16:9

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Il rapporto d'aspetto 16:9 nasce agli inizio degli anni ottanta, ad opera di Kerns Powers, della SMPTE, il cui scopo era la realizzazione di un formato proprio dell'alta definizione il quale potesse essere "contenitore" di tutti gli altri formati cinematografici, dal 4:3 al 2.35:1.

Indice

[modifica] Il 16/9

Il rapporto 16:9 è alla base dell'alta definizione (HDTV), ma è di diffusione sempre maggiore anche nella SDTV. Tutti gli standard relativi all'alta definizione prevedono l'uso di immagini in questo formato. Il tv 16:9 viene definito anche widescreen. Il 16:9 corrisponde ad un formato più largo del formato televisivo/cinematografico 4:3, detenendo il 33% in più di visione rispetto a quest'ultimo, se si tiene costante l'altezza dello schermo. Secondo alcuni autori, il 16:9 è il formato che più si avvicina alla visione dell'occhio umano.

Immagine in 4:3 (1.33:1)
Immagine in 16:9 (1.78:1).

Le due immagini sopra offrono una comparazione tra i formati 4:3 e 16:9. In questo caso l'immagine in 16:9 trae beneficio dalla maggiore area a disposizione. Si notino in particolare gli oggetti a sinistra del lampione e le sedie con i tavoli a destra, non visualizzati nella versione 4:3.
Le due immagini sono mostrate in modo che le rispettive aree siano equivalenti. Comparare due formati sulla base delle dimensioni orizzontali o verticali, infatti, può dare una falsa impressione di superiorità di uno rispetto all'altro.

[modifica] Storia e origine del 16:9

Progetto di Kerns H. Power per il 16:9

Con uno schizzo di matita su un foglio di carta furono delineati i vari formati e cercato di stabilire il formato "centrale" o "contenitore". Ne risultò il 16:9.

[modifica] Il 16:9 in Europa

L'Unione Europea ha da sempre sostenuto il formato 16:9, dapprima con la creazione di un sistema HDTV europeo da contrastare a quello inventato agli inizi degli anni '70 dalla NHK (il quale prevedeva una risoluzione a 1125linee, scansione 60hz interlacciata e, inizialmente, un'aspect ratio 5:3, o 1.66:1 - 1125/60i/5:3) e ulteriormente migliorata dalla SMPTE con minore banda e aspect ratio 16:9, o 5.33:3 (1125/60i/16:9), denominato MUSE.

Il formato europeo per l'Alta definizione aveva una risoluzione a 1250 linee, scansione interlacciata a 50hz e rapporto d'aspetto 16:9 (1250/50i/16:9).

I due sistemi HDTV furono entrambi utilizzati in occasione dei Mondiali di calcio Italia 1990 e trasmessi attraverso il satellite Olympus a 8 diversi teatri italiani e in Spagna. I Giochi della XXV Olimpiade di Barcellona ed i XVI Giochi olimpici invernali di Albertville nel 1992 hanno visto lo sviluppo dell'HDTV europea nella diffusione di contenuti a livello mondiale.

Per aumentare la diffusione del 16:9 e dell'alta definizione in Europa, l'UE, avvia, con una direttiva, il 16:9 Action Plan, un Piano D'Azione per lo sviluppo del formato panoramico, con un investimento di 405 milioni di ECU dal 1993 al 1997. In Italia, i beneficiari furono la RAI, Tele+ (ora SKY), Il Gruppo Cecchi Gori e varie emittenti private. La Mediaset, pensando a proporre quello che per lei era definito "di qualità sociale", rinuciò a ricevere i fondi del piano.

Però le problematiche relative all'alta definizione in Europa e altrove erano la complessità dei mezzi di comunicazione e i costi esorbitanti del progetto, unito alla difficoltà di relativa penetrazione nel mercato. Il progetto HDTv fu poi abbandonato per poi lasciare spazio al progetto americano proposto dal consorzio ATSC.

Intanto nel 1982, negli USA, Un comitato congiunto, formato da Electronic Industries Alliance (EIA), Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE), NAB, NCTA e SMPTE, crea l'Advanced Television System Committee (ATSC), organizzazione volontaria e non-profit per lo sviluppo di un sistema avanzato TV. Nel 1987 La Federal Communications Commission (FCC), numerose università e gruppi di ricerca individuano 23 possibili sistemi HDTV. Nel 1993 il FCC Advisory Committee decide di prendere in considerazione solo sistemi digitali di HDTV, sollecitando le 4 ditte proponenti a riunirsi in una Digital HDTV Grand Alliance. Nel 1995 La "Grand Alliance" propone un HDTV "advanced television terrestrial broadcasting system" come concordato fra i membri. Tale proposta è trasformata dalla ATSC nella norma A/53 per uno standard digitale che prevede: sistemi HDTV (1080 x 1920, 720 x 1280 active line/active samples-per-line) e sistemi SDTV (TV a definizione standard 480 x 720 ). Nel 1996 la SMPTE sancisce ed emette gli standard: SMPTE 274M - norme 1080/50i/16:9 (Eu) e 1080/60i/16:9 (USA)- e SMPTE 296M - norme 720/50p/16:9 (Eu) e 720/60p/16:9 (USA). L'anno successivo la FCC decide di assegnare alla trasmissione digitale terrestre TV (DTTV) i cosiddetti "taboo channels" adiacenti ai canali già usati e lasciati liberi per evitare interferenze fra di essi. Oltre alla A/53 vengono emesse altre norme per la televisione satellitare direct-to-home (A/81), per la trasmissione dati (A/90), per la compressione audio AC3 (A/52), ecc. Nel mese di novembre 1998 hanno inizio le prime trasmissioni DTV comprendenti HDTV e SDTV secondo un calendario stabilito dalla FCC.

Per l'Europa è del 2003 la nascita dell'idea di un Digital Cinema (DC), vero "cavallo di Troia" per il mondo cinematografico con la proposta di 24 fps (in luogo dei 50hz o 60hz della TV), costituisce anche una forte sferzata per il mondo televisivo e produttivo. I broadcaster europei prendono coscienza che il DC offre importanti opportunità e in particolare di poter disporre di un "common format" in DC con cui creare prodotti top destinati ad una lunga vita (fiction, documentari, ecc.) per i quali la conservazione è ancora oggi affidata alla pellicola 35mm, ma anche di poter disporre di una "scalabilità di formato", potendosi ricavare dal master in DC copie destinate ai mercati con minore definizione (SDTV, DVD, VHS, ecc.).

Nel 2006 sono partite a ritmo pieno in tutta Europa trasmissioni in HDTV (1080/50i/16:9). Il primo canale europeo in HD venne alla luce nel 2004 sotto il nome di Euro 1080[1], da cui avvenne, nel corso del 2005, la scissione in 3 canali distinti: HD1, HD2 e HD5. L'HDTV ha come formato standard di immagine il 16:9. Rispetto al sistema a definizione standard che, secondo le specifiche europee PAL, ha una risoluzione verticale di 576 pixel, l'HDTV detiene, secondo le due specifiche, una risoluzione minima di 720 pixel e una massima di 1080 pixel. In Italia, L'HDTV è distribuita, per ora, da SKY, tramite l'offerta SKY HD e da Mediaset, quest'ultima attraverso il Digitale Terrestre. La Tv pubblica RAI ha trasmesso i giochi olimpici invernali di Torino 2006 in HDTV via satellite e, in via sperimentale, sulle frequenze terrestri nei dintorni di Torino a circuito chiuso, visibile solo in luoghi pubblici.

[modifica] La distribuzione del 16:9 in Italia

In Italia, i canali televisivi che trasmettono in 16:9 sono:

[modifica] Via satellite

[modifica] Canali digitali a pagamento

[modifica] Canali digitali in chiaro

  • LUXE.TV canale FTA dedicato al lusso, disponibile in 16:9 (canale SKY 480 - Hotbird 12.692 MHz) e in 16:9 HD

[modifica] Digitale terrestre in Italia

[modifica] Canali digitali a pagamento

  • Mediaset Premium, tutta l'offerta pay è trasmesa in 16:9 anamorfico, sebbene alcuni programmi "datati" vengano trasmessi in formato letterbox.
  • Dahlia TV, tutta l'offerta pay dell'ex La7 Cartapiù.

[modifica] Canali digitali in chiaro

Al momento solo per Rai Sport Più, trasmesso sul Mux B della Rai e BBC World News, trasmesso nel multiplex Mediaset 2, la totalità della programmazione è in 16:9. Il canale all-sport, visibile in chiaro anche via satellite, dopo aver trasmesso in 16:9 solo alcuni sporadici eventi (il Giro d'Italia 2008, le repliche di Euro 2008, alcune gare delle Olimpiadi di Pechino 2008), dal 18 marzo 2009, trasmette esclusivamente in formato 16:9 (in presenza di trasmissioni con fonte nativa 4:3 l'emissione è in formato pillarbox).

I canali RAI e Mediaset trasmettono in formato anamorfico widescreen, ovvero il tradizionale 16:9, solo alcune trasmissioni. I due network modificheranno lo standard di ricezione dei materiali pubblicitari trasmessi sulle proprie reti televisive passando dall'attuale formato 4:3 al 16:9, per gli spot in onda a partire dal 1 Novembre 2009.

I canali ed alcune delle trasmissioni, esclusivamente in digitale terrestre, trasmesse in 16:9 a partire da giugno 2008 sono:

Questa lista è soggetta a frequenti variazioni e potrebbe non essere aggiornata.
  • Su Canale 5 il primo evento trasmesso in 16:9 è stato il film Ricordati di me, il 12 maggio 2009. In seguito sono state trasmesse in tale formato le fiction Non smettere di sognare e La scelta di Laura e numerosi film in prima e seconda serata.
  • Su Italia 1, il telefilm Smallville è stato in assoluto la prima trasmissione Mediaset in formato 16:9 anamorfico in data 9 aprile. Sulla stessa rete vengono trasmessi in 16:9 numerosi film, telefilm e cartoni animati (come i Gormiti), oltre alla trasmissione sportiva Studio sport, al concerto di Biagio Antonacci (2 giugno 2009) e quello di Luciano Ligabue (6 luglio 2009), ai Wind Music Awards (nel mese di giugno 2009) e all'intera stagione 2009 del Motomondiale.
  • Su Rete 4 le trasmissioni in 16:9 sono iniziate il 13 maggio 2009 con il film AI - Intelligenza Artificiale e proseguite con molti altri film. Sulla base di quanto accaduto sulla tv pubblica tedesca, la rete trasmette in tale formato anche le puntate di Tempesta d'amore da giugno 2009.
  • Su IRIS da febbraio 2009 parte della programmazione va in onda nel nuovo formato.

[modifica] Il formato 16:9 in Italia

Un primo tentativo sperimentale ci fu nel 1996 con una diretta dalla Scala del Macbeth diretto da Riccardo Muti: in quell'occasione la trasmissione fu in PALplus sull'analogico, mentre in 16:9 anamorfico sul digitale satellitare.

Nel 1998, in occasione dei Mondiali di calcio 1998 in Francia, la RAI mise in onda il canale RAI widescreen, per la diretta in 16:9 dell'evento. Il canale in questione continuò a trasmettere format TV vari fino alla sua chiusura, all'inizio del 1999.

Nel frattempo, l'allora TELE+ mise in onda il canale TELE+ 16:9 con audio stereo.

Dalla fine degli anni '90, sono incominciate trasmissioni TV in standard PALplus (o P+), variante del sistema PAL per il 16:9.

Dal 2008, tutti i canali Sky Cinema sono in 16:9. Per il 2009 è previsto il cambio del formato di tutti i canali di Sky Sport.

In Italia si assiste da alcuni anni ad una considerazione errata del formato largo, del suo uso, delle sue applicazioni e, in special modo, di come viene considerato tale.

Mauro Vergari dell' Adiconsum ha denunciato in un video[1] del novembre 2007 il problema del 16:9 in Italia, attuando come proposta la possibilità, in base alla finanziaria del 2008, che almeno i canali tv più importanti trasmettano in 16:9.

In ogni caso, sino alla definitiva transizione al digitale dei canali analogici non sarà possibile, a causa di mancanza di banda, trasmettere in alta definizione (che tra l'altro non sarebbe gestibile dagli attuali decoder).

Da questo punto di vista c'è ancora molto da fare ed un primo passo potrebbe essere che tutte le emittenti inviassero un segnale 16/9 anamorfico a definizione standard, in maniera simile a quanto progressivamente attuato dalle reti RAI e Mediaset. I principali ostacoli alla diffusione risultano essere la forte diffusione di materiale realizzato in 4:3, la presenza di equipaggiamenti broadcast predisposti per il 4:3 e della rete di trasmissione analogica terrestre.

[modifica] Formato equivalente 4:3

Per chi possiede un televisore 4:3 di grosse dimensioni (29 pollici in su), l'acquisto di un 32 pollici 16:9 potrebbe risultare non sufficiente a sostituire ad esempio un 29 pollici, poichè l'immagine, per via del diverso formato televisivo, potrebbe risultare più piccola. La formula per calcolare quanti pollici deve avere un 16:9 per contenere un ideale 4:3 è la seguente:

\sqrt{diag(16:9)}= (diag(4:3)) * \frac{25}{21} .

[modifica] Note

  1. ^ Video Adiconsum

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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