Abbadia San Salvatore

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Abbadia San Salvatore
comune
Abbadia San Salvatore – Stemma Abbadia San Salvatore – Bandiera
Abbadia San Salvatore – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Siena-Stemma.png Siena
Amministrazione
Sindaco Fabrizio Tondi (centrosinistra) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 42°52′59.27″N 11°40′14.33″E / 42.883131°N 11.670647°E42.883131; 11.670647 (Abbadia San Salvatore)Coordinate: 42°52′59.27″N 11°40′14.33″E / 42.883131°N 11.670647°E42.883131; 11.670647 (Abbadia San Salvatore)
Altitudine 822 m s.l.m.
Superficie 58,99 km²
Abitanti 6 557[1] (31.12.2011)
Densità 111,15 ab./km²
Comuni confinanti Castel del Piano (GR), Castiglione d'Orcia, Piancastagnaio, Radicofani, San Casciano dei Bagni, Santa Fiora (GR), Seggiano (GR)
Altre informazioni
Cod. postale 53021
Prefisso 0577
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 052001
Cod. catastale A006
Targa SI
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 994 GG[2]
Diffus. atmosf. alta
Nome abitanti abbadenghi, badenghi
Patrono san Marco papa
Giorno festivo 19 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Abbadia San Salvatore
Posizione del comune di Abbadia San Salvatore all'interno della provincia di Siena
Posizione del comune di Abbadia San Salvatore all'interno della provincia di Siena
Sito istituzionale

Abbadia San Salvatore è un comune italiano di 6.777 abitanti[3] della provincia di Siena in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Abbadia San Salvatore è situata nel versante senese del Monte Amiata.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Toscana e Stazione meteorologica di Abbadia San Salvatore.

Abbadia San Salvatore ha, per l'altitudine e per la vicinanza del Monte Amiata, un clima freddo d'inverno e abbastanza caldo d'estate. In inverno le temperature scendono appena sotto lo zero, e, grazie ai venti freddi provenienti dall'Amiata (il monte) che sovrasta il paese, nevica più o meno abbondantemente e spesso. Le estati invece sono calde, ma rinfrescate sempre dall'influenza della montagna; le precipitazioni piovose sono molto frequenti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia ha riservato a questa località fasi di prestigio temporale legate all'omonimo Monastero, prima benedettino poi cistercense, che in epoca feudale ha esercitato un potere di rilievo in ampi territori posti sul versante orientale e su quello occidentale dell'Amiata. L'abbazia ebbe fortune alterne, dovute anche ai frequenti scontri sia con la potente casata degli Aldobrandeschi, sia con gli Orsini e in genere con gli alleati degli imperatori, soprattutto quando questi mantenevano rapporti conflittuali con il Papato di Roma; fu infine soppressa nel 1782.

Fondazione longobarda ed espansione durante il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il Monastero venne fondato nella seconda metà del secolo VIII per volere del re longobardo Rachis. Secondo la tradizione leggendaria la decisione fu presa dal Re in seguito a un evento miracoloso di cui fu testimone lo stesso Rachis al quale apparve la Trinità sulla sommità di un albero, intorno al quale fu edificata la cripta[4]. L'evento è ad oggi rappresentato nello Stemma Comunale. In realtà la costruzione del Monastero del San Salvatore fu curata dal nobile Longobardo Erfo ed era inquadrata in un preciso disegno politico di Rachis, che seppe avvalersi del favore monastico di Erfo a beneficio della nazione longobarda, ottenendo con la fondazione di un monastero sulle pendici del monte Amiata il duplice scopo di protezione e controllo dei traffici lungo la strategica via Francigena e di sviluppo agricolo di quell'area della Tuscia Longobarda. Pertanto già nel 750 il nobile longobardo Erfo, figlio di Pietro Duca del Friuli, assegnò al Monastero fortificato il controllo feudale dei territori amiatini che comprendevano i pascoli del monte Amiata fino alla valle del fiume Paglia attraversata dalla via Francigena. Il potere territoriale dell'Abbazia crebbe nei secoli successivi e in concomitanza si sviluppò l'antistante borgo, che fu subito fortificato e dotato di un suo castello difensivo (ubicato nell'odierna area della Castellina). All'inizio del X secolo i suoi possessi travalicavano la zona dell'Amiata, espandendosi in direzione della costa maremmana e laziale, in val d'Orcia, in val di Chiana e persino nel Viterbese. In questo periodo di prosperità e almeno fino alla casata degli Svevi il monastero, il borgo e le terre del San Salvatore rimasero strettamente legate all'autorità del Sacro Romano Imperatore tedesco, godendo comunque di autonomia completa sul piano civile, penale e religioso.

Conflitto con gli Aldobrandeschi e declino dell'abbazia[modifica | modifica wikitesto]

In una petizione del 1081, indirizzata all'Imperatore Enrico IV, i monaci del San Salvatore accusano la dinastia dei Conti Aldobrandeschi di far costruire centri fortificati sopra terreni e villaggi del feudo badengo allo scopo di usurparne il legittimo dominio all'abbazia. La disputa con gli Aldobrandeschi non fu risolta e essi seppero appropriarsi di numerose terre dei monaci. Il potere dell'abbazia fu ulteriormente ridotto a partire dal XII secolo dagli stessi abitanti del borgo e del castello del San Salvatore che rivendicarono per loro l'autonomia dal Monastero; l'abate Rolando fu forzato a cedere al borgo numerosi terreni e diritti, tra cui quello di eleggere i propri rappresentanti compreso il podestà. Fu in questo periodo che fu realizzata una seconda cinta muraria attorno al borgo in espansione ed edificata la struttura difensiva detta "Torrione". Nel 1228 papa Gregorio IX decise di riassegnare il Monastero all'ordine dei Cistercensi, con intento di risollevarlo dal declino. Tuttavia nel 1265 le terre del San Salvatore vennero occupate dall'emergente Repubblica di Siena, costringendo abbazia e comunità badenga a firmare un atto formale di sottomissione. Tuttavia Siena non mantenne il controllo militare del territorio che di fatto iniziò a divenire area di brigantaggio e rifugio di fuorilegge (e un secolo dopo zona di razzia del famoso brigante Ghino di Tacco), decretando il declino definitivo della via Francigena nella valle del Paglia; per queste ragioni nel 1278 gli insediamenti in val di Paglia (che pure avevano origini antiche, risalenti al periodo etrusco come il villaggio di Callemala e quello di Voltole) furono abbandonati e gli abitanti trasferiti nel capologuo fortificato del San Salvatore. Fu in questi anni che Abbadia San Salvatore si espanse nuovamente lungo la direttrice di "Via Pinelli" nell'area chiamata ad oggi "Borgo" anch'essa presto protetta da una estensione delle mura cittadine, assumendo l'assetto urbano definitivo che in larga misura manterrà fino al XIX secolo. Agli inizi del Trecento fu invece Orvieto ad ottenere la facile sottomissione dei territori badenghi, che però caddero rapidamente in mano aldobrandesca a seguito della crisi del comune di Orvieto che di lì a poco fu espugnato dal cardinale Egidio Albornoz. Di nuovo nel 1347 vi fu l'annessione definitiva alla Repubblica di Siena e ciò pose definitivamente fine alla sovranità del borgo del San Salvatore.[5]

Da ricordare come dall'abbazia stessa provenga il celebre Codex Amiatinus, risalente al VII secolo, attualmente conservato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.

Un altro documento di notevole valore è la Postilla Amiatina, risalente all'anno 1087 e considerata uno dei primi documenti in Italia del volgare.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Dall'annessione alla Repubblica di Siena e poi nel Granducato di Toscana e fino al XVII secolo il borgo rimase praticamente immutato e isolato, riscoprendosi molto povero, sostenendosi con un'economia stagnate basata sullo sfruttamento del legname, sul piccolo artigianato del legno, sulla scarsa pastorizia e agricoltura. Una profonda novità si ebbe solo tra il 1782 e 1784 quando il Granduca di Toscana Leopoldo II d'Asburgo-Lorena, allo scopo di rilanciare l'economia, soppresse il monastero e decretò la privatizzazione dei terreni dell'Abbazia, seguendo la visione del Giurisdizionalismo in base alla quale il monastero era valutato come una entità socialmente inutile ed economicamente disinteressata allo sviluppo economico delle proprie terre, che furono acquistate dai capifamiglia del paese costituitisi nella società "Macchia Faggeta". Agli inizi del XVIII secolo Abbadia San Salvatore vide una lieve espansione economica, urbanistica e sociale, con la nascita di realtà culturali come la Filarmonica G.Puccini (metà del XVIII secolo). Vi furono anche dei moti risorgimentali che in un'occasione costrinsero il Gonfaloniere granducale alla fuga. Nel 1860 vi fu l'annessione del comune al Regno d'Italia tramite un plebiscito in cui i favorevoli raggiunsero il 100% dei voti e il 100% dell'affluenza. Nel 1867 il Regno d'Italia sottrasse al comune gran parte del suo territorio e gli storici borghi di Campiglia, Bagni di San Filippo e Caselle, che vennero aggregati al comune di Castiglione d'Orcia.

Periodo minerario[modifica | modifica wikitesto]

Una drastica svolta si ebbe solo agli inizi del XIX quando iniziò in tutta l'area lo sfruttamento minerario del cinabro e della raffinazione dello stesso in mercurio. Abbadia San Salvatore divenne rapidamente un ricco centro minerario e industriale, vedendo un repentino miglioramento della qualità della vita degli abitanti che a partire dal 1900 disponevano già di energia elettrica, telefono, servizio idrico. Viene costruito un nuovo municipio (1909), urbanizzate altre aree, costruiti monumenti, fontane, realizzati nuovi servizi come l'ospedale. Durante il fascismo Abbadia San Salvatore continuò a prosperare, furono costruite le strade di raccordo con la vetta del monte Amiata, gli impianti sportivi, lo stadio e ulteriori espansioni urbane. Fu in questo periodo che furono reinsediati i monaci nell'abbazia, esattamente nel 1939.

In seguito all'attentato a Togliatti, avvenuto il 14 luglio 1948 ad Abbadia San Salvatore si verificarono manifestazioni e rivolte che videro coinvolti soprattutto i minatori, che interruppero le comunicazioni telefoniche tra Nord e Sud. Gli scontri portarono alla morte di un carabiniere e un poliziotto.[6] La successiva repressione attuata dalle forze dell'ordine fu durissima e avvenne mediante l'intervento di polizia ed esercito. Negli anni settanta le miniere dell'Amiata videro un declino a causa della concorrenza internazionale, e infine la società mineraria (che all'epoca occupava la maggioranza della popolazione) chiuse i battenti ponendo fine alla parentesi industriale di Abbadia San Salvatore, che da allora vide un lento decremento demografico.

A partire dagli anni ottanta del XX secolo le istituzioni hanno riconvertito l'economia del paese che oggi si fonda principalmente sul turismo, sia invernale che estivo.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Prende il nome dall'abbazia benedettina, fondata nel 743 dal re longobardo Rachis, di cui oggi rimangono solo la chiesa e la cripta ora officiata dai cistercensi.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Degni di nota, oltre al borgo medievale, caratteristico di quasi tutti i comuni amiatini, il Palazzo del Podestà, realizzato nel XV secolo.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Insediamenti storici[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 505 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Degna di nota è l'antichissima tradizione delle Fiaccole, celebrata tra la vigilia e la notte di natale. Tale tradizione, che conserva aspetti di origine pagana, sembra essere più antica del paese stesso e provenire dai villaggi antecedenti all'abbazia. La storia maggiormente conosciuta di questa festa millenaria inizia nel periodo successivo alla fondazione del monastero (742 d.C.), quando per la vigilia di natale, gli abitanti dei villaggi vicini si riunivano intorno alla chiesa per celebrare la venuta di Gesù bambino e davano fuoco a delle cataste di legna che bruciavano per tutta la notte del 25 dicembre. Ancora oggi viene mantenuta viva la tradizione nelle vie del centro storico e del paese, dove vari gruppi di badenghi innalzano grosse cataste di legna - le fiaccole - e le assistono dopo la cerimonia di accensione, cantando talvolta le pastorelle (tipici canti natalizi).

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Museo dell'abbazia è situato nei locali confinanti con quelli del monastero ed è in collegamento attraverso una scala di ferro. Al suo interno sono presenti pezzi unici che testimoniano il patrimonio del monastero stesso. Tra i pezzi più importanti un cofanetto-reliquiario del VIII secolo, il reliquiario di San Marco Papa, a forma di busto, di Angnolo Romanelli (1381), una casula del VIII-IX secolo e un pavimento senese di maiolica datato XV secolo già della Chiesa della Madonna del Castagno[8].
Una galleria del Museo minerario.
  • Museo minerario di Abbadia San Salvatore: la miniera di cinabro, ad oggi ormai chiusa, presenta gallerie per 35 chilometri che si estendono per 400 metri in profondità. Nella torre dell'orologio è possibile visitare il museo minerario insieme ad una galleria con un percorso di circa 300 metri dove sono riprodotti i luoghi di lavoro[8].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Abbadia San Salvatore non conta nessuna frazione. Si possono ricordare però le località abitate di Rifugio Amiatino e Rifugio Cantore, situate sulla vetta del Monte Amiata.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Si rileva la presenza di alcuni importanti mobilifici.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Tipico dolce locale è la Ricciolina.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Abbadia San Salvatore, oggi uno dei centri turistici più importanti del monte Amiata e della stessa Toscana, rievoca l'ormai trascorsa epoca della produzione del mercurio, proveniente dal suo minerale di base (il cinabro) che si estraeva in una miniera limitrofa allo stesso paese, ma anche in altri siti dell'Amiata. Oggi del mercurio, non più prodotto da oltre trent'anni, rimane una memoria conservata in un interessante museo ricavato dalla vecchia miniera, un'area riqualificata a destinazione artigianale. Il Museo operativo da qualche anno, propone un'interessante storia dell'estrazione, anche grazie al valido contributo di ex minatori in qualità di guide. Nel comune di Abbadia, che estende i suoi confini fino alla vetta dell'Amiata, sono presenti degli impianti per gli sport invernali e 12 km di piste da sci. Dal paese, circondato da boschi di castagno, si può accedere a dei percorsi naturalistici per escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike. La cittadina dell'estremo lembo meridionale della Toscana non è solo meta di turismo, ma anche stazione climatica e luogo di vacanza abituale per numerosi villeggianti.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo del Podestà, oggi palazzo del comune.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1994 1999 Massimo Flori centrosinistra Sindaco
1999 2004 Decoro Bisconti centrosinistra Sindaco
2004 2014 Lorenzo Avanzati centrosinistra Sindaco
2014 In carica Fabrizio Tondi centrosinistra Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti impianti sportivi di tennis, pattinaggio, basket, calcio e calcetto. Lo stadio comunale è provvisto di pista e impianti per l'atletica leggera e di un anello in erba per la corsa o il passeggio. Si annoverano due palestre comunali e una palestra per il fitness. In inverno è possibile praticare lo sci nordico e lo sci di fondo.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968 una tappa del Giro d'Italia si è conclusa ad Abbadia San Salvatore con la vittoria dello spagnolo Julio Jiménez.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Abbadia San Salvatore
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1968 18ª Foligno 166 Spagna Julio Jiménez Belgio Eddy Merckx

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat all'1/1/2010.
  4. ^ Storia del Comune dal sito ufficiale del Comune di Abbadia San Salvatore
  5. ^ Storia dell'abbazia dal sito lamiaterradisiena.it
  6. ^ Trasmissione RAI La storia siamo noi
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ a b Amiata e Val'Orcia - Pieghevole distribuito - Info: Comunità montana Amiata Val d'Orcia e Parco Artistico Naturale e culturale della Val d'Orcia.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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