Richard Dawkins

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Richard Dawkins, 2010

Clinton Richard Dawkins (Nairobi, 26 marzo 1941) è un etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Richard Dawkins è nato a Nairobi, in Kenya, il 26 marzo 1941, da una famiglia inglese. Il padre si era trasferito in Africa durante la Seconda guerra mondiale per servire nelle forze alleate. Nel 1949 la famiglia Dawkins tornò in Inghilterra. Dawkins ha studiato all'Università di Oxford, laureandosi nel 1962 in Biologia e svolgendo poi il dottorato di ricerca insieme all'etologo olandese Niko Tinbergen. Trasferitosi negli Stati Uniti, dal 1967 al 1969 è stato assistente nel dipartimento di zoologia della facoltà di Biologia all'Università di Berkeley (California). Nel 1970 è divenuto professore universitario (lecturer) di zoologia all'Università di Oxford.

La rivista Prospect (rivista) lo ha indicato come "il pensatore vivente più importante del mondo"[1].

La sua prima opera di divulgazione scientifica fu Il gene egoista (The Selfish Gene, pubblicato nel 1976 e in seguito rivisto e aggiornato nel 1989). Il grande successo nel settore della divulgazione dei temi della teoria dell'evoluzione lo ha condotto, nel 1995, a diventare titolare della prima cattedra di Public Understanding of Science a Oxford. Dal 1997 divenne anche membro della Royal Society of Literature.

È sposato dal 1992 con Lalla Ward, attrice ed artista, che ha curato le illustrazioni per alcuni suoi libri. I due sono stati presentati da un amico comune, lo scrittore britannico Douglas Adams, molto apprezzato negli ambienti scientifici. Richard Dawkins è impegnato nell'affermazione dei diritti umani: nei suoi libri e nei suoi documentari ha sempre cercato di sensibilizzare il pubblico su tematiche legate alla laicità, alla legalizzazione dell'eutanasia e alla difesa dell'insegnamento scientifico dalle credenze religiose.

Lavoro scientifico[modifica | modifica sorgente]

Il gene egoista (1976)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il gene egoista.

Dawkins è noto al grande pubblico in particolare per l'opera di divulgazione della sua visione dell'evoluzione basata sulla nozione dell'"egoismo del gene", esposta nel suo libro più noto, Il gene egoista. La visione di Dawkins mantiene un impianto complessivo evoluzionista ma identifica nel gene, anziché nell'organismo individuale, il soggetto principale della selezione naturale che conduce il processo evolutivo. Dawkins, infatti, afferma che:

"L'unità fondamentale della selezione, e quindi dell'egoismo, non è né la specie né il gruppo e neppure, in senso stretto, l'individuo, ma il gene, l'unità dell'ereditarietà."[2]

Aggiunge inoltre:

"Hanno sbagliato tutto [si riferisce a studiosi a lui precedenti, n.d.r.] (...) Sono partiti dal presupposto che la cosa più importante dell'evoluzione fosse il bene della specie (o del gruppo) invece che il bene dell'individuo (o del gene)."[3]

L'argomentazione principale di Dawkins non riguarda comunque la confutazione della selezione di gruppo, già rifiutata dalla maggior parte dei biologi al momento della pubblicazione del libro, quanto piuttosto l'introdurre una nuova visuale nella comprensione dell'evoluzione, il punto di vista del gene egoista, invece che dell'individuo egoista.

Dawkins sottolinea comunque che questa interpretazione non deve intendersi come un mutamento radicale di paradigma rispetto al darwinismo classico (che guarda all'individuo come unità di selezione della selezione naturale), ma piuttosto come uno strumento intellettuale che facilita la comprensione e la visualizzazione dei processi evolutivi.

Dawkins precisa che con il termine egoismo non intende affermare che i geni abbiano una volontà propria, ma solo che l'effetto dei geni negli individui che li ospitano è quello di determinare delle strutture fisiche o dei comportamenti che aumentano o diminuiscono la probabilità che il gene si replichi e che aumenti la sua frequenza nella popolazione genetica. La posizione di Dawkins è stata fortemente contestata dagli americani Niles Eldredge e Stephen Jay Gould estensori della teoria degli equilibri punteggiati, ma anche dal genetista Richard Lewontin

Il fenotipo esteso (1982)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il fenotipo esteso.

L'orologiaio cieco (1986)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Analogia_dell'orologiaio#Richard_Dawkins.

Il proposito di Dawkins per questa opera è spiegato nella prefazione:

« Uno dei miei obiettivi è quello di trasmettere almeno in parte la mia meraviglia dinanzi alla complessità biologica a quegli occhi che sono sempre rimasti chiusi dinanzi ad essa. Ma, una volta magnificato il mistero, l'altro mio obiettivo è quello di eliminarlo e di spiegarne la soluzione. »
(Richard Dawkins, L'orologiaio cieco)

Dawkins intende mostrare l'evoluzione come alternativa intellettualmente economica rispetto al disegno intelligente.

« La selezione naturale è l'orologiaio cieco, cieco perché non vede dinanzi a sé, non pianifica conseguenze, non ha in vista alcun fine. Eppure, i risultati viventi della selezione naturale ci danno un'impressione molto efficace dell'esistenza di un disegno intenzionale di un maestro orologiaio; che alla base della complessità della natura vivente ci sia un disegno intenzionale, è però solo un'illusione. »
(Richard Dawkins, L'orologiaio cieco)

Il fiume della vita (1995)[modifica | modifica sorgente]

Il sottotitolo dell'edizione italiana recita Cos'è l'evoluzione?. Dawkins si propone infatti di far conoscere al lettore i vari aspetti della teoria evolutiva. Mostrando come l'ipotesi di un disegno intelligente sia incompatibile con le evidenze scientifiche.

« Un buon modo per rappresentare efficacemente il nostro compito è immaginare che le creature viventi siano opera di un Artefice divino e tentare, applicando la progettazione inversa, di comprendere che cosa l'Artefice abbia voluto massimizzare. Qual era la funzione di utilità di Dio?

Il ghepardo indica in ogni dettaglio di essere stato superbamente progettato per qualche scopo, e dovrebbe essere abbastanza facile studiarlo applicando la progettazione inversa per comprendere la sua funzione di utilità. Il ghepardo sembra fatto apposta per uccidere la gazzella. I denti, gli artigli, gli occhi, il naso, la muscolatura degli arti, la colonna vertebrale e il cervello di questo predatore sono tutti come potremmo aspettarci se lo scopo di Dio nel progettarlo fosse stato quello di massimizzare le morti tra le gazzelle. Ma se applichiamo la progettazione inversa allo studio della gazzella troviamo evidenze ugualmente impressionanti dello scopo diametralmente opposto: la sopravvivenza delle gazzelle e la morte dei ghepardi per fame. È come se il ghepardo fosse stato progettato da una divinità e la gazzella da una divinità rivale. In alternativa, se vi è un solo Creatore che ha fatto la tigre e l'agnello, il ghepardo e la gazzella, qual è il Suo gioco? È un sadico che si diverte ad assistere a spettacoli cruenti? Cerca di scongiurare la sovrappopolazione tra i mammiferi africani? Oppure ha interesse a mantenere alta l'audience dei documentari naturalistici di David Attenborough? Tutte queste supposizioni sono funzioni di utilità del tutto plausibili. All'atto pratico, ovviamente, sono del tutto false. »

(Richard Dawkins, Il fiume della vita)

Dawkins e la filosofia[modifica | modifica sorgente]

La consapevolezza che il gene agisca in ogni modo possibile al fine della propria sopravvivenza, anche conducendo l'uomo a divenire un "veicolo", o meglio "macchine da sopravvivenza, robot semoventi programmati ciecamente per conservare quelle molecole egoiste note col nome di geni" (Parole di Dawkins, usate nell'introduzione del 1976 all'op.cit.), porta Dawkins alla conclusione di carattere etico-esistenziale secondo cui "sia l'egoismo che l'altruismo si spiegano attraverso la legge fondamentale (...) del gene egoista (Dall'op. cit. cap. I "Perché esiste la gente?" pag.9). Nonostante quest'affermazione, egli evidenzia come il suo intento non sia quello di far propaganda a una moralità basata unicamente sulla legge del gene, ma offrire oltre una chiave di lettura dell'evoluzionismo, una del mondo e dell'uomo, conscio che la "filosofia e le materie così dette "umanistiche" vengono ancora insegnate come se Darwin non fosse mai esistito..." (Dall'op.cit. cap.1 "Perché esiste la gente?" pg.3) Le affermazioni di Dawkins hanno dato vita a discussioni, molte delle quali tuttora aperte. Tra i più noti "avversari" (ma sempre nel campo del darwinismo) di Dawkins, Stephen Jay Gould.

Come Lewis Wolpert è ateo, ma a differenza di quest'ultimo non elogia la religione come mezzo per alleviare le sofferenze, ma ne propone l'abolizione.[4]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Dawkins è dichiaratamente ateo, membro onorario della National Secular Society,[5] vicepresidente della British Humanist Association e illustre sostenitore della Humanist Society of Scotland. Nell'articolo i Virus della mente (dal quale è nato il termine ammalato di fede), suggerisce che la teoria dei memi può spiegare il fenomeno della religione e di alcune caratteristiche comuni in molte religioni, quale l'idea che i non credenti saranno puniti. Nel libro L'illusione di Dio propone numerose ipotesi evoluzionistiche che potrebbero aver portato alle credenze religiose; una delle ipotesi più acclarate è quella che vede la religione come un prodotto indiretto di un maggior sviluppo cognitivo. Non sarebbe quindi corretto pensare ad una zona cerebrale creata ad Hoc per ospitare "Dio". Nel 2003, l'Atheist Alliance International ha istituito il Richard Dawkins Award in suo onore.

Dawkins afferma che il proprio ateismo è la logica estensione della sua comprensione dell'evoluzione[6] e che la religione è incompatibile con la scienza.[7] Nell'L'Orologiaio Cieco, del 1986, Dawkins ha affermato:

« Un ateo prima di Darwin avrebbe potuto dire, seguendo Hume: "Io non ho alcuna spiegazione per il complesso disegno biologico. Tutto ciò che so è che Dio non è una buona spiegazione, cosicché dobbiamo attendere e sperare che qualcuno ne trovi una migliore." Io non posso fare a meno di pensare che una tale posizione, per quanto logicamente sana, non potesse essere soddisfacente e che, per quanto l'ateismo possa essere stato logicamente sostenibile prima di Darwin, soltanto Darwin abbia creato la possibilità di adottare un punto di vista ateo con piena soddisfazione intellettuale.[8] »

Dawkins è anche uno dei più noti esponenti del movimento Brights, che promuove una visione del mondo e un'etica naturalistica, priva di elementi sovrannaturali e mistici.

Nel 2006 ha pubblicato il libro L'illusione di Dio (The God Delusion) che ha suscitato accese discussioni per le radicali prese di posizione contro le religioni e che lo hanno reso uno dei libri più letti nel periodo a cavallo tra il 2006 e il 2007[9][10].

Nel 2012, in un pubblico dibattito con l’Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, Primate della Chiesa anglicana, gli è stata attribuita l'affermazione di considerarsi agnostico piuttosto che del tutto ateo[11]. Viceversa, ha confermato quanto da lui precedentemente espresso nel suo "L'illusione di Dio", ossia di considerarsi un ateo de facto.[12]

Premi[modifica | modifica sorgente]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

Lista parziale di articoli[modifica | modifica sorgente]

  • Il gioco dell’evoluzione, in Sfera n. 4 (1989)
  • Il paese dei Biomorfi, in Sfera n. 4 (1989)
  • Principe: ci ripensi, in Scienza e Paranormale n. 32, (luglio/agosto 2000)[13]
  • La natura: un universo di indifferenza,[14] in Le Scienze n. 329 (gennaio 1996)
  • Lamento funebre per Douglas Adams, in Il salmone del dubbio (maggio 2004)
  • Un grande scienziato spiega che cosa è stata la conquista darwiniana,[15] in La Repubblica del 1º maggio 2004
  • Perché quasi certamente Dio non esiste,[16] in MicroMega (febbraio 2007)

Libri critici su Richard Dawkins[modifica | modifica sorgente]

  • Alister McGrath e Johanna Collicutt McGrath, L'illusione di Dawkins, il fondamentalismo ateo e la negazione del divino, titolo originale : The Dawkins Delusion. Atheist fundamentalism and the denial of the divine, Londra 2007. Ed. Ital.: Alfa & Omega Edizioni, Caltanissetta, 2007, ISBN 978-88-88747-71-2

Documentari[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Messaggero, 01/05/2013, The guardian, 25/04/2013
  2. ^ Il gene egoista, cap. 1 "Perché esiste la gente?", pg. 13-14, ed. Mondadori - Oscar Saggi
  3. ^ Il gene egoista, cap.1 "Perché esiste la gente?", pg. 4
  4. ^ Atoms and Eden - Salon.com
  5. ^ Our Honorary Associates, National Secular Society, 2005. URL consultato il April 21 2007.
  6. ^ Sheahen, Laura, The Problem with God: Interview with Richard Dawkins (2), Beliefnet.com, ottobre 2005. URL consultato l'11 aprile 2008.
  7. ^ Interview with Richard Dawkins, PBS. URL consultato il 12 aprile 2008.
  8. ^ Richard Dawkins, The Blind Watchmaker, New York, Norton, 1986, p. 6, ISBN 0-393-31570-3.
  9. ^ (EN) Hardcover Nonfiction - New York Times - dicembre 2006
  10. ^ (EN) Hardcover Nonfiction - New York Times - aprile 2007
  11. ^ Dal Daily Mail
  12. ^ Avvenire: “Dawkins ci ripensa”. Ma è una bufala - UAAR Ultimissime
  13. ^ Principe: ci ripensi sul sito del CICAP
  14. ^ Scienza & Divulgazione La natura: un universo di indifferenza
  15. ^ maggio 2004 - Repubblica.it
  16. ^ Eroici Furori - Perché quasi certamente Dio non esiste
  17. ^ Staff, BBC Educational and Documentary: Blind Watchmaker, BBC. URL consultato il 2 dicembre 2008.
  18. ^ Sex, Death and the Meaning of Life, Channel 4. URL consultato il 16 ottobre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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