Repubblica fiorentina

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Repubblica fiorentina
Repubblica fiorentina – Bandiera Repubblica fiorentina - Stemma
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica di Firenze
Nome ufficiale Respublica Florentina
Lingue ufficiali latino, italiano
Lingue parlate
Capitale Firenze
Politica
Forma di governo
Nascita 1115
Fine 1532 con Alessandro de' Medici
Territorio e popolazione
Bacino geografico Toscana
Territorio originale comune di Firenze
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religione di Stato cattolicesimo
Religioni minoritarie ebraismo
Classi sociali patrizi, aristocrazia, clero, cittadini, popolo
Repubblica fiorentina - Mappa
Evoluzione storica
Succeduto da Fleur de lis of Florence.svg Ducato di Firenze
« Regna cadunt luxu surgunt virtutibus urbes
Cadono i regni per il lusso, per le virtù le città prosperano »
(Scritta posta alla base della statua di Donatello "Giuditta e Oloferne" posta nel cortile di palazzo Medici)

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Firenze.

La città di Firenze conobbe tre distinti periodi di governo repubblicano.

Firenze comunale[modifica | modifica sorgente]

« E acciò che gli strani possano meglio intendere le cose advenute, dirò la forma della nobile città, la quale è nella provincia di toscana, edificata sotto il segno di Marte, ricca e larga d'imperiale fiume d'acqua dolce il quale divide la città quasi per mezzo, con temperata aria, guardata da nocivi venti, povera di terreno, abondante di buoni frutti, con cittadini pro'd'armi superbi e discordevoli, e ricca di proibiti guadagni, dottata e tumuta, per sua grandezza, dalle terre vicine, più che amata. »
(Dino Compagni, "Cronica della cose occorenti né tempi suoi", libro I, Cap. I)

Il primo periodo andò indicativamente dal 1115, anno in cui la città si eresse in Comune, al 1434, anno in cui Cosimo il Vecchio, esponente della famiglia Medici (che allora gestiva uno dei più grandi istituti bancari d'Europa), assunse il potere effettivo sulla città, trasformandola in Signoria sia pure non abolendo formalmente le istituzioni comunali, ma bastandogli controllare i processi elettorali degli ufficiali pubblici per gestire il potere. Ufficialmente lo stato fiorentino avrebbe mantenuto il nome di "Repubblica" anche durante la prima signoria medicea.

La repubblica di Savonarola (1494-1498) e Pier Soderini gonfaloniere (1498-1512)[modifica | modifica sorgente]

Il secondo periodo iniziò nel 1494, anno in cui i fiorentini cacciarono Piero II de' Medici, accusato di avere ceduto alle imposizioni del re francese Carlo VIII. La repubblica instaurata a Firenze nel 1494 dopo l'abbattimento della signoria dei Medici fu animata e ispirata da Girolamo Savonarola (1452-1498), un frate domenicano.

Alla morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492 la città fu travolta dalle prediche di Savonarola.

Nel settembre del 1494 Carlo VIII di Francia iniziò una spedizione militare in Italia, spinto dal desiderio di espandere i suoi domini.

A Firenze Piero de' Medici, che aveva accettato passivamente le esose condizioni del Francese Carlo VIII (gli aveva ceduto i territori medicei di Pisa, Sarzana, e Livorno), fu rovesciato da una rivolta popolare che instaurò una repubblica. L'esperimento politico savonaroliano terminò con la condanna e l'esecuzione del frate ad opera dei nemici esterni (primo fra tutti il bersaglio principale delle prediche moralizzatrici del Savonarola, il papa Alessandro VI) e il risorgente partito filomediceo. Ma per i Medici non era ancora possibile recuperare il potere, cosicché esso fu affidato a un sostenitore non troppo fanatico del partito mediceo, Piero Soderini, che avrebbe guidato col titolo di gonfaloniere, incarico che nel 1502 gli fu conferito a vita, un governo moderato che cercasse la conciliazione fra i partiti. Questo governo, che rifletteva le scarse qualità politiche del proprio capo inaugurò però una nuova stagione di splendore artistico per la città, con le commissioni a Michelangelo e Leonardo e tanti altri artisti, e con importanti incarichi politici affidati a personalità come Niccolò Machiavelli. Il governo di Soderini sopravvisse fino al 1512, quando il cardinale Giovanni de' Medici, figlio di Lorenzo Il Magnifico, poté rientrare a Firenze grazie all'appoggio di Papa Giulio II e della Lega Santa: un esercito spagnolo, al comando di Raimondo de Cardona, invase il Mugello e mise a sacco Prato e Campi Bisenzio in modo orrendo. Davanti a queste devastazioni, i fiorentini si arresero e accettarono il ritorno della casata medicea.

La repubblica del 1527[modifica | modifica sorgente]

Il terzo governo repubblicano ebbe inizio il 16 maggio 1527 in seguito alla gravissima crisi sorta nei rapporti tra Papa Clemente VII (Giulio de' Medici) e l'imperatore Carlo V, conclusasi con il Sacco di Roma. Papa Clemente VII era signore de facto di Firenze, governata formalmente dal Cardinale Silvio Passerini da Cortona, in nome dei giovani rampolli Ippolito de' Medici, figlio naturale di Giuliano duca di Nemours, e Alessandro de' Medici, figlio naturale di Lorenzo duca di Urbino. Il popolo fiorentino credette che fosse venuto il momento opportuno per cacciare i Medici e restaurare la Repubblica di stampo Piagnone, ovvero ispirata alle direttive di Girolamo Savonarola. Questa durò fino al 1530, quando fu abbattuta alla fine dell'Assedio di Firenze ad opera delle truppe spagnole e tedesche inviate non particolarmente volentieri dall'imperatore in seguito alla rappacificazione tra Clemente VII e Carlo V. L'eroica difesa della città, a cui contribuirono, in ambiti diversi, anche Francesco Ferrucci e Michelangelo Buonarroti, portò ad un assedio durato due anni, durante il quale fu disputata la nota partita di calcio, organizzata con strepito di fanfare in spregio agli assedianti. In questi due anni morirono circa 8000 difensori e circa 14000imperiali, senza contare le innumerevoli vittime in tutta la regione dovute al passaggio delle truppe e ai saccheggi. Questa pagina di storia si concluse con la battaglia di Gavinana, scontro nel quale si affrontarono gli uomini di Francesco Ferrucci, che portava rinforzi da Pisa, e le truppe imperiali comandate dallo stesso Principe d'Orange. Quest'ultimo morì nelle prime fasi della battaglia, ma i difensori furono ugualmente sconfitti dal soverchiante numero e Francesco Ferrucci, ferito, fu ucciso poi a sangue freddo dal mercenario Maramaldo.

Alla caduta della città, fu ripristinata la signoria medicea con Alessandro de' Medici (che si vociferava fosse in realtà figlio naturale dello stesso Papa Clemente VII), che nel 1532 fu poi nominato Duca di Firenze.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

La bandiera della repubblica fu «di rosso alla croce d'argento».[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luciano Artusi, Firenze araldica, Firenze, Polistampa, 2006, pp. 67-68. ISBN 88-596-0149-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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