Susa (Tunisia)

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Susa
municipalità
سوسة
Susa – Stemma Susa – Bandiera
Susa – Veduta
Dati amministrativi
Stato Tunisia Tunisia
Governatorato Susa
Delegazione Sousse Jawhara
Sousse Médina
Sousse Riadh
Sousse Sidi Abdelhamid
Sindaco Hédi Ayache
Territorio
Coordinate 35°49′33.6″N 10°38′24″E / 35.826°N 10.64°E35.826; 10.64 (Susa)Coordinate: 35°49′33.6″N 10°38′24″E / 35.826°N 10.64°E35.826; 10.64 (Susa)
Superficie 45 km²
Abitanti 173 047 (2004)
Densità 3 845,49 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 4000
Fuso orario UTC+1
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Tunisia
Susa
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Medina di Susa
(EN) Medina of Sousse
Sousse Grosse Moschee.JPG
Tipo Culturali
Criterio (iii) (iv) (v)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1988
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Susa (arabo: سوسة, Sūsa; francese: Sousse) è una città di 173.000 abitanti della Tunisia, capoluogo del governatorato omonimo e terza del paese per popolazione (dopo Tunisi e Sfax), nonché uno dei suoi poli turistici più importanti. Nel 1988 la sua medina è stata inserita tra i Patrimoni dell'umanità dall'UNESCO.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondata dai Fenici di Tiro nel IX secolo a.C. col nome di Hadrumete, rimase indipendente ed autonoma per vari secoli. Cadde nella sfera di influenza cartaginese probabilmente nel VI secolo a.C., rimanendo coinvolta nei conflitti della città punica. Fu saccheggiata dal siracusano Agatocle nel 310 a.C.

Durante la terza guerra punica fu conquistata dai romani, che la chiamarono Hadrumetum e la ridussero in colonia, capoluogo della provincia africana. Nel III secolo a.C. divenne capitale della provincia di Bizacena.

Rasa al suolo dai Vandali nel V secolo, la città ebbe il nuovo nome di Iustinianopolis nel periodo di dominio bizantino e rinacque con gli Aghlabidi con il nome di Sūsa nel VII secolo, riscoprendo tutta la sua importanza di centro strategico e nevralgico di scambi. Dal suo porto partì nell'827 la spedizione arabo-berbera, guidata dal qādī Asad b. al-Furāt, che approdò in Sicilia, strappata dopo alcuni decenni di duri combattimenti ai Bizantini per diventare parte (per poco meno di due secoli e mezzo) dei domini musulmani (cosiddetta dār al-Islām).

Considerata la perla del Sahel - il celebre litorale tunisino - la città è diventata negli anni settanta capoluogo dell'omonima wilāya (governatorato), toccando da un punto di visto demografico la cifra di circa 135.000 abitanti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Museo Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Il suo Museo, protetto da bastioni, secondo in Tunisia per importanza solo dopo il Bardo, conserva gelosamente autentici capolavori che testimoniano un passato maestoso.

Grande Moschea[modifica | modifica sorgente]

La sua grande moschea, costruita rimpiazzando una qal‘a (fortezza) ed il suo ribāt (caposaldo affidato alle cure di devoti musulmani incaricati di sorvegliare il territorio, intendendo questa funzione come un vero e proprio jihād), rivelano l'importanza che gli Aghlabidi accordarono alla città.

Chiesa di San Felice[modifica | modifica sorgente]

L'unica chiesa cristiana della città è dedicata a san Felice, costruita nel 1913: precedentemente una cappella omonima era presente all'interno dell'antica medina, ma con la seconda guerra mondiale venne distrutta e cadde in abbandono. Dal 1964, grazie alla convenzione bilaterale Modus Vivendi fra le autorità vaticana e tunisina, la chiesa è affidata alla comunità cattolica locale. Il suo stile si riferisce a quello romanico, anche se diverse decorazioni interne riprendono numerosi elementi tipici della chiese paleocristiane, in ricordo delle celebri catacombe cittadine, note per la raffigurazione di un Buon Pastore.

Il porto e la medina[modifica | modifica sorgente]

Il suo porto e la sua medina (parte antica e centrale d'un centro abitato in ambiente islamico) attestano l'incessante attività, trasformandosi oggi in importanti testimonianze turistiche.

Persone legate a Susa[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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