Pontremoli

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Pontremoli
comune
Pontremoli – Stemma Pontremoli – Bandiera
Pontremoli – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Massa-Carrara-Stemma.png Massa e Carrara
Amministrazione
Sindaco Lucia Baracchini (PdL) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 44°22′34″N 9°52′47.64″E / 44.376111°N 9.8799°E44.376111; 9.8799 (Pontremoli)Coordinate: 44°22′34″N 9°52′47.64″E / 44.376111°N 9.8799°E44.376111; 9.8799 (Pontremoli)
Altitudine 236 m s.l.m.
Superficie 182,60 km²
Abitanti 7 642[1] (09-10-2011)
Densità 41,85 ab./km²
Frazioni Arzelato, Arzengio, Barca, Baselica, Bassone, Belvedere di Saliceto, Braia, Bratto, Caná, Canale Scuro, Careola, Cargalla Inferiore, Cargalla Superiore, Casa Corvi, Casalina, Castangiola, Cavezzana D'Antena, Ceretoli, Cervara, Costa di Soglio, Dozzano, Gravagna Montale, Gravagna San Rocco, Grondola, Groppodalosio, Groppoli di Cavezzana D'Antena, Guinadi, La Colla, La Serra, Mignegno, Molinello, Montelungo Inferiore, Montelungo Superiore, Monti, Navola, Oppilo, Pian di Valle, Pieve di Saliceto, Pietra Piccata, Poderi, Pollina, Ponte Teglia, Pracchiola, Prà del Prete, Previdé, San Cristoforo, San Lorenzo, Santa Giustina, Scorano, Sergola, Serola, Soglio, Succisa, Teglia, Toplecca di Sopra, Toplecca di Sotto, Torrano, Traverde, Valle, Versola, Veserada, Villavecchia, Vignola.
Comuni confinanti Albareto (PR), Berceto (PR), Borgo Val di Taro (PR), Corniglio (PR), Filattiera, Mulazzo, Zeri
Altre informazioni
Cod. postale 54027
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 045014
Cod. catastale G870
Targa MS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti pontremolesi
Patrono san Geminiano
Giorno festivo 31 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pontremoli
Posizione del comune di Pontremoli all'interno della provincia di Massa e Carrara
Posizione del comune di Pontremoli all'interno della provincia di Massa e Carrara
Sito istituzionale

Pontremoli (Apua in Latino, Puntrémal nel dialetto della Lunigiana) è un comune di 7.770 abitanti della provincia di Massa e Carrara, in Toscana. Il comune appartiene geograficamente e culturalmente alla regione storica della Lunigiana.

Etimologia del nome[modifica | modifica sorgente]

Veduta

La zona del Verdeno è una di quelle località che negli antichi dialetti venivano chiamate Vergêma. Questa parola ha preso origine dal Monte Vergine, una montagna franata in modo da creare quasi uno scalino. A Pontremoli, uno scalino di questo tipo è il Verdeno. Inoltre, il Verdeno presenta la particolarità dei funtanin, cioè piccole sorgenti e polle d'acqua, ormai scomparse a causa dell'espansione urbana dell'abitato. L'espressione i funtanin d'vergema, col tempo è diventata funtanin- d'Vergêma, poi Funt-Ergema. La sillaba atona Re, cadendo lascia Funtrê(Ge)Ma e quindi Funtrêma. Una l finale è un'indicazione di luogo molto usata nelle vecchie lingue, cosicché la parola diventa Funtrêmal, col tempo adattata a Puntrêmal (in italiano Pontremoli) significa: il luogo del vergema con i fontanini. Questo toponimo è andato formandosi nell'Alto Medioevo ma non si sa ancora con certezza se alcuni documenti storici, come il diario di Sigerico di Canterbury, confermino la corretezza dell'interpretazione[2].

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Porta Parma

Pontremoli è il comune più settentrionale della Regione Toscana e sorge nell'alta vallata del fiume Magra, alla confluenza con il torrente Verde e all'estremità nord della regione storica conosciuta come Lunigiana. Il centro si trova in una conca circondata da alti rilievi collinari, ed è ubicato su uno dei più antichi percorsi che collegano la Val Padana con la Liguria e la Toscana, un tempo percorso della Via Francigena ed ancora oggi tracciato di importanti infrastrutture viarie come l'Autostrada A15 e la linea ferroviaria Pontremolese, che collegano direttamente Parma con la Spezia. È diviso in centro storico e Verdeno, la zona abitata costruita in tempi successivi al di là del torrente Verde.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Toscana, Stazione meteorologica di Pontremoli e Stazione meteorologica di Passo della Cisa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'antica Apua[modifica | modifica sorgente]

L'ipotesi che Pontremoli corrisponda alla leggendaria Apua[3], capitale dei Liguri Apuani, è assai fondata e già la tradizione umanistica aveva avanzato questa ipotesi. Gli Apuani una volta sconfitti dai Romani, furono deportati nel Sannio, perché con la loro guerriglia impedivano alle Legioni l'occupazione del territorio circostante[4]. Una parte però riuscì a sfuggire, rimanendo nascosta nei folti boschi e nelle impervie valli. Secondo fondate ipotesi i resti dell'antica Apua sarebbero stati riconosciuti nei secoli passati, nei pressi della frazione di Belvedere di Saliceto lungo il corso del fiume Magra, a circa 3 chilometri dal centro della città.[5] Nella ricerca sull'antica Apua bisogna tener presente che gli antichi Liguri con un nome indicavano una comunità un insieme di paesi (vedi Zeri o altri luoghi della Liguria).

Età antica[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti nella zona risalgano ad un migliaio di anni avanti Cristo. In epoca romana la città era conosciuta con il nome di Apua[3] ed era abitata dai Liguri Apuani (cfr Alpi Apuane). Questo è ancora il termine latino per Pontremoli, da cui il nome della diocesi Apuana.

Età medievale[modifica | modifica sorgente]

Nell'alto medioevo fu soggetta fin dall'epoca longobarda all'abbazia di San Colombano. Carlo Magno nel 774 donerà anche la selva di Montelungo all'abate di Bobbio assieme ai territori di Moneglia, che diverrà porto marittimo del feudo monastico.

La cattedrale e il Castello del Piagnaro

Nel Medioevo la città crebbe notevolmente in relazione all'antica via Francigena che attraversava l'intera Lunigiana e transitava per Pons Tremulus in direzione Passo della Cisa. Nell'itinerario di Sigerico, la città rappresentava la XXXI tappa, ed era definita dall'arcivescovo di Canterbury Pontremel.

Il comune divenne una repubblica indipendente tra il XII ed il XIII secolo, favorito dalla configurazione montuosa del territorio circostante.

Per Alpem Bardonis Tusciam ingressus, si diceva già nell'Alto Medioevo di chi passava dalla «Porta di Toscana»: così definirono i Longobardi la regione di Luni e tale la indicò anche il grande imperatore Federico II, che visitò più volte Pontremoli e, nel febbraio del 1249, proveniente da Cremona, si trascinava appresso in catene Pier delle Vigne, il fido consigliere caduto in disgrazia e protagonista del magnifico Canto XIII dell'Inferno. Proprio in Pontremoli, «in platea ecclesie Sancti Geminiani» (Piazzetta S. Gemignano) lo fece crudelmente accecare.[6]

La sua collocazione strategica fece di Pontremoli l'obiettivo di numerose conquiste da parte di signori italiani o stranieri. Passò sotto il dominio di diverse famiglie aristocratiche, fra cui quella dei Malaspina (nel 1319) e quella degli Antelminelli (nel 1322). All'inizio del XIV secolo la rivalità tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini culminò con la costruzione del grande campanile per separare i campi dei contendenti. Proprio in queste epoche medioevali Pontremoli vide spesso il transito dei pellegrini diretti da Canterbury verso Roma.

Nel 1331 Pontremoli fu venduta da Giovanni I di Boemia a Mastino II della Scala, signore di Verona, e successivamente (nel 1339) passò ai Visconti di Milano. Nel 1404 la proprietà del borgo passò invece alla famiglia Fieschi di Genova, per ritornare poi nel 1433 di nuovo sotto il controllo dei milanesi.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Comunale

Nel 1495 Pontremoli venne saccheggiata dalle truppe di Carlo VIII di Francia, mentre il territorio era formalmente sotto il controllo degli Sforza, i nuovi signori di Milano; il saccheggio avvenne prima della battaglia di Fornovo; traccia di questo evento è la targa -recentemente affissa- presente ai piedi del campanile della vicina frazione di Mignegno.

Come altre aree dell'Italia settentrionale, anche Pontremoli divenne un territorio francese tra il 1508 ed il 1522. Nel 1526 il paese venne conquistato dall'imperatore Carlo V. Fu quindi controllato dalla Spagna, di cui Carlo e suoi discendenti diretti erano sovrani, fino al 1647, allorquando venne acquistata dalla Repubblica di Genova. Tre anni dopo, Pontremoli passò a far parte del Granducato di Toscana. Rimase in questa condizione (eccetto un periodo di controllo francese dal 1805 al 1814) sino al 1847. Con le riforme Leopoldine, Pontremoli nel 1777 divenne una comunità autonoma (sebbene sempre all'interno del Granducato di Toscana), e nel 1778 divenne ufficialmente una città. L'intera zona venne gravemente danneggiata da un terremoto nel 1834.

Nel 1847 Pontremoli e il suo territorio venne annesso al ducato di Parma in attuazione del trattato di Firenze del 28 novembre 1844 dove rimase fino all'unità d'Italia.[7]

Pontremoli nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

Una delle più significative opere letterarie di Pietro Ferrari (generale) è la raccolta di racconti brevi "Novelle di Valdimagra", ambientate in parte a Pontremoli e paesi vicini, in un periodo che spazia dalla meta' dell'Ottocento alla fine degli anni'30 del secolo scorso.

Con questo opera il Ferrari si allontana dalla saggistica dedicata alla Lunigiana, per la quale è ampiamente conosciuto e citato, per entrare nel campo della narrativa, seppure sempre legata ai luoghi tanto amati e a personaggi quasi sempre realmente esistiti e da lui conosciuti tramite i racconti di casa. La prima e unica edizione stampata fu pubblicata con lo pseudonimo di "Pietro da Pontelungo" nel 1944 in 100 esemplari dalla Tipografia Artigianelli di Pontremoli e rappresenta forse uno dei più interessanti contributi alla "piccola storia" della Lunigiana, ma che ci permette di rivivere atmosfere, sentimenti, passioni, colori e profumi di un mondo ormai scomparso, ma all'epoca della sua pubblicazione ancora nella memoria e nei racconti di molti. Il libro si compone delle seguenti 15 novelle:

- Il vino di Alturano - La ricetta dei testaroli - Il Molino del piano - Figure d'altri tempi - Osterie - Un passaggio difficile - L'Asino di Taddeo - L'ultimo dei Breganti - Una burla a Don Carlo - Il Marchese di Collefino - A tavola non s'invecchia - Vecchi soldati - Il basilisco - Giovanni dal Suel - Il medico di Cerri

La dinamica e la trama dei racconti potrebbe in qualche maniera ricordare Memorie di un cacciatore (Записки Охотника in lingua originale) di Ivan Sergeevič Turgenev, trattando con delicatezza, amore e rispetto, persone, situazioni e sentimenti di tutti i giorni di un territorio antico e alla sua maniera sereno. Nei quindici suoi racconti Pietro Ferrari ambienta l'azione dei suoi personaggi in vari luoghi della Lunigiana; i nomi dei luoghi sono stati da lui mascherati volutamente ma altrettanto facilmente riconoscibili, come qua di seguito riportato: Bagnoro - Sta per Bagnone; Pontelungo - Sta per Pontremoli; Rocca Ventosa - Sta per Rocca Sigillina, frazione del comune di Filattiera; Valle della Cravia - Sta per Valle del torrente Caprio, a nord di Filattiera; Ponte del Cuccarello - Nome del ponte a Valle della Rocca Sigillina, che attraversa il torrente Caprio; Grappoli - Sta per Groppoli, in comune di Mulazzo, sulla sponda destra del fiume Magra; Cravi - Sta per Caprio, frazione del comune di Filattiera; Quercetoli - Sta per Scorcetoli, frazione del comune di Filattiera; Serraverde - Sta per Serravalle, frazione del Comune di Filattiera; Filantiera - Sta per Filattiera; Monteliscio - Monteluscio, in comune di Filattiera; Collefino - Sta per Collesino, frazione del comune di Bagnone; Gròndona - Sta per Grondola, frazione di Pontremoli; Cerri - Sta per Cerri, case sparse in comune di Filattiera; Rancovecchio - Sta per Castelvecchio, in comune di Filattiera.

In quei racconti il Ferrari ha voluto ricordare sentimenti di umanita' e fratellanza in un periodo nel quale nel mondo e in particolare nella sua terra ardeva una delle più feroci guerre della storia; in particolare il racconto "La ricetta dei testaroli" sembra voler auspicare per Pontremoli il ritorno alla pace a alla concordia, al di la' degli odii e delle distruzioni della guerra che la stava insanguinando.

Tali sentimenti e auspici sono illustrati nell'introduzione intitolata " A CHI LEGGE" che il Ferrari fa alle sue novelle.

"A CHI LEGGE

Storie gaie e storie tristi: come l'anima di questa vecchia terra di Valdimagra. Figure e scorci, colti dal vero, vicende e racconti uditi dalla viva voce di qualche narratore paesano, a veglia, durante le lunghe sere invernali o, tra un bicchiere e l'altro, in liete brigate d'amici. Ho rievocato quelle figure, ritratto quegli scorci, narrato quelle vicende, riprodotto quei racconti, in queste pagine, scritte, volta a volta, in qualche ora perduta, più per svago dello spirito, che per fare opera d'arte. Non hanno, quindi, nessuna pretesa letteraria. Pubblicandole, ora, le dedico all'umile gente della mia terra, laboriosa in pace ed eroica in guerra, quando l'Italia era suscitatrice di opere feconde e di gesta gloriose. Ma l'Italia risorgerà!

Capodanno 1944

P. da Pontelungo"

L'importanza dell'opera di Pietro Ferrari nella vicenda della letteratura legata alla Lunigiana e a Pontremoli in particolare è anche testimoniata dalla capacita' del Ferrari di ipotizzare nel 1940, in anticipo di oltre un decennio rispetto a quanto poi effettivamente avvenne, l'istituzione di un premio letterarario, chiamato poi Premio Bancarella, per celebrare e ricordare i librai pontremolesi che avevano portato e continuavano a portare la cultura e i loro libri in giro non solo per l'Italia ma per il mondo intero.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Sullo sfondo il Castello del Piagnaro
Il museo delle statue stele della Lunigiana
Duomo di Pontremoli
Uno dei chiostri della Santissima Annunziata

Musei[modifica | modifica sorgente]

Nel Castello del Piagnaro è ospitato il Museo delle statue stele della Lunigiana.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

A Pontremoli viene consegnato il Premio Bancarella, premio letterario nato nel 1953. La premiazione avviene ogni anno la seconda domenica di luglio.

Feste, fiere e sagre[modifica | modifica sorgente]

Piazza della Repubblica e il "Campanone" (torre civica)
  • Festa patronale di San Geminiano, con accensione dei tradizionali falò ( 31 gennaio).
  • Falò di Sant'Antonio, tradizionale rito augurale (17 gennaio).
  • Rassegna di antiquariato (3ª domenica del mese in gennaio, marzo, giugno, luglio e dicembre).
  • Festa della Madonna del Popolo, solenne processione in ricordo del voto che nel 1600 salvò la città dalla peste (2 luglio).
  • Fiera di Arti e Mestieri (agosto).
  • Sagra di San Terenziano con intrattenimenti, nella frazione di Mignegno ( 1 settembre).
  • Antiquariato Arti e Mestieri (novembre).
  • Festa di San Pietro (29 giugno), esistente da oltre 50 anni ed in origine sagra del bestiame. Dal 1994 momento di aggregazione giovanile con artisti di strada e concerti. Tradizionale chiusura con fuochi di artificio.
  • Medievalis (fine agosto) - www.medievalis.org : rievoca la venuta a Pontremoli di Federico II (1226), che si fermò qui alcuni giorni concedendo alla città i privilegi di libero Comune. La giornata prevede conferenze, la ricostruzione del processo e del rogo di un'eretica, spettacoli e ricostruzioni di antiche botteghe di arti e mestieri, studenti dell'Accademia di Belle Arti di Firenze che mostrano l'antica arte di scolpire la pietra in uno degli scorci più suggestivi della strada che porta al castello (per l'occasione allestito in puro stile medievale). Sono inoltre previste lezioni di tiro con l'arco o di scherma medievale e oltre alle offerte dei ristoranti del centro. Nell'edizione 2011, si è dedicata una giornata ai tumulti spirituali che portarono alla creazione degli Ordini francescano e domenicano e al fiorire dei movimenti ereticali

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Fra le principali specialità del posto si trovano gli amor, piccoli dolci, consistenti in un ripieno cremoso di vaniglia tra due wafer, la spongata, un dolce tradizionale contenente cioccolato, miele e nocciole, uva passa e cannella, la torta d'erbi ed i testaroli.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Le memorie storiche della città di Pontremoli riportano nelle cronache del XVII e XVIII secolo la presenza di “musici” a processioni e parate militari. La banda musicale di Pontremoli, priva di titolo o concessione legale, fu attivata il 1º giugno 1832. Alcuni documenti presenti presso la Sezione dell’Archivio di Stato di Pontremoli, attestano che la banda pontremolese fu attiva già nell’anno in cui fu fondata. Nel 1848 la banda musicale pontremolese fu impegnata in almeno tre manifestazioni: per i festeggiamenti organizzati dopo l’allontanamento della guarnigione parmense; per accogliere degnamente Vincenzo Gioberti ed infine per rendere onore al Granduca di Toscana Leopoldo II. In seguito, con il nome di “Società Filarmonica Pontremolese”, fu sempre presente alle manifestazioni civili e religiose della città scandendo momenti di gloria, dolore ed allegria. Nel 1906 nacque un’altra banda, la “Società Musicale Giuseppe Verdi”, subito in concorrenza con la Filarmonica, antagonismo trasformatosi ben presto in competizione e scontro a volte anche violento. Durante il fascismo le due bande vennero sciolte dall’autorità e riunite in seguito in un’unica formazione denominata “Unione Musicale Gioacchino Rossini”. Nell’immediato dopo guerra, la banda si ricostituì grazie anche all’intervento dell’Amministrazione Comunale che provvide alla sua gestione. Dal 1977 per volontà di tutti i musicanti, pur restando ente comunale, il gruppo bandistico si gestisce autonomamente, assumendo il nome di “Musica Cittadina Pontremoli”. Dal 1992 la direzione è affidata al Maestro Riccardo Madoni che, con un repertorio che spazia da brani classici a brani originali per banda e musica da film, dirige con impegno, professionalità e grande sensibilità un gruppo di appassionati musicanti sempre più giovani continuamente alimentato dal prezioso contributo della scuola musicale, attiva dal 1990. - www.musicacittadina.it

Persone legate a Pontremoli[modifica | modifica sorgente]

La torre del Casotto e il campanile della Madonna del Ponte

Economia[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

La più antica realtà calcistica è rappresentata dal G.S.D. Lunigiana 1919 che raccoglie le ceneri della ormai storica G.S.Pontremolese 1919 unitasi poi tramite una fusione all'antagonista U.S.Pieve Annunziata. Il G.S.D.Lunigiana 1919 milita nel campionato di Promozione ma fino a non molto tempo fa la vedeva partecipante al campionato di Eccellenza, inoltre possiede un ottimo settore giovanile e ciò lo dimostra dall'interesse dello Spezia squadra professionistica di Serie B ed il raggiungimento della categoria Allievi Elite dove è l'unica squadra in provincia ad essere riuscita a conquistare questo traguardo. La città è rappresentata anche dall A.S.D. Atletico Pontremoli guidata dal giovane presidente Gregorio Petriccioli, dal GS Vallicisa Succisa del presidente Corrado Ferrari e dal G.S.D Pontremoli, società dal 1983 e presieduta dalla sig.ra Carlotta Laurenti; Le categorie di quest'ultime sono: il Vallicisa disputa la Prima Categoria, i grifoni dell'Atletico Pontremoli militano in Seconda Categoria, mentre il GSD Pontremoli in Terza Categoria. Nella pallacanestro Pontremoli vanta la Polisportiva Pontremolese che milita nel campionato di Serie C Regionale ligure. Il 10 maggio 2004 la 2ª tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Pontremoli con la vittoria di Damiano Cunego.

Trasporti e vie di comunicazione[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria

Strade e autostrade[modifica | modifica sorgente]

Pontremoli è raggiungibile in auto uscendo all'omonimo casello lungo l'Autostrada A15 Parma-La Spezia, oppure percorrendo la Strada statale 62 della Cisa. Per il trasporto su strada Pontremoli è servita sia per i trasporti urbani sia per quelli extraurbani dai mezzi dell'azienda CAT, che la collegano alle altre città e paesi della Lunigiana, a Massa e Carrara e alla Spezia.

Linee ferroviarie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovia Pontremolese.

La stazione ferroviaria di Pontremoli si trova lungo la linea Parma-La Spezia, percorsa da numerosi treni regionali tra i due capilinea ed anche da alcuni convogli a media percorrenza. Tale linea è anche conosciuta come Pontremolese, proprio perché Pontremoli è il centro più importante che si affaccia su questa ferrovia e si trova in posizione quasi equidistante tra le due città capolinea. Nel territorio comunale era presente anche un'altra piccola stazione denominata Grondola-Guinadi, ormai dismessa e relegata ad impianto di servizio in prossimità dell'accesso alla lunga galleria di valico (Galleria del Borgallo).

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Pontremoli è gemellata con:

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il ponte di San Francesco di Sopra

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Pontremoli è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Note[modifica | modifica sorgente]

Interno del castello
  1. ^ dato ISTAT - Popolazione residente al 9 ottobre 2011.
  2. ^ Il Corriere Apuano, anno CV n.11, Pontremoli 17 marzo 2012
  3. ^ a b Dictionnaire geographique universel - Charles Maty,Michel-Antoine Baudrand Pagina interretialis
  4. ^ Caciagli, Giuseppe, "Storia della Lunigiana", Arnera, 1992.
  5. ^ Guida ai misteri e segreti di Firenze e della Toscana, Milano: SugarCo edizioni, stampa 1987
  6. ^ Livio Galanti, nel 1980, inquadrò compiutamente questo importante capitolo della storia locale, associando le ricerche compiute nel 1904 dello storico Giovanni Sforza su alcune cronache piacentine alla successiva scoperta di una esplicita chiosa trecentesca dell'Inferno posta su un codice della Biblioteca Mediceo-Laurenziana di Firenze. In forza di ciò nel 2002 Pontremoli viene formalmente inserita dal Centro Lunigianese di Studi Danteschi (CLSD) nel novero dei Luoghi Danteschi Lunigianesi e nel 2004 viene affissa una epigrafe commemorativa per iniziativa del medesimo CLSD e del Lions Club "Pontremoli - Lunigiana", auspice l'Amministrazione Comunale.
  7. ^ http://www.comune.pontremoli.ms.it/ita/319/1/storia.htm Storia di Pontremoli dal sito del comune
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Sforza, Storia di Pontremoli dalle origini al 1500, Firenze, Franceschini, 1904.
  • Livio Galanti, La Lunigiana nella ‘Divina Commedia’ - III - Pier della Vigna, Il Corriere Apuano, 22 marzo 1980.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Uno dei numerosi cortili di palazzi nobiliari

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

separatore

Tappa Precedente
- da Roma -
Itinerario di Sigerico
Via Francigena
Tappa Successiva
- verso Canterbury -
Mansio XXX - Aguilla
Aulla
Mansio XXXI - Puntremel
Pontremoli
Via-Francigena-sign.jpg
Mansio XXXII - Sce Benedicte
Montelungo
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