Villa di Geggiano

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Villa di Geggiano
La "Pesca" dei mariti

La villa di Geggiano si trova in località Geggiano, vicino alla località di Ponte a Bozzone nel comune di Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'edificio, di proprietà della famiglia Bianchi Bandinelli fin dal 1530, era originariamente un casolare che venne trasformato nel 1768 in una grande villa con cappella e giardino, in occasione del matrimonio di Anton Domenico Bianchi Bandinelli con Cecilia Chigi.

Gli interni e gli esterni della villa, compresa la parte anteriore della facciata, sono stati utilizzati per girare alcune scene del film di Bernardo Bertolucci Io ballo da sola del 1996.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

La villa, a pianta rettangolare, si sviluppa su tre piani con una attico centrale che si eleva per un altro piano. Ai fianchi dell'edificio sono addossati due corpi, di cui quello a destra, contiene la cappella gentilizia, dedicata alla Madonna del Rosario. La facciata, estremamente semplice, è rivolta verso il giardino, al cui centro si apre un portone sormontato da un balcone, ed è appena ritmata da piatte lesene e cornici marcapiano.

L'interno della villa è impreziosito un rarissimo caso di arredamento settecentesco rimasto intatto sin dall'ultima sistemazione avvenuta tra il 1768 e il 1779. Sina dal vestibolo colpiscono gli affreschi delle scene delle stagioni e i ritratti della famiglia e dei conoscenti amici, opera del tirolese Ignazio Moder. Lo spirito cosmopolita di Mario Bianchi Bandinelli si manifesta anche in altre scelte esotiche, come le carte da parati parigine, i panni con le cineserie ed altri arredi eccentrici ma di buon gusto.

Al primo piano si è anche conservata la camera con letto a baldacchino dove dormì Vittorio Alfieri, ospite della villa.

Il parco[modifica | modifica sorgente]

I giardini

Un lungo viale alberato, di cipressi nel primo tratto e di lecci nel secondo, termina al cancello d'ingresso, posto parallelamente al teatro di verzura, sul lato sud del giardino.

All'interno del giardino sono riconoscibili due zone: una antistante la villa nota come il Piazzone, l'altra l'orto-giardino. La prima è impostata, rispetto alla facciata su un asse di simmetria, ai cui lati si trovano grandi aiuole a prato contornate da basse siepi di bosso, e si conclude, a sud, con il settecentesco teatro di verzura. Questo, leggermente sopraelevato è circondato da alte siepi di alloro e da un proscenio, composto da due arcate gemelle, sormontate da trionfali frontoni in cui sono inseriti gli stemmi delle famiglie Bianchi Bandinelli e Chigi Zondadari. Le arcate sono ornate da nicchie contenenti le statue della Tragedia e della Commedia, scolpite dallo scultore maltese Bosio.

Qui l'Alfieri mise in scena una delle sue tragedie (non sappiamo quale, forse la Mirra), quando nel 1783 si stampò a Siena la prima edizione delle sue opere teatrali: pare che indispettito dal dilettantismo degli attori egli stesso recitò una parte.

Tutto il giardino è cinto da un alto muro ove si aprono sei cancelli, fiancheggiati da monumentali pilastri coronati da vasi e statue di scimmiette in terracotta. Le aperture si trovano due a sud, ai lati del teatro, due ad ovest, per l'accesso all'orto, una ad est, verso la campagna e un'altra a nord, a fianco della villa. L'orto-giardino, che occupa una porzione quadrata di terreno ad ovest, culmina con una peschiera in muratura di forma semicircolare ed è organizzato secondo il tipo all'italiana, con geometriche aiuole disposte attorno ad un pozzo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giardini di Toscana, a cura della Regione Toscana, Edifir, Firenze 2001.
  • Il tour delle ville. Le Guide di Toscana, supplemento a l'Unità, maggio 1993.

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