Giovanni Luigi Fieschi

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Giovanni Luigi Fieschi

Giovanni Luigi Fieschi (1523Genova, 2 gennaio 1547) è stato un nobile italiano. Divenne orfano a 10 anni e gravato della responsabilità del nome e del potere, vive le ostilità verso i Doria e l'impero di Carlo V, continuando i rapporti amichevoli con la Francia.

Gian Luigi, sposo di Eleonora Cybo e pronipote di Lorenzo de Medici, si trovò a poco più di 20 anni a gestire un complesso patrimonio di feudi detti Estado de los Fliscos conducendo una politica di attenzione all'economia dei suoi territori, ma nel contempo cerca alleanze con antiche famiglie.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giovinezza[modifica | modifica sorgente]

GianLuigi era il primogenito di Sinibaldo Fieschi. Sinibaldo, noto per la sua signorilità e generosità, aveva lasciato orfano Gianluigi ancora ragazzo. Sinibaldo lasciava ai suoi eredi uno "stato" fliscano formato da 33 grossi castelli muirati, più le terre e le ville sparse sull'Appennino. Vi aveva aggiunto Pontremoli, già feudo avito, poi acquistato da Francesco Sforza, e da Sinibaldo riacquistato per 12.000 scudi. Memorabile per la sua generosità, Sinibaldo era così citato da Ludovico Ariosto:

« Con Otobon dal Flisco, Sinibaldo

caccia la fera, e van di pari in fretta. »

(Orlando furioso, canto 26)

La sua generosità aveva però causato enormi debiti. I 12.000 scudi d'oro per il recupero e l'investitura di Pontremoli non erano stati saldati, e le cifre necessarie che dovevano venire dai rimborsi per le vendite volte a finanziare le spese Spagnole, vendite garantite da Genova e promesse dal Doria, non venivano pagate. La vedova di Sinibaldo, Maria Della Rovere, madre di Gianluigi e dei suoi fratelli, della famiglia dei Della Rovere e nipote del pontefice Giulio II, non era pertanto in condizione di reggere le spese necessarie a mantenere i fasti della vita in città, con la conduzione diretta del palazzo in Vialata in Carignano, da tutti ricordato per il suo splendore.

Pertanto alla morte di Sinibaldo aveva abbandonato la città e quel sontuoso palazzo, che avrebbe richiesto spese divenute ormai insostenibili quanto a feste e relazioni pubbliche. Era tornata nei feudi, dove il clan dei Fieschi traeva la sua reale forza. Si era trasferita dapprima a Pontremoli; quindi in Valditaro dove era nato Scipione, Infine a Montoggio. In Montoggio fissava la sua residenza stabile. Nel castello di Montoggio trascorsero con lei la loro infanzia e la prima giovinezza nel castello di Montoggio Gianluigi e i suoi fratelli: Gerolamo, Ottobuono, Camillo, Angela Caterina, Scipione nato postumo alla morte di Sinibaldo, Cornelio, figlio naturale nato da Clementina di Torriglia.

Il castello di Montoggio[modifica | modifica sorgente]

Il castello di Montoggio permetteva una vita agiata e lussuosa senza la necessità di dover sostenere i confronti con le altre famiglie bobili e gli oneri delle spese cittadine. La parte abitata, circondata da un complesso sistema fortificato, è ricostruibile dai dati d'archivio, una volta distrutto il castello. Essa era composta da sala, antisala, due camere, un'altra camera della famiglia presso la Cancelleria, poi ancora in serie una seconda camera per la famiglia, una terza camera, un tinello, una camera più lontana, la camera del castellano, la camera per il Signore, una camera nuova, una camera della torre di mezzo, una camera per il bagno, un'altra camera nell'alta torre.

I mobili erano ridotti al rustico arredo di un castello appenninico, con tavole, credenze, pèanche, casse, cassoni, letti. In più l'arredo della cappella familiare. Gian Luigi crebbe qui esercitandosi nelle attività fisiche, riuscendo abile nell'arte di cavalcare sin da ragazzo, era di fisico aitante ed atletico, e dalla descrizione del Bonfadio era di colore bello, dagli occhi allegri, dall' "andare grave et nobile". Concordi sono gli storici nel dire che era un buon conversatore, una maniera piacevole e affascinante nel trattare, ed era allegro e di compagnia.

Il ritorno a Genova[modifica | modifica sorgente]

Prossimo a divenire maggiorenne, a diciassette anni si sposava con Eleonora Cybo. Poco dopo, compiuta la maggiore età, decideva di tornare in Genova, nel palazzo di Vialata, per riprendere quanto suo. In queste circostanze evidentemente quanto pativa maggiormente era il doversi trovare assoggettato ai Doria, Andrea e Giannettino. Anche pare che Giannettino iniziasse una relazione amorosa con la di lui moglie Eleonora.

La congiura del Fiesco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La congiura di Gianluigi Fieschi e Assedio e distruzione del castello di Montoggio.

L'anno 1547, 2 gennaio, Gian Luigi mette in atto il progetto di congiura. Convinto di potersi appoggiare a potenti sostenitori, il papa e Francesco I, il Fieschi riesce a conquistare i punti strategici della città ed attacca la flotta dei Doria. Giannettino Doria, il nipote prediletto di Andrea Doria, viene ucciso. Andrea Doria è costretto a fuggire, e ripara a castello Masone. Ma nelle operazioni Gian Luigi cade in acqua, forse colpito da un colpo di archibugio, molto più probabilmente per un incidente, passando su un pontile in darsena, e, appesantito dall'armatura, annega.

La congiura fallisce miseramente. Al suo ritorno la vendetta di Andrea Doria, colpito dall'uccisione del nipote Giannettino durante l'attacco, è terribile. Il corpo di Gian Luigi viene lasciato a decomporsi per due mesi nella darsena e, successivamente, i miseri resti saranno gettati in mare da una galea perché "avesse la sepoltura che da solo si era scelto". Queste parole di Andrea Doria indicano la violenza dei sentimenti e della vendetta: una caccia spietata ai membri della famiglia Fieschi, la confisca dei beni, la distruzione del castello di Montoggio.

Molti dei seguaci del Fieschi vengono giustiziati, altri devono abbandonare Genova. I Fieschi vengono perseguitati e perdono il loro potere in città. Con la morte, a soli 25 anni, di Gian Luigi ha termine la discendenza fliscana nel ramo primogenito. Sarà il fratello Scipione, sposo di Alfonsina Strozzi, rifugiato in Francia, a rinnovare i fasti in terra straniera della famiglia. La storiografia ha dato diverse interpretazioni della figura di Gian Luigi Fieschi, dipingendolo a volte come un avventuriero, altre volte come un difensore delle libertà cittadine.

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Note[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 44439255 LCCN: n85195553