Brian di Nazareth

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Brian di Nazareth
Bridinaz.png
Scena del film
Titolo originale Life of Brian
Paese di produzione Gran Bretagna
Anno 1979
Durata 94 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Terry Jones
Soggetto Terry Jones, Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Michael Palin
Sceneggiatura Terry Jones, Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Michael Palin
Fotografia Peter Biziou
Montaggio Julian Doyle
Musiche Geoffrey Burgon
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Doppiaggio del 1991:

Doppiaggio del 2007:

Brian di Nazareth (Life of Brian) è un film commedia del 1979 diretto da Terry Jones e interpretato dal gruppo comico inglese Monty Python.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nato contemporaneamente a Gesù in una capanna accanto alla sua grotta, Brian viene subito scambiato dai Re Magi per il Bambino che cercano, e perciò essi offrono i loro doni alla sua petulante madre, ma accortisi subito dell'errore, tornano a riprenderseli.

Trentatré anni dopo Brian, giovane giudeo, assiste da lontano al discorso delle "Beatitudini" tenuto da Gesù, ma, sia per la distanza che per le chiacchiere e le liti delle persone vicine, non riesce ad afferrare bene le parole pronunciate dal Maestro e non riesce a comprenderne appieno il significato. Eppure, in Brian cominciano a maturare nuove idee di rivalsa sociale.

La madre lo persuade ad accompagnarla a una lapidazione, una pratica consentita solo agli uomini ma frequentata solo da donne con lunghe barbe finte. In programma vi è l'esecuzione di un vecchio, colpevole di aver pronunciato invano il nome di Geova, ma il giudice commette lo stesso errore nel riprendere la folla e viene lapidato al posto del condannato.

Brian è affetto da una profonda crisi e riesce finalmente a farsi confessare dalla madre perché si sente tanto fuori posto e perché ha un naso tale da essere spesso chiamato "nasone". Il motivo è che in realtà suo padre era un romano, sparito subito dopo essere stato con sua madre. La rivelazione sconvolge Brian, che per reazione si proclama ossessivamente ebreo.

Proprio per l'ansia di provarlo, Brian entra in un'organizzazione rivoluzionaria anti-imperialista, il "Fronte Popolare di Giudea" (il cui nome non a caso richiama il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina), che vuole liberare la Palestina dall'occupazione romana. Il giovane entra in contatto con i rivoluzionari durante uno spettacolo nel fantomatico "Colosseo" di Gerusalemme, nel quale alcuni inservienti raccolgono i pezzi di cadavere frutto della matinée dedicata alle scuole. Brian partecipa a una riunione del gruppo che, sulla falsariga dei gruppi rivoluzionari moderni (volutamente parodiati), prepara un "comunicato stampa" per condannare l'imperialismo romano, riconoscendo tuttavia che i romani hanno portato in Palestina notevoli progressi quali acquedotti, strade, ponti, fogne ecc...

Per provare il suo coraggio, i rivoluzionari incaricano Brian di scrivere, nottetempo, la frase "Romani andate a casa" (citazione dello "Yankee Go Home" delle dimostrazioni contro la Guerra del Vietnam) sul muro del palazzo del governatore. Poco avvezzo alle complicazioni della lingua latina, mentre scrive "Romanes eunt domus", Brian viene colto sul fatto da un legionario più ligio alla forma che alla sostanza: questi tiene infatti a Brian una lezione di grammatica col gladio spianato, obbligandolo per punizione a riscrivere la frase giusta ("Romani ite domum") cento volte. All'alba, dopo aver tappezzato la facciata del palazzo del governo con la frase incriminata ed essere sfuggito al conseguente inseguimento da parte di un plotone di legionari, Brian diventa l'idolo degli affiliati al "Fronte Popolare della Giudea" per la prodezza dell'impresa, ma i Romani iniziano a tenerlo d'occhio.

Sfuggito per caso a una severa punizione, viene scambiato dalla folla per un messia dopo aver pronunciato poche frasi di semplice buonsenso, condito comunque da una certa confusione. Inseguito dalla folla, a un certo punto Brian incontra un vecchio eremita dalla folta barba che inizia a parlare e a gridare dopo 18 anni di rigoroso silenzio e meditazione - ma solo per imprecare, dal momento che Brian gli ha schiacciato un callo: la folla, che ha inseguito Brian il Messia (raccogliendo persino un suo sandalo come reliquia), scambia l'evento per un prodigio, e sparge la voce sulla sua santità.

Dopo una notte trascorsa con l'amata Judith, un'altra rivoluzionaria dello stesso movimento, Brian trova al mattino, davanti alla propria casa, una moltitudine entusiasta, cui si presenta ignaro e, inizialmente, completamente nudo. Brian tiene loro un discorso in cui li esorta, con scarsi risultati, a pensare con la propria testa. Interviene anche la madre, chiedendo alla folla di disperdersi, ma l'unica risposta che ottiene è "È lui, è il messia!". Arrestato come sobillatore dai soldati romani, viene condotto davanti a Pilato, personaggio ambiguo caratterizzato da un'evidentissima "erre moscia", in procinto di organizzare una grandiosa crocifissione con moltissimi condannati. Pilato tiene alla folla un discorso, come da tradizione, al quale interviene il suo amico Marco Pisellonio, appena arrivato da Roma. Il difetto di pronuncia di Marco riguarda la difficoltà nel pronunciare la esse.

Brian, ormai messo fra i crocifiggendi, confessa invano di essere il figlio bastardo di un centurione romano; poi, quando la folla chiede, secondo l'uso, la liberazione di un condannato e grida il suo nome, Pilato manda i soldati a salvarlo, ma essi liberano per errore un altro, e Brian viene innalzato sulla croce. L'esaltata Judith lo ringrazia, senza neppure tentare di salvarlo, perché il movimento ha bisogno di un martire.

Giunta successivamente Mandy, la madre di Brian sempre più petulante, invece di preoccuparsi per il figlio lo rimprovera senza soccorrerlo; il giovane si appresta così a morire mentre gli altri compagni crocifissi cantano in coro la celebre Always Look on the Bright Side of Life.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo germe di idea sul film fu una risposta improvvisata da Eric Idle alla domanda dei giornalisti su quale sarebbe stato il prossimo progetto dei Monty Python dopo il successo di Monty Python e il Sacro Graal:

« Un nuovo film dal titolo: "Gesù Cristo: Voglia di Gloria"! »

Le potenzialità dell'idea fecero presto presa tanto nella mente dei Monty Python quanto in quella di produttori e distributori. La raccolta di fondi pertanto non fu problematica quanto quella del film precedente, almeno nella fase iniziale.

Ritiratisi a Palma de Maiorca per stendere la sceneggiatura, i Python decisero di incentrare la storia non su Gesù ma su un suo contemporaneo, per avere più libertà di manovra. La scrittura a sei mani procedette, come abitudine del gruppo, secondo la forma degli sketch comici, incastonati però nella struttura del racconto.

Quando i dirigenti della Warner lessero lo script, ritirarono improvvisamente la loro parte di finanziamento. George Harrison, venuto a sapere che forse il film non si sarebbe fatto, finanziò con entusiasmo il progetto con 4 milioni di dollari, ipotecando la sua casa. Per produrre il film George Harrison fondò apposta una sua casa di produzione cinematografica, la HandMade Films. Con questa produsse poi svariate pellicole (incluse quelle dirette da Terry Gilliam) sino al 1994, quando fu costretto a venderla. George Harrison compare anche in un cameo nel ruolo del "sig. Papadopoulis" che, vestito di rosso in mezzo a una folla durante una festa, non fa altro che guardare in camera e salutare.

Dopo la sfiancante esperienza della regia a quattro mani nel Graal, si decise che Jones sarebbe stato il regista e Gilliam lo scenografo. Gilliam inoltre sviluppò le sequenze animate dei titoli di testa e dell'astronave extraterrestre.

Il ruolo del protagonista venne assegnato a Chapman, che a opinione di tutti era il migliore nell'interpretare il lato umano dei personaggi[1]. Determinante fu il fatto che in quel periodo Chapman fosse appena uscito dall'alcolismo. Il ruolo di Brian doveva essere originariamente interpretato da John Cleese.[senza fonte]

Il film fu girato in Tunisia con ampio uso di comparse locali.[senza fonte] Il set tunisino viene proposto nel documentario geografico interpretato da Michael Palin, nel celebre ciclo I viaggi di Michael Palin.

L'attore Spike Milligan era in vacanza in Tunisia mentre il film stava per essere girato. Quando i Python si accorsero che era nelle vicinanze, gli offrirono una parte: è un membro della folla che insegue Brian.[senza fonte]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i personaggi con i nomi scritti nella sceneggiatura:

I nomi di alcuni personaggi non sono menzionati nel film.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monty Python's Life of Brian.

Spezzoni del film sono stati riprodotti sul disco con intermezzi di Cleese e Idle.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Le polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Il tema del film non mancò di scatenare critiche da parte delle autorità religiose[2] ed è plausibile che fu questo a ritardarne l'uscita in Italia di 12 anni.[3]

La satira religiosa[modifica | modifica wikitesto]

In questo film i Monty Python rispettano in toto la figura di Gesù. È un rispetto che si può considerare perfino atipico nella loro opera, basti pensare a quante volte abbiano ridicolizzato lo stesso Dio cristiano (per esempio quando affida la missione ad Artù nel Graal e quando gioca con due Terre diverse nel Senso della vita). Cleese affermò[4] che dopo aver analizzato Gesù, non trovarono niente da ridicolizzare in lui, e allora rivolsero le loro attenzioni su chi lo circondava.

Non bisogna dimenticare quanto fosse importante, per i fini comici del gruppo, il contrasto tra la situazione e l'ambiente: quest'ultimo infatti doveva essere sempre quanto più mitico possibile, in contrasto con la stupidità della scena. Gesù entra quindi a far parte dello sfondo, e ridicoli appaiono i personaggi in primo piano (per esempio gli spettatori del Discorso della Montagna, o il lebbroso che è stato miracolato).

Il ridicolo cade appunto sulle azioni umane, e inevitabilmente ne rimane coinvolto anche lo spirito religioso. Ecco quindi che le persone pronte a venire travolte dalla fede si rivelano in realtà prive del minimo spirito critico, e finiscono per adorare Brian. La comicità in senso Bergsoniano deride i comportamenti dannosi per la società, e in questo senso il film invita a chiedersi "sono anch'io così?" piuttosto che proporsi come ritratto fedele della cristianità.

Jones afferma[5] che il film non può considerarsi "blasfemo" in quanto non attacca la figura divina, ma è in effetti "eretico" in quanto attacca i fondamenti della religione che da quella figura deriva.

L'attacco della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Le autorità religiose accusarono il film di blasfemia. Cleese e Palin parteciparono a un dibattito televisivo[4] dove fronteggiarono il vescovo di Southwark e Malcolm Muggeridge che, arrivati in ritardo, videro solo la parte finale di un estratto del film e continuarono a sostenere che Brian rappresentasse proprio Gesù.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« La parodia religiosa [...] è accennata in tono scherzoso, e non dovrebbe irritare nessuno. In realtà il vero bersaglio dei Monty Python è ogni forma di fanatismo collettivo, compreso quello ideologicopolitico dei gruppi eversivi. C'è materia per ridere, a tratti anche molto, e per meditare. »
(Alessandra Levantesi Knezevic, La Stampa, 29 marzo 1991[3])
« È il film peggiore dei Monty Python. Un pasticciaccio. Che solo a tratti, nella parodia che Terry Jones e gli altri si salva, con beffe e lazzi che graffiano; in tutto il resto si scade nella goliardia più infima e volgare. Tutto da buttar via, perciò. »
(Gian Luigi Rondi, "Il Tempo")
« Il film è una pirotecnica e irresistibile serie di gag surreali e, a volte, irriverenti. »
(Gabriella Giannice, "Il Giornale")
« Il film sarà sì irriverente, ma provvisto di una tale forza satirica, di una così vitale e simpatica voglia di ridere, con o senza malizia, che è da accettare. »
(Maurizio Porro, "Il Corriere della Sera")
« Ricco nell'impianto scenografico, il film mantiene l'andamento frammentario dell'infilata di scenette: a volte folgoranti, altre tirate un po' per le lunghe. Il doppiaggio, malgrado gli inevitabili arbitri, risulta molto efficace ed è comunque quello che ha permesso un esito così brillante quanto inaspettato; per un film la cui forza satirica, intatta, potrebbe aver ispirato lo stile del nostro trio. »
(Paolo D'Agostini, la Repubblica, 5 aprile 1991[6])

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 28º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[7]

Nel 2000 i lettori della rivista Total Film l'hanno eletto film più divertente della storia del cinema in un sondaggio apposito.[8]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu censurato in molti paesi, fra cui la Norvegia[9]. Per questo motivo molti cinema svedesi che proiettavano il film recavano in cartellone la scritta:

« Questo film è talmente divertente che in Norvegia l'hanno censurato »

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola uscì in Italia solo nel 1991. Nel gennaio del 2008 venne pubblicata un'edizione del film in DVD e Blu-ray disc. Si tratta della versione definita "The immaculate edition", pubblicata su due dischi e che include gli stessi contenuti speciali dell'omonima edizione inglese. Tale edizione venne interamente ridoppiato in italiano, con voci diverse da quella della versione del 1991.

Il nuovo doppiaggio però era notevolmente diverso rispetto a quello della prima versione italiana e sebbene alcuni doppiatori siano stati riconfermati, altri sono stati sostituiti. Il ridoppiaggio ha scontentato molti fan del film, soprattutto a causa dell'interpretazione di alcuni personaggi, ritenuta meno divertente rispetto a quella originale.

Il dialogo fuori campo alla fine del film non è presente in lingua originale, ma è stato aggiunto nel doppiaggio italiano.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • A partire dalla 63ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 2006, l'UAAR ha istituito il "Premio Brian", che intende premiare un film che evidenzi ed esalti i valori del laicismo, cioè la razionalità, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la valorizzazione delle individualità, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza le frequenti distinzioni basate sul sesso, sull'identità di genere, sull'orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose.[10]
  • Alla fine del film Eric Idle, originariamente, cantava Always Look On the Bright Side of Life con la sua voce normale, ma più avanti decise di ridoppiarsi cantando con accento cockney.
  • Nel 2011 la BBC ha prodotto un film per la TV (Holy Flying Circus) diretto da Owen Harris che ripresenta le polemiche sul film vissute dal gruppo[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Monty Python speaks! — David Morgan, It Books, 1999.
  2. ^ "La genesi di Brian", documentario contenuto nell'edizione DVD
  3. ^ a b Alessandra Levantesi Knezevic, Brian di Nazareth. Grandiosi Monty Python il loro bersaglio è il fanatismo in La Stampa, 29 marzo 1991, p. 20. URL consultato il 7 giugno 2014.
  4. ^ a b Life of Brian (TV Debate) - YouTube
  5. ^ In varie occasioni tra cui il commento al film nella versione in DVD
  6. ^ Paolo D'Agostini, La dura vita di Brian scambiato per il messia in la Repubblica, 5 aprile 1991. URL consultato il 7 giugno 2014.
  7. ^ (EN) The BFI 100. URL consultato il 18 giugno 2008.
  8. ^ (EN) Life of Brian tops comedy poll, BBC News, 29 settembre 2000. URL consultato il 4 gennaio 2010.
  9. ^ Imdb
  10. ^ http://www.uaar.it/uaar/premio-uaar-venezia/ UAAR
  11. ^ BBC Four - Holy Flying Circus

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Alò, Monty Python - La storia, gli spettacoli, i film, Torino, Lindau, 2006, ISBN 978-88-7180-657-0.
  • Giordano Vintaloro, "Non sono il Messia, lo giuro su Dio!" - Messianismo e modernità in Life of Brian dei Monty Python, Trieste, Battello Stampatore, 2008, ISBN 978-88-87208-44-3.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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