Crevacuore

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Crevacuore
comune
Crevacuore – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Biella-Stemma.png Biella
Amministrazione
Sindaco Massimo Toso (Lista civica per Crevacuore) dal 25/05/14
Territorio
Coordinate 45°42′00″N 8°15′00″E / 45.7°N 8.25°E45.7; 8.25 (Crevacuore)Coordinate: 45°42′00″N 8°15′00″E / 45.7°N 8.25°E45.7; 8.25 (Crevacuore)
Altitudine 377 m s.l.m.
Superficie 8,36 km²
Abitanti 1 629[1] (giugno 2011)
Densità 194,86 ab./km²
Frazioni Azoglio, Pianezza, San Rocco
Comuni confinanti Ailoche, Caprile, Curino, Guardabosone (VC), Pray, Scopello (VC), Serravalle Sesia (VC), Sostegno, Trivero
Altre informazioni
Cod. postale 13864
Prefisso 015
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 096021
Cod. catastale D165
Targa BI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 795 GG[2]
Nome abitanti crevacuoresi
Patrono Natività di Maria Vergine
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Crevacuore
Sito istituzionale

Crevacuore (Cravacòr in piemontese) è un comune di 1.629 abitanti della provincia di Biella.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Crevacuore fece parte dei domini dei Conti di Pombia per poi passare nel 905 ad Aimone, conte di Vercelli, e ai suoi discendenti, i signori di Crevacuore e i signori di Bolgaro. Questi ultimi cedettero la loro parte a Gisulfo, Vescovo di Vercelli, nel 1141, in cambio di Masserano. In seguito i Vescovi di Vercelli acquistarono le altre parti del feudo, la titolarità del quale gli fu confermata dall'imperatore Federico Barbarossa nel 1152, e lo infeudarono, a loro volta, a vari signori locali. Nel 1243 il legato pontificio Gregorio di Montelongo lo cedette al Comune di Vercelli assieme ad altri territori.

Nel 1394 Crevacuore venne infeudata da papa Bonifacio IX ad Antonio Fieschi, dell'omonima famiglia genovese (poi Ferrero-Fieschi), assieme a Masserano, di cui seguì le sorti.

Nel XVII secolo la popolazione locale si rivolto più volte contro i soprusi dei Ferrero-Fieschi. La rivolta più violenta scoppiò il 9 agosto 1657 quando la popolazione assediò il castello, presidiato dalle truppe del principe, e dopo una furiosa lotta riuscì ad occuparlo, distruggendolo fino alle fondamenta. Il castello non fu più ricostruito, sui suoi ruderi fu innalzata una colonna con infissa una croce e il poggio su cui sorgeva fu chiamato Monte di Santa Croce, a ricordo della vittoria.

Grazie al privilegio spettante alla famiglia Fieschi di battere moneta, Crevacuore è stato sede di una zecca, di cui restano rari esemplari di monetazione risalenti al XV-XVI secolo.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Gian Luigi Pavero lista civica Sindaco
2009 2014 Gian Luigi Pavero lista civica Sindaco II mandato
2014 in carica Massimo Toso lista civica per Crevacuore Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune fa parte della Comunità montana Val Sessera, Valle di Mosso e Prealpi Biellesi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al giugno 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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