Castelnuovo Berardenga
| Castelnuovo Berardenga comune |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||
| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Roberto Bozzi (Partito Democratico) dal 8-6-2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 43°20′50″N 11°30′15″E / 43.34722°N 11.50417°ECoordinate: 43°20′50″N 11°30′15″E / 43.34722°N 11.50417°E | ||||
| Altitudine | 351 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 177,02 km² | ||||
| Abitanti | 9 133[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 51,59 ab./km² | ||||
| Frazioni | Bossi, Casetta, Castell'in Villa, Colonna del Grillo,Corsignano, Geggiano, Grillo, Guistrigona, Monaciano, Monastero d'Ombrone, Monteaperti, Pacina, Pianella, Pievasciata, Poggiarello - Ripa, Ponte a Bozzone, Pontignanello, Pontignano, Quercegrossa, Rosennano, San Felice, San Giovanni a Cerreto, San Gusmè, San Piero, Santa Chiara, Santa Margherita - La Suvera, Stellino, Vagliagli, Villa a Sesta, Vitignano | ||||
| Comuni confinanti | Asciano, Bucine (AR), Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Monteriggioni, Radda in Chianti, Rapolano Terme, Siena | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 53019 | ||||
| Prefisso | 0577 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 052006 | ||||
| Cod. catastale | C227 | ||||
| Targa | SI | ||||
| Cl. sismica | zona 3s (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona D, 2 099 GG[2] | ||||
| Diffus. atmosf. | alta | ||||
| Nome abitanti | castelnovini | ||||
| Patrono | santi Giusto e Clemente | ||||
| Giorno festivo | 5 giugno | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Castelnuovo Berardenga all'interno della provincia di Siena |
|||||
| Sito istituzionale | |||||
Castelnuovo Berardenga è un comune italiano di 8.992 abitanti[3] della provincia di Siena in Toscana.
È situato a circa 20 km dal capoluogo su un colle tra il torrente Malena e il fiume Ombrone. Dal 1932 fa parte della zona vinicola Chianti, essendo il suo territorio diviso tra la sottozona Colli Senesi e la Classico di cui è il comune più meridionale.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
- Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003
- Classificazione climatica: zona D, 2099 GR/G
- Diffusività atmosferica: alta, Ibimet CNR 2002
[modifica] Storia
Sotto nome di territorio o distretto della Berardenga si sottintendeva anche nei tempi della Repubblica senese la porzione di quello stato compresa tra le sorgenti del torrente Bozzone e quelle dell'Ambra, fra il Chianti alto e il fiume Biena sino alle Taverne d'Arbia.
Il nome deriva dalla Contea dei Berardenghi, che prese il nome da uno dei figli del conte Wuinigi (Giunigi) di Ranieri, appartenente alla popolazione dei Franchi Salii, sceso in Italia in qualità di Legato dell'Imperatore Ludovico il Pio (865), poi divenuto Governatore politico di Siena (867-881) e di Roselle (868). Egli si chiamava Berardo e questo nome, ripetuto costantemente dai discendenti, diede poi il nome anche al territorio.
Lo stipite, donde ebbe nome la Contea Berardenga, parte senza dubbio da quel Castelnuovo, fondato dalla Repubblica di Siena, come punto di sorveglianza del confine verso Firenze e Arezzo, dopo una delibera datata 26 luglio 1366. In quest'epoca la parte superiore del colle venne circondata di mura affidandone la direzione a Mino Dei di Siena (1373-1374). Contemporaneamente alla fondazione fu dato a Castelnuovo uno statuto comunitativo aggregando al suo distretto i comunelli di Guistrigona, Pacina, Sestano, Ripalta, S. Giusto fuori di Castelnuovo, S. Quirico, Curina, Cerro grosso, Arceno, Orgiale, Nebbina, Vacchereccia, e Valcortese. Del castello si conserva oggi una torre e poco più.
L'antica chiesa parrocchiale di San Giusto, situata poco lontano da Castelnuovo è rammentata molto tempo prima che fosse edificato il castello, tra le filiali della vicina antichissima pieve di Pacina, nota per le prime contese fra i senesi e gli aretini sui confini diocesani risalenti al secolo VII.
Poco dopo il completamento delle mura del castello, Giovanni Acuto, alla testa di un esercito fiorentino, sopraggiunse nel 1382 assalendolo senza però successo. Di nuovo nel 1478 e 1479 il castello venne assediato dai fiorentini nel tentativo di strapparlo ai senesi.
Fu tentato altre volte (1478 e 1479) di sorprendere e togliere ai senesi questo baluardo dall'oste fiorentino; tali eventi ed altre circostanze obbligarono i governanti della Repubblica di Siena ad aumentare le fortificazioni, che vennero messe in opera sul cadere del XV secolo, con un nuovo giro di mura, corroborate da sette torri, una sola delle quali sussiste tuttora.
Nel 1511 Castelnuovo fu ceduto a Belisario Bulgarini, sotto il titolo di Potestà, al quale subentrò un individuo della famiglia Bellarmati, che tenne il castello fino al 1526, quando tornò sotto il dominio diretto di Siena.
Nel 1554 Castelnuovo Berardenga subì la sorte della madrepatria, incorporata al dominio assoluto del primo Granduca di Toscana.
[modifica] Storia naturale
Nel 2009, sulla rivista paleontologica Cainozoic Research sono stati pubblicati i risultati di una ricerca scientifica iniziata nel 2001.
Gli studi effettuati da Franco Cigala Fulgosi del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Parma hanno avuto inizio grazie al ritrovamento fatto da Simone Casati e dai ricercatori del Museo Geopaleontologico GAMPS di un numero straordinario di denti fossili di Chlamydoselachus lawleyi, una specie fossile di squalo dalla forma sinuosa più simile ad una anguilla. I denti in perfetto stato di conservazione provengono dai sedimenti argillosi situati a Castelnuovo Berardenga Scalo e risalgono a circa tre milioni di anni fa, in un periodo in cui l'area costituiva il fondale del mare tirrenico pliocenico [4].
Tale ritrovamento ha modificato in maniera sostanziale le conoscenze su quella parte di Mediterraneo pliocenico: Le conclusioni infatti portano ad affermare che la zona prevalentemente costiera o di mare basso, alternava abissi che prendevano forma a poca distanza dalla riva, là dove una breve piattaforma di costa lasciava il posto alla ripida scarpata continentale.[5]
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
[modifica] Architetture religiose
- Propositura dei Santi Giusto e Clemente
- Pieve di Santa Maria a Pàcina
- Pieve di San Felice a Bossi
- Pieve dei Santi Cosma e Damiano (San Gusmè)
- Pieve di San Giovanni Battista (Pieve Asciata)
- Pieve di Santa Maria (Villa a Sesta)
- Chiesa di San Cristoforo a Vagliagli
- Chiesa di San Pietro (Canonica a Cerreto)
- Chiesa di Sant'Ansano a Dofàna
- Chiesa dei Santi Giacomo e Niccolò (Quercegrossa)
- Chiesa di San Giovanni Evangelista (San Giovanni a Cerreto)
- Chiesa di San Bartolomeo (Sestano)
- Cappella di San Giovanni (Villa di Arceno)
- Cappella di Santa Croce (Villa Sergardi di Catignano)
- Cappella della Madonna del Rosario (Villa Bianchi-Bandinelli)
- Certosa di San Pietro (Pontignano)
- Monastero di San Salvatore (Badia Monastero)
[modifica] Ville
Il territorio comunale è punteggiato da numerose ville di pregio, costruite da aristocratici della vicina Siena:
- Villa Arceno
- Villa di Catignano o Villa Sergardi
- Villa Chigi Lucarini Saracini
- Villa di Geggiano o Villa Bianchi-Bandinelli
- Villa di Monaciano
- Villa Pagliaia
- Villa di Sestano
- Villa di Fagnano o Villa Terrosi Vagnoli
[modifica] Teatri
[modifica] Musei
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.001 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Albania 223 (2,48%)
Repubblica di Macedonia 218 (2,42%)
Romania 93 (1,03%)
[modifica] Cultura
[modifica] Personalità legate a Castelnuovo Berardenga
- Gino Tozzi (Castelnuovo Berardenga, 22 aprile 1924 – Siena, 20 ottobre 1964) è stato un partigiano italiano, Croce di guerra al valor militare.
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Frazioni
Nel comune di Castelnuovo si trovano i piccoli centri urbani di Montaperti, celebre per la famosa battaglia medievale tra guelfi e ghibellini, Casetta, Pianella, Ponte a Bozzone (dove è situata la Villa di Geggiano), Quercegrossa, che ha dato i natali al famoso scultore Jacopo della Quercia, San Gusmè, Vagliagli, e San Giovanni a Cerreto, e i nuclei abitati di Abbazia Monastero, Barca, Bivio Santo Stefano, Bossi, Campi, Castell'In Villa, Catignano, Chieci, Cignano, Colonna del Grillo, Corsignano, Curina, Geggiano, Guistrigona, La Ripa, Monaciano, Monastero d'Ombrone, Pacina, Petroio, Pievasciata, Poggiarello-La Ripa, Pontignanello, Pontignano, Rosennano, San Felice, San Giovanni, San Piero, San Vito, Santa Chiara, Santa Margherita-La Suvera, Santa Maria a Dofana, Sestano, Stellino, Villa a Sesta, Villa d'Arceno, e Vitignano.
[modifica] Vagliagli
Vagliagli, antico borgo del XIII secolo, è situato a 511 metri di altitudine, lungo la strada provinciale che conduce a Radda in Chianti. La prima citazione del villaggio di Vagliagli risale al 1226 e riguarda la chiesa locale, di origine romanica, di cui rimane traccia nel campanile dalle linee classiche. A lato della chiesa si possono intravedere i resti di un edificio in filaretto di alberese (un tipo di calcare argilloso di colore grigio o giallognolo) con tracce del portale ad arco acuto.
Situato al centro di una splendida conca dalla quale si gode una vastissima veduta, Vagliagli è una delle località più frequentate dai turisti chiantigiani per la bellezza del borgo e la magnifica posizione paesaggistica. A fine settembre, ogni anno, gli abitanti di Vagliagli organizzano la Festa dell'Uva per festeggiare la vendemmia.
All’interno della chiesa di San Cristoforo a Vagliagli segnaliamo l'elegante fonte battesimale quattro-cinquecentesco in marmo e l'affresco staccato raffigurante San Sebastiano" databile alla seconda metà del XVI sec.
Nel fianco sinistro si apre la cappella della Compagnia, ove ricordiamo un trittico a fondo oro datato 1940 di Icilio Federico Joni.
Una curiosità sull'etimologia del toponimo: Vagliagli significa letteralmente valle degli agli. L’aglio selvatico appare anche nello stemma del paese: una mano che stringe un mazzo di agli.
[modifica] San Giovanni a Cerreto
Situata a 313 metri sul livello del mare, nel comune di Castelnuovo Berardenga, la frazione di San Giovanni a Cerreto è da sempre considerata un vanto dell'entroterra toscano.
Nel medioevo la località di San Giovanni a Cerreto era sede di un villaggio, ricordato fin dal 1139, e di una chiesa, documentata dal 1194.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Roberto Bozzi (Partito Democratico) dal 8-6-2009 (2º mandato)
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Dato Istat all'1/1/2010.
- ^ Video a cura del GAMPS Channel: L'abisso nella campagna senese
- ^ Franco Cigala Fulgosi, Simone Casati, Alex Orlandini & Davide Persico, 2009. A small fossil fish fauna, rich in chlamydoselachus teeth, from the Late Pliocene of Tuscany (Siena, central Italy). Cainozoic Research, 6(1-2), pp.3-23, 8 figs, 2 tabs.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Castelnuovo Berardenga