Gerba

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Djerba
Jerba
Djerba, Guettayas, Jiliji, Boughrara.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Golfo di Gabès
(Mar Mediterraneo)
Coordinate 33°48′00″N 10°51′00″E / 33.8°N 10.85°E33.8; 10.85Coordinate: 33°48′00″N 10°51′00″E / 33.8°N 10.85°E33.8; 10.85
Superficie 514 km²
Sviluppo costiero 150 km
Classificazione geologica Isola continentale
Geografia politica
Stato Tunisia Tunisia
Centro principale Houmt Souk
Demografia
Abitanti 139 517 (2004)
Densità 271,43 ab./km²
Cartografia
Mappa di localizzazione: Tunisia
Djerba

[senza fonte]

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Djerba (in arabo: جزيرة جربة, Jazirat Jarba, o Jerba, Jarbah o Girba; berbero e arabo dialettale: Jerba [ʒərba]) (si pronuncia Gerba) è la più grande isola del Nordafrica (514 km²), situata nel golfo di Gabès di fronte alle coste della Tunisia. Il clima è temperato e il suolo ben coltivato. Il suo capoluogo è la cittadina di Houmt Souk, che ha circa 65.000 abitanti.

Agli inizi del XX secolo, l'isola di Djerba aveva 40.000 abitanti, tra cui diverse centinaia di Maltesi cattolici, che si guadagnavano da vivere con la pesca delle spugne.

È una delle poche località della Tunisia in cui ancora si parli il berbero (nel villaggio di Guellala [berb. Iqellalen] e, parzialmente, in quelli vicini di Sedouikech [berb. Azdyush] e di Adjim).

L'isola è nota per essere un centro della setta kharigita ibadita della religione islamica, ed è anche nota per la sua minoranza ebraica, che abita sull'isola da secoli (o addirittura da millenni), anche se la sua popolazione si è andata molto riducendo dalla metà del XX secolo. La Ghriba è una delle sinagoghe più antiche e famose del mondo.

Djerba è una destinazione turistica, soprattutto per turisti francesi, tedeschi e italiani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo delle tradizionali arti berbere di Djerba è situato a 152 m s.l.m., il punto più elevato dell'isola.
Resti di un ponte-diga romano
Faro a Djerba.
Panorama di Djerba dalla collina del museo.

Nell'antichità l'isola era conosciuta col nome Meninx, o anche Lotophagitis, dal momento che molti identificavano con essa l'Isola dei Lotofagi in cui era approdato Ulisse nei suoi viaggi. In essa si trovavano tre città principali: Meninx, Tipasa e Girba. Da quest'ultima le venne il suo nome attuale. Secondo lo storico Sesto Aurelio Vittore, fu in quest'isola che, nel 251, vennero proclamati imperatori romani Treboniano Gallo e suo figlio Volusiano (in insula Meninge, quae nunc Girba dicitur)[1].

Si conoscono almeno due vescovi di Djerba, Monnulus e Vincentius, che parteciparono ai Concili di Cartagine del 255 e del 525 (Toulotte, Géographie de l'Afrique chrétienne Proconsulaire, Parigi 1892, pp. 353 e 380). Nel VII secolo la ritroviamo con l'ulteriore denominazione di Terepiton, forma corrotta di Gergiton o Gerbiton (Byzant. Zeitschrift, II, 1893, 26, 31).

Durante il Medioevo, i cristiani di Sicilia e di Aragona contesero agli Arabi il suo possesso.

Per tre volte l'isola si trovò sotto il controllo del regno di Sicilia dall'epoca normanna a quella aragonese:

  • 1135 - 1158
  • 1284 - 1333
  • 1388 - 1392
in questa occasione venne trasformata in una signoria feudale, con i seguenti signori di Djerba:
  • 1284 - 1305 Ruggero di Lauria,
  • 1305 - 1307 e 1307 - 1310 Ruggero II (due volte),
  • 1310 Carlo,
  • 1310 Francesco-Ruggero III;
vi furono anche dei governatori, che in parte si aggiunsero titoli di signoria:

Nel 1513, dopo tre anni di esilio a Roma, la famiglia Fregoso fece ritorno a Genova. Ottaviano Fregoso venne eletto Doge e suo fratello Federigo (arcivescovo, poi cardinale), divenuto consigliere capo, prese il comando dell'esercito e difese la repubblica contro i pericoli interni (rivolta degli Adorno e dei Fieschi) e contro quelli esterni, in particolare l'eliminazione dei corsari barbareschi: Curtogoli, un corsaro turco che era basato a Tunisi, assediava la costa con una squadra navale, e nel giro di pochi giorni aveva catturato diciotto mercanti; assunto il comando della flotta genovese, in cui prestava servizio Andrea Doria, Federigo sorprese Curtogoli davanti a Biserta, effettuò un raid sull'isola di Gerba e fece ritorno a Genova con un immenso bottino.

Djerba fu anche occupata due volte dalla Spagna: 1521-1524 e 1551-31 luglio 1560; di nuovo vi furono dei governatori: 1521 - 1524..., 1560 Gian Andrea. Nel 1560 ebbe luogo nelle sue acque la battaglia di Gerba.

Nel 1524 circa, il corsaro Khayr al-Din, detto "Barbarossa" (che già aveva operato a Gerba col fratello Aruj Reis) fece di Djerba il suo arsenale dopo averla conquistata. Lo stesso fece poi anche Dragut.

Da allora Gerba fece parte della reggenza di Tunisi, anche quando essa si trasformò in un protettorato francese, e finalmente nell'attuale repubblica tunisina.

Nel 1560 il corsaro Dragut sorprese la flotta spagnola, che perse trenta navi e 5.000 uomini. La guarnigione fu messa a morte, e con le ossa e i teschi degli uccisi i Turchi costruirono una piramide detta Borj al-Ruʾūs, la 'torre delle teste', che rimase sul luogo fino alla metà del XIX secolo, quando le ossa vennero trasferite nel cimitero cristiano di Houmt-Souk.

Djerba è tuttora una sede titolare cattolica nella provincia di Tripoli d'Africa.

Contro la sinagoga di Djerba, l'11 aprile 2002, fu fatto esplodere un camion carico di esplosivo, uccidendo 21 persone (di cui 14 erano turisti tedeschi) e ferendone molte altre. Nel giugno dello stesso anno l'attentato venne rivendicato da al-Qa'ida.

Infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Djerba è servita dall'aeroporto di Djerba-Zarzis, che si trova a 9 km dalla città. Le compagnie low cost utilizzano questo aeroporto per voli nazionali, internazionali e intercontinentali (e.g. Air Berlin, Condor Flugdienst, Transavia). I servizi aeroportuali comprendono un ufficio di cambio, diversi autonoleggi, taxi, parcheggio con 650 posti, mezzi pubblici da e per l'aeroporto.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Epitome de Caesaribus, 30-31.
  2. ^ Aeroporto di Gerba (Codice IATA: DJE)

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