Pontremoli
| Pontremoli comune |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Provincia | |||||
| Sindaco | Lucia Baracchini (PdL) dal 16/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 44°22′34″N 9°52′47.64″E / 44.37611°N 9.8799°ECoordinate: 44°22′34″N 9°52′47.64″E / 44.37611°N 9.8799°E | ||||
| Altitudine | 236 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 182,60 km² | ||||
| Abitanti | 7 642[1] (09-10-2011) | ||||
| Densità | 41,85 ab./km² | ||||
| Frazioni | Arzelato, Arzengio, Barca, Baselica, Bassone, Belvedere, Braia, Bratto, Caná, Canale Scuro, Careola, Cargalla Inferiore, Cargalla Superiore, Casa Corvi, Casalina, Castangiola, Cavezzana D'Antena, Ceretoli, Cervara, Costa di Soglio, Dozzano, Gravagna Montale, Gravagna San Rocco, Grondola, Groppodalosio, Groppoli di Cavezzana D'Antena, Guinadi, La Colla, La Serra, Mignegno, Molinello, Montelungo Inferiore, Montelungo Superiore, Monti, Navola, Oppilo, Pian di Valle, Pietra Piccata, Poderi, Pollina, Ponte Teglia, Pracchiola, Prà del Prete, Previdé, Saliceto Belvedere, San Cristoforo, San Lorenzo, Santa Giustina, Scorano, Sergola, Serola, Soglio, Succisa, Teglia, Toplecca di Sopra, Toplecca di Sotto, Torrano, Traverde, Valle, Versola, Veserada, Vignola, Villa Vecchia | ||||
| Comuni confinanti | Albareto (PR), Berceto (PR), Borgo Val di Taro (PR), Corniglio (PR), Filattiera, Mulazzo, Zeri | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 54027 | ||||
| Prefisso | 0187 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 045014 | ||||
| Cod. catastale | G870 | ||||
| Targa | MS | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | pontremolesi | ||||
| Patrono | san Geminiano | ||||
| Giorno festivo | 31 gennaio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Pontremoli all'interno della provincia di Massa e Carrara |
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| Sito istituzionale | |||||
Pontremoli (Apua in Latino, Puntrémal nel dialetto della Lunigiana) è un comune di 7.770 abitanti della provincia di Massa e Carrara, in Toscana. Il comune appartiene geograficamente e culturalmente alla regione storica della Lunigiana.
Etimologia del nome[modifica]
La zona del Verdeno è una di quelle località che negli antichi dialetti venivano chiamate Vergêma. Questa parola ha preso origine dal Monte Vergine, una montagna franata in modo da creare quasi uno scalino. A Pontremoli, uno scalino di questo tipo è il Verdeno. Inoltre, il Verdeno presenta la particolarità dei funtanin, cioè piccole sorgenti e polle d'acqua, ormai scomparse a causa dell'espansione urbana dell'abitato. L'espressione i funtanin d'vergema, col tempo è diventata funtanin- d'Vergêma, poi Funt-Ergema. La sillaba atona Re, cadendo lascia Funtrê(Ge)Ma e quindi Funtrêma. Una l finale è un'indicazione di luogo molto usata nelle vecchie lingue, cosicché la parola diventa Funtrêmal, col tempo adattata a Puntrêmal (in italiano Pontremoli) significa: il luogo del vergema con i fontanini. Questo toponimo è andato formandosi nell'Alto Medioevo ma non si sa ancora con certezza se alcuni documenti storici, come il diario di Sigerico di Canterbury, confermino la corretezza dell'interpretazione[2].
Geografia[modifica]
Pontremoli è il comune più settentrionale della Regione Toscana e sorge nell'alta vallata del fiume Magra, alla confluenza con il torrente Verde e all'estremità nord della regione storica conosciuta come Lunigiana. Il centro si trova in una conca circondata da alti rilievi collinari, ed è ubicato su uno dei più antichi percorsi che collegano la Val Padana con la Liguria e la Toscana, un tempo percorso della Via Francigena ed ancora oggi tracciato di importanti infrastrutture viarie come l'Autostrada A15 e la linea ferroviaria Pontremolese, che collegano direttamente Parma con la Spezia. È diviso in centro storico e Verdeno, la zona abitata costruita in tempi successivi al di là del torrente Verde.
Clima[modifica]
| Per approfondire, vedi Clima della Toscana, Stazione meteorologica di Pontremoli e Stazione meteorologica di Passo della Cisa. |
Storia[modifica]
L'antica Apua[modifica]
L'ipotesi che Pontremoli corrisponda alla leggendaria Apua[3], capitale dei Liguri Apuani, è assai fondata e già la tradizione umanistica aveva avanzato questa ipotesi. Gli Apuani una volta sconfitti dai Romani, furono deportati nel Sannio, perché con la loro guerriglia impedivano alle Legioni l'occupazione del territorio circostante[4]. Una parte però riuscì a sfuggire, rimanendo nascosta nei folti boschi e nelle impervie valli. Secondo fondate ipotesi i resti dell'antica Apua sarebbero stati riconosciuti nei secoli passati, nei pressi della frazione di Saliceto Belvedere, lungo il corso del fiume Magra, a circa 3 chilometri dal centro della città.[5] Nella ricerca sull'antica Apua bisogna tener presente che gli antichi Liguri con un nome indicavano una comunità un insieme di paesi (vedi Zeri o altri luoghi della Liguria).
Età antica[modifica]
I primi insediamenti nella zona risalgano ad un migliaio di anni avanti Cristo. In epoca romana la città era conosciuta con il nome di Apua[3] ed era abitata dai Liguri Apuani (cfr Alpi Apuane). Questo è ancora il termine latino per Pontremoli, da cui il nome della diocesi Apuana.
Età medievale[modifica]
Nell'alto medioevo fu soggetta fin dall'epoca longobarda all'abbazia di San Colombano. Carlo Magno nel 774 donerà anche la selva di Montelungo all'abate di Bobbio assieme ai territori di Moneglia, che diverrà porto marittimo del feudo monastico.
Nel Medioevo la città crebbe notevolmente in relazione all'antica via Francigena che attraversava l'intera Lunigiana e transitava per Pons Tremulus in direzione Passo della Cisa. Nell'itinerario di Sigerico, la città rappresentava la XXXI tappa, ed era definita dall'arcivescovo di Canterbury Pontremel.
Il comune divenne una repubblica indipendente tra il XII ed il XIII secolo, favorito dalla configurazione montuosa del territorio circostante.
Per Alpem Bardonis Tusciam ingressus, si diceva già nell'Alto Medioevo di chi passava dalla «Porta di Toscana»: così definirono i Longobardi la regione di Luni e tale la indicò anche il grande imperatore Federico II, che visitò più volte Pontremoli e, nel febbraio del 1249, proveniente da Cremona, si trascinava appresso in catene Pier delle Vigne, il fido consigliere caduto in disgrazia e protagonista del magnifico Canto XIII dell'Inferno. Proprio in Pontremoli, «in platea ecclesie Sancti Geminiani» (Piazzetta S. Gemignano) lo fece crudelmente accecare.[6]
La sua collocazione strategica fece di Pontremoli l'obiettivo di numerose conquiste da parte di signori italiani o stranieri. Passò sotto il dominio di diverse famiglie aristocratiche, fra cui quella dei Malaspina (nel 1319) e quella degli Antelminelli (nel 1322). All'inizio del XIV secolo la rivalità tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini culminò con la costruzione del grande campanile per separare i campi dei contendenti. Proprio in queste epoche medioevali Pontremoli vide spesso il transito dei pellegrini diretti da Canterbury verso Roma.
Nel 1331 Pontremoli fu venduta da Giovanni I di Boemia a Mastino II della Scala, signore di Verona, e successivamente (nel 1339 passò ai Visconti di Milano). Nel 1404 la proprietà del borgo passò invece alla famiglia Fieschi di Genova, per ritornare poi nel 1433 di nuovo sotto il controllo dei milanesi.
Età moderna[modifica]
Nel 1495 Pontremoli venne saccheggiata dalle truppe di Carlo VIII di Francia, mentre il territorio era formalmente sotto il controllo degli Sforza, i nuovi signori di Milano; il saccheggio avvenne prima della battaglia di Fornovo; traccia di questo evento è la targa -recentemente affissa- presente ai piedi del campanile della vicina frazione di Mignegno.
Come altre aree dell'Italia settentrionale, anche Pontremoli divenne un territorio francese tra il 1508 ed il 1522. Nel 1526 il paese venne conquistato dall'imperatore Carlo V. Fu quindi controllato dalla Spagna, di cui Carlo e suoi discendenti diretti erano sovrani, fino al 1647, allorquando venne acquistata dalla Repubblica di Genova. Tre anni dopo, Pontremoli passò a far parte del Granducato di Toscana. Rimase in questa condizione (eccetto un periodo di controllo francese dal 1805 al 1814) sino al 1847. Con le riforme Leopoldine, Pontremoli nel 1777 divenne una comunità autonoma (sebbene sempre all'interno del Granducato di Toscana), e nel 1778 divenne ufficialmente una città. L'intera zona venne gravemente danneggiata da un terremoto nel 1834.
Nel 1847 Pontremoli e il suo territorio venne annesso al ducato di Parma in attuazione del trattato di Firenze del 28 novembre 1844 dove rimase fino all'unità d'Italia.[7]
Pontremoli nella letteratura[modifica]
Una delle più significative opere letterarie di Pietro Ferrari (generale) è la raccolta di racconti brevi "Novelle di Valdimagra", ambientate in parte a Pontremoli e paesi vicini, in un periodo che spazia dalla meta' dell'Ottocento alla fine degli anni'30 del secolo scorso.
Con questo opera il Ferrari si allontana dalla saggistica dedicata alla Lunigiana, per la quale è ampiamente conosciuto e citato, per entrare nel campo della narrativa, seppure sempre legata ai luoghi tanto amati e a personaggi quasi sempre realmente esistiti e da lui conosciuti tramite i racconti di casa. La prima e unica edizione stampata fu pubblicata con lo pseudonimo di "Pietro da Pontelungo" nel 1944 in 100 esemplari dalla Tipografia Artigianelli di Pontremoli e rappresenta forse uno dei più interessanti contributi alla "piccola storia" della Lunigiana, ma che ci permette di rivivere atmosfere, sentimenti, passioni, colori e profumi di un mondo ormai scomparso, ma all'epoca della sua pubblicazione ancora nella memoria e nei racconti di molti. Il libro si compone delle seguenti 15 novelle:
- Il vino di Alturano - La ricetta dei testaroli - Il Molino del piano - Figure d'altri tempi - Osterie - Un passaggio difficile - L'Asino di Taddeo - L'ultimo dei Breganti - Una burla a Don Carlo - Il Marchese di Collefino - A tavola non s'invecchia - Vecchi soldati - Il basilisco - Giovanni dal Suel - Il medico di Cerri
La dinamica e la trama dei racconti potrebbe in qualche maniera ricordare "Memorie di un cacciatore" (Записки Охотника in lingua originale) di Ivan Sergeevič Turgenev, trattando con delicatezza, amore e rispetto, persone, situazioni e sentimenti di tutti i giorni di un territorio antico e alla sua maniera sereno. Nei 15 suoi racconti Pietro Ferrari ambienta l'azione dei suoi personaggi in vari luoghi della Lunigiana; i nomi dei luoghi sono stati da lui mascherati volutamente ma altrettanto facilmente riconoscibili, come qua di seguito riportato: Bagnoro - Sta per Bagnone; Pontelungo - Sta per Pontremoli; Rocca Ventosa - Sta per Rocca Sigillina, frazione del comune di Filattiera; Valle della Cravia - Sta per Valle del torrente Caprio, a nord di Filattiera; Ponte del Cuccarello - Nome del ponte a Valle della Rocca Sigillina, che attraversa il torrente Caprio; Grappoli - Sta per Groppoli, in comune di Mulazzo, sulla sponda destra del fiume Magra; Cravi - Sta per Caprio, frazione del comune di Filattiera; Quercetoli - Sta per Scorcetoli, frazione del comune di Filattiera; Serraverde - Sta per Serravalle, frazione del Comune di Filattiera; Filantiera - Sta per Filattiera; Monteliscio - Monteluscio, in comune di Filattiera; Collefino - Sta per Collesino, frazione del comune di Bagnone; Gròndona - Sta per Grondola, frazione di Pontremoli; Cerri - Sta per Cerri, case sparse in comune di Filattiera; Rancovecchio - Sta per Castelvecchio, in comune di Filattiera.
In quei racconti il Ferrari ha voluto ricordare sentimenti di umanita' e fratellanza in un periodo nel quale nel mondo e in particolare nella sua terra ardeva una delle più feroci guerre della storia; in particolare il racconto "La ricetta dei testaroli" sembra voler auspicare per Pontremoli il ritorno alla pace a alla concordia, al di la' degli odii e delle distruzioni della guerra che la stava insanguinando.
Tali sentimenti e auspici sono illustrati nell'introduzione intitolata " A CHI LEGGE" che il Ferrari fa alle sue novelle.
"A CHI LEGGE
Storie gaie e storie tristi: come l'anima di questa vecchia terra di Valdimagra. Figure e scorci, colti dal vero, vicende e racconti uditi dalla viva voce di qualche narratore paesano, a veglia, durante le lunghe sere invernali o, tra un bicchiere e l'altro, in liete brigate d'amici. Ho rievocato quelle figure, ritratto quegli scorci, narrato quelle vicende, riprodotto quei racconti, in queste pagine, scritte, volta a volta, in qualche ora perduta, più per svago dello spirito, che per fare opera d'arte. Non hanno, quindi, nessuna pretesa letteraria. Pubblicandole, ora, le dedico all'umile gente della mia terra, laboriosa in pace ed eroica in guerra, quando l'Italia era suscitatrice di opere feconde e di gesta gloriose. Ma l'Italia risorgerà!
Capodanno 1944
P. da Pontelungo"
L'importanza dell'opera di Pietro Ferrari nella vicenda della letteratura legata alla Lunigiana e a Pontremoli in particolare è anche testimoniata dalla capacita' del Ferrari di ipotizzare nel 1940, in anticipo di oltre un decennio rispetto a quanto poi effettivamente avvenne, l'istituzione di un premio letterarario, chiamato poi Premio Bancarella, per celebrare e ricordare i librai pontremolesi che avevano portato e continuavano a portare la cultura e i loro libri in giro non solo per l'Italia ma per il mondo intero.
Evoluzione demografica[modifica]
Abitanti censiti[8] 
Luoghi di interesse[modifica]
Musei[modifica]
Nel Castello del Piagnaro è ospitato il Museo delle statue stele della Lunigiana.
Architetture religiose[modifica]
- Cattedrale di Santa Maria del Popolo. È il duomo, edificato nel XVII secolo e dedicato a Santa Maria Assunta. Contiene sculture e dipinti di valore. La cupola della cattedrale, assieme al campanile, domina il profilo del centro abitato.
- Chiesa della Santissima Annunziata, con il monastero Agostiniano.
- Chiesa di San Francesco
- Chiesa di San Geminiano
- Chiesa di San Giacomo al Campo
- Chiesa di San Giacomo d'Altopascio
- Chiesa di San Giorgio
- Chiesa di Sant'Ilario
- Chiesa di San Martino e San Lazzaro
- Chiesa di San Nicolò; conserva un'antica croce lignea.
- Chiesa di San Pietro
- Chiesa di Santa Cristina
- Convento dei Cappuccini
- Oratorio di Nostra Donna
- Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo e Oratorio di Santa Maria Bianca di Traverde
- Chiesa di San Giovanni e San Colombano, sorta sui resti del monastero di San Colombano dedicato al santo missionario irlandese cui erano dediti i monaci colombaniani di Bobbio fondatori.
Altro[modifica]
Cultura[modifica]
Persone legate a Pontremoli[modifica]
- Alessandro Malaspina, navigatore.
- Ubaldo Mazzini
- Lorenzo Molossi
- Marco Mori, presbitero, teologo, filosofo, giurista.
- Giovanni Battista Natali
- Luigi Poletti, poeta e matematico.
- Pietro Ferrari (generale), storico, militare, medico, patriota.
- Enrico Albertosi, ex calciatore.
- Carlo Capirossi, Pontremoli (1903)-Torino (1961), scrittore, docente, pedagogista, maestro, direttore e ispettore didattico.
- Enrico Ferri, magistrato di Cassazione, ministro della Repubblica, componente del C.S.M, pretore di Pontremoli.
- Giovanni Sismondo
- Pietro Cocchi
- Stefano Bertolini
- Paolo Belmesseri
- Nicodemo Trincadini
- Pietro Giovanni Parolini
- Giancarlo Sarti
- Cardinal José Saraiva Martins, cittadino onorario della città.
- Zucchero Fornaciari, cantante.
Manifestazioni[modifica]
A Pontremoli viene consegnato il Premio Bancarella, premio letterario nato nel 1953. La premiazione avviene ogni anno la seconda domenica di luglio.
Feste, fiere e sagre[modifica]
- Festa patronale di San Geminiano, con accensione dei tradizionali falò (Gennaio).
- Falò di Sant'Antonio, tradizionale rito augurale (Gennaio).
- Rassegna di antiquariato (3ª domenica del mese in gennaio, marzo, giugno, luglio e dicembre).
- Festa della Madonna del Popolo, solenne processione in ricordo del voto che nel 1600 salvò la città dalla peste (Luglio).
- Fiera di Arti e Mestieri (Agosto).
- Sagra di San Terenziano con intrattenimenti, nella frazione di Mignegno (Settembre).
- Antiquariato Arti e Mestieri (Novembre).
- Festa di San Pietro (29 giugno), esistente da oltre 50 anni ed in origine sagra del bestiame. Dal 1994 momento di aggregazione giovanile con artisti di strada e concerti. Tradizionale chiusura con fuochi di artificio.
- Medievalis (23-24-25-26 agosto 2012 (www.medievalis.org): rievoca la venuta a Pontremoli di Federico II (1226), che si fermò qui alcuni giorni concedendo alla città i privilegi di libero Comune. La giornata prevede conferenze, la ricostruzione del processo e del rogo di un'eretica, spettacoli e ricostruzioni di antiche botteghe di arti e mestieri, studenti dell'Accademia di Belle Arti di Firenze che mostrano l'antica arte di scolpire la pietra in uno degli scorci più suggestivi della strada che porta al castello (per l'occasione allestito in puro stile medievale). Sono inoltre previste lezioni di tiro con l'arco o di scherma medievale e oltre alle offerte dei ristoranti del centro. Nell'edizione 2011, si è dedicata una giornata ai tumulti spirituali che portarono alla creazione degli Ordini francescano e domenicano e al fiorire dei movimenti ereticali
Cucina[modifica]
Fra le principali specialità del posto si trovano gli amor, piccoli dolci, consistenti in un ripieno cremoso di vaniglia tra due wafer, la spongata, un dolce tradizionale contenente cioccolato, miele e nocciole, uva passa e cannella, la torta d'erbi ed i testaroli.
Economia[modifica]
Sport[modifica]
La più antica realtà calcistica è rappresentata dal G.S.D. Lunigiana 1919 che raccoglie le ceneri della ormai storica G.S.Pontremolese 1919 unitasi poi tramite una fusione all'antagonista U.S.Pieve Annunziata. Il G.S.D.Lunigiana 1919 milita in prima categoria ma fino a non molto tempo fa la vedeva partecipante al campionato di Eccellenza, inoltre possiede un ottimo settore giovanile e ciò lo dimostra l'interesse dello Spezia squadra professionistica di Serie B ed il raggiungimento della categoria Allievi Elite dove è l'unica squadra in provincia ad essere riuscita a conquistare questo traguardo. La città è rappresentata anche dall A.S.D. Atletico Pontremoli guidata dal giovane presidente Gregorio Petriccioli, dal GS Vallicisa Succisa del presidente Corrado Ferrari e dal G.S.D Pontremoli, società dal 1983 e presieduta dalla sig.ra Carlotta Laurenti; l'ASD ed il Succisa militano in seconda, mentre il GSD in terza categoria. Nella pallacanestro Pontremoli vanta la Polisportiva Pontremolese che milita nel campionata di C2. Il 10 maggio 2004 la 2ª tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Pontremoli con la vittoria di Damiano Cunego.
Trasporti e vie di comunicazione[modifica]
Strade e autostrade[modifica]
Pontremoli è raggiungibile in auto uscendo all'omonimo casello lungo l'Autostrada A15 Parma-La Spezia, oppure percorrendo la Strada statale 62 della Cisa. Per il trasporto su strada Pontremoli è servita sia per i trasporti urbani sia per quelli extraurbani dai mezzi dell'azienda CAT, che la collegano alle altre città e paesi della Lunigiana, a Massa e Carrara e alla Spezia.
Linee ferroviarie[modifica]
| Per approfondire, vedi Ferrovia Pontremolese. |
La stazione ferroviaria di Pontremoli si trova lungo la linea Parma-La Spezia, percorsa da numerosi treni regionali tra i due capilinea ed anche da alcuni convogli a media percorrenza. Tale linea è anche conosciuta come Pontremolese, proprio perché Pontremoli è il centro più importante che si affaccia su questa ferrovia e si trova in posizione quasi equidistante tra le due città capolinea. Nel territorio comunale era presente anche un'altra piccola stazione denominata Grondola-Guinadi, ormai dismessa e relegata ad impianto di servizio in prossimità dell'accesso alla lunga galleria di valico (Galleria del Borgallo).
Gemellaggi[modifica]
Pontremoli è gemellata con:
Amministrazione[modifica]
- Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003
- Classificazione climatica: zona E, 2166 GR/G
- Diffusività atmosferica: media, Ibimet CNR 2002
Onorificenze[modifica]
Pontremoli è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
Note[modifica]
- ^ dato ISTAT - Popolazione residente al 9 ottobre 2011.
- ^ Il Corriere Apuano, anno CV n.11, Pontremoli 17 Marzo 2012
- ^ a b Dictionnaire geographique universel - Charles Maty,Michel-Antoine Baudrand Pagina interretialis
- ^ Caciagli, Giuseppe, "Storia della Lunigiana", Arnera, 1992.
- ^ Guida ai misteri e segreti di Firenze e della Toscana, Milano: SugarCo edizioni, stampa 1987
- ^ Livio Galanti, nel 1980, inquadrò compiutamente questo importante capitolo della storia locale, associando le ricerche compiute nel 1904 dello storico Giovanni Sforza su alcune cronache piacentine alla successiva scoperta di una esplicita chiosa trecentesca dell'Inferno posta su un codice della Biblioteca Mediceo-Laurenziana di Firenze. In forza di ciò nel 2002 Pontremoli viene formalmente inserita dal Centro Lunigianese di Studi Danteschi (CLSD) nel novero dei Luoghi Danteschi Lunigianesi e nel 2004 viene affissa una epigrafe commemorativa per iniziativa del medesimo CLSD e del Lions Club "Pontremoli - Lunigiana", auspice l'Amministrazione Comunale.
- ^ http://www.comune.pontremoli.ms.it/ita/319/1/storia.htm Storia di Pontremoli dal sito del comune
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
Bibliografia[modifica]
- Giovanni Sforza (storico), Storia di Pontremoli dalle origini al 1500, Firenze, Franceschini, 1904.
- Livio Galanti, La Lunigiana nella ‘Divina Commedia’ - III - Pier della Vigna, Il Corriere Apuano, 22 marzo 1980.
Voci correlate[modifica]
- Lunigiana
- Magra
- Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli
- Associazione nazionale città del pane
- Lunezia
- Premio Bancarella
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Pontremoli
Collegamenti esterni[modifica]
- Pontremoli su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Pontremoli")
separatore
| Tappa Precedente - da Roma - |
Itinerario di Sigerico Via Francigena |
Tappa Successiva - verso Canterbury - |
| Mansio XXX - Aguilla Aulla |
Mansio XXXI - Puntremel Pontremoli |
Mansio XXXII - Sce Benedicte Montelungo |