Gonfaloniere

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Quella del gonfaloniere (talvolta si trova sotto la forma di confaloniere) era una prestigiosa carica dei comuni medievali e del Rinascimento in Italia, in particolare a Firenze.

In questa città il gonfaloniere era uno dei nove cittadini, selezionati per estrazione ogni due mesi, che formavano il governo della Signoria di Firenze. Questi aveva il compito di gestire la giustizia (Gonfaloniere di Giustizia) ed era custode della bandiera della città, che veniva esposta all'estremità di una croce. Per distinguerlo dai suoi otto colleghi, la sua veste cremisi bordata di ermellino era decorata con stelle dorate. Ogni rione di Firenze aveva il proprio priore, che poteva essere scelto per servire il consiglio, ed il proprio gonfaloniere di compagnia, scelto fra le famiglie più importanti del quartiere.

Si eleggevano gonfalonieri anche in altri comuni del centro-nord Italia, per esempio a Pistoia, portati da Giano della Bella; a Bologna la famiglia Bentivoglio ascese a questa carica nel XVI secolo; a Senigallia si ricordano i Mastai, antenati di papa Pio IX. Cent'anni dopo, quando Artemisia Gentileschi dipinse un ritratto di Pietro Gentile gonfaloniere di Bologna (1622) col gonfalone sullo sfondo, la carica aveva ormai un mero valore simbolico.

Sotto il principato mediceo e lorenese il Gonfaloniere assunse la veste amministrativa di primo cittadino e tale rimase fino all'annessione toscana al Regno d'Italia quando tale figura fu sostituita da quella di sindaco, con analoghe competenze. Generalmente il mandato del gonfaloniere era semestrale.

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