Fieschi
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Il simbolo araldico dei Fieschi |
La famiglia Fieschi è stata una delle maggiori famiglie genovesi.
Di antica origine, discendenti dei Conti di Lavagna che avevano iniziato ad ingrandire i loro feudi all'interno della Marca Obertenga nell'XI secolo, i Fieschi furono una delle quattro famiglie di nobiltà feudale più importanti della Repubblica di Genova, guelfi come i Grimaldi, e i ghibellini Spinola ed i Doria. Originari dell'entroterra di Levante, avevano il loro centro feudale nella zona della val Fontanabuona. Qui dove era il centro del loro potere infatti venne eretta la Basilica dei Fieschi a Cogorno alla metà del XIII secolo.
Arricchitasi con la mercatura, la finanza, e l'acquisto di terre, questa famiglia si divise in numerosi rami. Fu tradizionalmente di parte Guelfa, legata con un filo diretto al papato, tanto da riuscire a confermare anche due pontefici provenienti da essa, Innocenzo IV e Adriano V, famosi antagonisti della parte ghibellino-imperiale di Federico II di Svevia.
Indice |
[modifica] Il ruolo dei Fieschi nella formazione del tessuto edilizio medioevale della città
La sistemazione della città medievale era strutturata in base alla disposizione dei veri abitati dei clan familiari che si organizzavano in vari centri di potere, spesso in lotta tra di loro.
In questa collocazione strategico-urbana i Fieschi concentrarono i loro palazzi a cominciare dalla zone di Sarzano procedendo verso Levante. Altri palazzi fliscani, inizialmente posti nella zona di Serravalle (tra San Matteo e San Lorenzo) vennero ceduti, come quelli presso al borghetto della famiglia Doria di San Matteo che vennero in parte venduti al Comune per edificarvi il Palazzo Ducale di Genova. Soprattutto nella iniziale formazione del Sestiere di Portoria e della vicina parte di San Vincenzo sul Bisagno assume importanza il ruolo dei Fieschi.
L'antica chiesa di Santo Stefano in Genova era a loro legata, e fu questa che come parrocchia dai secoli XII-XIII sistemò il tessuto urbanistico della valletta del torrente Rivotorbido chiamando dalle vallate della val Fontanabuona molti artigiani della Lana (da cui il nome di Borgo Lanaiuoli per la via che costituiva l'asse di questo abitato. La concentrazione dei loro palazzi era poco oltre, in Carignano, presso la trecentesca chiesa di Santa Maria in Via Lata.
Santa Maria in Via Lata venne eretta dal 1336, per lascito testamentario del cardinale Luca Fieschi, accanto alle case della loro famiglia. Al loro patrocinio è legata anche la fondazione della vicina Santa Maria dei Servi, allora nella omonima via, nella valletta del Rivotorbido in Borgo Lanaiuoli. Importante era soprattutto il loro grande palazzo accanto alla chiesa di Via Lata, splendida costruzione che nel 1502 aveva ospitato Luigi XII di Francia.
[modifica] Il ruolo dei Fieschi nella vita politica cittadina
| La congiura dei Fieschi | ||||
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La famiglia dei Fieschi cadde in grave disgrazia a causa della fallita congiura di Gian Luigi Fieschi "il Giovane" (1547) ai danni di Andrea Doria, con il quale era pure imparentato tramite la moglie. Gian Luigi "il Giovane", a capo del partito filofrancese, aveva riacceso la lotta con il partito spagnolo, sostenuto dai Doria. Presentandosi come un novello Bruto, come un vendicatore austero delle libertà repubblicane contro le usurpazioni del tiranno, dopo aver occupato le porte e la darsena, stava per impossessarsi di una galea dei Doria, quando, improvvisamente scivolò in mare da una passerella, e annegò soprattutto per il peso dell'armatura.[1]. Nel tumulto fu ucciso anche Giannettino Doria, nipote ed erede designato di Andrea Doria, per cui le sorti dell'insurrezione sembravano favorevoli agli insorti; invece i Fieschi, disorientati, si diedero alla fuga. Da allora la famiglia perse gran parte dell'importanza politica a Genova. Ai Fieschi, perseguitati duramente, vennero in tale occasione sequestrati i beni e molti di loro dovettero abbandonare la città, rifugiandosi per lo più in Francia.
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Intervennero sempre nelle questioni interne della città, come nelle lotte tra fazioni, sempre dalla parte guelfa, pur nel complesso gioco delle alleanze, ad esempio collegandosi ai ghibellini Doria tramite il matrimonio organizzato da Branca Doria tra il figlio di quest'ultimo, Bernabò, ed Eleonora Fieschi od agli ancora più ghibellini Duchi di Milano con il matrimonio tra Luchino Visconti e Isabella Fieschi, concluso con l'avventurosa fuga della moglie e la morte del marito. Legato al loro casato era in genere il vescovo genovese, il cui palazzo, l'edificio che era stato a suo tempo il castello di Sarzano, dominava le loro case minori attorno all'attuale vico Vegetti.
[modifica] Le politiche matrimoniali
Le politiche matrimoniali furono un loro punto di forza. Le famiglie con cui si collegano sono tradizionalmente i Doria o i Malaspina, a seconda dei vari interessi. Relativamente agli usi del clan familiare le donne mantengono un certo ruolo, sono spesso amministratrici o procuratrici nei vari affari immobiliari, vendite e cessioni di beni, di diritti, etc.
Dei matrimoni, i più noti sono due, che legano i Fieschi ai Doria e ai Visconti. Il primo fu il matrimonio tra Bernabò Doria ed Eleonora (o Eliana) Fieschi, figlia di Federico Fieschi e nipote del cardinale Ottobono Fieschi (poi papa Adriano V), organizzato da Branca Doria, padre dello sposo, subito dopo il suo famoso delitto ai danni del suocero Michele Zanche, episodio cantato dalla Divina Commedia.
Branca lasciata la Sardegna era dal 2 settembre 1275 al Borghetto di San Matteo, da tutti rispettato per le ricchezze raggiunte; i Fieschi, maggior famiglia guelfa, davano in sposa al suo primogenito Bernabò Eleonora. Il matrimonio, frutto dell'accurata diplomazia di Branca, permetteva a questi un utile contatto con la parte guelfa onde poter meglio esporre alcune sue richieste presso il pontefice.
L'altro è il matrimonio tra Isabella Fieschi e Luchino Visconti, che prende la nobile genovese in terze nozze. Dopo la fuga da Milano di Isabella e la morte improvvisa di Luchino, la nobildonna Fieschi torna a Genova e poi nei suoi feudi con il figlio Luchinetto, costretta a dirlo nato non da Luchino ma dal suo amore illegittimo con Galeazzo Visconti (figlio di Stefano Visconti e di Valentina Doria), per la presa del potere in Milano da parte dei tre cugini.
[modifica] I Fieschi nel XIV secolo
I Fieschi nel XIV secolo, all'epoca dei dogati popolari di Simon Boccanegra, tendono a ritirarsi nei loro feudi appenninici, loro vero e proprio punto di forza più che le pratiche della mercatura o del commercio in denaro; evitano così di logorarsi nelle lotte tra le fazioni e possono ripresentarsi nel secolo successivo come clan familiare che si è conservato ancora integro in tutte le sue forze pur mantenendo la struttura interna tipiche della vecchia nobiltà terriera dei secoli XII e XIII.
Dal 1343 fino al 1437, eccettuata una parentesi di sei anni, i vescovi della famiglia Fieschi ebbero la cattedra vescovile di Vercelli, con il relativo principato ecclesiastico. Nel 1394 il Vescovo di Vercelli, Lodovico Fieschi, ottenne che Masserano, assieme a Crevacuore, venisse infeudata a suo fratello Antonio da papa Bonifacio IX. I suoi discendenti (che nel 1517 assunsero il cognome di Ferrero-Fieschi a seguito dell'adozione di Filiberto Ferrero) tennero fino al 1767 tale feudo pontificio, di fatto un'entità statale indipendente (Principato di Messerano e Marchesato di Crevacuore).
[modifica] I Fieschi nel XV secolo
Nel XV secolo i Fieschi allargarono l'orizzonte dei loro interessi soprattutto ad opera di Gian Luigi "il Vecchio" (1441-1508). Avversario degli Sforza, contese al Ducato di Milano i possedimenti in Liguria, lottando per la conquista della Riviera ligure. Al tempo del doge Battista di Campofregoso (1478-1483) combatté in qualità di ammiraglio contro gli Aragonesi. Filofrancese, favorì tuttavia il passaggio di Genova sotto la sfera di influenza francese: un sollevamento popolare lo scacciò tuttavia dai suoi possessi liguri (20 luglio 1506). Poté rientrare successivamente a Genova con l'aiuto dei Francesi, e svolse ancora attività politica filofrancese[2].
[modifica] I Fieschi nel XVI secolo
In questo periodo la storia della famiglia subisce una disastrosa interruzione a causa della congiura di Giovanni Luigi Fieschi (vedi nota a lato).
Nella spartizione gentilizia del territorio urbano, la zona di Carignano, loro tradizionale centro di potere, divenne da allora sede dei palazzi della famiglia Sauli. I Fieschi sopravvissero da allora in tono minore.
Tra i feudi confiscati fu quello di Montoggio, attaccato dalle milizie genovesi subito dopo la congiura e concesso ai Doria della famiglia di Andrea.
[modifica] I Fieschi dopo il Cinquecento
In tono minore la famiglia sopravvive, sempre grazie all'eredità rimasta nell'entroterra appenninico. Tra gli ultimi eredi fu nella prima metà dell'Ottocento Carlotta Fieschi, che sposando Nicolò Crosa di Vergagni (ministro del Regno di Sardegna presso la Santa Sede) portò a questi i beni di famiglia ancora tenuti, tra i quali i suoi possedimenti in Savignone.
[modifica] Castelli fliscani
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Castelli e palazzi fliscani
Ruderi del castello di Savignone
Ruderi del castello di Santo Stefano d'Aveto
Castello di Varese Ligure
Palazzo dei Fieschi a Casella
Veduta di Senarega (Valbrevenna) con il castello Fieschi
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| Per approfondire, vedi la voce La congiura di Gianluigi Fieschi. |
| Per approfondire, vedi la voce Assedio e distruzione del Castello di Montoggio. |
- Santo Stefano d'Aveto
- Borgotaro
- Grondona
- Varese Ligure
- Manarola
- Pontremoli
- Roccatagliata
- Senarega
- Casella
- Loano
- Calice
- Madrignano
- Grondola
- Savignone
- Torriglia
[modifica] I Fieschi più famosi
- papa Innocenzo IV (Sinibaldo Fieschi) (1195-1254)
- papa Adriano V (Ottobono Fieschi) (1205-1276)
- Nicolò Fieschi (sec.XIII)
- Santa Caterina Fieschi Adorno (1447 - 1510)
- Niccolò Fieschi (cardinale) (circa 1446 - 1524)
- Giovanni Luigi Fieschi (1522 - 1547)
[modifica] Collegamenti esterni
- Storia del comune di Cogorno
- (FR) La conjuration du comte de Fiesque del Cardinal de Retz
- (EN) Fiesco; or, the Genoese Conspiracy di Johann Christoph Friedrich von Schiller
- Su Valdaveto.net è possibile consultare i volumi facenti parte della collana "Pagine fliscane - Documenti d'archivio" curata da Giovanni Ferrero
[modifica] Note
- ^ Jean-François Paul de Gondi, cardinale di Retz, "La conjuration du comte de Fiesque" (La congiura del conte Gian Luigi Fieschi), in A. Feillet, J. Gourdault et R. Chantelauze (eds), Oeuvres du cardinal de Retz, vol. IV, pp. 577-578. [Il testo elettronico può essere prelevato al sito Gallica della Bibliothèque nationale de France]
- ^ Armand Fouquier, Causes célèbres de tous les peuples, Paris : Lebrun, 1858-1867, vol. I, "Fieschi". [L'opera, in 8 volumi, può essere prelevata dal sito Gallica della Bibliothèque nationale de France]

