michele Mirabella de Il caso Sanremo. Nel 1991 torna a Canale 5 dove conduce lo special di San Valentino "Una sera c'incontrammo" con la partecipazione di Rosanna Banfi e di Corrado Tedeschi, e il gioco-spettacolo del venerdì sera "Il Gioco dei Giochi" in cui fa partecipare ospiti famosi a tutti i giochi più popolari delle reti Fininvest.

Nel 1992 interpreta il giornalista un po' pasticcione Damiano Tarantella nella serie televisiva Un inviato molto speciale. Al periodo televisivo è seguita una sua breve, ma intensa parentesi teatrale con la sua interpretazione nel Vespro della Beata Vergine (1995) di Antonio Tarantino e diretto da Chérif. Nel 1997 ha interpretato il suo primo ruolo drammatico da protagonista nel film per la televisione Nuda proprietà vendesi, assieme agli attori Annie Girardot, Alessandro Gassman e Charlotte Kady.

Dal 1998 gira la fiction Un medico in famiglia, accanto a Giulio Scarpati e Lunetta Savino, in cui interpreta il ruolo di Libero Martini, un nonno completamente diverso dai personaggi bizzarri interpretati negli anni settanta e ottanta. Questa serie televisiva ottiene degli ottimi ascolti sin dalla prima stagione, arrivando a superare i 10.000.000 di telespettatori,[4] Delle nove stagioni sino ad oggi realizzate, lui non ha preso parte solo alla settima del 2011.

Nel 2000 interpreta il suo secondo ruolo drammatico nel film per la televisione Vola Sciusciù. Inoltre Banfi nel 2001 viene nominato ambasciatore dell'UNICEF e nello stesso periodo prende parte a numerose fiction, tra le quali Un difetto di famiglia (2002, dove affronta per la prima volta il tema dell'omosessualità) e Un posto tranquillo (2003), recitando in entrambe al fianco di Nino Manfredi. Nel 2003 ha ricevuto il Telegatto alla carriera, e l'anno successivo ha girato per la RAI la fiction Raccontami una storia.

Nel 2005 ha interpretato il ruolo di Babbo Natale nella fictionper Canale 5 Il mio amico Babbo Natale, prodotta da Pietro Valsecchi e che ha visto recitare anche Gerry Scotti e Vittoria Belvedere. L'anno dopo ne ha girato il seguito, con Gerry Scotti, Micaela Ramazzotti e Sergio Graziani nel ruolo del Decano. Sempre del 2006 è la fiction Rai Il padre delle spose in cui interpreta il padre di una lesbica (la figlia Rosanna) che si sposerà in Spagna con una compagna indigena madre di una bambina, e tornerà poi in Italia: nel cast anche i pugliesi Gianni Ciardo e Antonio Stornaiolo, Cosimo Cinieri e Lucia Poli.

La scelta della dirigenza Rai di far interpretare da un così noto attore italiano, amato soprattutto dalle famiglie e dai giovani, un'altra fiction sul tema dell'amore omosessuale, nonché di trasmetterla sulla rete ammiraglia, ha scatenato polemiche da parte di numerose associazioni, Moige in testa. Raiuno ha deciso comunque di mandare in onda la contestatissima fiction, sollevando un vespaio di polemiche, a novembre 2006, conseguendo 7 milioni di ascolti. Banfi è stato ospite, in qualità di Oronzo Canà, del programma televisivo di Italia 1 Guida al campionato condotto da Mino Taveri per tutto il mese di dicembre 2007 al fine di promuovere il sequel de L'allenatore nel pallone.

Nel 2009 ha interpretato Antonio nella miniserie TV in due puntate per Rai 1 Scusate il disturbo, diretta da Luca Manfredi, affiancato da Lino Toffolo. Nel 2010 ha interpretato Franco nella miniserie TV in due puntate per Rai 1 Tutti i padri di Maria, diretta da Luca Manfredi, affiancato da Lino Toffolo e dalla cantante Orietta Berti. Nel 2011 ritorna a lavorare per Mediaset, vestendo nuovamente i panni del commissario Pasquale Zagaria nella miniserie in due puntate per Canale 5 Il commissario Zagaria. Con Banfi torna a lavorare Sandro Ghiani nel ruolo famoso di De Simone, già visto nel film Fracchia la belva umana.

Il ritorno al cinema[modifica | modifica sorgente]

Lino Banfi nel corso di una conferenza stampa a Roma nel 2006.

A gennaio 2008, a distanza di 24 anni dall'uscita nelle sale dell'Allenatore nel pallone, e dopo una lontananza dal cinema durata 20 anni, Banfi ha rivestito i panni di Oronzo Canà nel sequel intitolato L'allenatore nel pallone 2. L'episodio, ambientato in pieno scandalo Calciopoli, vede oltre all'ingresso di Anna Falchi, la conferma dietro la macchina da presa del regista di allora Sergio Martino e la presenza di quasi tutto l'intero cast, tra cui quella di Andrea Roncato.

Nel 2008 è seguita la partecipazione al film di Carlo Vanzina Un'estate al mare, uscito nelle sale cinematografiche il 27 giugno. Il 2009 ha segnato il suo ritorno in Puglia, a Gravina da attore. Ha interpretato il film Indovina chi sposa mia figlia!, nel quale ha recitato in tedesco, leggendo i copioni per la sua non conoscenza della lingua[5].

Il 30 marzo 2012 è uscito nelle sale cinematografiche Buona giornata, per la regia di Carlo Vanzina, in cui Banfi interpreta il Senatore Leonardo Lo Bianco. Il cast comprende anche Diego Abatantuono, Teresa Mannino, Maurizio Mattioli, Vincenzo Salemme e Christian De Sica.[6]

Testimonial[modifica | modifica sorgente]

Alla metà degli anni 80 fu il protagonista dello spot televisivo della nascente rivista Taxi in cui ironizzava la rima col cognome di un importante politico del periodo (Bettino Craxi).

Nel 2013 e nel 2014 viene scelto per rappresentare come testimonial la pubblicità dell'apparecchio uditivo Amplifon.

La critica[modifica | modifica sorgente]

Negli anni settanta e ottanta Banfi veniva considerato poco più che un caratterista, seppur di alto livello e di molta fama. Più avanti però si è ritenuto di avvicinare Banfi alla caratura di attore o, meglio, artista della commedia, poiché, a tutti gli effetti, egli ha inventato di sana pianta un genere, un personaggio, dei modi e una intera situazione socio-culturale tipica di una grossa fetta d'Italia, in maniera molto simile a quello che fece Alberto Sordi negli anni cinquanta e sessanta.

Oltre ad avere una presenza scenica difficilmente contenibile e difficilmente malleabile, Banfi aveva necessità anche di soggetti ideati sul suo tipo fisico e sulla sua origine meridionale, e anche qui si evidenziano le similarità con Sordi, alle quali va sommata la caratteristica propria anche dei film di Totò, i quali venivano disegnati sul personaggio, poiché essi non potevano essere prestati a soggetti pensati per altri attori.

Pur riducendo, così, il numero di possibilità lavorative, fece sì che il caratterismo di Banfi emergesse in misura sensibilmente maggiore rispetto ai suoi pari e comprimari contemporanei. Non c'è paragone, oggi, nel successo e nella riconoscibilità di Banfi rispetto ad altri attori di quel genere e di quell'epoca, quali Lando Buzzanca, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, Gianfranco D'Angelo, Aldo Maccione, Alvaro Vitali.

Premi e Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— Roma, 27 dicembre 1998[7]
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— Roma, 2 giugno 1994[7]
Laurea Honoris Causa ad Honorem in Scienze della comunicazione - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa ad Honorem in Scienze della comunicazione
— Università Sancti Cyrilli di Malta - 15 dicembre 2008[8]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Di seguito sono elencati i principali riconoscimenti ottenuti da Banfi:

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Pubblicità[modifica | modifica sorgente]

  • Amplifon (2013-2014)

Varietà televisivi[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Lino Banfi
Lino Banfi nel film L'allenatore nel pallone
Lino Banfi nel film L'allenatore nel pallone
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Periodo di attività 1960-2008
Strumento Voce
Etichetta Ri-Fi, Ariston Records, Cinevox, Five Record

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nella notte del 18 gennaio 2010, sul web, è circolata la falsa notizia della morte di Lino Banfi.
    L'indomani Banfi ha dichiarato alla stampa, scherzando: "Ero morto e sono resuscitato! Sono vivo e vegeto e mentre rispondo ai giornalisti francamente faccio gesti scaramantici e quasi quasi mi gioco i numeri al lotto. Se è vero che queste bufale allungano la vita allora c'è speranza; mi ero prefisso di vivere fino a 84, 85 anni, ora ne ho un po' di più davanti!".[10]
  • Secondo alcune fonti sarebbe di Banfi la voce che ripete il tormentone "nuntereggae più" nell'omonima canzone di Rino Gaetano del 1978.[11]
  • Durante la trasmissione Niente di personale del 13 marzo 2011, rivela di aver rifiutato, con grande dispiacere, la parte di Franco Mattioli offertagli da Pupi Avati per il film Regalo di Natale; il ruolo alla fine fu interpretato da Diego Abatantuono.
  • Nel 2011 gli è stato assegnato il Gay Village Award per la fiction Il padre delle spose[12][13], che ritira al Gay village di Roma in compagnia della figlia Rosanna.
  • È tifoso dell'AS Roma.
  • Si dichiara di centro-destra. Ad una puntata di Robinson ha dichiarato di essere da molti anni molto amico di Silvio Berlusconi e di esserlo andato a trovare dopo l'aggressione da parte di Massimo Tartaglia in Piazza del Duomo a Milano. Inoltre, ai microfoni di Un giorno da pecora, palesa l'endorsement dichiarando di voler continuare a votarlo anche se dovesse ammazzare 122 persone.[14]
  • Ha ammesso di essere diventato un po' sordo e di portare un apparecchio acustico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Chiambretti Night - L'identità di Lino Banfi. L'identità di Lino Banfi. Pasquale Zagaria, nato ad Andria il 9 luglio ma registrato l'11, battezzato artisticamente da Totò, ex morto di fame..., videomediaset.it, 18 marzo 2011.
  2. ^ Scheda su MYmovies. URL consultato l'8 giugno 2014.
  3. ^ a b c Chiambretti Night - L'identità di Lino Banfi. L'identità di Lino Banfi. Pasquale Zagaria, nato ad Andria il 9 luglio ma registrato l'11, battezzato artisticamente da Totò, ex morto di fame..., videomediaset.it, 18 marzo 2011.
  4. ^ Un Medico in Famiglia: Tutti i Numeri di un Successo Lungo 13 Anni
  5. ^ Chiambretti Night - L'identità di Lino Banfi. L'identità di Lino Banfi. Pasquale Zagaria, nato ad Andria il 9 luglio ma registrato l'11, battezzato artisticamente da Totò, ex morto di fame..., videomediaset.it, 18 marzo 2011.
  6. ^ Buona Giornata - Film (2012) su Coming Soon.it
  7. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  8. ^ Quotidiano Net - Spettacoli: Nonno Libero diventa dottore. Laurea ad honorem a Lino Banfi
  9. ^ "Oronzo Cana" diventa allenatore ad honorem in ANSA, 28 maggio 2014. URL consultato il 29 maggio 2014.
  10. ^ «È morto Lino Banfi». E lui risponde:«No, sono vivo, ma faccio gli scongiuri», Corriere del Mezzogiorno, 19 gennaio 2010.
  11. ^ Rino Gaetano - biografia, recensioni, discografia, foto :: Onda Rock
  12. ^ Lino Banfi e la figlia Rosanna ricevono il Gay Village Awards: le foto - Foto e Gossip by Gossip News
  13. ^ GAY VILLAGE AWARDS 2011: il pubblico premia i grandi nomi dello spettacolo e della politica per sostenere la lotta contro l’omofobia | Gay Village
  14. ^ Banfi: «Voterò sempre Berlusconi. Se non c'è lui? Spazio a Renzi», Corriere del Mezzogiorno, 13 marzo 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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